il prezzo dell'«evoluzione» (ogni specie ha la morte che si merita)
«Se una volta la consunzione uccideva le proprie vittime svuotandole delle viscere (il bacillo della tubercolosi erode lentamente il polmone dall'interno), il cancro ci soffoca riempiendo il corpo di troppe cellule; è la consunzione nel suo significato antitetico – la patologia dell'eccesso. Il canc
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«Se una volta la consunzione uccideva le proprie vittime svuotandole delle viscere (il bacillo della tubercolosi erode lentamente il polmone dall'interno), il cancro ci soffoca riempiendo il corpo di troppe cellule; è la consunzione nel suo significato antitetico – la patologia dell'eccesso. Il cancro è una malattia espansionista; invade tessuti, colonizza territori ostili, cerca rifugio in un organo e poi migra in un altro. Vive disperatamente, con inventiva, con ferocia, in senso territoriale, con astuzia, e in difesa – a volte è come se volesse insegnare a noi come sopravvivere. Affrontare il cancro significa venire a contatto con una specie parallela, una che forse è più adatta alla sopravvivenza perfino di noi. [...] Il cancro, dunque, sfrutta la logica fondamentale dell'evoluzione come nessun'altra malattia. Se noi, come specie, siamo il prodotto finale della selezione darwiniana, allora lo è anche questa incredibile malattia che si annida dentro di noi.»
"La cosa più importante: evitare di rivendicare a se stessi la storia, di farsi definire da essa, di discolparsene – disprezzarla invece in tutti coloro che se ne ammantano per nascondere la propria insussistenza – e tuttavia conoscerla, per capire e soprattutto interpretare gli altri (il mio odio p
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"La cosa più importante: evitare di rivendicare a se stessi la storia, di farsi definire da essa, di discolparsene – disprezzarla invece in tutti coloro che se ne ammantano per nascondere la propria insussistenza – e tuttavia conoscerla, per capire e soprattutto interpretare gli altri (il mio odio per la storia intesa come asilo per le nullità)"
L'ombra dello scorpione
godo.
L'imperatore del male
«Se una volta la consunzione uccideva le proprie vittime svuotandole delle viscere (il bacillo della tubercolosi erode lentamente il polmone dall'interno), il cancro ci soffoca riempiendo il corpo di troppe cellule; è la consunzione nel suo significato antitetico – la patologia dell'eccesso. Il canc ... (continue)
«Se una volta la consunzione uccideva le proprie vittime svuotandole delle viscere (il bacillo della tubercolosi erode lentamente il polmone dall'interno), il cancro ci soffoca riempiendo il corpo di troppe cellule; è la consunzione nel suo significato antitetico – la patologia dell'eccesso. Il cancro è una malattia espansionista; invade tessuti, colonizza territori ostili, cerca rifugio in un organo e poi migra in un altro. Vive disperatamente, con inventiva, con ferocia, in senso territoriale, con astuzia, e in difesa – a volte è come se volesse insegnare a noi come sopravvivere. Affrontare il cancro significa venire a contatto con una specie parallela, una che forse è più adatta alla sopravvivenza perfino di noi. [...]
Il cancro, dunque, sfrutta la logica fondamentale dell'evoluzione come nessun'altra malattia. Se noi, come specie, siamo il prodotto finale della selezione darwiniana, allora lo è anche questa incredibile malattia che si annida dentro di noi.»
Fondamenta degli incurabili
"Se non si chiama in causa la grazia, la reciprocità sarebbe impossibile e comunque affidata a ragioni imperscrutabili [...]."
Anna Karenina
oddio oddio oddio, un vortice di piacere.
Il peso del mondo
"La cosa più importante: evitare di rivendicare a se stessi la storia, di farsi definire da essa, di discolparsene – disprezzarla invece in tutti coloro che se ne ammantano per nascondere la propria insussistenza – e tuttavia conoscerla, per capire e soprattutto interpretare gli altri (il mio odio p ... (continue)
"La cosa più importante: evitare di rivendicare a se stessi la storia, di farsi definire da essa, di discolparsene – disprezzarla invece in tutti coloro che se ne ammantano per nascondere la propria insussistenza – e tuttavia conoscerla, per capire e soprattutto interpretare gli altri (il mio odio per la storia intesa come asilo per le nullità)"