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Educazione siberiana
Il libro non vale assolutamente l'esorbitante prezzo di 20 euro (17 centesimi a pagina, poi non lamentatevi se la gente compra sempre meno libri!): se proprio siete curiosi di leggerlo (racconta comunque una storia interessante e offre diversi spunti di riflessione), il mio consiglio è di cercarlo i ... (continue)
Il libro non vale assolutamente l'esorbitante prezzo di 20 euro (17 centesimi a pagina, poi non lamentatevi se la gente compra sempre meno libri!): se proprio siete curiosi di leggerlo (racconta comunque una storia interessante e offre diversi spunti di riflessione), il mio consiglio è di cercarlo in biblioteca o aspettare che esca in versione tascabile.
Ciò premesso, mi ha infastidito il fatto che la storia narrata sia stata pubblicizzata come un'autobiografia, mentre in realtà si tratta una sorta di "docufiction" narrata in prima persona, in cui si mescolano elementi derivanti dall'esperienza diretta a storie che probabilmente l'autore ha sentito raccontare e ha rielaborato nel corso del tempo.
E in effetti la dicitura "romanzo" appare, una sola volta e buttata lì come per caso, alla fine del risvolto di copertina. Ma all'interno non se ne fa cenno, inducendo chi legge a credere che si tratti di qualcosa di diverso. E come qualcosa di diverso è stato infatti presentato da Bignardi, Saviano e compagnia, anche perché sicuramente giovava a livello di marketing.
E questo è un peccato, perché la verità prima o poi viene fuori (si veda l'articolo di Anna Zafesova su "La Stampa" del 23 giugno 2009: http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/Libri/gr… ), e quando viene fuori sminuisce tutti gli elementi contenuti all'interno del libro, che probabilmente per la maggior parte non sono inventati di sana pianta ma semplicemente sono stati raccolti e rielaborati dall'autore, che così ci offre un interessante spaccato della vita in Trasnistria durante gli anni che hanno immediatamente seguito la disgregazione del colosso sovietico (Lilin è nato nel 1980).
Spaccato di vita che tra l'altro offre all'autore il pretesto per raccontare - e questo è il vero elemento di interesse del libro - le tradizioni e la mentalità delle organizzazioni criminali russe.
Resta da precisare che secondo la Zafesova i siberiani in Trasnistria non hanno mai messo piede, e se ciò fosse vero questa sarebbe la più grossolana delle alterazioni operate dall'autore, che oggi vive in Italia e in italiano ha scritto anche questo suo primo libro. Certo è che l'aggettivo "siberiano" compare nel testo con una frequenza tale da risultare alla lunga persino irritante.
Per quanto concerne il contenuto, infine, è davvero per palati forti: poco o nulla viene lasciato all'immaginazione nella narrazione di efferatezze che in alcuni casi sono davvero difficili da sopportare, mentre la spiegazione di certe regole e comportamenti criminali colpisce per il contrasto tra la loro logica intrinseca e la distanza dalle convenzioni della società civile: il vero punto di forza di questo libro, di cui comunque consiglio la lettura, è proprio la descrizione della morale, dell'organizzazione e delle regole del mondo criminale. Un mondo che comunque, a detta dell'autore, sta ormai scomparendo sostituito da una totale anarchia.