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Il diario del vampiro
***This comment contains spoilers! ***
Avevo sempre pensato che le pippe mentali più destabilizzanti fossero ben rappresentate dai protagonisti di Dawson's Creek, ma mi sbagliavo. Stefan è ancora peggio e, per metà libro ha addosso una paranoia da riuscire a contagiare perfino il lettore (io più volte venivo presa da alcune allucinazioni ... (continue)
Avevo sempre pensato che le pippe mentali più destabilizzanti fossero ben rappresentate dai protagonisti di Dawson's Creek, ma mi sbagliavo. Stefan è ancora peggio e, per metà libro ha addosso una paranoia da riuscire a contagiare perfino il lettore (io più volte venivo presa da alcune allucinazioni in cui vedevo Damon ovunque... o era la fangirl che è in me che cercava di dirmi qualcosa? Non lo scoprirò mai...). Dopo vent'anni dai fatti accaduti negli Stati Uniti, Stefan adesso lavora in Inghilterra e cerca di apparire come un rispettabile cittadino qualsiasi. Ovviamente la serenità non dura molto, ma la noia giunge ad ondate prepotentemente soporifere assieme a tutti i contorti e machiavellici dubbi che Mister Pine-Salvatore non ci risparmia in ogni singolo capitolo.
Siamo nella Londra del 1888 e un misterioso omicida, denominato Lo Squartatore (ovviamente nella mia mente sentivo l'inconfondibile accento british di Klaus nel dire "RippaH") semina il terrore per le strade.
Stefan che non si fa mai i cavoli propri, invece di aprire un allevamento di moffette, decide che c'è suo fratello Damon dietro a queste atrocità. Ovvio, no?
Qui comincia la sua indagine come un cosplayer di Sherlock Holmes in piena crisi esistenziale: trova una ragazza che non riuscirà a proteggere, suo fratello che continuerà a spernacchiarlo fino al prossimo secolo e, finirà per tramutare le sue supposizioni da citrullo in piste sicure, finendo come sempre nei guai.
Ah, Stefan, ma che dobbiamo fare con te???
Ho dato tre stelline perché la seconda parte del romanzo è leggermente più ricca d'azione, ma il finale mi ha lasciato delusa. Peccato!