Non spendere parole. Bisognerebbe adottarlo, questo libro. Non so quante volte l'ho letto, l'ho ripreso e riletto insieme alle Lettere. Un parente stretto che è di casa, s'invita volentieri, troneggia in mezzo ad altri, è con te. Gramsci, grazie a Peppino Fiori, vuole raccontare la sua vita,
... (continue)
Non spendere parole. Bisognerebbe adottarlo, questo libro. Non so quante volte l'ho letto, l'ho ripreso e riletto insieme alle Lettere. Un parente stretto che è di casa, s'invita volentieri, troneggia in mezzo ad altri, è con te. Gramsci, grazie a Peppino Fiori, vuole raccontare la sua vita, accesa di un fosforo più sottile, che il regime fascista spense. Molti libri si estinguono facilmente. Questo rinasce sempre.
Succoso questo libricino che in poche pagine ci offre un interessante resoconto dei punti di contatto della filmografia del grande cineasta milanese con le tematiche proustiane, a partire dai tentativi, mai realizzati, di adattare sul grande schermo il capolavoro del celebre scrittore francese. In t
... (continue)
Succoso questo libricino che in poche pagine ci offre un interessante resoconto dei punti di contatto della filmografia del grande cineasta milanese con le tematiche proustiane, a partire dai tentativi, mai realizzati, di adattare sul grande schermo il capolavoro del celebre scrittore francese. In tanti suoi film echeggiano quei tratti dominanti, le ossessioni monomaniache dei personaggi, gli ambienti sociali in ascesa e quelli decadenti, che segnano la fine di un mondo. Si può dire, insieme con l’autore di questo illuminante saggio, che per tutto l’arco della sua carriera, Visconti abbia cercato di penetrare con le immagini della sua grande arte in quella specie di labirinto mostruoso che è la Recherche. Un lato poco conosciuto, che ci guida su aspetti della sua formazione intellettuale e che ne segneranno il percorso, sino all’ultima fatica del 1976 (L’innocente) che fu anche l’anno della sua scomparsa. Leggere Proust significa, in ultima analisi, capire Visconti.
Immagini di Villanova, anni '70 e '80 del secolo scorso - più di qualsiasi saggio uno dei più grandi fotografi ha immortalato una Cagliari paesana, uno dei quartieri storici antico borgo di contadini ricco di giardini e orti. Nostalgia
E' stato uno dei primi libri impegnativi che ho letto, non avendo ancora compiuto (credo) i quindici anni. Mi era capitato tra le mani non so come. Ricordo che lessi le prime pagine dopo colazione (chissà perché mi è rimasto impresso questo dettaglio insignificante) quasi senza capirci molto, ricomi
... (continue)
E' stato uno dei primi libri impegnativi che ho letto, non avendo ancora compiuto (credo) i quindici anni. Mi era capitato tra le mani non so come. Ricordo che lessi le prime pagine dopo colazione (chissà perché mi è rimasto impresso questo dettaglio insignificante) quasi senza capirci molto, ricominciai daccapo non so quante volte. Quel libro però non voleva andarsene, rimaneva avvinghiato al mio cervello di adolescente e non uso a quel genere di lettura come una patella allo scoglio. Poi come per magia quasi non mi accorsi. Fu come una coltellata, qualcosa che squarciava il cuore. Da allora sono passate molte colazioni, pranzi e cene. Non so cosa ne sia rimasto. Forse ho ereditato solo le ceneri e un desiderio di rileggerlo anche solo per riscoprirne i sapori.
Vita di Antonio Gramsci
Non spendere parole. Bisognerebbe adottarlo, questo libro. Non so quante volte l'ho letto, l'ho ripreso e riletto insieme alle Lettere. Un parente stretto che è di casa, s'invita volentieri, troneggia in mezzo ad altri, è con te. Gramsci, grazie a Peppino Fiori, vuole raccontare la sua vita, ... (continue)
Non spendere parole. Bisognerebbe adottarlo, questo libro. Non so quante volte l'ho letto, l'ho ripreso e riletto insieme alle Lettere. Un parente stretto che è di casa, s'invita volentieri, troneggia in mezzo ad altri, è con te. Gramsci, grazie a Peppino Fiori, vuole raccontare la sua vita, accesa di un fosforo più sottile, che il regime fascista spense. Molti libri si estinguono facilmente. Questo rinasce sempre.
Visconti, lettore di Proust
Succoso questo libricino che in poche pagine ci offre un interessante resoconto dei punti di contatto della filmografia del grande cineasta milanese con le tematiche proustiane, a partire dai tentativi, mai realizzati, di adattare sul grande schermo il capolavoro del celebre scrittore francese. In t ... (continue)
Succoso questo libricino che in poche pagine ci offre un interessante resoconto dei punti di contatto della filmografia del grande cineasta milanese con le tematiche proustiane, a partire dai tentativi, mai realizzati, di adattare sul grande schermo il capolavoro del celebre scrittore francese. In tanti suoi film echeggiano quei tratti dominanti, le ossessioni monomaniache dei personaggi, gli ambienti sociali in ascesa e quelli decadenti, che segnano la fine di un mondo. Si può dire, insieme con l’autore di questo illuminante saggio, che per tutto l’arco della sua carriera, Visconti abbia cercato di penetrare con le immagini della sua grande arte in quella specie di labirinto mostruoso che è la Recherche. Un lato poco conosciuto, che ci guida su aspetti della sua formazione intellettuale e che ne segneranno il percorso, sino all’ultima fatica del 1976 (L’innocente) che fu anche l’anno della sua scomparsa. Leggere Proust significa, in ultima analisi, capire Visconti.
Villanova
Immagini di Villanova, anni '70 e '80 del secolo scorso - più di qualsiasi saggio uno dei più grandi fotografi ha immortalato una Cagliari paesana, uno dei quartieri storici antico borgo di contadini ricco di giardini e orti. Nostalgia
Uomini e topi
E' stato uno dei primi libri impegnativi che ho letto, non avendo ancora compiuto (credo) i quindici anni. Mi era capitato tra le mani non so come. Ricordo che lessi le prime pagine dopo colazione (chissà perché mi è rimasto impresso questo dettaglio insignificante) quasi senza capirci molto, ricomi ... (continue)
E' stato uno dei primi libri impegnativi che ho letto, non avendo ancora compiuto (credo) i quindici anni. Mi era capitato tra le mani non so come. Ricordo che lessi le prime pagine dopo colazione (chissà perché mi è rimasto impresso questo dettaglio insignificante) quasi senza capirci molto, ricominciai daccapo non so quante volte. Quel libro però non voleva andarsene, rimaneva avvinghiato al mio cervello di adolescente e non uso a quel genere di lettura come una patella allo scoglio. Poi come per magia quasi non mi accorsi. Fu come una coltellata, qualcosa che squarciava il cuore. Da allora sono passate molte colazioni, pranzi e cene. Non so cosa ne sia rimasto. Forse ho ereditato solo le ceneri e un desiderio di rileggerlo anche solo per riscoprirne i sapori.
Uomini che odiano le donne
Ripropongo quanto già detto a proposito degli altri due volumi. Il primo che ho letto dei tre e mi è parso quello più convincente. Niente di più.