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Pubblicare giornali e periodici




LIBRO ANACRONISTICO, PUBBLICATO NEL 1998............ -
Libro pubblicato nel 1998. Oggigiorno l'evoluzione dell'editoria procede di pari passo con quella dei media. Il libro, forse scritto più di dieci anni fa, tratta l'argomento in modo anacronistico: parla della multimedialità e della diffusione delle informazioni digitali come EVENTO APPARTENENTE AL P ... (continue)
- — Feb 28, 2011 | Add your feedback
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- Tu, mio (3503)
- By Erri De Luca
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morbida scioglievolezza -
Se il titolo affascina e cattura, il libro completa per la sua storia e per lo stile inconfondibile e insaziabile. Si, perchè ogni suo scritto è così, ti riempie ma non ti sazia e vorresti continuare a farti cullare da quel "mare" si parole, così perfettamente incastrate e melodiche, capaci di costr ... (continue)
- — Jan 10, 2010 | Add your feedback
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In nome della madre
pesso grandi uomini riescono a raccontare le sensazioni di grandi donne.
Spesso un uomo può descrivere una maternità.
Mentre più raramente capita che un uomo riesca a descrivere LA maternità.
De Andrè ha cantato ”Ave Maria”:
E te ne vai, Maria, fra l’altra gente
che si raccoglie intorno al t ... (continue)
pesso grandi uomini riescono a raccontare le sensazioni di grandi donne.
Spesso un uomo può descrivere una maternità.
Mentre più raramente capita che un uomo riesca a descrivere LA maternità.
De Andrè ha cantato ”Ave Maria”:
E te ne vai, Maria, fra l’altra gente
che si raccoglie intorno al tuo passare,
siepe di sguardi che non fanno male
nella stagione di essere madre.
Sai che fra un’ora forse piangerai
poi la tua mano nasconderà un sorriso:
gioia e dolore hanno il confine incerto
nella stagione che illumina il viso.
Ave Maria, adesso che sei donna,
ave alle donne come te, Maria,
femmine un giorno per un nuovo amore
povero o ricco, umile o Messia.
Femmine un giorno e poi madri per sempre
nella stagione che stagioni non sente.
Ma mentre De Andrè descrive i movimenti di Maria,
Erri de Luca le da una voce.
La canzone risulta essere un ottimo accompagnamento per questo libro straordinario.
La voce di Maria. I pensieri, le emozioni, le sue paure e speranze.
Lei è l’unica protagonista del romanzo, lei parla in prima persona, in nome della madre.
Erri ci fa accomodare nelle stanze del suo libro, quattro. Una per ogni momento della gravidanza:
l’annunciazione, il concepimento, la partenza, la nascita.
Erri ci racconta la storia più antica del mondo riuscendo a stupirci, noi continuiamo a leggere ingordi il suo racconto per vedere cosa accadrà poi.
Ci presenta una Maria ribelle.
Con coraggio comunicò a a Iosef, suo promesso sposo, la sua gravidanza, fiduciosa che lui l’ avrebbe assistita, andando contro la legge degli uomini. A quel tempo, infatti, se una donna non sposata fosse rimasta incinta sarebbe andata incontro alla lapidazione. Loro trasgredettero insieme, per Lui. Iosef accettò il figlio di Maria, scatenando le malelingue e conquistandosi il disprezzo del suo paese. I due persero la stima della gente, dimenticando il saluto di uomini e donne. Soprattutto Miriam venne considerata da tutti una peccatrice. Per tale motivo, il censimento è avvertito da entrambi come una liberazione. La felicità di Maria è palese: il suo figlioletto, Ieshu, nascerà lontano da quel villaggio, a Bet Lèhem. Quando Lui verrà alla luce nessun occhio di donna perversa lo guarderà. Miriam partorirà da sola, appoggiata alla mangiatoia della stalla in cui troveranno riposo lei e suo marito.
In ginocchio accoglierà il suo piccolo,
le sue mani taglieranno il cordone,
da sola con Lui starà fino al mattino.
Riscaldata dal respiro di un bue e un asinello,
illuminata dalla stella cometa.
Maria, piena di grazia.
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