-
All books
-
-
-
- L'ombra del vento (31017)
- By Carlos Ruiz Zafon
-
Finished





-
-
-
-
- La Presidentessa (200)
- By Leopoldo Alas (Clarín)
-
Finished





-
-
-
-
- Ulisse (5146)
- By James Joyce
-
Finished





-
-
-
-
- Le relazioni pericolose (4448)
- By Pierre Choderlos de Laclos
-
Not Started
-
-
-
-
- Poesie complete (5)
- 1
- By Garcilaso De la Vega
-
Not Started
-
-
-
-
- Che tu sia per me il coltello (6860)
- By David Grossman
-
Not Started
-
-
-
-
- Gita al faro (5934)
- By Virginia Woolf
-
Not Started
-
-
-
-
- Acqua storta (268)
- By Luigi Romolo Carrino
-
Finished
-
-
-
-
- James Joyce (6)
- By Stefano Manferlotti
-
Not Started
-
-
-
-
- Cimabue (19)
- By Luciano Bellosi
-
Finished
-
-
-
-
- Esperimento di verità (467)
- Seguito da 'Il racconto di Natale' di Auggie Wren
- By Paul Auster
-
Not Started
-
-
-
-
- I segreti di New York (1425)
- Storie, luoghi e personaggi di una metropoli
- By Corrado Augias
-
Not Started
-
-
-
-
- La canzone dei folli (564)
- Poesie II
- By Charles Bukowski
-
Not Started
-
-
-
-
- L'amore non fa per me (917)
- By Federica Bosco
-
Not Started
-
-
-
-
- L'arte di leggere (107)
- Aforismi sulla lettura
-
Not Started
-
RSS feeds: subscribe to Ramona G.'s shelf
Acqua storta
1 person find this helpful
Fare “outing”, di questi tempi, è di moda. Si fa outing su tutto, o quasi. Dichiarare le proprie tendenze sessuali è trendy e nei circoli del bel mondo la ribalta è fatta anche di queste piccole cose. Ma non esiste solo il mondo che vive e si esibisce sotto la luce accecante dei riflettori. C’è anch ... (continue)
Fare “outing”, di questi tempi, è di moda. Si fa outing su tutto, o quasi. Dichiarare le proprie tendenze sessuali è trendy e nei circoli del bel mondo la ribalta è fatta anche di queste piccole cose. Ma non esiste solo il mondo che vive e si esibisce sotto la luce accecante dei riflettori. C’è anche la vita reale ed è là dove sopravvivono pregiudizi vecchi come il mondo. E poi esiste un mondo che la realtà la sfida, piegandola alla propria oscura volontà. Una volontà antica, forte e crudele come solo l’uomo sa essere nei confronti di un altro uomo. In questo mondo, una passione omosessuale è “una bestemmia sull’altare ‘e Santa Chiara”.
Mai prima d’ora si era cercato di immaginare che nella realtà camorristica napoletana potesse nascere e vivere una passione forte come quella raccontata da Luigi Carrino in “Acqua Storta”: la passione di Giovanni “Acqua Storta”, rampollo dell’omonimo boss, e Salvatore, il contabile del clan. Lungi dal cadere nel morboso circolo dei rapporti omosessuali perpetrati per vendetta o per stabilire una predominanza che tanti film sulla camorra ci hanno mostrato, la storia di Giovanni e Salvatore possiede il calore e la frenesia tipica di un amore che giunge inaspettato e che per questo si vuole proteggere ad ogni costo. Proteggere non solo dagli sguardi del mondo, ma dalla violenza che potrebbe scaturire all’interno di una società che non conosce altra ragione se non nel male.
Narrata in prima persona da Giovanni stesso, la trama corre via veloce, non solo perché il tempo cronologico in cui si snoda abbraccia appena un fine settimana, raccontato a ritroso per poi ritornare alle prime ore del lunedì, ma anche perché il ritmo interno della narrazione, che rispecchia i pensieri del giovane, abbranca con irrequieta velocità i minuti, i secondi, ognuno prezioso alleato per salvarsi e, allo stesso tempo, feroce aguzzino verso un destino ineluttabile.
Giovanni, la promessa per un futuro di efferate sopraffazioni sull’impronta del padre boss in nome dell’onore della “famiglia”, perde il fiuto che gli avrebbe dovuto far capire da tanti piccoli indizi che il suo mondo li stava osservando da vicino: si guarda attorno, con il solito spirito guardingo, crede, senza accorgersi che invece lo sguardo trasognato tipico degli innamorati lo rende cieco al pericolo che pensa di poter scongiurare. Le finestre sembrano tutte chiuse al suo passaggio insieme a Salvatore, le auto parcheggiate per caso, i venditori ambulanti e gli spacciatori si scappellano al suo passaggio. “Me scimunisce Salvatore” confessa al lettore, che inizia ad intravedere, nei particolari che a lui sfuggono, la minaccia imminente.
Carrino sa dare voce ad una realtà da cui il pregiudizio ha bandito qualsiasi passione pura, qualsiasi tenerezza. In “Acqua Storta” c’è la passionalità tipica degli amori sfrenati raccontati in tante canzoni che rimbalzano sui muri dei vicoli di una Napoli che osserva tutto, che rende tutto possibile, ma che poi si prende il suo scotto.
R.
Is this helpful?