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Bello il cielo sopra Flaiano ...
questo Mancarsi sa proprio di dieta iposodica.
mi risulta che hai lasciato un feed ma non c'è. Era un insulto e l'hai cancellato colto da pentimento istantaneo??? :-DD
nella mia home page clicco sulla tua recensione de Il gaucho insostenibile e mi ritrovo a leggere il commento a Cecità. Che strazio di sito. :(
E, senza accento.
***This comment contains spoilers! ***
Tutto sommato preferisco Piccolo a diversi altri autori nazionali attualmente piuttosto in voga (De Silva, Giordano, Ammaniti), il suo stile mi è più consono e perlomeno non si dilunga mai troppo; peccato si perda a volte nel descrivere certe idiosincrasie, sue o messe in bocca ai personaggi, spezza ... (continue)
Tutto sommato preferisco Piccolo a diversi altri autori nazionali attualmente piuttosto in voga (De Silva, Giordano, Ammaniti), il suo stile mi è più consono e perlomeno non si dilunga mai troppo; peccato si perda a volte nel descrivere certe idiosincrasie, sue o messe in bocca ai personaggi, spezzando il ritmo della storia. Oppure che esageri creando situazioni inverosimili e francamente inutili nell'economia della storia (per esempio l'avventura con la suocera, del tutto superflua e persino fastidiosa). Ma l'idea di questo romanzo è furba e valida: anche se verso la fine secondo me la storia perde forza. Anche se nel descrivere la vita erotica e la sessualità del protagonista l'autore tende ad attaccarsi con troppa convinzione a certo stereotipo di meridionalismo macho: ma Piccolo non possiede la maestria di Vitaliano Brancati (o di Ercole Patti), bravissimo nel padroneggiare l'arte di dipingere l'erotomania e il maschilismo siculo, che lui ben conosceva, spingendolo verso il grottesco e l'inverosimile, donandogli una leggerezza quasi umoristica nella sua rappresentazione. Dunque in certi passaggi avverto qualche forzatura di troppo; per il resto, il racconto è riuscito.
Il protagonista, padre convinto e marito che dice di amare la propria moglie , vive diverse storie parallele nelle quali l'attrazione fisica è una condizione imprescindibile e tende a mantenere un rapporto duraturo con ognuna delle sue amanti, dividendo la sua vita in compartimenti stagni; in realtà, mentre sembra lui l'artefice unico del proprio destino, non si accorge dell'allontanamento emotivo e sentimentale della moglie che sostiene di amare e desiderare, ritrovandosi non solo nella scomoda posizione di chi il tradimento lo subisce ma scivolando inesorabilmente verso una rottura irrimediabile senza poter far altro che attendere le decisioni prese da sua moglie. Perennemente concentrato sull'occultamento delle prove, sul dissimulare le storie nascoste per non essere scoperto,
il protagonista maschile si ritrova invece a constatare la fragilità del proprio matrimonio da un punto di vista inaspettato, verso il quale è totalmente impreparato; una specie di linea Maginot della crisi coniugale.
Allora quello che all'inizio mi sembrava principalmente un racconto sull'infedeltà maschile, scritto con una impostazione furba per creare polemica e attirare l'attenzione, serve in realtà come base per descrivere l'allontanamento semi-inconsapevole, la distanza emotiva pur in presenza di apparente serenità, un progressivo distacco o raffreddamento sentimentale al quale la necessità di continue avventure erotiche non è certo estraneo.
Credo che Piccolo sia uno scrittore capace a cui manca tuttavia qualcosa per fare il salto di qualità; qualche pagina è sottotono, alcuni passaggi li avrei rivisti (in piscina non si sente odor di iodio, casomai di cloro) ma il bilancio di questo libro per me è abbastanza positivo.