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  • Cover of All Together Dead

    All Together Dead

    Uno degli episodi in cui la Harris rende al meglio suspence e tensione. Sookie, ormai trattata dai vampiri come una loro dipendente, è costretta a partecipare al mega-summit sulle rive del lago Michigan come assistente della regina Sophie-Ann. Le varie delegazioni di vampiri soggiornano in un fantas ... (continue)

    Uno degli episodi in cui la Harris rende al meglio suspence e tensione. Sookie, ormai trattata dai vampiri come una loro dipendente, è costretta a partecipare al mega-summit sulle rive del lago Michigan come assistente della regina Sophie-Ann. Le varie delegazioni di vampiri soggiornano in un fantasco albergo a forma di piramide perfettamente attrezzato per la gestione dei particolari ospiti e fin da subito si prospettano problemi per la sicurezza degli zannuti, che devono guardarsi sia dei fanatici religiosi che li vorrebbero morti sia dai complotti che ogni delegazione ordisce contro le altre. Il ruolo di telepata di Sookie si dimostra ancora una volta indispensabile per risolvere la situazione anche se la nostra si era dimostrata più sveglia in occasioni precedenti: qui poteva risolvere il mistero già dai primi capitoli ma è troppo presa dal rimuginare sui rapporti conflittuali che ha con tutti gli uomini della saga per accorgersi di ciò che le accade sotto il naso. Finale spettacolare e di sicuro effetto; la Harris non è la regina delle romanziere ma scrive in modo energico e spiritoso e sa costruire scene d'azione. Inoltre finalmente si decide a dare un pochino più di spazio alle tematiche di intolleranza e integrazione latenti in un tutta la saga. La nouova storia d'amore con la "tigre mannara" Quinn non convince del tutto sebbene si apprezza in tentativo di costruire una storia d'amore che non sia basata semplicemtne su una sequenza di acrobazie erotiche.

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    — Nov 19, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Rosencrantz e Guildenstern sono morti

    Rosencrantz e Guildenstern sono morti

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    Esilarante!

    Commedia dell'assurdo in cui due personaggi minori dell'Amleto di Shakespeare, Rosencrantz e Guilderstein appunto, assurgono al ruolo di protagonisti in un opera che è contemporaneamente commedia e dramma esistenzialista. All'inizio dell'opera Rosencrantz e Guilderstein si ritrovano in viaggio verso ... (continue)

    Commedia dell'assurdo in cui due personaggi minori dell'Amleto di Shakespeare, Rosencrantz e Guilderstein appunto, assurgono al ruolo di protagonisti in un opera che è contemporaneamente commedia e dramma esistenzialista. All'inizio dell'opera Rosencrantz e Guilderstein si ritrovano in viaggio verso la corte di Danimarca, impegnati in una partita di "testa o croce" che sembra non avere inizio nè fine. Da quanto tempo giocano? Perchè sono in viaggio? Chi li ha convocati e perchè non hanno ricordo di chi erano prima dell'incontro con il messaggero del re che ha dato via a tutto? Stoppard gioca con la sovrapposizione tra vita "reale" e vita sul palcoscenico; è chi sta sul palco l'attore che segue un copione prestabilito oppure è quella la vita vera? Questo tipo di interrogativi innesca una serie di conversazioni tra i due che si risolvono ben presto in esilaranti corto circuiti, giochi di parole che si mordono la coda nell'insensatezza dell'essere.
    Certo per apprezzarlo appieno andrebbe visto recitato, soprattutto nelle parti più comiche la semplice lettura non ha il "ritmo" giusto anche se l'effetto umoristico si avverte in ogni caso.

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    — Nov 19, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Agnes Browne mamma

    Agnes Browne mamma

    "Nessuno fa lo stronzo con i figli di Agnes Browne".

    Parole sante. Altrimenti si rischia di fare la fine di Suor Magdalene, sconfitta con ignominia da un ortaggio in barba alla sua austera fermezza, in una delle scene più esilaranti di questo raccontino proletario che si divora in poche ore e ... (continue)

    "Nessuno fa lo stronzo con i figli di Agnes Browne".

    Parole sante. Altrimenti si rischia di fare la fine di Suor Magdalene, sconfitta con ignominia da un ortaggio in barba alla sua austera fermezza, in una delle scene più esilaranti di questo raccontino proletario che si divora in poche ore e lascia a fine lettura quel senso di serenità delle storie semplici e schiette.
    O'Carrol pesca a piene mani nei ricordi della propria infanzia nei quartieri popolari di Dublino, la cui vita fatta di povertà, mariti ubriaconi, miriadi di figli e l'onnipresente chiesa cattolica è stata più volte immortalata dagli autori irlandesi negli ultimi cinquant'anni. Qui la prospettiva è però meno melodrammatica e maggiormente interessata a puntare i riflettori sugli aspetti (involontariamente) comici degli eventi; la volontà è quella di far ridere e l'autore ci riesce raccontando la sua storia con onestà e genuinità, esprimendo con poche efficaci parole sia l'ilarità che la drammaticità di certe situazioni. Il rischio è quello di varcare il confine tra la narrazione di un fatto buffo e la presa in giro delle classi popolari, additando con sarcasmo le ingenuità che danno origine a certi equivoci esilaranti. Mi pare però che l'autore esca indenne da questo pericolo, grazie all'evidente complicità che lo lega ai suoi personaggi e al loro mondo, di cui si sente evidentemente ancora parte. Se a volte c'è della condiscendenza nel narrare gli exploit di Agnes, questa è più che altro la bonaria condiscendenza di un figlio verso una mamma che a volte fa cose strambe, piuttosto che il sarcastico paternalismo di chi ha più cultura verso chi non ce l'ha. Intendiamoci poi: Agnes Browne non è una melensa Pollyanna che sprona sempre a guardare il lato positivo delle cose, è semplicemente una donna di carattere, pratica e sognatrice, un accattivante mix di saggezza e ingenuità popolare, che con tanta forza di volontà tiene a galla la barca e si guadagna anche un piccolo premio perché alla fine nella vita tante cose non vanno bene ma non va nemmeno tutto male e concedersi qualche sogno ogni tanto male non fa.
    Si consiglia la lettura sotto Natale, quando l'eccesso zuccheroso del finale è più tollerabile!

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    — Dec 2, 2009 | Add your feedback
  • Cover of The Suspicions of Mr. Whicher

    The Suspicions of Mr. Whicher

    Copertina accattivante,commenti riportati in quarta di copertina intriganti, risultato: una grossa delusione e tanta noia. Partiamo dal principio che avevo voglia di leggere un bel giallo, qualcosa con una trama ben costriuta, in stile classico con poche morbosità e un bel mistero da dipanare seguen ... (continue)

    Copertina accattivante,commenti riportati in quarta di copertina intriganti, risultato: una grossa delusione e tanta noia. Partiamo dal principio che avevo voglia di leggere un bel giallo, qualcosa con una trama ben costriuta, in stile classico con poche morbosità e un bel mistero da dipanare seguendo gli indizi. Invece mi sono ritrovata in mano una sorta di saggio un po' sconclusionato che, a partire da un omicidio realmente accaduto, disserta su una serie di argomenti imprecisati, che spaziano dalla nascita della figura del detective nelle forze di polizia inglesi all'influenza di queste figure nella letteratura, dall'impatto sociale dei crimini violenti ai lati oscuri e le morbosità della società vittoriana, dal rapporto tra stampa e pubblico al ruolo delle differenze sociali nella valutazione di un criminale. Si tratta di argomenti molto interessanti e le considerazioni della Summerscale sono tutte bene documentate ma sono espresse in modo poco organico, si salta da un argomento all'altro senza criterio e con un'infinità di ripetizioni.La trama gialla invece è praticamente insesitente:l'autrice sembra riportare pedissequamente eventi in ordine cronologico, come se stesse proponendo al lettore le carte di un'inchiesta ma manca l'approfondimento dei personaggi, manca la suspence, non si comunicano i ragionamenti dell'ispettore ma solo le sue conclusioni. Se all'inizio ho guardato con favore a questo stile distaccato perchè mi assicurava che non sarebbe stato un racconto inutilmente morboso o splatter, a lungo andare l'approccio didattico dell'autrice ha reso la lettura pesante, noiosa e poco coinvolgente.

    http://ghettodeilettori.blogspot.com/2009/11/omicidio-r…

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    — Nov 18, 2009 | Add your feedback
  • Cover of Definitely Dead

    Definitely Dead

    Sesto capitolo della saga. Sookie scopre di essere l'unica erede della cugina Hadley, morta di recente dopo aver trascorso gli ultimi anni da vampira nonchè amante ufficiale della regina dei vampiri della Lousiana, Sophie-Ann.Quindi, per la nostra trasferta, obbligata a New Orleans, dove Hadley vive ... (continue)

    Sesto capitolo della saga. Sookie scopre di essere l'unica erede della cugina Hadley, morta di recente dopo aver trascorso gli ultimi anni da vampira nonchè amante ufficiale della regina dei vampiri della Lousiana, Sophie-Ann.Quindi, per la nostra trasferta, obbligata a New Orleans, dove Hadley viveva e dove si ritrova immancabilmente coinvolta negli intrighi di palazzo della regina, alle prese con un matrimonio non proprio d'amore. Infine in questa puntata le batoste per Sookie non saranno solo fisiche ma anche sentimentali (la Harris è un adonna crudele, non v'è dubbio!). Lo spostamento di location (cosa che in generale non amo per niente) è un ottimo espediente per creare un po' di varietà nella trama e nei personaggi mantenedo movimentata una saga che è ormai arrivata al sesto episodio. L'effetto riesce anche se forse l'autrice ci sta prendendo troppo la mano: troppi personaggi e troppe questioni irrisolte che si trascinano dai libri precedenti alle quali vengono affiancate nuove problematiche.

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    — Nov 19, 2009 | Add your feedback

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