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Cover of Harry Potter and the Philosopher's Stone
  • 4 people find this helpful

    Harry Potter visto da un illustre critico

    Su Harry Potter si è detto tutto e il suo contrario, quindi cedo volentieri il posto alla recensione della versione cinematografica, ad opera di Corrado Guzzanti (nei panni del mitico Lorenzo, che a sua volta fa il verso a Ghezzi, una cosa complicatissima):
    In questi giorni esce Eri Potte, l ... (continue)

    Su Harry Potter si è detto tutto e il suo contrario, quindi cedo volentieri il posto alla recensione della versione cinematografica, ad opera di Corrado Guzzanti (nei panni del mitico Lorenzo, che a sua volta fa il verso a Ghezzi, una cosa complicatissima):
    In questi giorni esce Eri Potte, la quattrocchia volante che è stato gioia di grandi e piccini, e torna de moda la maggìa, maggìa bianca ma pure maggìa negra, e si apre subbito un dibattito su che è maggìa, vivemo in tempi cioè in cui ‘a maggìa esiste, oppure s’è fermata ar medioevo occipitale, diciamo? Torna quindi il gufo de m*%#a, ‘a scopa volante che gira su sé stessa e se sa dove andrà a finire, come il proverbiale cetriolo de Hanse Christia Anderse. Esiste quindi la maggìa? Lo sa benissimo il tifoso giallorosso, vittima de un campionato de malocchio, co’ lo striscione bruciato, er pupone sacrificato ne’ ‘a notte de luna piena; Lazio che vince, come è possibile? E’ incredibbile, è un fatto veramente naturale? Io dico de no, ma la scienza non può spiegare tutto; e allora benvenga il nostro Eri Potte, mago in erba, ma erba de quella bbona, de quella che te fa’ vola’, contro er malocchio quindi, una maggìa divertente e giocosa, ricca di effetti diggitali, effetti speciali come la sequenza bellissima co’ er mago contro er malocchio in volo se gratta li co*#%ni, sequenza importante e Cinema de’ intrattenimento, come ‘na zecca che s’attacca non te fa’ anda’ via. Questa fortunata saga, Eri Potte, mago fumato, è tratta da Spilbe, che ha smesso da fa i pupazzi e s’è buttato sulli ebbrei de guera, mentre l’amico sua, Giorgio Luca ancora insiste co’ le Guere Stellari, che t’abbiocchi alla grande, tranne la sequenza der granchio cameriere, che io la trovo una sequenza da antoniologia.

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    Posted on Mar 6, 2008 | 4 feedbacks

Cover of Charlie and the Chocolate Factory
Cover of Harry Potter and the Deathly Hallows
  • 2 people find this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    Magia difettosa

    Si concludono (speriamo) le avventure del celebre maghetto, nell'ultimo attesissimo episodio che, ahimè, si rivela in più punti confusionario e non all'altezza dei precedenti. La Rowling mette troppa carne al fuoco, e con il procedere della vicenda ha sempre più difficoltà a porre rimedio ai problem ... (continue)

    Si concludono (speriamo) le avventure del celebre maghetto, nell'ultimo attesissimo episodio che, ahimè, si rivela in più punti confusionario e non all'altezza dei precedenti. La Rowling mette troppa carne al fuoco, e con il procedere della vicenda ha sempre più difficoltà a porre rimedio ai problemi di una storia che avanza accumulando fatti senza risolverne nessuno, se non nelle ultime pagine. I romanzi di Harry Potter, va detto, non sono dei gioielli di narrativa, ma sono riusciti ad appassionarmi con una forza che non credevo possibile. L'aspetto che più colpisce è l'incredibile precisione con cui l'autrice è sempre riuscita a disseminare dettagli, spesso anche minimi, per poi inserirli in un piano più grande, creando in ogni romanzo una macchina narrativa perfettamente oliata, in cui gli ingranaggi si muovono in sincronia per giungere ogni volta allo scontro conclusivo. Quello che dispiace è che proprio nel gran finale, questo meccanismo s'inceppa: le troppe storie parallele, in quest'ultimo libro, sembrano cozzare fra di loro, rimangono sospese per troppo tempo e si risolvono frettolosamente con soluzioni narrative deboli e approssimative (un esempio lampante è dato dalla distruzione degli ultimi Horcrux). Il problema principale, a mio avviso, è stato quello di aver inserito, a metà romanzo, delle nuove reliquie magiche (i Doni della Morte), quando già gli Horcrux erano sufficienti per creare un ampio sviluppo narrativo. Il risultato è che la narrazione s'interrompe bruscamente, i protagonisti, già alle prese con una missione complessa e pericolosa, decidono senza alcun preavviso di buttarsi a capofitto alla ricerca di nuovi artefatti, di cui sino a pochi minuti prima né noi né loro sapevamo niente. Gli Horcrux, sui quali, grazie al romanzo precedente, si era creata molta aspettativa, vengono dimenticati, per tornare sbrigativamente al termine del racconto. E' la prima volta che vediamo la Rowling in difficoltà: è sempre riuscita a organizzare il suo universo con precisione svizzera, ma proprio nel romanzo più atteso inciampa in alcuni tranelli da lei stessa creati. La narrazione, inoltre, sembra risentire delle trasposizioni cinematografiche: è fracassona, cerca il sensazionalismo, ricorda certi film d'azione. E l'ultimo capitolo è senza dubbio il più brutto della serie, uno squallido resoconto di cui non si sentiva il bisogno.

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    Posted on Feb 19, 2008 | 1 feedback

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