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Cover of Death: The High Cost of Living
Cover of Kushiel's Mercy
  • 2 people find this helpful

    Un degno finale ad una saga a dir poco epica.
    La dimostrazione di come, alla fine, l'amore sia DAVVERO la cosa più forte al mondo, quando veicolato nel modo giusto.
    Dopo sofferenze, dolore, viaggi, difficoltà indicibili, il percorso di crescita di Imriel giunge alla sua fine.
    "Happyne ... (continue)

    Un degno finale ad una saga a dir poco epica.
    La dimostrazione di come, alla fine, l'amore sia DAVVERO la cosa più forte al mondo, quando veicolato nel modo giusto.
    Dopo sofferenze, dolore, viaggi, difficoltà indicibili, il percorso di crescita di Imriel giunge alla sua fine.
    "Happyness is the hightes form of wisdom": su questa frase egli riflette all'inizio. E trova una verità nella fine del libro, la dimostrazione di quanto sia vero che essere felici in realtà sia insieme causa e conseguenza dell'ordine delle cose.
    Personaggi che spiccano in questo libro sono, di nuovo, Melisande in primis -con la quale sono entrata in una diversa sintonia, una nuova compassione forse mai provata prima; e Barquiel L'Envers, verso il quale pure ho ritrovato la stessa simpatia provata nel primissimo libro della Legacy, e in piccola parte anche nel secondo: un insidioso, potenziale nemico divenuto uomo stanco di intrighi e di combattimenti, che scopre davanti alle difficoltà il suo infinito amore per il Regno e per i suoi eredi.

    Mi sarei aspettata un diverso ruolo giocato da Phèdre e Joscelin: avevo pensato che Hyacinthe li avrebbe richiamati oltremare, quantomeno per sottrarli alla sorte che è toccata alla City of Elua lungo quasi tutto il romanzo.
    Tuttavia capisco la ragione per la quale la Carey li abbia resi vittime tanto quanto gli altri: Imriel doveva completare il proprio percorso da solo. Anche in Justice, in Vralia, loro corrono da lui e insieme a lui rientrano a Terre D'ange.
    Qui no. Qui Imriel è solo, insieme ad una Sidonie legata solo da una flebile magia. Ed era necessario che anche loro, che sono le due persone che Imriel ha sempre amato più di qualunque altra -amore superato adesso solo in quello verso Sidonie- rappresentassero l'estremo ostacolo alla risoluzione finale.
    Per qualche pagina ho davvero creduto che si sarebbe finiti male.
    E invece...
    "We'll grieve, we'll heal..."
    E troveremo che c'è quiete dopo la tempesta.
    Che il passato ed i morti rimarranno sempre un'ombra sul cuore, una macchia sulla coscienza, un dolore di sottofondo, un'amara compagnia.
    Ma sono ciò che fanno della vita quella che è.
    E ci si chiede, alla fine, se si sarebbe davvero poi felici, se non si fosse tanto sofferto prima.

    Un libro magistrale, con solo pochi momenti di lentezza -l'azione inizia molto prima in Mercy che nei romanzi pregressi, dove le acque iniziano a smuoversi verso pagina duecento.
    Un percorso che trova la sua conclusione reale nel continuo scorrere della vita, nel riunirsi di un cerchio, nell'avvolgersi di una spirale.

    Attendiamo di sapere se davvero la protagonista di "Naamah's Gift" sarà una discendente di Alais, alla quale -finalmente e con mio sommo gaudio- è stata fatta in Mercy giustizia.

    Ho detto addio a questa saga piangendo come una fontana.
    E con questo, credo di aver detto tutto.

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    Posted on Aug 9, 2008 | 5 feedbacks

Cover of Kushiel's Dart
  • 1 person find this helpful

    It took a little more than a week, to finish the reading of this book.
    It is the second time I read it, the first in its original language -and I had the sensation the translated one was cut out of a few passages, actually.
    However it turns, I loved this novel.
    Loved it, more than I h ... (continue)

    It took a little more than a week, to finish the reading of this book.
    It is the second time I read it, the first in its original language -and I had the sensation the translated one was cut out of a few passages, actually.
    However it turns, I loved this novel.
    Loved it, more than I had the first time. Kushiel's Dart is, I guess, one of those books which one might read twice at least, for being able to catch a sufficient deal of its beauty and complexity.
    All the first part of the book is, actually, pretty complex.
    The immediate fifty first pages are pretty slow at a reading, but they're a necessity too, which one endures heading for the prosecution.
    I had liked Delaunay's figure already at the first reading; I have loved him all the more this second. And actually wept when things turned badly, for him and Alcuin.
    All the remaining pages, a good half and little more, runs so straight, one wouldn't want to stop reading; I wouldn't even sleep, if I could -pity that's exam period, and I had to study; I swear, I think I would have finished the book whithin three day, wasn't it so.
    Phèdre is, of course, the greatest of the heroines. One could object she's a Mary Sue, but I wouldn't daresay so in any way, and not after having read twice the whole Kushiel's Legacy Trilogy.
    She is too tormented, too in struggle with her own desires; with the desire Melisande triggers in her. She despises herself, and is human in all of her feelings and emotions, all the while being the mithyc figure she represents: Kushiel's Chosen, pricked by his dart in the left iris, cast toward those of his lineage who try to betray the very realm on whose earth he and the others Companions once have walked along with Blessed Elua.
    And then comes the Cassiline. Joscelin.
    My favourite character of all the five -soon six- books in which he appears.
    He is the very most tormented character of the serie: caught between his vows and trainings, Cassiline discipline carved deeply into his bones, he has -as Phèdre tells him at a moment- a temper. He loves, and angers, and fights with all of the temper he has, with the strenght coming from these same feelings and emotions.
    Useless to tell that I like him very much for his beauty too.
    The plot is, too, of a disarming complexity, which actually never falls into absurdity; Carey is skilled to persuade the reader with shrewd observations, spoken in Phèdre's voice, that every situation, every step of the way has to be in that exact direction and no other.
    I would have a thousand and more words to say about this book and its characters. But the truth is: that's one of those novels which speak on their own, not needing further comments from a real fungirl, as I do am.
    Only I can say, just read it. And if you can, read it in English.
    Carey's writing style isn't easy to one not having a habit to read in English; but believe me: it's worth the difficulty.
    Have I to repeat it? Well, maybe not, but I'm going to anyway.
    I really, actually love this book. Likely I will read it thrice.

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    Posted on Jun 20, 2008 | Add your feedback

Cover of Kushiel's Avatar
Cover of Kushiel's Chosen
Cover of Dreams Made Flesh
  • Li ho adorati.
    Lucivar, Saetan, e Daemon -soprattutto Daemon.
    Tre stellette e non quattro solo perché si tratta di una raccolta di racconti, che per molti versi lascia ancora dei gap da colmare, per me che non ho letto la Trilogia principale.
    Ma, davvero, mi hanno tenuta incol ... (continue)

    Li ho adorati.
    Lucivar, Saetan, e Daemon -soprattutto Daemon.
    Tre stellette e non quattro solo perché si tratta di una raccolta di racconti, che per molti versi lascia ancora dei gap da colmare, per me che non ho letto la Trilogia principale.
    Ma, davvero, mi hanno tenuta incollata alle pagine, al punto che ho letto il quarto ed ultimo, e il più lungo, nel corso di un solo pomeriggio.
    I tre personaggi maschili principali di questa saga sono davvero ben riusciti. Io li ho amati, e questo è quanto.

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    Posted on Oct 27, 2009 | Add your feedback

Cover of Naamah's Kiss
  • 1 person find this helpful

    In attesa che io riconquisti sufficiente lucidità mentale per stilare un commento che renda almeno parzialmente giustizia a questo libro, sappiate solo questo: Jacqueline riesce a non farci sentire la mancanza i suoi vecchi personaggi, rievocandoli in racconti che sono ormai velati di leggenda, e re ... (continue)

    In attesa che io riconquisti sufficiente lucidità mentale per stilare un commento che renda almeno parzialmente giustizia a questo libro, sappiate solo questo: Jacqueline riesce a non farci sentire la mancanza i suoi vecchi personaggi, rievocandoli in racconti che sono ormai velati di leggenda, e regalandoci nuovi compagni di viaggio disegnati con grande vividezza e con la sua usuale abilità.
    Mi è piaciuto. Sì, molto. Ma non abbastanza.

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    Posted on Jun 24, 2009 | 6 feedbacks

Cover of Death: The time of your life
Cover of The Tales of Beedle the Bard
Cover of Harry Potter and the Goblet of Fire
Cover of Breaking Dawn
  • 3 people find this helpful

    Appena ho acquistato questo libro, mi sono resa conto che era diviso in tre parti, corrispondenti a tre POV diversi.
    Il primo libro è narrato da Bella. Il terzo anche.
    Il secondo da Jacob.
    A circa ventiquattro ore dall'inizio di questo libro vi sono già giunta.
    Mi ero bloccata: p ... (continue)

    Appena ho acquistato questo libro, mi sono resa conto che era diviso in tre parti, corrispondenti a tre POV diversi.
    Il primo libro è narrato da Bella. Il terzo anche.
    Il secondo da Jacob.
    A circa ventiquattro ore dall'inizio di questo libro vi sono già giunta.
    Mi ero bloccata: per due ore ho lasciato Breaking Dawn a giacere sul mio letto, triste e solo, un senso quasi di repulsione al pensiero di continuare, nella testa del lupo mannaro più amato/odiato del mondo della letteratura.
    Poi, visti i risvolti con cui si era conclusa la prima parte di narrazione, non ho saputo resistere: ho ripreso in mano il libro, volando letteralmente sulle seguenti duecento pagine.
    Risultato?
    Il POV di Jacob è stato interessante da seguire, gli eventi non per questo più lenti -tutt'altro. Il personaggio è stato posto in una posizione dalla quale riesce facile e cristallino, per il lettore, seguire tutti gli eventi, con una vista completa, a 360° su tutto quanto stava accadendo da ogni lato.
    Una cosa che non mi aspettavo, questa, accanto al fatto che Jacob è stato capace di risultarmi meno irritantedi Bella nelle sue scarse 150 pagine della prima parte del libro.
    Ora sono a pagina 525, a poco più di duecento pagine dalla fine.
    La seconda prefazione alla narrazione, corrispondente alla terza parte del libro, fa presagire che non tutto continuerà ad essere tranquillo come nelle pagine sulle quali sto attualmente volando -che sono serene, per lo più, malgrado l'aura di oscurità quasi gotica e i piccoli ma grandi problemi quotidiani -sempre presenti e sempre non esattamente di proporzioni ridotte, fintanto che sovrannaturale, vampiri e licantropi sono coinvolti.

    Del resto delle pagine, che dire?
    Sono semplicemente volate. Sono stata incapace di staccarmi dalle pagine, se non quando sono stata quasi costretta ad uscire di casa -da mio padre e da un crescente senso di claustrofobia XD
    La Meyer è stata brava a creare una situazione di assoluta tensione, con l'arrivo dei Volturi e ogni circostanza e personaggio che gravitavano in azione attorno a questo evento.
    Una qualità di cui i suoi scritti fin qui non mancano è proprio questa capacità di coinvolgerti, di tenerti incollata alle pagine anche tuo malgrado -com'è stato con Eclipse, purtroppo.
    In questo libro, peraltro, sono stata felice di vedere come sia tornata indietro rispetto a certe "indecisioni" che avevo riscontrato -e non solo io- nel volume precedente, un andare Out of character -in particolare con Edward- che mi aveva più di tutto infastidito.
    A parte un singolo episodio, nella seconda parte del libro e quindi visto dal punto di vista di Jacob, in cui Edward gli ha fatto una richiesta improbabile, che ha finito per infastidirmi malgrado avesse un suo fondamento nella profonda disperazione di cui era prigioniero al momento, nessuno dei personaggi è stato messo sotto sopra come già in Eclipse.
    Ovviamente, nella terza parte del libro Bella è diversa. Tuttavia la Meyer è riuscita a mantenere il personaggio se stesso, malgrado gli ovvi ed obbligati cambiamenti -di aspetto, di capacità, di forza fisica e psichica.

    Tutto sommato, devo dire, mi sono ricreduta su tutte le pessime premesse.
    Temevo nel disastro, nello scatafascio, nel peggio di Eclipse.
    Invece, pur se la Meyer non è più riuscita a ricreare la medesima magia di Twilight in nessuno dei libri seguenti, beh...
    Sarà che ho appena voltato l'ultima pagina e letto le fatidiche due parole -"The end."-, e che sono ancora tutta emozionata; e che, come la notte scorsa, sognerò di sicuro Bella ed Edward, e Reneesme e Alice e Jasper, e Jacob e tutto il resto della famiglia Cull.
    Sarà tutto questo. Ma credo davvero che Breaking Dawn ci sia andato molto vicino.

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    Posted on Aug 15, 2008 | 7 feedbacks

Cover of The Invisible Ring

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