ho smesso di leggere "l'ultimo successo di cui parlano tutti" dopo aver letto (non appena uscì in edizione economica) questo libro, noioso e sconclusionato. Veramente memorabile, uno dei libri più brutti che abbia mai letto... (ed ho terminato la lettura giusto perché era un "giallo" e volevo vedere
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ho smesso di leggere "l'ultimo successo di cui parlano tutti" dopo aver letto (non appena uscì in edizione economica) questo libro, noioso e sconclusionato. Veramente memorabile, uno dei libri più brutti che abbia mai letto... (ed ho terminato la lettura giusto perché era un "giallo" e volevo vedere come andava a finire, altrimenti sarebbe finito tra gli "abbandonati"!)
5 stelle per "l'opera", appena due per la realizzazione del libro, che in bianco e nero e su quella carta poteva andar bene solo per nostalgici in crisi d'astinenza, la nuova (2009) edizione Coniglio è stupenda (ed ho il terrore che non escano i preannunciati ultimi due volumi :o((( )
Per le prime 30 pagine sembra la storia di una ragazza qualsiasi che va a scuola, si innamora (ricambiata) di un coetaneo e purtroppo rimane incinta, in un ambiente certo molto più povero e meno tecnologizzato del nostro, ma poi alla fin fine non troppo diverso da un'Italia rurale di 60 anni fa. Poi
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Per le prime 30 pagine sembra la storia di una ragazza qualsiasi che va a scuola, si innamora (ricambiata) di un coetaneo e purtroppo rimane incinta, in un ambiente certo molto più povero e meno tecnologizzato del nostro, ma poi alla fin fine non troppo diverso da un'Italia rurale di 60 anni fa. Poi si apre il baratro e si scopre che tutto ciò che conosceva e viveva Mireille (e quindi noi attraverso i suoi occhi) era solo la superficie, posata malamente su un sostrato di ignoranza e superstizioni ancora impossibili da estirpare nella sua famiglia e nel suo paese. Semplice e allucinante. Mi ha fatto pensare a quei pochissimi romanzi di fantascienza che adoro (tipo Il giorno dei trifidi o L'invasione degli ultracorpi) dove l'inizio è nell'assoluta normalità e tu puoi identificarti in pieno col protagonista che vive in un ambiente che ti è familiare, e poi tutt'ad un tratto succedono le cose più inverosimili.
Il senso di Smilla per la neve
ho smesso di leggere "l'ultimo successo di cui parlano tutti" dopo aver letto (non appena uscì in edizione economica) questo libro, noioso e sconclusionato. Veramente memorabile, uno dei libri più brutti che abbia mai letto... (ed ho terminato la lettura giusto perché era un "giallo" e volevo vedere ... (continue)
ho smesso di leggere "l'ultimo successo di cui parlano tutti" dopo aver letto (non appena uscì in edizione economica) questo libro, noioso e sconclusionato. Veramente memorabile, uno dei libri più brutti che abbia mai letto... (ed ho terminato la lettura giusto perché era un "giallo" e volevo vedere come andava a finire, altrimenti sarebbe finito tra gli "abbandonati"!)
Valentina Melaverde 3
5 stelle per "l'opera", appena due per la realizzazione del libro, che in bianco e nero e su quella carta poteva andar bene solo per nostalgici in crisi d'astinenza, la nuova (2009) edizione Coniglio è stupenda (ed ho il terrore che non escano i preannunciati ultimi due volumi :o((( )
Valentina Mela Verde vol. 1
qui la recensione di Coniglio Editore:
http://www.coniglioeditore.it/jom/index.php?page=shop.p…
ma soprattutto scendete a fondo pagina per leggere le prime 4 storie
Valentina Mela Verde vol. 2
qui la recensione di Coniglio Editore:
http://www.coniglioeditore.it/jom/index.php?page=shop.p…
ma soprattutto scendete a fondo pagina per leggere le prime 3 storie
Per colpa di mio padre
Per le prime 30 pagine sembra la storia di una ragazza qualsiasi che va a scuola, si innamora (ricambiata) di un coetaneo e purtroppo rimane incinta, in un ambiente certo molto più povero e meno tecnologizzato del nostro, ma poi alla fin fine non troppo diverso da un'Italia rurale di 60 anni fa. Poi ... (continue)
Per le prime 30 pagine sembra la storia di una ragazza qualsiasi che va a scuola, si innamora (ricambiata) di un coetaneo e purtroppo rimane incinta, in un ambiente certo molto più povero e meno tecnologizzato del nostro, ma poi alla fin fine non troppo diverso da un'Italia rurale di 60 anni fa. Poi si apre il baratro e si scopre che tutto ciò che conosceva e viveva Mireille (e quindi noi attraverso i suoi occhi) era solo la superficie, posata malamente su un sostrato di ignoranza e superstizioni ancora impossibili da estirpare nella sua famiglia e nel suo paese.
Semplice e allucinante.
Mi ha fatto pensare a quei pochissimi romanzi di fantascienza che adoro (tipo Il giorno dei trifidi o L'invasione degli ultracorpi) dove l'inizio è nell'assoluta normalità e tu puoi identificarti in pieno col protagonista che vive in un ambiente che ti è familiare, e poi tutt'ad un tratto succedono le cose più inverosimili.