Il libro è scritto molto bene. Più della metà del libro tratta della storia del narcotraffico degli ultimi 60 anni, è una inchiesta giornalistica in piena regola. Il testo è un po noioso, vi è una certa tendenza ad inondare il lettore con nomi di personaggi, che naturalmente se si é Messicani o Colo
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Il libro è scritto molto bene. Più della metà del libro tratta della storia del narcotraffico degli ultimi 60 anni, è una inchiesta giornalistica in piena regola. Il testo è un po noioso, vi è una certa tendenza ad inondare il lettore con nomi di personaggi, che naturalmente se si é Messicani o Colombiani, risultano familiari, ma in ogni altro caso no. L'ultima parte è molto sentita, e si percepisce distintamente sia lo stato d'animo dello scrittore che le ragioni che lo hanno spinto a scrivere l'opera.
La scrittrice, Lesley Downer si cimenta nella difficoltosa ricerca di informazioni su queste figure quasi mitologiche ricercando in prima persona, prima a Kyoto e poi a Tokyo qualcosa che non fosse ancora stato detto sulle geishe e il loro modo di vivere. Nella prima parte del libro viene affrontata
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La scrittrice, Lesley Downer si cimenta nella difficoltosa ricerca di informazioni su queste figure quasi mitologiche ricercando in prima persona, prima a Kyoto e poi a Tokyo qualcosa che non fosse ancora stato detto sulle geishe e il loro modo di vivere. Nella prima parte del libro viene affrontata l'evoluzione storica di questa figura nei secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il tutto è condito con graziosi racconti e aneddoti sul mondo fluttuante dei bei tempi passati, in cui si narra le gesta di famose geishe ormai passate alla storia. Nella seconda parte invece, la Downer incontra in prima persona le geishe che attualmente vivono in alcune zona del Giappone e cerca di capire come un mondo così segreto e misterioso possa ancora sopravvivere all'epoca dei computer, e per quanto tutto questo durerà. Le geishe che si possono incontrare oggi non sono certo come quelle degli anni '20-'30, periodo di massimo splendore per queste donne, ma cercano comunque di portare la loro arte di ballerine, suonatrici e intrattenitrici a chi le sa apprezzare, e ha soldi per pagare.... visto che il costo della loro compagnia è abbastanza alto.
"Io sono un gatto" si svolge a Tokyo alla fine dell'epoca Meiji, quindi in un Giappone in avanzata fase di modernizzazione e di apertura verso l'Occidente, però relativamente lontano dall'epoca feudale degli shogun, nella casa dove vive Il Professor Kushami e la sua famiglia. Lui è un insegnante di
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"Io sono un gatto" si svolge a Tokyo alla fine dell'epoca Meiji, quindi in un Giappone in avanzata fase di modernizzazione e di apertura verso l'Occidente, però relativamente lontano dall'epoca feudale degli shogun, nella casa dove vive Il Professor Kushami e la sua famiglia. Lui è un insegnante di inglese delle scuole superiori con un carattere spigoloso, oltremodo nervoso, una persona schiva che è avversa ai comportamenti portati dalla modernizzazione in atto. Grande studioso, si, lui si ritiene tale, e così lo ritengono i suoi amici, soprattutto il suo ex allievo Kangetsu. Ed il gatto? Ecco il colpo di genio di Soseki, rendere protagonista di questo meraviglioso libro il gatto di casa Kushami. Un gatto con il mantello macchiettato giallo e grigio, già lo s'immagina simpatico, no? Un gatto senza nome perchè nessuno lo ha così in considerazione. Piacevolmente atipico come gatto, filosofo ed attento osservatore, con una giusta punta di sarcasmo nel suo spirito, ed estremamente accattivante per la sua curiosità. Sarà lui a far crescere l'interesse di chi legge, perchè questa è una lettura molto divertente che si apprezza, però, soprattutto per l'attenta e minuziosa analisi che Soseki riesce a compiere su ogni dettaglio, partendo dalla descrizione di un semplice oggetto fino ad arrivare alla spiegazione di ogni singolo comportamento dei personaggi. Si ha sempre una visione perfetta dei luoghi e delle persone... sembra di essere lì, in Giappone. Così Soseki, grazie al simpatico gatto, riesce a rendere piacevoli anche periodi molto lunghi, dove non mancano riferimenti a massime zen poste, però, sempre per arrivare ad una più profonda analisi. Quindi, se la voce narrante fosse stata la sua, sarebbe stato comunque un gran libro, ma grazie al suo alter ego "micio", tutto appare più scorrevole, ed anche se a volte sembrà di entrare in descrizioni senza fine, dopo ci si rende conto che ne valeva la pena.
Non troppo entusiasta, nonostante sia un fan delle pubblicazioni della Troisi...infatti si notano molte analogie con le altre serie, specialmente con le Cronache del Mondo Emerso. Trovo che Talitha e Saiph,i due protagonisti, somiglino molto a Nihal e Sennar, per esempio la sete di vendetta di Talit
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Non troppo entusiasta, nonostante sia un fan delle pubblicazioni della Troisi...infatti si notano molte analogie con le altre serie, specialmente con le Cronache del Mondo Emerso. Trovo che Talitha e Saiph,i due protagonisti, somiglino molto a Nihal e Sennar, per esempio la sete di vendetta di Talitha e il suo atteggiamento sono molto simili a Nihal e anche il viaggio intrapreso da Saiph, mi ricorda quello fatto da Sennar nelle Cronache... Il libro è comunque ben scritto e scorrevole, ma per adesso resta troppo simile alle saghe precedenti e con pochi elementi originali e innovativi. Speriamo le cose cambino nel prossimo volume.
Chi, casa dolce casa vol. 1
Geniale! Chiunque ha un gatto lo troverà troppo divertente!!!
ZeroZeroZero
Il libro è scritto molto bene.continue)
Più della metà del libro tratta della storia del narcotraffico degli ultimi 60 anni, è una inchiesta giornalistica in piena regola. Il testo è un po noioso, vi è una certa tendenza ad inondare il lettore con nomi di personaggi, che naturalmente se si é Messicani o Colo ... (
Il libro è scritto molto bene.
Più della metà del libro tratta della storia del narcotraffico degli ultimi 60 anni, è una inchiesta giornalistica in piena regola. Il testo è un po noioso, vi è una certa tendenza ad inondare il lettore con nomi di personaggi, che naturalmente se si é Messicani o Colombiani, risultano familiari, ma in ogni altro caso no. L'ultima parte è molto sentita, e si percepisce distintamente sia lo stato d'animo dello scrittore che le ragioni che lo hanno spinto a scrivere l'opera.
Geisha
***This comment contains spoilers! ***
La scrittrice, Lesley Downer si cimenta nella difficoltosa ricerca di informazioni su queste figure quasi mitologiche ricercando in prima persona, prima a Kyoto e poi a Tokyo qualcosa che non fosse ancora stato detto sulle geishe e il loro modo di vivere. Nella prima parte del libro viene affrontata ... (continue)
La scrittrice, Lesley Downer si cimenta nella difficoltosa ricerca di informazioni su queste figure quasi mitologiche ricercando in prima persona, prima a Kyoto e poi a Tokyo qualcosa che non fosse ancora stato detto sulle geishe e il loro modo di vivere. Nella prima parte del libro viene affrontata l'evoluzione storica di questa figura nei secoli, fino ad arrivare ai giorni nostri. Il tutto è condito con graziosi racconti e aneddoti sul mondo fluttuante dei bei tempi passati, in cui si narra le gesta di famose geishe ormai passate alla storia. Nella seconda parte invece, la Downer incontra in prima persona le geishe che attualmente vivono in alcune zona del Giappone e cerca di capire come un mondo così segreto e misterioso possa ancora sopravvivere all'epoca dei computer, e per quanto tutto questo durerà. Le geishe che si possono incontrare oggi non sono certo come quelle degli anni '20-'30, periodo di massimo splendore per queste donne, ma cercano comunque di portare la loro arte di ballerine, suonatrici e intrattenitrici a chi le sa apprezzare, e ha soldi per pagare.... visto che il costo della loro compagnia è abbastanza alto.
Io sono un gatto
***This comment contains spoilers! ***
"Io sono un gatto" si svolge a Tokyo alla fine dell'epoca Meiji, quindi in un Giappone in avanzata fase di modernizzazione e di apertura verso l'Occidente, però relativamente lontano dall'epoca feudale degli shogun, nella casa dove vive Il Professor Kushami e la sua famiglia. Lui è un insegnante di ... (continue)
"Io sono un gatto" si svolge a Tokyo alla fine dell'epoca Meiji, quindi in un Giappone in avanzata fase di modernizzazione e di apertura verso l'Occidente, però relativamente lontano dall'epoca feudale degli shogun, nella casa dove vive Il Professor Kushami e la sua famiglia. Lui è un insegnante di inglese delle scuole superiori con un carattere spigoloso, oltremodo nervoso, una persona schiva che è avversa ai comportamenti portati dalla modernizzazione in atto. Grande studioso, si, lui si ritiene tale, e così lo ritengono i suoi amici, soprattutto il suo ex allievo Kangetsu. Ed il gatto? Ecco il colpo di genio di Soseki, rendere protagonista di questo meraviglioso libro il gatto di casa Kushami. Un gatto con il mantello macchiettato giallo e grigio, già lo s'immagina simpatico, no? Un gatto senza nome perchè nessuno lo ha così in considerazione. Piacevolmente atipico come gatto, filosofo ed attento osservatore, con una giusta punta di sarcasmo nel suo spirito, ed estremamente accattivante per la sua curiosità. Sarà lui a far crescere l'interesse di chi legge, perchè questa è una lettura molto divertente che si apprezza, però, soprattutto per l'attenta e minuziosa analisi che Soseki riesce a compiere su ogni dettaglio, partendo dalla descrizione di un semplice oggetto fino ad arrivare alla spiegazione di ogni singolo comportamento dei personaggi. Si ha sempre una visione perfetta dei luoghi e delle persone... sembra di essere lì, in Giappone. Così Soseki, grazie al simpatico gatto, riesce a rendere piacevoli anche periodi molto lunghi, dove non mancano riferimenti a massime zen poste, però, sempre per arrivare ad una più profonda analisi. Quindi, se la voce narrante fosse stata la sua, sarebbe stato comunque un gran libro, ma grazie al suo alter ego "micio", tutto appare più scorrevole, ed anche se a volte sembrà di entrare in descrizioni senza fine, dopo ci si rende conto che ne valeva la pena.
Le spade dei ribelli. I regni di Nashira
***This comment contains spoilers! ***
Non troppo entusiasta, nonostante sia un fan delle pubblicazioni della Troisi...infatti si notano molte analogie con le altre serie, specialmente con le Cronache del Mondo Emerso. Trovo che Talitha e Saiph,i due protagonisti, somiglino molto a Nihal e Sennar, per esempio la sete di vendetta di Talit ... (continue)
Non troppo entusiasta, nonostante sia un fan delle pubblicazioni della Troisi...infatti si notano molte analogie con le altre serie, specialmente con le Cronache del Mondo Emerso. Trovo che Talitha e Saiph,i due protagonisti, somiglino molto a Nihal e Sennar, per esempio la sete di vendetta di Talitha e il suo atteggiamento sono molto simili a Nihal e anche il viaggio intrapreso da Saiph, mi ricorda quello fatto da Sennar nelle Cronache...
Il libro è comunque ben scritto e scorrevole, ma per adesso resta troppo simile alle saghe precedenti e con pochi elementi originali e innovativi. Speriamo le cose cambino nel prossimo volume.