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Le voci del bosco
E' un libro innamorato, e questo è il pregio che lo risolleva da ogni ingenuità. Respira amore per la montagna e per i suoi boschi, ma ha molti difetti. Se il titolo sembra annunciare una visita da parte della natura nella nostra vita, il contenuto disattende e rovescia l'aspettativa.continue)
L'autore scolp ... (
E' un libro innamorato, e questo è il pregio che lo risolleva da ogni ingenuità. Respira amore per la montagna e per i suoi boschi, ma ha molti difetti. Se il titolo sembra annunciare una visita da parte della natura nella nostra vita, il contenuto disattende e rovescia l'aspettativa.
L'autore scolpisce i tratti degli uomini sugli alberi, costringendoli, piegandoli e stringendoli in categorie umane che ne soffocano in buona parte la bontà. Attribuisce loro difetti e pregi umani, o peggio ancora, i pregi e i difetti secondo la particolare visione che ne ha l'autore.
Lo stesso diventa raccapricciante a volte quando trascende la sua moralità ad universale, stigmatizzando un albero a suo vedere "effemminato" come un diverso, o quando raccontando di un furto di gioventù (stiamo parlando di semplici pere) e lo fa assurgere a diritto raccontando di come poi abbia picchiato il collerico proprietario che voleva solo difendere il suo! L'empatia è solo per gli alberi, e di questi solo per quelli che lui ritiene buoni.
C'è molto però da imparare dalla sua visione delle cose, condivisibile come stigmatizza la ricerca del nuovo in quanto tale e la perdita del senso del valore delle cose.
In buona sostanza è scandalosamente Coronacentrico, come se lui detenesse il verbo.