Maurizio De Giovanni scrive bene, il Commissario Ricciardi è particolare, dolente alla Chandler quanto basta, senza i defetti e gli eccessi di Marlowe ma con un senso del dolore e di questa umanità che lo rende ugualmente umano.La Napoli anni 30 intorpidita ma non addormentata dal fascimo è vera e c
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Maurizio De Giovanni scrive bene, il Commissario Ricciardi è particolare, dolente alla Chandler quanto basta, senza i defetti e gli eccessi di Marlowe ma con un senso del dolore e di questa umanità che lo rende ugualmente umano.La Napoli anni 30 intorpidita ma non addormentata dal fascimo è vera e coinvolgente....Ma allora vi chiederete cosa significa ma...E' che al terzo libro l'atmosfera sonnolenta, i pensieri, i morti che non sono mai morti del tutto...tutto ti avvolge e tu sei lì tra una sfogliatella e una pastiera napoletena, in un bordello di lusso anni 30 tra i picchiatori fascisti e famiglie felici che attendono la Pasqua e ti lasci prendere da uno strano torpore e pia piano non t'importa più di Napoli e di chi ha ammazzato e perchè. Rimangono i sentimenti inespressi, la bellezza delle donne, ricche o popolane, il rumore in sottofondo di una città, il senso del dolore del commissario Ricciardi, che è poi il senso del dolore di De Giovanni, è il nostro senso del dolore. E allora speriamo che De Giovanni non smarrisca il suo sentimento nella serialità della produzione, perchè la sofferenza per l'umnaità, per la gente comune è ciò che lo salva da un buonismo sempre in agguato.
Lilli Gruber attraverso il racconto della bisnonna ci conduce nella complessa realtà del doppio sentimento di appartenenza nazionale della sua terra,il Sudtirolo. Tra storia e passioni, d'amore ma non solo, si svolge così l'epopea della ricca famiglia di proprietari terrieri, quella del ramo materno
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Lilli Gruber attraverso il racconto della bisnonna ci conduce nella complessa realtà del doppio sentimento di appartenenza nazionale della sua terra,il Sudtirolo. Tra storia e passioni, d'amore ma non solo, si svolge così l'epopea della ricca famiglia di proprietari terrieri, quella del ramo materno della Gruber, che è anche la storia di un territorio, il Sudtirolo appunto: per entrambi la comune ferita della vita come eterna scelta. Il libro si legge abbastanza piacevolmente, mentre i fasti dell'Impero austroungarico lasciano il posto ai cupi tempi della nascita dei regimi totalitari in Germania Italia e Austria. La nostalgia della Gruber per la sua terra, per i profumi e l'atmosfera del piccolo paese d'origine è palpabile, come pure la nostalgia e orgoglio di di far parte della borghesia austroungarica. E come darle torto?
Amo molto McEwan, sopratutto i primi romanzi, il che forse ha comportato troppe aspettative quando ho iniziato"Miele". Giustamente definito da un critico( forse su Tuttolibri)un "divertissement", il libro è solo questo: una piacevole lettura, scritto da un autore che della scrittura conosce segreti
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Amo molto McEwan, sopratutto i primi romanzi, il che forse ha comportato troppe aspettative quando ho iniziato"Miele". Giustamente definito da un critico( forse su Tuttolibri)un "divertissement", il libro è solo questo: una piacevole lettura, scritto da un autore che della scrittura conosce segreti e trucchi per catturare l'attenzione, una carrellata sulle atmosfere dei "mitici" anni '70 , il che sicuramente gli assicurerà l'attenzione di molti miei coetanei. Niente di più, rilassante e-a tratti- un pò noioso, con un interessante finale che magari gli fa meritare una mezza stelletta in più al punteggio da me assegnato.
Ironico, intelligente, indubbiamente originale, colto e ben scritto....ma che sfinimento: Desdemona , i riti e le tradizioni greche mentre noi vogliamo sapere di Cal-Callie -Calliope, della sua sofferenza, della sua tenerezza, della sua intelligenza! E Desdemona sempre lì, egoista ed egocentrica, a
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Ironico, intelligente, indubbiamente originale, colto e ben scritto....ma che sfinimento: Desdemona , i riti e le tradizioni greche mentre noi vogliamo sapere di Cal-Callie -Calliope, della sua sofferenza, della sua tenerezza, della sua intelligenza! E Desdemona sempre lì, egoista ed egocentrica, a dominare pagina su pagina, riga dietro riga ( ma la fine di Smirne che meraviglia di scrittura!) Poi ho capito: ho letto "Middlesex" dopo il più recente "La trama del matrimonio" e in effetti si, Eugenides dilata ,allarga, ha paura di saltare anche un particolare della storia pena la non comprensione da parte di noi lettori! E invece a noi rimane un desiderio di brevità, di " concentrazione"...ma Callie, Milton e quell'America di mescolanze di etnie ci resta comunque dentro come l'umanità di Eugenides, il suo sguardo e la nostalgia europea...
I primi Le Carrè ( quelli ambientati ai tempi della guerra fredda), sono bellissimi, struggenti, coinvolgenti perché il primo ad essere coinvolto è l'Autore. " La talpa" non fa eccezione: si resta con la nostalgia della lettura..
Vipera
Maurizio De Giovanni scrive bene, il Commissario Ricciardi è particolare, dolente alla Chandler quanto basta, senza i defetti e gli eccessi di Marlowe ma con un senso del dolore e di questa umanità che lo rende ugualmente umano.La Napoli anni 30 intorpidita ma non addormentata dal fascimo è vera e c ... (continue)
Maurizio De Giovanni scrive bene, il Commissario Ricciardi è particolare, dolente alla Chandler quanto basta, senza i defetti e gli eccessi di Marlowe ma con un senso del dolore e di questa umanità che lo rende ugualmente umano.La Napoli anni 30 intorpidita ma non addormentata dal fascimo è vera e coinvolgente....Ma allora vi chiederete cosa significa ma...E' che al terzo libro l'atmosfera sonnolenta, i pensieri, i morti che non sono mai morti del tutto...tutto ti avvolge e tu sei lì tra una sfogliatella e una pastiera napoletena, in un bordello di lusso anni 30 tra i picchiatori fascisti e famiglie felici che attendono la Pasqua e ti lasci prendere da uno strano torpore e pia piano non t'importa più di Napoli e di chi ha ammazzato e perchè. Rimangono i sentimenti inespressi, la bellezza delle donne, ricche o popolane, il rumore in sottofondo di una città, il senso del dolore del commissario Ricciardi, che è poi il senso del dolore di De Giovanni, è il nostro senso del dolore. E allora speriamo che De Giovanni non smarrisca il suo sentimento nella serialità della produzione, perchè la sofferenza per l'umnaità, per la gente comune è ciò che lo salva da un buonismo sempre in agguato.
Eredità
Lilli Gruber attraverso il racconto della bisnonna ci conduce nella complessa realtà del doppio sentimento di appartenenza nazionale della sua terra,il Sudtirolo. Tra storia e passioni, d'amore ma non solo, si svolge così l'epopea della ricca famiglia di proprietari terrieri, quella del ramo materno ... (continue)
Lilli Gruber attraverso il racconto della bisnonna ci conduce nella complessa realtà del doppio sentimento di appartenenza nazionale della sua terra,il Sudtirolo. Tra storia e passioni, d'amore ma non solo, si svolge così l'epopea della ricca famiglia di proprietari terrieri, quella del ramo materno della Gruber, che è anche la storia di un territorio, il Sudtirolo appunto: per entrambi la comune ferita della vita come eterna scelta. Il libro si legge abbastanza piacevolmente, mentre i fasti dell'Impero austroungarico lasciano il posto ai cupi tempi della nascita dei regimi totalitari in Germania Italia e Austria. La nostalgia della Gruber per la sua terra, per i profumi e l'atmosfera del piccolo paese d'origine è palpabile, come pure la nostalgia e orgoglio di di far parte della borghesia austroungarica. E come darle torto?
Miele
Amo molto McEwan, sopratutto i primi romanzi, il che forse ha comportato troppe aspettative quando ho iniziato"Miele". Giustamente definito da un critico( forse su Tuttolibri)un "divertissement", il libro è solo questo: una piacevole lettura, scritto da un autore che della scrittura conosce segreti ... (continue)
Amo molto McEwan, sopratutto i primi romanzi, il che forse ha comportato troppe aspettative quando ho iniziato"Miele". Giustamente definito da un critico( forse su Tuttolibri)un "divertissement", il libro è solo questo: una piacevole lettura, scritto da un autore che della scrittura conosce segreti e trucchi per catturare l'attenzione, una carrellata sulle atmosfere dei "mitici" anni '70 , il che sicuramente gli assicurerà l'attenzione di molti miei coetanei. Niente di più, rilassante e-a tratti- un pò noioso, con un interessante finale che magari gli fa meritare una mezza stelletta in più al punteggio da me assegnato.
Middlesex
Ironico, intelligente, indubbiamente originale, colto e ben scritto....ma che sfinimento: Desdemona , i riti e le tradizioni greche mentre noi vogliamo sapere di Cal-Callie -Calliope, della sua sofferenza, della sua tenerezza, della sua intelligenza! E Desdemona sempre lì, egoista ed egocentrica, a ... (continue)
Ironico, intelligente, indubbiamente originale, colto e ben scritto....ma che sfinimento: Desdemona , i riti e le tradizioni greche mentre noi vogliamo sapere di Cal-Callie -Calliope, della sua sofferenza, della sua tenerezza, della sua intelligenza! E Desdemona sempre lì, egoista ed egocentrica, a dominare pagina su pagina, riga dietro riga ( ma la fine di Smirne che meraviglia di scrittura!)
Poi ho capito: ho letto "Middlesex" dopo il più recente "La trama del matrimonio" e in effetti si, Eugenides dilata ,allarga, ha paura di saltare anche un particolare della storia pena la non comprensione da parte di noi lettori! E invece a noi rimane un desiderio di brevità, di " concentrazione"...ma Callie, Milton e quell'America di mescolanze di etnie ci resta comunque dentro come l'umanità di Eugenides, il suo sguardo e la nostalgia europea...
La talpa
I primi Le Carrè ( quelli ambientati ai tempi della guerra fredda), sono bellissimi, struggenti, coinvolgenti perché il primo ad essere coinvolto è l'Autore. " La talpa" non fa eccezione: si resta con la nostalgia della lettura..