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Infinite Jest By David Foster Wallace
Reading since Nov 21, 2009

Edit / Review
Poesie By Giovanni Pascoli
Professione: reporter: Michelangelo Antonioni
Finished on Nov 20, 2009

Edit / Review
Decameron By Giovanni Boccaccio
Finished on Nov 19, 2009

Edit / Review
La Via Lattea: Un ateo impenitente e un cattolico dubbioso in cammino verso Santiago de Compostela By Piergiorgio Odifreddi, Sergio Valzania
  • Una lettura che scivola via senza lasciare traccia alcuna.

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    Posted on Nov 14, 2009 | Add your feedback

Cronachette By Leonardo Sciascia
Finished on Sep 22, 2009

Edit / Review
L'Aleph By Jorge Luis Borges
  • Non riesco a dargli un voto e il motivo è molto semplice... ci sono, in questa raccolta, 4 racconti secondo me magnifici: "L'immortale", "La casa di Asterione", "Abenjacan il Bojarì, ucciso nel suo labirinto", "L'Aleph". Da leggere e rileggere e rileggere ancora. L'unità dei temi sviluppati e del pe ... (continue)

    Non riesco a dargli un voto e il motivo è molto semplice... ci sono, in questa raccolta, 4 racconti secondo me magnifici: "L'immortale", "La casa di Asterione", "Abenjacan il Bojarì, ucciso nel suo labirinto", "L'Aleph". Da leggere e rileggere e rileggere ancora. L'unità dei temi sviluppati e del pensiero che Borges esprime, pervasivi e trasversali a tutti i racconti della raccolta, anche a quelli meno riusciti, è un altro punto a favore del libro.
    Tuttavia proprio questi "meno riusciti", in diversa misura, non valgono minimamente quelli citati sopra e svariano in un range che va dal superfluo/inutile fino all'imbarazzante (nei casi peggiori). E anche questo va sottolineato.

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    Posted on Aug 27, 2009 | Add your feedback

Per un ritratto dello scrittore da giovane By Leonardo Sciascia
Finished in Mar 2009

Edit / Review
Il pendolo di Foucault By Umberto Eco
Finished on Feb 28, 2009

Edit / Review
Il giorno della civetta By Leonardo Sciascia
  • Quintessenziale della produzione "poliziesca" di Sciascia.

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    Posted on Jan 31, 2009 | Add your feedback

L'eterno marito By Fedor M. Dostoevskij
Finished on Jan 18, 2009

Edit / Review
Il dono di Humboldt By Saul Bellow
  • Alcune parti sono formidabili, alcuni personaggi (Rinaldo Cantabile su tutti) irresistibili.

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    Posted on Jan 4, 2009 | Add your feedback

I pugnalatori By Leonardo Sciascia
  • 1 person find this helpful

    L'Italia è sempre quella

    Pubblicato per la prima volta nel 1976, “I Pugnalatori” di Leonardo Sciascia ricostruisce, basandosi su documenti originali, un'oscura vicenda giudiziaria riguardante fatti criminosi avvenuti a Palermo nel 1862, riconducibili ad un disegno atto alla destabilizzazione delle istituzioni sabaude in vis ... (continue)

    Pubblicato per la prima volta nel 1976, “I Pugnalatori” di Leonardo Sciascia ricostruisce, basandosi su documenti originali, un'oscura vicenda giudiziaria riguardante fatti criminosi avvenuti a Palermo nel 1862, riconducibili ad un disegno atto alla destabilizzazione delle istituzioni sabaude in vista di una possibile restaurazione borbonica e coglie più che mai nel segno, narrando una storia che molto ci dà ancor oggi da riflettere sul malessere che ammorba i luoghi del potere.

    Figure istituzionali che tramano per il ribaltamento delle stesse istituzioni che rappresentano; la viltà, la collusione, il doppiogiochismo, l'arroganza, l'intoccabilità di quelle figure; gli attentati sanguinosi, i processi insabbiati e la verità nascosta, la sfacciata menzogna e lo spregio delle istituzioni.

    Un filo inquietante e vergognoso che lega la storia d'Italia partendo dai primi anni di vita unitaria, passando per i Governi della Repubblica nata dall'antifascismo e che col fascismo flirtavano, per arrivare ai nostri, osceni, giorni.

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    Posted on Oct 13, 2008 | Add your feedback

Il nome della rosa: in appendice Postille a Il nome della rosa By Umberto Eco
Finished on Sep 4, 2008

Edit / Review
Il cavaliere e la morte By Leonardo Sciascia
Finished on Aug 11, 2008

Edit / Review
La visione del cieco By Girolamo De Michele
Finished on Jul 23, 2008

Edit / Review
A ciascuno il suo By Leonardo Sciascia
  • 1 person find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Farsi i fatti propri

    E' la storia di uno sprovveduto; un ingenuo professore di italiano e latino che si interessa del duplice omicidio avvenuto nel suo paese, nella provincia palermitana.
    Sciascia descrive mirabilmente l'Ambiente ed il Metodo mafiosi da un lato, le pulsioni che determinano l'agire del professore e ... (continue)

    E' la storia di uno sprovveduto; un ingenuo professore di italiano e latino che si interessa del duplice omicidio avvenuto nel suo paese, nella provincia palermitana.
    Sciascia descrive mirabilmente l'Ambiente ed il Metodo mafiosi da un lato, le pulsioni che determinano l'agire del professore e sono causa del suo coinvolgimento nella vicenda dall'altro.
    Il professore Laurana arriva, per conto proprio, anche “sfortunatamente aiutato” dal caso, a farsi un'idea sul delitto, a scoprirne movente mandanti ed esecutore. Cosa che però tutti, nel paese, hanno già capito ma nessuno si sogna di dire e solo lui, che sempre ha vissuto ai margini della chiacchiera e del pettegolezzo, non ha intuito fin dall'inizio. Per questo motivo, per la sua estraneità ad una certa consuetudine del comportarsi ed al conseguente suo fare sospetto, il professore, che pure nulla di quanto scoperto ha intenzione di rivelare, verrà attirato in una trappola mortale. E i suoi compaesani, così concluderanno parlando dello scomparso Laurana: “Era un cretino”.
    La prosa di Sciascia è – come sempre – straordinaria e spietata è la descrizione di un mondo fatto su misura per furbi e delinquenti dove, fra le mura domestiche, in chiesa o in sagrestia, nei palazzi di giustizia e negli ambienti della politica, non esiste una morale, oppure, se c'è, è solo per i cretini.

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    Posted on Jul 17, 2008 | Add your feedback

Signor Malaussène By Daniel Pennac
  • Diversi anni fa avevo letto "La Prosivendola" e mi ero divertito come un matto. Oggi, a leggere questo "Signor Malaussene", mi diverto molto meno. E non tanto per i temi trattati nel libro quanto per una trama poco coinvolgente ed una scrittura furbacchiona e ruffiana. Tutti quegli esclamativi, punt ... (continue)

    Diversi anni fa avevo letto "La Prosivendola" e mi ero divertito come un matto. Oggi, a leggere questo "Signor Malaussene", mi diverto molto meno. E non tanto per i temi trattati nel libro quanto per una trama poco coinvolgente ed una scrittura furbacchiona e ruffiana. Tutti quegli esclamativi, puntini di sospensione, ecc. non li reggo proprio. Per non parlare di certe paraculaggini quali l'uso di scorrettissimi (nei confronti del lettore) espedienti narrativi, denunciati nel libro stesso come scorretti a mo' di apologia.
    Una cosa c'è, tuttavia, che è assolutamente da salvare: l'itinerario enologico intrapreso da Julie e Benjamin a partire da Parigi e culminante nel Vercors. Ho preso appunti, ne ho segnato le tappe...

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    Posted on Jul 13, 2008 | Add your feedback

Todo Modo By Leonardo Sciascia
  • 1 person find this helpful

    Quei sani esercizi spirituali

    Denso e penetrate, “Todo Modo” è un racconto perfetto. Sciascia è sferzante, come solo lui sa esserlo, nei confronti del Potere, in più la sua scrittura tocca qui elegantemente le corde dell'allucinazione e del surreale: alcune pagine del libro rimbalzano di eco buñueliane, in particolare de “L'Ange ... (continue)

    Denso e penetrate, “Todo Modo” è un racconto perfetto. Sciascia è sferzante, come solo lui sa esserlo, nei confronti del Potere, in più la sua scrittura tocca qui elegantemente le corde dell'allucinazione e del surreale: alcune pagine del libro rimbalzano di eco buñueliane, in particolare de “L'Angelo sterminatore”.
    E' proprio di sterminio della classe dirigente che qui si tratta, di autodistruzione del Potere, implosione di Politica e Religione. Perchè la classe dirigente, nel suo distacco e nella sua autoreferenzialità, dirige il nulla; o meglio dirige se stessa, tesse e distrugge le proprie ragnatele di alleanze, favori, ricatti, raccomandazioni, affari.
    Su tutto il racconto incombe l'ombra diabolica di un prete, Don Gaetano, fine e pungente ragionatore, che si definisce rivoluzionario e reazionario, figura ambigua che si nutre di disprezzo per l'umanità ed incarna un vuoto e una sconfitta.
    Libro imperdibile, anche per la marea di aforismi che tracima dalle sue pagine, e che sono tante porticine da aprire su sconfinate riflessioni sull'uomo.

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    Posted on Jul 17, 2008 | 1 feedback

La vita in comune By Letizia Muratori
Finished on Jun 27, 2008

Edit / Review
Il contesto: Una parodia By Leonardo Sciascia
Finished on Jun 13, 2008

Edit / Review
Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo By Aldous Huxley
Finished on Jun 2, 2008

Edit / Review
Americana By Don DeLillo
  • 1 person find this helpful

    L'ho trovato di una profondità sconcertante. Provo un po' d'invidia verso persone dallo sguardo così acuto...

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    Posted on May 24, 2008 | Add your feedback

Manituana By Wu Ming
  • 1 person find this helpful

    Non mi ha convinto per niente. Libro bolso e noioso, non un'emozione, molto lontano dalle prove precedenti del gruppo WM.

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    Posted on May 24, 2008 | Add your feedback

Nelle mani giuste By Giancarlo De Cataldo
  • Certo, il marchio ellroyano qui incide a fuoco lo stile di De Cataldo, ma tra le righe ho respirato un senso d'angoscia, tutto italiano, per la slavina di m***a che ha travolto e continua a travolgere il nostro paese. Lettura importante sul nostro tempo.

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    Posted on May 24, 2008 | Add your feedback

Rumore bianco By Don DeLillo
Finished in Feb 2008

Edit / Review
L'uomo che ride By Victor Hugo
Finished in Jan 2008

Edit / Review
Perché non possiamo essere cristiani: (e meno che mai cattolici) By Piergiorgio Odifreddi
  • Una lettura davvero salutare, di questi tempi poi e con l'aria che tira...

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    Posted on Jul 13, 2008 | Add your feedback

L'uomo in bilico By Saul Bellow
Finished in Sep 2007

Edit / Review
Medium By Giuseppe Genna
Finished in Mar 2007

Edit / Review
Lunar Park By Bret Easton Ellis
Confine di Stato By Simone Sarasso
L'arcobaleno della gravità By Thomas Pynchon
  • 1 person find this helpful

    A spasso per la Baviera con indosso un costume da maiale...

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    Posted on May 24, 2008 | Add your feedback

L'incanto del lotto 49 By Thomas Pynchon
  • *** This comment contains spoilers! ***

    Minare le certezze. Formulare domande lasciandole tutte senza risposta. Stimolare la curiosità in modo addirittura persecutorio per non appagarla mai. Concatenare gli eventi con una casualità così sistematica che ti viene da pensare che non ci sia proprio niente di casuale. Creare un clima insinuant ... (continue)

    Minare le certezze. Formulare domande lasciandole tutte senza risposta. Stimolare la curiosità in modo addirittura persecutorio per non appagarla mai. Concatenare gli eventi con una casualità così sistematica che ti viene da pensare che non ci sia proprio niente di casuale. Creare un clima insinuante di cospirazione per generare uno stato paranoico che porti a domandarsi se ci si stia invece immaginando tutto e non esista nessuna cospirazione. L'incanto del lotto 49 di Thomas Pynchon è una trappola.
    Pubblicato per la prima volta nel 1966, il romanzo ha per protagonista Oedipa Maas, moglie del DJ Mucho, nominata esecutrice testamentaria di Pierce Inverarity, capitalista californiano dai possedimenti infiniti con cui aveva avuto una relazione.
    Recatasi a San Narciso, base del defunto Inverarity, per valutare oneri e pratiche che si è inspiegabilmente trovata a dover sbrigare, Oedipa incontrerà il mistero e si lancerà alla ricerca della verità. Il mistero è il Trystero, la verità non verrà mai raggiunta.
    Il primo incontro con il Trystero avviene attraverso la collezione di francobolli di Inverarity, dei falsi autentici che lasciano presupporre l'esistenza di un sistema postale segreto parallelo a quello di Stato. Dopo questo primo incontro, Oedipa viene trascinata dalla propria voglia di sapere in una ricerca ossessiva, sulle tracce del simbolo a forma di corno da postiglione con sordina - il logo del Trystero. Ricostruirà la presunta storia del sistema postale antagonista, nato secoli addietro in Europa in contrapposizione al sistema postale imperiale Thurn und Taxis, creato negli ultimi anni del '400 dalla nobile casata che porta quel nome. Oedipa incontrerà vari personaggi, ognuno dei quali sembra sapere qualcosa ma la tiene nascosta, oppure ha in mano una tessera del mosaico ignorandone tuttavia il disegno complessivo. Non sarà possibile sciogliere il mistero: Oedipa insegue un segno che emerge e si può scorgere fra le pieghe dell'ordinario, dell'ufficiale, ma che sempre le sfugge, si moltiplica, si polverizza.
    Recensire un testo di quarant'anni fa risulterebbe operazione inutile e superflua viste le tante recensioni esistenti assai migliori di quanto potrei mai fare io. Qui basti dire questo: la geniale invenzione su cui Pynchon ha costruito il romanzo è l'esistenza di un sistema postale clandestino alternativo a quello ufficiale. Il Trystero viene utilizzato per comunicazioni che sfuggono al controllo delle autorità; anzi, i suoi utenti possono divertirsi a infarcire il sistema postale nazionale di balle di ogni genere, mandandone in tilt ogni velleità di controllo, mettendo le dita negli occhi del Grande Fratello. Queste poste underground insomma, sembrano una metafora per una possibile comunicazione più libera, autentica e sincera che scorre sotto la comunicazione istituzionalizzata, ingessata, imbavagliata e appiattita. Nell'era di Internet L'incanto del lotto 49 può considerarsi un testo profetico.

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    Posted on May 24, 2008 | Add your feedback

Chiedi alla polvere By John Fante
Inchiesta su Gesù: Chi era l'uomo che ha cambiato il mondo By Corrado Augias, Mauro Pesce
Vineland By Thomas Pynchon
L' eterna notte dei Bosconero By Flavio Santi
  • Immaginate Goethe a Palermo, nel 1787. Una sera, in una locanda, incontra un individuo singolare che gli racconta una storia. Il racconto dura fino all'alba successiva, ed è racconto diabolico, di orrori indicibili, di demoni e di vampiri, di omicidi atroci, squartamenti, sbudellamenti, decapitazion ... (continue)

    Immaginate Goethe a Palermo, nel 1787. Una sera, in una locanda, incontra un individuo singolare che gli racconta una storia. Il racconto dura fino all'alba successiva, ed è racconto diabolico, di orrori indicibili, di demoni e di vampiri, di omicidi atroci, squartamenti, sbudellamenti, decapitazioni, sventramenti, bagni di sangue. Al termine del racconto il misterioso narratore si congeda dallo scrittore tedesco che, nei dieci giorni successivi, vivrà una indicibile esperienza, un incubo a occhi aperti culminante nello spalancamento, davanti ai suoi occhi, delle porte dell'Inferno e nella vertiginosa visione di Satana.
    Immaginate che Goethe, nella stesura del suo Viaggio in Italia, abbia omesso quella mostruosa avventura siciliana, per decidere in seguito, nella vecchiaia più avanzata e ormai prossimo alla morte, di riportare in un quaderno segreto il racconto dell'uomo misterioso e gli avvenimenti dei dieci giorni successivi.
    Immaginate ora che quel manoscritto sia stato ritrovato e reso pubblico: quello che avete tra le mani è un racconto nel racconto nel racconto.
    Della trama de L'eterna notte dei Bosconero di Flavio Santi non dirò nulla di più. Diciamo subito che si tratta di un libro bellissimo. Ci troviamo in presenza di un romanzo gotico, per di più servito al lettore con l'espediente narrativo del manoscritto ritrovato: è la riscoperta di un genere oggi superato.
    Non è vero. Quello che ho scritto è falso. E' la maschera dietro la quale si cela il romanzo di Santi.
    Questo è un gotico del XXI secolo ed ha la consapevolezza della forza veritativa del genere horror, della sua capacità di aprire squarci sul reale, di illuminarlo con la luce talvolta tenue, talvolta brutale, che gli è propria. L'eterna notte dei Bosconero è una riflessione sull'umano. Ho letto, in giro per la rete, che il libro tratta in realtà, tramite la retorica dell'allegoria, dei mali della Sicilia contemporanea, dell'Italia. E' vero, ma solo in parte: la riflessione di Santi è più ampia, molto di più, è universale e tratta del Male. Sulla Sicilia narrata è calato il "potentato del male", "un segno profondo", "è tutto pieno di demoni".
    E' un Male narcolettico e affetto da amnesia. A causa della narcolessia non distingue più il sonno dalla veglia, smarrendo pertanto qualunque possibile coordinata spazio-temporale. Un Male quindi che vive in un eterno presente (una eterna notte), che è persistente nel tempo e nello spazio - non posso non pensare, una volta di più, al Lynch di INLAND EMPIRE, cioè alla fiaba polacca citata nelle prime sequenze del film da Grace Zabriskie: "Un bambino uscì per giocare, aprì la porta e vide il mondo. Attraversando la porta causò un riflesso. Nacque il male. Nacque il male, e seguì il bambino". Un Male dunque che accompagna l'uomo dalla sua comparsa sulla Terra, un Male errabondo e continuamente in bilico. A causa dell'amnesia è un Male che non ha memoria. Non ricorda le proprie efferatezze e in questo modo è capace di rinnovarsi e trovare nuovo slancio e sete di nuovo sangue giorno dopo giorno, perchè ogni giorno è per il Male sempre come il primo. Se non corre costituzionalmente il rischio della cessazione per pentimento, impossibile in quanto Male assoluto, grazie all'amnesia non corre nemmeno il rischio della cessazione per noia. E' il Male dell'oggi certo, ma è un male che non conosce nè spazio, nè tempo, nè stagioni, è il Male di ieri e quello di domani: "il male è fra noi e non ha nessuna intenzione di abdicare".
    Attenzione, non si sta qui postulando di una presunta natura malvagia dell'uomo e quindi di una sua naturale propensione verso il Male, con il rischio che tale postulato serva poi da bieca giustificazione per i crimini più atroci perpetrati dall'uomo nel corso della Storia. Il male è fra gli uomini, non negli uomini.
    Su L'eterna notte dei Bosconero si potrebbe andare avanti a scrivere pagine su pagine, tanta è la sua complessità e densità di significati e piani di lettura. Solo un'altro appunto voglio aggiungere prima di chiudere queste mie righe che sono un sincero invito alla lettura. Prima però è doveroso spendere due parole sulla scrittura di Flavio Santi. Siamo in presenza di una prosa di altissima caratura, di una lingua complessa e meravigliosamente fluente, di un uso sapientissimo della retorica e delle regole della narrazione. E proprio alla letteratura mi riallaccio per quest'ultima annotazione. Perchè è stato scelto come perno del racconto lo scrittore Goethe? Sicuramente perchè è l'autore del Faust e la materia del romanzo di Santi è Il Male, il diavolo, l'inferno. Tuttavia vi è anche una evidente riflessione sul ruolo della letteratura e dello scrittore: si interroga, lo scrittore, sull'opportunità di scrivere o di tacere su avvenimenti e tematiche tanto spaventosi. E, più sottilmente, si interroga sul fascino del Male, sulla sua tentazione. La conclusione a cui giunge: "Ecco, ho raccontato tutto quello che mi è successo, senza mai tralasciare i dettagli più raccapriccianti. Adesso posso deporre la penna: sono convinto di aver fatto la cosa più giusta, anzi avrei dovuto decidermi prima, molto prima, ma il terrore era troppo".
    Questo il ruolo dello scrittore, soprattutto nelle epoche di maggiore crisi.

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    Posted on May 24, 2008 | Add your feedback

L'anno luce By Giuseppe Genna
Dies Irae By Giuseppe Genna
  • Il sistema politico Sergio Baracco ha ormai preso il sopravvento su tutti noi...

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    Posted on May 27, 2008 | Add your feedback

Underworld By Don DeLillo
Finished in May 2006

Edit / Review
Lamento di Portnoy By Philip Roth
  • 1 person find this helpful

    Uno dei libri più divertenti che io abbia mai letto.
    Irresistibile.

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    Posted on May 24, 2008 | Add your feedback

Hollywood, Hollywood! By Charles Bukowski
Gomorra: Viaggio nell'impero economico e nel sogno di dominio della camorra By Roberto Saviano
Nicolas Eymerich, inquisitore By Valerio Evangelisti
Noi saremo tutto By Valerio Evangelisti
Attenti al gorilla By Sandrone Dazieri
Assalto a un tempo devastato e vile By Giuseppe Genna
Los Angeles nera: La trilogia del sergente Hopkins By James Ellroy
White jazz By James Ellroy

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