Letto finalmente, dopo tanti anni di giacenza, vera, nella mia libreria. Che dire, un capolavoro scritto nel 1956 che parla dell'oggi, della commistione tra politica e poteri, all'ombra dei palazzi e sulle spalle della "povera gente", cioè noi. Attuale più che mai. Avrei preferito un finale meno ras
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Letto finalmente, dopo tanti anni di giacenza, vera, nella mia libreria. Che dire, un capolavoro scritto nel 1956 che parla dell'oggi, della commistione tra politica e poteri, all'ombra dei palazzi e sulle spalle della "povera gente", cioè noi. Attuale più che mai. Avrei preferito un finale meno rassegnato, troppo vicino alla realtà. Basti pensare alle mille tragedie italiane, dalle vittime del Vajont a quelle della scuola di San Giuliano di Puglia, fino alla Casa dello Studente dell'Aquila, tutte irrisolte senza nessuna responsabilità.
Letto finalmente, dopo tanti anni di giacenza, vera, nella mia libreria. Che dire, un capolavoro scritto nel 1956 che parla dell'oggi, della commistione tra politica e poteri, all'ombra dei palazzi e sulle spalle della "povera gente", cioè noi. Attuale più che mai. Avrei preferito un finale meno ras ... (continue)
Letto finalmente, dopo tanti anni di giacenza, vera, nella mia libreria. Che dire, un capolavoro scritto nel 1956 che parla dell'oggi, della commistione tra politica e poteri, all'ombra dei palazzi e sulle spalle della "povera gente", cioè noi. Attuale più che mai. Avrei preferito un finale meno rassegnato, troppo vicino alla realtà. Basti pensare alle mille tragedie italiane, dalle vittime del Vajont a quelle della scuola di San Giuliano di Puglia, fino alla Casa dello Studente dell'Aquila, tutte irrisolte senza nessuna responsabilità.