Il libro di un vero viaggiatore, non un turista, che lascia senza fiato per la profondità e la lungimiranza nell'osservare l'Oriente ormai pericolosamente occidentalizzato. Leggere questo libro è meglio che comprare una guida: infatti parla del vero viaggio, quello in cui conta il percorso e n
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Il libro di un vero viaggiatore, non un turista, che lascia senza fiato per la profondità e la lungimiranza nell'osservare l'Oriente ormai pericolosamente occidentalizzato. Leggere questo libro è meglio che comprare una guida: infatti parla del vero viaggio, quello in cui conta il percorso e non il punto d'arrivo. Manca solo una carta geografica...
Questo è, secondo me, il libro più riuscito della Bebris. Permette al lettore di immergersi ancora e ancora nella meravigliosa atmosfera austeniana, questa volta accentuata dai toni cupi di Northanger Abbey, finalmente lontana dal "solito" soprannaturale, in un racconto ricco di colpi di scena e mo
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Questo è, secondo me, il libro più riuscito della Bebris. Permette al lettore di immergersi ancora e ancora nella meravigliosa atmosfera austeniana, questa volta accentuata dai toni cupi di Northanger Abbey, finalmente lontana dal "solito" soprannaturale, in un racconto ricco di colpi di scena e molto realistico nella caratterizzazione dei personaggi.
Delicato ritratto di famiglia. "Ritratto" non a caso, perché Marina nelle sue allucinazioni (per fame da giovane durante l'assedio di San Pietroburgo? per l'alzheimer in vecchiaia?) fa rivivere e palpitare i quadri dell'Ermitage, quasi il lettore fosse lì a condividere quell'amore per l'arte proprio
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Delicato ritratto di famiglia. "Ritratto" non a caso, perché Marina nelle sue allucinazioni (per fame da giovane durante l'assedio di San Pietroburgo? per l'alzheimer in vecchiaia?) fa rivivere e palpitare i quadri dell'Ermitage, quasi il lettore fosse lì a condividere quell'amore per l'arte proprio di chi l'apprezza veramente. "di famiglia" perché questa è una storia comune a molte famiglie, dove chi si dovrebbe conoscere meglio al mondo proprio per il fatto di frequentarsi tutti i giorni e darsi per scontato, non si conosce affatto, dove il non detto diventa un muro e si fa finta di non sapere pur di far andare avanti le cose. Secondo me 3 stelle perché manca un approfondimento dei personaggi, bisognava costruire di più la storia, si vaga troppo e si rimane in sospeso, ma è comunque un bel libro.
Un indovino mi disse
Il libro di un vero viaggiatore, non un turista, che lascia senza fiato per la profondità e la lungimiranza nell'osservare l'Oriente ormai pericolosamente occidentalizzato.continue)
Leggere questo libro è meglio che comprare una guida: infatti parla del vero viaggio, quello in cui conta il percorso e n ... (
Il libro di un vero viaggiatore, non un turista, che lascia senza fiato per la profondità e la lungimiranza nell'osservare l'Oriente ormai pericolosamente occidentalizzato.
Leggere questo libro è meglio che comprare una guida: infatti parla del vero viaggio, quello in cui conta il percorso e non il punto d'arrivo.
Manca solo una carta geografica...
Tre storie d'amore
Bello, non avevo mai letto Montalban. Forse un po' lento, ma interessante considerare i risvolti...dell'amore molesto.
Se solo fosse vero
Bello per le atmosfere evocate.Nn so se esiste ma io, fossi un regista, ne trarrei un film!
Le ombre di Pemberley
Questo è, secondo me, il libro più riuscito della Bebris. Permette al lettore di immergersi ancora e ancora nella meravigliosa atmosfera austeniana, questa volta accentuata dai toni cupi di Northanger Abbey, finalmente lontana dal "solito" soprannaturale, in un racconto ricco di colpi di scena e mo ... (continue)
Questo è, secondo me, il libro più riuscito della Bebris. Permette al lettore di immergersi ancora e ancora nella meravigliosa atmosfera austeniana, questa volta accentuata dai toni cupi di Northanger Abbey, finalmente lontana dal "solito" soprannaturale, in un racconto ricco di colpi di scena e molto realistico nella caratterizzazione dei personaggi.
Le madonne dell'Ermitage
Delicato ritratto di famiglia. "Ritratto" non a caso, perché Marina nelle sue allucinazioni (per fame da giovane durante l'assedio di San Pietroburgo? per l'alzheimer in vecchiaia?) fa rivivere e palpitare i quadri dell'Ermitage, quasi il lettore fosse lì a condividere quell'amore per l'arte proprio ... (continue)
Delicato ritratto di famiglia. "Ritratto" non a caso, perché Marina nelle sue allucinazioni (per fame da giovane durante l'assedio di San Pietroburgo? per l'alzheimer in vecchiaia?) fa rivivere e palpitare i quadri dell'Ermitage, quasi il lettore fosse lì a condividere quell'amore per l'arte proprio di chi l'apprezza veramente. "di famiglia" perché questa è una storia comune a molte famiglie, dove chi si dovrebbe conoscere meglio al mondo proprio per il fatto di frequentarsi tutti i giorni e darsi per scontato, non si conosce affatto, dove il non detto diventa un muro e si fa finta di non sapere pur di far andare avanti le cose. Secondo me 3 stelle perché manca un approfondimento dei personaggi, bisognava costruire di più la storia, si vaga troppo e si rimane in sospeso, ma è comunque un bel libro.