-
All books
-
-
-
- La dea sulla terra (4)
- Le divinità che animano la vita delle donne
-
By Roger J. Woolger, Jennifer Barker Woolger -
Not Started
-
-
-
-
- Percorsi di felicità. Mitologia e trasformazione personale (11)
-
By Joseph Campbell -
Not Started
-
-
-
-
- Corano, libro di pace (1)
- i brani più belli tradotti e commentati con uno sguardo interculturale
-
Not Started
-
-
-
-
- Strega d'aprile (57)
-
By Majgull Axelsson -
Finished 




-
-
-
-
- Le diaboliche (584)
-
By Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly -
Not Started
-
-
-
-
- Una posizione scomoda (121)
-
By Francesco Muzzopappa -
Finished 




-
-
-
-
- Le abitudini delle volpi (118)
-
By Arnaldur Indriðason -
Not Started
-
-
-
-
- Di vita si muore. Lo spettacolo delle passioni nel teatro di Shakespeare (7)
-
By Nadia Fusini -
Not Started
-
-
-
-
- La religione di Zarathustra. La fede dell'antico Iran (5)
-
By Ferdinando Romano -
Not Started
-
-
-
-
- All'indietro sui tacchi a spillo (21)
- L'impossibile arte di essere donne
-
By Tania Kindersley, Sarah Vine -
Finished 




-
-
-
-
- Le notti bianche (10837)
-
By Fedor M. Dostoevskij -
Finished 




-
-
-
-
- Riccardo III (1423)
- Testo originale a fronte
-
By William Shakespeare -
Finished 




-
-
-
-
- Cinema (6)
- 100 anni di storia
-
By Garzanti Redazioni -
Reference
-
-
-
-
- I rituali segreti del sesso. L'eros dall'antichità ai giorni nostri (17)
-
By Barbara Silverstein -
Not Started
-
-
-
-
- Pista Nera (253)
-
By Antonio Manzini -
Finished 




-
Pista Nera
Bellissimo e sporco, il giallo di Manzini.continue)
E bello e sporco è il suo indimenticabile protagonista, il Vicequestore Rocco Schiavone, romano dall'anima nera e dal cuore doloroso trapiantato suo malgrado nella vastità candida delle Alpi valdostane.
Manzini scrive un giallo che più che altro è un viaggi ... (
Bellissimo e sporco, il giallo di Manzini.
E bello e sporco è il suo indimenticabile protagonista, il Vicequestore Rocco Schiavone, romano dall'anima nera e dal cuore doloroso trapiantato suo malgrado nella vastità candida delle Alpi valdostane.
Manzini scrive un giallo che più che altro è un viaggio noir negli abissi dell'animo del suo protagonista: un antieroe violento, anarchico, egoista che non esita a sporcarsi le mani quando lo ritiene necessario. Eppure, ce ne innamoriamo proprio per le sue debolezze così umane, per la sua strafottenza romanesca, per il suo contraddittorio senso morale. Il Vicequestore Schiavone fa di malavoglia un lavoro che non ama, ma per cui è naturalmente portato, che lo costringe a sporcarsi nel fango viscido del Male, ma che gli permette di giocare sporco a proprio vantaggio, eppure ci piace anche per questo.
Infine, la trama gialla in questo romanzo non ha poi tanta importanza: verso la fine pure io son riuscita a capire il chi, il come e il perchè, ma non è un problema. Quel che è importante in questo romanzo è l'atmosfera cupa nonostante la neve abbagliante; il calore ribollente delle passioni nonostante il paesaggio gelido e innevato; il ricordo nostalgico di un momento di perfezione nello squallore della vita quotidiana; l'aggrapparsi a un sogno anche quando si ha troppa paura degli incubi per riuscire ad addormentarsi.
E in lontananza, irraggiungibile e seducente, una Roma opulenta, corrotta, bella e puttana col suo richiamo irresistibile da sirena...