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- La stella nel pugno (10)
- By Robert Sharenow
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Reading since Feb 19, 2012
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- Ad alto rischio (35)
- Antologia di scritti proibiti
- By Dorothy Allison, John Preston, Dodie Bellamy, …
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Reading since Feb 18, 2012
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- Domani nella battaglia pensa a me (4169)
- By Javier Marias
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Finished on Feb 17, 2012





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- Il quadrato di Blaum (12)
- By Massimo Gardella
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Finished on Feb 15, 2012





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In uno scenario che vede la fantascienza italiana frammentata, relegata ai margini, sottaciuta, scovare un nuovo romanzo è già una conquista. Trovare romanzi di fantascienza italiana di buona qualità è cosa ancora più preziosa.
Così è con Il quadrato di Blaum, che davvero non ha nulla da i ... (continue) - — Feb 17, 2012 | Add your feedback
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- Morire per vivere (9)
- By John Scalzi
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Finished on Feb 13, 2012





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Potrà sembrare insolito, ma nel recensire questo romanzo conviene partire dalla fine; anzi, per dirla tutta, dai ringraziamenti dell'autore, perché un posto d'onore è riservato a Robert Heinlein, maestro della fantascienza militare e della space opera.
Il riconoscimento è sentito come dovuto da uno ... (continue) - — Feb 15, 2012 | 6 feedbacks
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- La statua di sale (524)
- By Gore Vidal
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Finished on Feb 9, 2012





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"Così si incontrarono. Occhi serrati contro un mondo irrilevante." -
Nell'America degli anni Quaranta, come oggi, non c'è nulla di più scandaloso dell'attentare al concetto di "normale". Riscrivere le categorie, rivedere i confini, definire l'indefinibile, mettere a norma l'anormale.
La grandezza di La statua di sale, più che nella sua trama e nel suo conten ... (continue) - — Feb 11, 2012 | 2 feedbacks
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- Il mare di legno (515)
- By Jonathan Carroll
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Finished on Feb 4, 2012





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"La vita non è altro che una serie di contraddizioni con cui è necessario imparare a fare i conti". -
Il mare di legno, terzo e ultimo pannello della trilogia di Crane's View, pubblicato per la prima volta nel 2000, è davvero un libro spartiacque; o almeno, così apparirà ai lettori di Carroll.
Se da un lato questo ultimo episodio rappresenta il culmine dell'escalation surreale che ha invaso ... (continue) - — Feb 6, 2012 | Add your feedback
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- Altri libertini (3054)
- By Pier Vittorio Tondelli
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Finished on Feb 2, 2012





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"Io mi salvo solo vicino a te." -
Ogni generazione, ogni decennio ha il suo libro scandalo e pare che Altri libertini sia davvero quello degli anni Ottanta. Dei primi anni Ottanta, almeno: un romanzo in bilico, in punta di piedi sull'uscio di un nuovo decennio, l'ombra proiettata negli anni di piombo e gli occhi rivo ... (continue)
- — Feb 3, 2012 | 7 feedbacks
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- Il libro dei teschi (245)
- By Robert Silverberg
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Finished on Jan 27, 2012





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"Non ho mai creduto che aprire la propria anima porti alla scomparsa del dolore. Serve solo a diffonderlo un po' in giro". -
Romanzo atipico di uno scrittore atipico: Robert Silverberg è uno scrittore di fantascienza, acclamato per la sua capacità di muoversi autonomamente tra i generi, i cui romanzi sono noti per l'approfondimento psicologico, che ha la priorità su tutti gli altri aspetti.
Anche in questo romanzo è c ... (continue) - — Jan 28, 2012 | 2 feedbacks
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- Ci sono bambini a zigzag (1215)
- By David Grossman
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Finished on Jan 24, 2012





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"A volte la verità sembra proprio una bugia." -
Ci sono persone rotonde, ci sono bambini a forma di triangolo e ci sono... bambini a zigzag. Il giovane Nono appartiene a quest'ultima categoria: tale è l'indole ribelle, incorruttibile, che lo caratterizza.
Quella di Nono è una storia di crescita e di formazione, un viaggio alla scoperta d ... (continue) - — Jan 25, 2012 | Add your feedback
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- La connessione Erdmann (38)
- By Nancy Kress
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Finished on Jan 21, 2012





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- CAM (7)
- By Stefano Pastor
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Finished on Jan 17, 2012





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Stefano Pastor torna con un romanzo che non smette mai di sorprendere e inquietare.
CAM è la storia del piccolo Asil, un ragazzino dodicenne in fuga da una madre assente, che cerca di sopravvivere a suo modo in un mondo in cui non ci si può fidare di nessuno; vivendo di piccoli furti, il mond ... (continue) - — Jan 20, 2012 | Add your feedback
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- Nel segno della pecora (1843)
- By Haruki Murakami
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Finished on Jan 17, 2012





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Alla ricerca della pecora interiore -
Tra i romanzi giovanili di Murakami, è un romanzo che presenta una buona parte delle tematiche tipiche dell'autore insieme a una prima ricerca stilistica.
Lo si direbbe un romanzo fortemente introspettivo, che usa, com'è noto, il surreale come espediente per rappresentare gli sterminati campi dell ... (continue) - — Jan 18, 2012 | 2 feedbacks
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- La nuvola nera (394)
- By Fred Hoyle
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Finished on Jan 16, 2012





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"Non è l'universo che segue la nostra logica, siamo noi costruiti secondo la logica dell'universo." -
Non nascondo un certo stupore nell'apprendere l'altissima percentuale di giudizi estremamente positivi su questo romanzo, frequentemente appellato, ancora oggi, "capolavoro".
Non credo di peccare di superbia, nell'affermare che probabilmente lo stesso autore ne sarebbe sorpreso: come dichiarato ne ... (continue) - — Jan 18, 2012 | Add your feedback
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- Ragazzo di zucchero (81)
- By Ken Harvey
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Finished on Jan 13, 2012





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"Poco prima di morire mia madre mi disse di lavarmi via lo zucchero dalle braccia e dalle gambe..." -
E' un'America provinciale spogliata a far da sfondo a questi racconti, scenari spogli, minimalisti, una narrazione ridotta all'osso, personaggi visti di traverso, nudi, spiati, uccisi e commemorati. Lontano anniluce dalla solita America patinata dei romanzi gay adolescenziali, i racconti di Ken Ha ... (continue)
- — Jan 16, 2012 | Add your feedback
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Domani nella battaglia pensa a me
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Confesso sin da subito la molteplice inquietudine che questo romanzo mi ha causato e continua a causare. Una vicenda morbosa che mi ha causato disturbo e inquietudine. Un romanzo che, nonostante ciò, gode di un altissimo favore e apprezzamento. Infine, l'inquietudine di doverlo recensire negativam ... (continue)
Confesso sin da subito la molteplice inquietudine che questo romanzo mi ha causato e continua a causare. Una vicenda morbosa che mi ha causato disturbo e inquietudine. Un romanzo che, nonostante ciò, gode di un altissimo favore e apprezzamento. Infine, l'inquietudine di doverlo recensire negativamente.
Nella post-fazione, che l'autore chiama inspiegabilmente (ma anche inevitabilmente) Epilogo, Marias ricorda che il romanzo, attuale forma dominante della produzione letteraria, è in voga ormai da quattro secoli. Perché si continua a scrivere e leggere romanzi, a scrivere e leggere pura finzione, quando il mondo, con la sua storia, e le sei miliardi di vite umane hanno molto di più da offrire? La domanda è interessante, la risposta però mi sembra sbagliata. Cosa c'è di più vuoto e autoreferenziale e vuoto di un romanzo che s'interroga su se stesso? Scrivi un saggio, insomma, non un romanzo!
Ecco dunque che viene fuori un romanzo estremamente prolisso, ridondante, pesante, senza inizio né fine, inconcludente, oscenamente morboso, in cui la scrittura viene pervertita per fini che vanno ben oltre la comunicazione letteraria. Il risultato è un romanzo che contraddice se stesso.
La contraddizione che mi pare più estrema, è l'assenza totale di introspezione psicologica malgrado una narrazione in prima persona che, nel suo incedere e accanirsi su se stessa sfiora il flusso di coscienza. Narrazione piatta, statica, ripiegata su se stessa, priva di azione e fatta puramente di pensiero. Eppure, del protagonista noi non sappiamo nulla. Conosciamo tutto quello che gli passa per la testa, ma non lo comprendiamo. Presenzia agli eventi come testimone passivo, a volte agisce d'impulso, senza alcuna ragione (porta via con sé il reggiseno della morente Marta, le ruba i natri della segreteria telefonica, poi, più tardi, ne pedina la sorella, le sporca il cappello strofinandolo a terra, pedina l'ex moglie e si intrufola persino a casa sua - tutto questo senza uno straccio di pensiero, di motivazione, il protagonista agisce come se avesse la segatura al posto del cervello). Degli altri personaggi sappiamo ancora meno. Eppure sono tutti ottimamente caratterizzati, nei vezzi, nelle abitudini, nei dialoghi, nelle scelte di vita. Com'è possibile scrivere così tanto e allo stesso tempo non dire nulla?
Lo stile è un'altra grave contraddizione. Marias ha una scrittura bellissima, è ineccepibile. Uno stile denso, ricchissimo; sottomesso, però, a una storia chiusa in se stessa risulta alla fine eccessivamente prolisso, gratuito nella sua ostentata e superflua abbondanza e ridondanza. Soprattutto le tantissime citazioni letterarie, la maggior parte, peraltro, nascoste e contraffatte, mentre l'esibita e ricorrente citazione del Riccardo III riesce nell'impresa impossibile di apparire ogni volta fuori luogo, inopportuna.
Se è vero che alcuni passi sono di una bellezza indiscutibile, ci sono interi capitoli che meritano di essere strappati via, il sollievo di dover leggere meno pagine ne sarebbe evidente guadagno, al quale la loro presenza nel romanzo non può contrapporre alcunché.
Il fallimento più grande, però, mi pare nella precisa volontà (o incapacità?) di trattare temi fondamentali che pure l'idea che apre il romanzo potrebbe generare. L'ingresso improvviso, oscenamente lento, a rallentatore, della morte nella vita di Victor, inspiegabilmente non porta con sé alcuna conseguenza. Nessuna vera riflessione sulla vita e sulla morte, sulla condizione della vita umana: nulla di quanto ci si potrebbe aspettare. Così è anche per gli altri personaggi, non reagiscono. Victor ossessivamente congestiona il proprio cervello, e dunque la pagina, di pensieri casuali, fantastica continuamente a occhi aperti, pensa tra sé e si distrae mentre gli altri parlano. Victor, come gli altri, prende tempo: e ogni volta arriva sempre in ritardo. Questo vale per l'intero romanzo, le cui pagine sono sempre fuori posto. Ogni personaggio, ogni voce, ogni scena e ogni rivelazione arrivano in ritardo. E' questo che fa, Marias: prende tempo, temporeggia, distrae il lettore, lo annoia mortalmente. E quando sembra che finalmente il romanzo stia per iniziare, ti ritrovi all'ultima pagina. Con duecentottanta pagine trascorse che non ti hanno lasciato nulla, assolutamente nulla.
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