Come lo stesso de Botton accenna in un passo del testo, lo stato dell'industria editoriale è pessimo, da un punto di vista finanziario. Così cattivo che sembra che per risanarlo siano necessarie idee assolutamente innovative e l'affidamento a nuove tecnologie. Pare che una delle imprese titaniche c
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Come lo stesso de Botton accenna in un passo del testo, lo stato dell'industria editoriale è pessimo, da un punto di vista finanziario. Così cattivo che sembra che per risanarlo siano necessarie idee assolutamente innovative e l'affidamento a nuove tecnologie. Pare che una delle imprese titaniche che Steve Jobs abbia in mente sia quella di provare a risanare i conti delle case editrici attraverso le vendite di e-book da leggere con il famigerato "iPad". Di certo, il futuro dell'editoria NON si prospetta roseo se si ricorre al mecenatismo. de Botton scrive il volume in questione su invito e pagamento dell'ente aeroportuale Britannico. Se de Botton ha preso i soldi da BAA, e ha scritto un pamphlet promozionale (ma neanche: non ha neanche "appeal"), privo di qualsiasi introspezione (a parte in corrispondenza di un paio di interviste, una con una inserviente e una con una prostituta che sembra imbarazzare lo scrittore - forse perché avverte l'accostamento), perché dobbiamo pagarlo anche noi?
Ovvio che il pensiero vada a DFW, che - va detto - era stato pagato da una rivista e non dall'organismo di cui scriveva (la Compagnia di Crociere). Nessuno chiede a de Botton di prosare come DFW, ma neanche di rendersi complice di una specie di frode ai danni di lettori che hanno apprezzato alcuni suoi volumi precedenti e che non si aspettavano quest'ignobile marchetta.
Una settimana all'aeroporto
Come lo stesso de Botton accenna in un passo del testo, lo stato dell'industria editoriale è pessimo, da un punto di vista finanziario.continue)
Così cattivo che sembra che per risanarlo siano necessarie idee assolutamente innovative e l'affidamento a nuove tecnologie. Pare che una delle imprese titaniche c ... (
Come lo stesso de Botton accenna in un passo del testo, lo stato dell'industria editoriale è pessimo, da un punto di vista finanziario.
Così cattivo che sembra che per risanarlo siano necessarie idee assolutamente innovative e l'affidamento a nuove tecnologie. Pare che una delle imprese titaniche che Steve Jobs abbia in mente sia quella di provare a risanare i conti delle case editrici attraverso le vendite di e-book da leggere con il famigerato "iPad".
Di certo, il futuro dell'editoria NON si prospetta roseo se si ricorre al mecenatismo. de Botton scrive il volume in questione su invito e pagamento dell'ente aeroportuale Britannico.
Se de Botton ha preso i soldi da BAA, e ha scritto un pamphlet promozionale (ma neanche: non ha neanche "appeal"), privo di qualsiasi introspezione (a parte in corrispondenza di un paio di interviste, una con una inserviente e una con una prostituta che sembra imbarazzare lo scrittore - forse perché avverte l'accostamento), perché dobbiamo pagarlo anche noi?
Ovvio che il pensiero vada a DFW, che - va detto - era stato pagato da una rivista e non dall'organismo di cui scriveva (la Compagnia di Crociere). Nessuno chiede a de Botton di prosare come DFW, ma neanche di rendersi complice di una specie di frode ai danni di lettori che hanno apprezzato alcuni suoi volumi precedenti e che non si aspettavano quest'ignobile marchetta.