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- Cina del nord e dell'ovest (7)
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By Jeremy Atiyah, Simon Lewis, David Leffman -
Started on Apr 19, 2013
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- Relazione di Moscovia scritta da Raffaello Barberini 1565 (15)
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By Raffaello Barberini -
Finished on Apr 13, 2013
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- Venezia porta d'Oriente (28)
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By Maria Pia Pedani -
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- A oriente di Samarcanda (2)
- gli ultimi vagabondi del duemila sulle piste asiatiche
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By Paolo Fattori -
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- Viaggio a Samarcanda (1403-1406) (12)
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By Ruy Gonzalez de Clavijo -
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By Rafael Dezcallar -
Finished on Apr 13, 2013
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- La metà dimenticata (175)
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By Xinran -
Finished on Apr 23, 2013
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By Franco Cardini -
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By Elizabeth Gaskell -
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- Se tutti i cinesi saltano assieme. Come il Paese di Mezzo determina gli equilibri del pianeta (10)
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By Johnathan Watts -
Finished on Mar 22, 2013
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Se tutti i cinesi saltano assieme. Come il Paese di Mezzo determina gli equilibri del pianeta
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Ora,
Jonathan,
caro,
apprezzo lo sforzo ma...
quando scrivi che il problema di approvvigionamento di energia della Cina si risolverebbe se un terzo del deserto del Taklamakan venisse ricoperto di pannelli solari...
pensiamoci un attimo: il Taklamakan è vasto 337.000 kmq, più o meno quanto la Germani ... (continue ) -
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Mar 21, 2013 |
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- Vita e passioni di una duchessa nell'Inghilterra del Settecento
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By Amanda Foreman -
Finished on Mar 16, 2013
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By Jan Wong -
Finished on Mar 2, 2013
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La traduzione è un disastro!
- spesso i termini sono lasciati in inglese, che non è né la lingua originale né quella di chi legge. Per "avenue" ad esempio (e non solo): Traduttrice, te prego impegnati un pochino e scrivi "viale", soprattutto quando poi aggiungi anche il nome: "Avenue della Pace Cele ... (continue ) -
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Mar 4, 2013 |
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La metà dimenticata
Non ho capito il senso di questo libro.continue)
Si parla di tragedie di donne, che però non sono specificatamente legate alla Cina. E si parla di tragedie di cinesi, che riguardano purtroppo entrambi i sessi.
Vorrei aggiungere che la condizione femminile in Cina è migliorata drasticamente dagli anni ’50 ad ... (
Non ho capito il senso di questo libro.
Si parla di tragedie di donne, che però non sono specificatamente legate alla Cina. E si parla di tragedie di cinesi, che riguardano purtroppo entrambi i sessi.
Vorrei aggiungere che la condizione femminile in Cina è migliorata drasticamente dagli anni ’50 ad oggi, e se c’è qualcosa di buono portato dal regime in quel paese è proprio questo (oh, ma avete idea di come vivessero le donne in Cina anche solo all’inizio del ‘900?!).
Ma soprattutto, non credo che la vita del maschio immigrato a Shanghai dalle provincie dell’ovest, che lavora come operaio senza sistemi di sicurezza per quindici ore al giorno per un tozzo di pane e che dorme in una baracca, sia migliore; o la vita di tutti coloro, uomini e donne, la cui esistenza è stata sconvolta e deturpata dalla Rivoluzione Culturale. Semmai è la condizione “umana” in generale ad essere umiliante in Cina, al di là della specificità dei sessi.
Quello che emerge dal libro sono piuttosto situazioni di amore e sofferenza universali, e proprio per questo troppe volte ho avuto l’impressione che l’autrice facesse leva su sentimenti facili e su un po’ di morbosità. Leggere il racconto disperato e terribile della madre che è rimasta due settimane accanto alla figlia mentre questa moriva sotto le macerie di un terremoto, o della ragazzina violentata, o della donna che aspetta il suo ragazzo di gioventù per quaranta cinque anni, tutto questo non aggiunge nulla alla nostra conoscenza della condizione della donna né a quella della Cina; piuttosto a me ha dato la brutta sensazione di spiare tragedie private e di ravanare un po’ nel torbido.