Vorrei che l'autore mi spiegasse come si fa a scrivere un libro su uno scontro epocale... E alla fine descrivere in fondo UNA battaglia davvero in tutto il romanzo. Io detesto il creare attesa per un evento nella narrazione, chiudere un capitolo... E passare al post-evento raccontando brevemente a
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Vorrei che l'autore mi spiegasse come si fa a scrivere un libro su uno scontro epocale... E alla fine descrivere in fondo UNA battaglia davvero in tutto il romanzo. Io detesto il creare attesa per un evento nella narrazione, chiudere un capitolo... E passare al post-evento raccontando brevemente a posteriori cosa è successo. Lo puoi fare una volta, due... Non per tutto il romanzo. Vorrei essere lì con i protagonisti e vivere le loro emozioni nel mentre, non leggerle descritte con il senno di poi, è noioso. Inoltre, nonostante l'autore voglia descrivere i due personaggi come simbionti e identici nella loro decisione, Scipione rimane comprimario/secondario praticamente fino alla fine. Mentre il viaggio di Annibale è abbastanza ben spiegato con tutte le difficoltose tappe, la più seria il passaggio delle Alpi con gli elefanti, Publio da ragazzetto alle prime esperienze improvvisamente diventa un genio militare (poco credibile dovendo dire, perché viene raccontato in fretta e furia) e la sua ascesa come generale secondo me viene sacrificata troppo. Il suo ruolo di protagonista, assunto solo verso la fine, non mi ha convinto. Forse questa storia, visto anche l'ampio arco temporale che descrive, vent'anni contando anche l'episodio del prologo, avrebbe meritato una serie a parte, invece di un solo romanzo, perché a mio parere è stato sacrificato troppo sia della guerra che degli episodi di contorno (vita quotidiana, personaggi secondari eccetera) per rendere il romanzo davvero grande.
Credo che se l'autore parlasse di temi diversi, detesterei profondamente il suo stile. Ma in questa situazione, nel narrare il destino inevitabile dei protagonisti, il distacco e la quieta sofferenza che utilizza per dare voce a Kathy spezzano il cuore. Angosciante e terribilmente realistico nella d
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Credo che se l'autore parlasse di temi diversi, detesterei profondamente il suo stile. Ma in questa situazione, nel narrare il destino inevitabile dei protagonisti, il distacco e la quieta sofferenza che utilizza per dare voce a Kathy spezzano il cuore. Angosciante e terribilmente realistico nella distopia che racconta, una lettura incredibile.
Per i miei gusti troppo aperto: ho letto che è la prima parte di una trilogia, ma rimane davvero troppo abbandonato lì. Forse anche a causa di come è stata gestita la presentazione con trama, quarta di copertina eccetera, ma quanto promesso comincia solo nell'ultima parte, mentre la m
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Per i miei gusti troppo aperto: ho letto che è la prima parte di una trilogia, ma rimane davvero troppo abbandonato lì. Forse anche a causa di come è stata gestita la presentazione con trama, quarta di copertina eccetera, ma quanto promesso comincia solo nell'ultima parte, mentre la maggior parte dei capitoli è dedicata alla presentazione del protagonista e ai suoi tanti dubbi prima di intraprendere nel finale il cammino vero e proprio. Ma anche questa presentazione rimane confusa e poco coinvolgente a mio parere, a causa dei tanti salti temporali e della quantità di personaggi che circonda il protagonista. Non mi ha preso per nulla.
Non leggo tantissime biografie, e se capita in genere mi dedico a personaggi storici un po' più vetusti... Non voglio dare un giudizio su Jobs persona, perché non lo conosco e non credo che questo libro, per quanto ben scritto, sia sufficiente per dare un giudizio su una persona che non conosco. Il
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Non leggo tantissime biografie, e se capita in genere mi dedico a personaggi storici un po' più vetusti... Non voglio dare un giudizio su Jobs persona, perché non lo conosco e non credo che questo libro, per quanto ben scritto, sia sufficiente per dare un giudizio su una persona che non conosco. Il libro si legge molto bene, Isaacson ha un bello stile e scorre facilmente. Bello. Credo che sia un testo importante per capire soprattutto quanto la Apple ha influenzato e modificato il mondo della tecnologia. Bello.
Vorrei fare una premessa: quando ho iniziato questo libro, leggendo del piccolo ambiente di provincia e di come buona parte dei personaggi centrali si picchi per comandare il paese secondo ciò che è il suo pensiero, ma soprattutto tiene a essere nei posti di comando perché fa figo, come se questo pi
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Vorrei fare una premessa: quando ho iniziato questo libro, leggendo del piccolo ambiente di provincia e di come buona parte dei personaggi centrali si picchi per comandare il paese secondo ciò che è il suo pensiero, ma soprattutto tiene a essere nei posti di comando perché fa figo, come se questo piccolo paesino disperso nella campagna inglese fosse l'ombelico del mondo... Eh cavolo, se mi è familiare. Tantissimi ci si saranno ritrovati, se sono cresciuti all'ombra di un campanile di periferia o di paese come la sottoscritta: gente che litiga per organizzare la festa di paese, per chi deve raccogliere le offerte in chiesa, per chi è degno di attaccare le luminarie in piazza... Dopo aver assistito a una baruffa se i pomodori fosso un contorno degno o no per la sagra annuale, dire che mi ritrovo in questo libro è un eufemismo. Soprattutto nel bigottismo di paese, dove avere una figlia lesbica è una vergogna da nascondere, anche a costo di tagliare i ponti con la stessa, e in cui ogni comportamento non ritenuto moralmente accettabile basta a trasformare le persone in paria. Mentre magari poi chi è il primo a giudicare nasconde magari i peggio segreti... Detto questo, è stato divertente vedere come l'autrice abbia costruito su questa realtà un romanzo corale molto complesso, riuscendo a rendere credibile ogni punto di vista, ogni pensiero: la disperazione di certi personaggi, il contorto perbenismo di altri (pronti ai gesti più estremi per salvare la propria facciata), gli adolescenti e i loro problemi e la loro disillusione nei confronti di genitori violenti, inetti, illusi, insensibili... Ho letto in un altro commento "È orribile trovarsi nella testa di Shirley, eppure nel suo morboso modo di vedere la vita funziona tutto perfettamente" ed è vero, concordo pienamente. Ci sono moltissimi temi delicati in questo libro, ma che per una volta mi sembrano descritti senza giudizi (se non quelli dei personaggi) e per costruire un mosaico umano complesso e difficile da digerire, piuttosto che fare pathos da due soldi come spesso capita. La riflessione sul welfare e sul sostegno sociale per le fasce più deboli e problematiche viene affrontata dai diversi punti di vista, ricostruendo discussioni che spesso ci si è trovati a fare. Mi è piaciuto molto questo esperimento della Rowling: oltre a trovare molto coraggioso questo stacco con la sua opera precedente così netto e distante (e se c'è chi è rimasto deluso perché non è Harry Potter, beh, sveglia gente, si cambia... e meno male se si cambia!), per parlare di temi attualissimi e molto conflittuali. E comunque mi è piaciuto l'utilizzo della "nostra" magia: i computer. I personaggi adulti che pretendono di saperci smanettare perché hanno fatto un corso da principianti, come Shirley, o perché loro sono più furbi, come Simon, ma che vengono infinocchiati senza pietà dai ragazzi. L'ho trovato molto molto ironico.
Un bel romanzo, spero che continui a scrivere e pubblicare, perché i suoi libri sono sempre magici, cmq.
Carthago. Annibale contro Scipione l'Africano
Vorrei che l'autore mi spiegasse come si fa a scrivere un libro su uno scontro epocale... E alla fine descrivere in fondo UNA battaglia davvero in tutto il romanzo. Io detesto il creare attesa per un evento nella narrazione, chiudere un capitolo... E passare al post-evento raccontando brevemente a ... (continue)
Vorrei che l'autore mi spiegasse come si fa a scrivere un libro su uno scontro epocale... E alla fine descrivere in fondo UNA battaglia davvero in tutto il romanzo. Io detesto il creare attesa per un evento nella narrazione, chiudere un capitolo... E passare al post-evento raccontando brevemente a posteriori cosa è successo. Lo puoi fare una volta, due... Non per tutto il romanzo. Vorrei essere lì con i protagonisti e vivere le loro emozioni nel mentre, non leggerle descritte con il senno di poi, è noioso. Inoltre, nonostante l'autore voglia descrivere i due personaggi come simbionti e identici nella loro decisione, Scipione rimane comprimario/secondario praticamente fino alla fine. Mentre il viaggio di Annibale è abbastanza ben spiegato con tutte le difficoltose tappe, la più seria il passaggio delle Alpi con gli elefanti, Publio da ragazzetto alle prime esperienze improvvisamente diventa un genio militare (poco credibile dovendo dire, perché viene raccontato in fretta e furia) e la sua ascesa come generale secondo me viene sacrificata troppo. Il suo ruolo di protagonista, assunto solo verso la fine, non mi ha convinto. Forse questa storia, visto anche l'ampio arco temporale che descrive, vent'anni contando anche l'episodio del prologo, avrebbe meritato una serie a parte, invece di un solo romanzo, perché a mio parere è stato sacrificato troppo sia della guerra che degli episodi di contorno (vita quotidiana, personaggi secondari eccetera) per rendere il romanzo davvero grande.
Non lasciarmi
Credo che se l'autore parlasse di temi diversi, detesterei profondamente il suo stile. Ma in questa situazione, nel narrare il destino inevitabile dei protagonisti, il distacco e la quieta sofferenza che utilizza per dare voce a Kathy spezzano il cuore. Angosciante e terribilmente realistico nella d ... (continue)
Credo che se l'autore parlasse di temi diversi, detesterei profondamente il suo stile. Ma in questa situazione, nel narrare il destino inevitabile dei protagonisti, il distacco e la quieta sofferenza che utilizza per dare voce a Kathy spezzano il cuore. Angosciante e terribilmente realistico nella distopia che racconta, una lettura incredibile.
Il condottiero
Per i miei gusti troppo aperto: ho letto che è la prima parte di una trilogia, ma rimane davvero troppo abbandonato lì. Forse anche a causa di come è stata gestita la presentazione con trama, quarta di copertina eccetera, ma quanto promesso comincia solo nell'ultima parte, mentre la m ... (continue)
Per i miei gusti troppo aperto: ho letto che è la prima parte di una trilogia, ma rimane davvero troppo abbandonato lì. Forse anche a causa di come è stata gestita la presentazione con trama, quarta di copertina eccetera, ma quanto promesso comincia solo nell'ultima parte, mentre la maggior parte dei capitoli è dedicata alla presentazione del protagonista e ai suoi tanti dubbi prima di intraprendere nel finale il cammino vero e proprio. Ma anche questa presentazione rimane confusa e poco coinvolgente a mio parere, a causa dei tanti salti temporali e della quantità di personaggi che circonda il protagonista. Non mi ha preso per nulla.
Steve Jobs
Non leggo tantissime biografie, e se capita in genere mi dedico a personaggi storici un po' più vetusti... Non voglio dare un giudizio su Jobs persona, perché non lo conosco e non credo che questo libro, per quanto ben scritto, sia sufficiente per dare un giudizio su una persona che non conosco.continue)
Il ... (
Non leggo tantissime biografie, e se capita in genere mi dedico a personaggi storici un po' più vetusti... Non voglio dare un giudizio su Jobs persona, perché non lo conosco e non credo che questo libro, per quanto ben scritto, sia sufficiente per dare un giudizio su una persona che non conosco.
Il libro si legge molto bene, Isaacson ha un bello stile e scorre facilmente. Bello. Credo che sia un testo importante per capire soprattutto quanto la Apple ha influenzato e modificato il mondo della tecnologia. Bello.
Il seggio vacante
Vorrei fare una premessa: quando ho iniziato questo libro, leggendo del piccolo ambiente di provincia e di come buona parte dei personaggi centrali si picchi per comandare il paese secondo ciò che è il suo pensiero, ma soprattutto tiene a essere nei posti di comando perché fa figo, come se questo pi ... (continue)
Vorrei fare una premessa: quando ho iniziato questo libro, leggendo del piccolo ambiente di provincia e di come buona parte dei personaggi centrali si picchi per comandare il paese secondo ciò che è il suo pensiero, ma soprattutto tiene a essere nei posti di comando perché fa figo, come se questo piccolo paesino disperso nella campagna inglese fosse l'ombelico del mondo... Eh cavolo, se mi è familiare. Tantissimi ci si saranno ritrovati, se sono cresciuti all'ombra di un campanile di periferia o di paese come la sottoscritta: gente che litiga per organizzare la festa di paese, per chi deve raccogliere le offerte in chiesa, per chi è degno di attaccare le luminarie in piazza... Dopo aver assistito a una baruffa se i pomodori fosso un contorno degno o no per la sagra annuale, dire che mi ritrovo in questo libro è un eufemismo. Soprattutto nel bigottismo di paese, dove avere una figlia lesbica è una vergogna da nascondere, anche a costo di tagliare i ponti con la stessa, e in cui ogni comportamento non ritenuto moralmente accettabile basta a trasformare le persone in paria. Mentre magari poi chi è il primo a giudicare nasconde magari i peggio segreti...
Detto questo, è stato divertente vedere come l'autrice abbia costruito su questa realtà un romanzo corale molto complesso, riuscendo a rendere credibile ogni punto di vista, ogni pensiero: la disperazione di certi personaggi, il contorto perbenismo di altri (pronti ai gesti più estremi per salvare la propria facciata), gli adolescenti e i loro problemi e la loro disillusione nei confronti di genitori violenti, inetti, illusi, insensibili... Ho letto in un altro commento "È orribile trovarsi nella testa di Shirley, eppure nel suo morboso modo di vedere la vita funziona tutto perfettamente" ed è vero, concordo pienamente.
Ci sono moltissimi temi delicati in questo libro, ma che per una volta mi sembrano descritti senza giudizi (se non quelli dei personaggi) e per costruire un mosaico umano complesso e difficile da digerire, piuttosto che fare pathos da due soldi come spesso capita. La riflessione sul welfare e sul sostegno sociale per le fasce più deboli e problematiche viene affrontata dai diversi punti di vista, ricostruendo discussioni che spesso ci si è trovati a fare.
Mi è piaciuto molto questo esperimento della Rowling: oltre a trovare molto coraggioso questo stacco con la sua opera precedente così netto e distante (e se c'è chi è rimasto deluso perché non è Harry Potter, beh, sveglia gente, si cambia... e meno male se si cambia!), per parlare di temi attualissimi e molto conflittuali. E comunque mi è piaciuto l'utilizzo della "nostra" magia: i computer. I personaggi adulti che pretendono di saperci smanettare perché hanno fatto un corso da principianti, come Shirley, o perché loro sono più furbi, come Simon, ma che vengono infinocchiati senza pietà dai ragazzi. L'ho trovato molto molto ironico.
Un bel romanzo, spero che continui a scrivere e pubblicare, perché i suoi libri sono sempre magici, cmq.