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- La ballata di Iza (1024)
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By Magda Szabo -
Finished in Sep 2011 




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- L'altra Eszter (520)
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By Magda Szabo -
Finished in Sep 2011 




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- Requiem (1757)
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By Antonio Tabucchi -
Finished in Sep 2011 




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- Sii bella e stai zitta (490)
- Perché l'Italia di oggi offende le donne
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By Michela Marzano -
Finished in Aug 2011 




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- La porta (2642)
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By Magda Szabo -
Finished in Aug 2011 




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- Ave Mary (1914)
- E la Chiesa inventò la donna
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By Michela Murgia -
Finished in Aug 2011 




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- La cena (1977)
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By Herman Koch -
Finished in Jul 2011 




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Una famiglia felice, un paese felice -
Difficile sfuggire al confronto con l'attualità, dopo la strage di Oslo.
Non in Norvegia ma in Olanda, due adolescenti di buona, anzi buonissima famiglia, rispettivamente figlio e nipote di un candidato Primo ministro, non sfuggono alla tentazione di aggredire e dar fuoco ad una barbona che impedisc ... (continue ) -
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Jul 28, 2011 |
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- Racconti con figure (251)
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By Antonio Tabucchi -
Finished in Jul 2011 




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3 people find this helpful 



E LONTANO, LONTANO NEL TEMPO, L’ESPRESSIONE DI UN VOLTO PER CASO... -
Il libriccino blu di Sellerio attira per la copertina con il ritratto di Antonio Tabucchi eseguito da Valerio Adami e per le piccole riproduzioni all’interno, opere di vari autori.
Ciascuna di queste ispira allo scrittore un raccontino o una riflessione o un commento o una memoria.
Il discorso pitto ... (continue ) -
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Jul 21, 2011 |
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- Nuovi poeti francesi (24)
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By AA.VV. -
Finished in Jul 2011 




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JE DIRAI QUI EST MON AMOUR -
Sous le Kiosque de la mémoire tout l'orchestre s'est
tu.
Ne reste plus qu'un peu de temps
congelé dans de l'ambre,
des restes grêles d'insectes
ou des fragments de feuilles:
or sale et cendre
tout le passé ce soir ressemble
à un mégot dans de l'urine.
(Olivier Barbarant)Sotto il chiosco della memo ... (
continue ) -
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Jul 9, 2011 |
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- Mia sorella Elba (7)
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By Cristina Fernández Cubas -
Finished in Jun 2011 




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Misteri all'acqua di rose -
A Cristina Fernandez Cubas non mancano le doti di narratrice.
Le storie ben intrecciate hanno per protagoniste figure femminili che si muovono nell'incerto spazio tra la realtà e l'immaginazione. Qualche fantasma, qualche sparizione, un suicidio: racconti un po' noir, un po' gotici, alla E.A.Poe, r ... (continue ) -
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Jun 30, 2011 |
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- Gli anni dolci vol. 2 (205)
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By Jirō Taniguchi -
Finished in Jun 2011 




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- Gli anni dolci vol. 1 (257)
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By Jirō Taniguchi -
Finished in Jun 2011 




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- Il fucile da caccia (1428)
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By Yasushi Inoue -
Finished in Jun 2011 




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2 people find this helpful 



Il cacciatore solitario -
"Con una grossa pipa da marinaio in bocca, gli stivali ai piedi, e un setter che gli correva avanti, l'uomo calpestava il terreno ghiacciato salendo lento un sentiero erboso sul monte Amagi, all'inizio d'inverno. Venticinque cartucce nella cintura, una giacca di pelle marrone bruciato, e un fucile d ... (
continue ) -
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Jun 27, 2011 |
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- Ti saluto mio secolo crudele (54)
- Mistero e sopravvivenza del XX secolo
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By Guido Ceronetti -
Finished in Jun 2011 




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3 people find this helpful 



STRESS SMOG COCA-COLA -
Piccola antologia di cronache, riflessioni, aforismi sul secolo scorso, che peggio non si poteva dimostrare: si inizia col Titanic per proseguire con i prìncipi del male, Hitler e Manson, con l'assassinio di Trotzkij (sottinteso l'altro despota, Stalin), con le bombe al napalm, le torri gemelle, l' ... (
continue ) -
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Jun 15, 2011 |
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- Gatti neri cani bianchi (130)
- Reminiscenze parigine
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By Vanna Vinci -
Finished in Jun 2011 




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La porta
Del suo primo incontro con Emerenc, la narratrice racconta:continue)
“Stava in piedi davanti a me come una statua, immobile, non era dritta sull’attenti, pendeva leggermente da un lato, indovinai la fronte a malapena, non sapevo ancora che avrei potuto vederla senza fazzoletto in testa solo sul letto di mor ... (
Del suo primo incontro con Emerenc, la narratrice racconta:
“Stava in piedi davanti a me come una statua, immobile, non era dritta sull’attenti, pendeva leggermente da un lato, indovinai la fronte a malapena, non sapevo ancora che avrei potuto vederla senza fazzoletto in testa solo sul letto di morte, perché girava sempre con un fazzoletto come se fosse una cattolica molto pia o una donna ebrea durante lo shabbat, cui la fede proibisce di presentarsi al cospetto di Dio a capo scoperto...
Il fazzoletto le copriva la testa lasciando in ombra gli occhi, in seguito scoprii che le iridi erano blu. Mi sarebbe piaciuto sapere di che colore fossero i suoi capelli, ma finché rimase se stessa li tenne sempre nascosti.”
Appena delineata, la protagonista si impone, come alla narratrice, così pure ai lettori e lettrici, con quel suo fazzoletto che le nasconde i capelli, i vestiti grigi protetti da un grembiule a pettorina sempre candido e inamidato, il viso liscio e impassibile e, soprattutto, con la sua potente presenza fisica e morale, capace di “paralizzare il mondo che ci circondava come le grandi figure della mitologia”.
Rivelerà subito una personalità unica, che si manifesta attraverso un lavoro indefesso e incontenibili scatti di rabbia, con sproloqui che niente concedono né a se stessa nè al prossimo, non scuse, non ipocrisie, non accomodamenti né falsa coscienza. Ma, sepolti oltre questa apparenza, ella nasconde tesori di amore e di delicatezza che non è disposta a rivelare, a costo della vita.
Piuttosto, ingaggia immediatamente un duello senza esclusione di colpi, che si protrarrà per tutto il romanzo, ed oltre, con l’amata/odiata scrittrice, sua “padrona” (ma questo titolo lei lo riserva solo al padrone).
Un duello che non avrà vincitori, se nel primo capitolo leggiamo: “Non ho scritto questo libro per Dio, che mi conosce fin nelle viscere, né per quelle ombre di testimoni di ogni cosa che osservano le ore delle mie veglie e del mio sonno, bensì per gli esseri umani. Finora ho vissuto coraggiosamente, spero di morire allo stesso modo, con coraggio e senza menzogna, ma questo può accadere a una sola condizione: devo ammettere che Emerenc l’ho uccisa io. Volevo salvarla, non distruggerla, ma non posso tornare indietro e cambiare le cose”.
Con questa determinazione nella ricerca della verità, ed una narrazione incalzante che non lascia respiro, Magda Szabò inizia e prosegue la storia dell’incontro-scontro tra le due donne, l’una armata della propria cultura, l’altra del proprio indicibile passato, entrambe di un temperamento inflessibile.
Il passato, ed il presente, vengono svelati a poco a poco, come in una difficile inchiesta giudiziaria, ed ogni volta ci sorprendono con inattese rivelazioni sulla vita di Emerenc e della sua famiglia così come sull’esistenza della sua amata antagonista; sempre inserite nella storia del paese in cui tutto ciò accade, ed è accaduto, l’Ungheria.
Fino alla conclusione della vicenda e della vita della protagonista, degne di una tragedia greca.
E arrivati all'ultima pagina, il lettore/la lettrice si domandano: ma sarà vero? Davvero Magda Szabò ha vissuto una storia simile, ha ingaggiato una lotta di circa vent’anni con la sua donna delle pulizie?
Tale è la forza di convincimento che sprigionano le pagine di questo romanzo.