Buffo, vitale, superstizioso, imbranato. E' Jeremy, il protagonista! La sua forza è la sua normalità, la capacità di convivere con le proprie debolezze. L'autore narra le vicende di Jeremy e di come la sua vita cambi radicalmente dopo l'incontro con Milena, la sua donna del destino... o almeno così
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Buffo, vitale, superstizioso, imbranato. E' Jeremy, il protagonista! La sua forza è la sua normalità, la capacità di convivere con le proprie debolezze. L'autore narra le vicende di Jeremy e di come la sua vita cambi radicalmente dopo l'incontro con Milena, la sua donna del destino... o almeno così crede lui! Si perchè più che donna del destino, Milena sembrerebbe incarnare alla perfezione la donna di picche... Nonostante tutto Jeremy è convinto che la loro unione sia predestinata, profondamente voluta dal fato (lo dice anche la Pagina magica! Che non è altro che un foglio strappato da un'enciclopedia, ragalatogli molti anni prima da zio Gerard durante un gioco a mosca cieca...)
Brillante e divertente, una lettura non impegnativa.
Difficile scrivere qualcosa che possa rendere l'idea di cosa sia Ubik. La domanda "Cos'è Ubik?" accompagna il lettore fino all'ultima pagina… e oltre. Dalle stesse parole del romanzo: "Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e
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Difficile scrivere qualcosa che possa rendere l'idea di cosa sia Ubik. La domanda "Cos'è Ubik?" accompagna il lettore fino all'ultima pagina… e oltre. Dalle stesse parole del romanzo: "Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno"
Ubik è terrificante. Scritto nel 1966(!) sotto l'effetto di anfetamine, è il parto di una mente visionaria che si spinge al confine tra realtà e sogno sviluppando all'inizio un mondo futuristico, ambientato nel 1992 ed incredibilmente verosimile, per poi scindere e rimescolare presente e passato in un vortice spazio-temporale che porta scompiglio nelle (non) esistenze dei personaggi. Personaggi che cercheranno di capire cosa (dove, quando, perché) sia loro capitato (e stia capitando) in un gioco al massacro che li uccide pagina dopo pagina. Il libro, la realtà (o il sognato?) è "un'oscillazione continua" come arriva a pensare Joe Chip, il protagonista della storia.
L'opera di Dick ha un'infinità di chiavi di lettura a partire dalla visione onirico-metafisica (della quale il romanzo è letteralmente imbevuto) per arrivare a quella commerciale. La lista dei prodotti Ubik che scorre avanti e indietro nel tempo ne è un chiaro segno: tu sei morto, la merce è viva; il prodotto ti ha annientato da un pezzo e ha invaso la tua esistenza, felice o schifa che sia, e adesso ti sopravvive.
Meravigliosa la chiusura. Ancora una volta Dick mette tutto in discussione e il dubbio tra reale e sognato si fonde per ricominciare una storia senza fine.
"Qualsiasi cosa vediamo da desti è morte; da dormienti è sogno." (Eraclito) "Chi ti dice di non essere già morto?" (W.S. Borroughs)
E' un testo teatrale, difficile giudicarlo come libro. L'intreccio è ben fatto e i personaggi ben descritti e caraterizzati anche se in modo molto secco, come sceneggiatura teatrale appunto. Il contesto scenico è un classico: cascina/albergo isolalto dal resto del mondo, e nel quale alloggiano 6 per
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E' un testo teatrale, difficile giudicarlo come libro. L'intreccio è ben fatto e i personaggi ben descritti e caraterizzati anche se in modo molto secco, come sceneggiatura teatrale appunto. Il contesto scenico è un classico: cascina/albergo isolalto dal resto del mondo, e nel quale alloggiano 6 persone... tra cui l'assassino! Ognuno dei personaggi ha qualcosa da nascondere e l'arrivo del tenente della polizia fa precipitare la situazione.
Interessante l'approfondimento proposto nella postfazione in cui si ricercano i collegamenti socio-culturali e si approfondisce la comprensione del testo.
Vincitore di numerosi premi letterari tra cui il prestigioso NEWBERY MEDAL, acclamato dalla critica e tradotto in tutto il mondo, The Giver, pubblicato nel 1993 ma in Italia solo dal 2010, è il primo capitolo di una trilogia che comprende anche Gathering Blue e Messenger.
Vincitore di numerosi premi letterari tra cui il prestigioso NEWBERY MEDAL, acclamato dalla critica e tradotto in tutto il mondo, The Giver, pubblicato nel 1993 ma in Italia solo dal 2010, è il primo capitolo di una trilogia che comprende anche Gathering Blue e Messenger.
Nel libro è presentata una società "perfetta" in cui non esistono guerre, differenze sociali o sofferenze... di più, nessuno sa cosa esse siano o significhino. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato semplicemente abolito. All'interno di questa società tutto è preimpostato e studiato e chi si azzarda ad infrangere le regole è severamente punito. Il meccanismo è perfetto ma porta a vite piatte, insipide, "uniformate" anche se estremamente gradevoli.
Jonas ha 12 anni, è un ragazzo come tanti fino a quando gli viene destinato un importante compito che gli darà accesso a tutte quelle conoscenze che l'umanità ha scelto di dimenticare. Sarà come una rinascita, una scoperta infinita che porterà Jonas alla scelta più importante della sua vita.
E' un romanzo potente e volutamente provocatorio, estremamente semplice nella scrittura e nella trama ma avvincente, una storia per bambini ma forse più adatto agli adulti.
Il libro mi è stato regalato più di 3 anni fa sull'onda euforica generata dalla trasposizione al cinema. Ricordo di essere stato molto curioso di scoprire Jason versione cartacea anche se avevo una gran paura di non godermelo affatto. Quanti libri sono stati rovinati dal fatto di aver visto prima l'
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Il libro mi è stato regalato più di 3 anni fa sull'onda euforica generata dalla trasposizione al cinema. Ricordo di essere stato molto curioso di scoprire Jason versione cartacea anche se avevo una gran paura di non godermelo affatto. Quanti libri sono stati rovinati dal fatto di aver visto prima l'omonimo film? Fortunatamente il libro differisce profondamente dal film. Diversa ambientazione storica, diversa storia, stessi personaggi principali anche se più realistici nel libro. L'ossatura è la stessa ma ci sono sostanziali differenze nello sviluppo della trama. Nel complesso il libro mi è sembrato più avvincente anche per il grado di complessità che raggiunge rispetto al film.
E' il primo romanzo spy che leggo e ammetto di esserne molto soddisfatto! Tiene col fiato sospeso fino alla fine mantenendo un'ottima tenuta narrativa, diversi i punti in cui l'autore fa trapelare informazioni non corrette o depistanti, spesso associate a personaggi secondari che avanzano teorie per capire cosa stia succedendo realmente e che hanno l'effetto di aumentare la complessità. L'obiettivo di creare una cortina fumogena densa e impenetrabile attorno alla figura di Bourne è centrato in pieno senza creare eccessiva confusione durante la lettura; il risultato è che la trama si segue (quasi sempre) agevolmente ma solo alla fine il quadro è veramente chiaro. Mi è piaciuto molto lo stile narrativo "senza un attimo di tregua" tenuto nelle scene di azione pura ma anche quello delle scene più tranquille in cui sono presentati i pensieri e le sensazioni del protagonista alle prese con una difficile situazione di amnesia che gli impedisce di sapere la sua vera identità.
In definitiva, se il film mi è piaciuto, il libro mi ha entusiasmato. Consigliato!
Una catena di rose
***This comment contains spoilers! ***
Buffo, vitale, superstizioso, imbranato. E' Jeremy, il protagonista! La sua forza è la sua normalità, la capacità di convivere con le proprie debolezze.continue)
L'autore narra le vicende di Jeremy e di come la sua vita cambi radicalmente dopo l'incontro con Milena, la sua donna del destino... o almeno così ... (
Buffo, vitale, superstizioso, imbranato. E' Jeremy, il protagonista! La sua forza è la sua normalità, la capacità di convivere con le proprie debolezze.
L'autore narra le vicende di Jeremy e di come la sua vita cambi radicalmente dopo l'incontro con Milena, la sua donna del destino... o almeno così crede lui! Si perchè più che donna del destino, Milena sembrerebbe incarnare alla perfezione la donna di picche...
Nonostante tutto Jeremy è convinto che la loro unione sia predestinata, profondamente voluta dal fato (lo dice anche la Pagina magica! Che non è altro che un foglio strappato da un'enciclopedia, ragalatogli molti anni prima da zio Gerard durante un gioco a mosca cieca...)
Brillante e divertente, una lettura non impegnativa.
Ubik
Difficile scrivere qualcosa che possa rendere l'idea di cosa sia Ubik. La domanda "Cos'è Ubik?" accompagna il lettore fino all'ultima pagina… e oltre.continue)
Dalle stesse parole del romanzo:
"Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e ... (
Difficile scrivere qualcosa che possa rendere l'idea di cosa sia Ubik. La domanda "Cos'è Ubik?" accompagna il lettore fino all'ultima pagina… e oltre.
Dalle stesse parole del romanzo:
"Io sono Ubik. Prima che l'universo fosse, io ero. Ho creato i soli. Ho creato i mondi. Ho creato le forme di vita e i luoghi che esse abitano; io le muovo nel luogo che più mi aggrada. Vanno dove dico io, fanno ciò che io comando. Io sono il verbo e il mio nome non è mai pronunciato, il nome che nessuno conosce. Mi chiamo Ubik, ma non è il mio nome. Io sono e sarò in eterno"
Ubik è terrificante. Scritto nel 1966(!) sotto l'effetto di anfetamine, è il parto di una mente visionaria che si spinge al confine tra realtà e sogno sviluppando all'inizio un mondo futuristico, ambientato nel 1992 ed incredibilmente verosimile, per poi scindere e rimescolare presente e passato in un vortice spazio-temporale che porta scompiglio nelle (non) esistenze dei personaggi. Personaggi che cercheranno di capire cosa (dove, quando, perché) sia loro capitato (e stia capitando) in un gioco al massacro che li uccide pagina dopo pagina.
Il libro, la realtà (o il sognato?) è "un'oscillazione continua" come arriva a pensare Joe Chip, il protagonista della storia.
L'opera di Dick ha un'infinità di chiavi di lettura a partire dalla visione onirico-metafisica (della quale il romanzo è letteralmente imbevuto) per arrivare a quella commerciale. La lista dei prodotti Ubik che scorre avanti e indietro nel tempo ne è un chiaro segno: tu sei morto, la merce è viva; il prodotto ti ha annientato da un pezzo e ha invaso la tua esistenza, felice o schifa che sia, e adesso ti sopravvive.
Meravigliosa la chiusura. Ancora una volta Dick mette tutto in discussione e il dubbio tra reale e sognato si fonde per ricominciare una storia senza fine.
"Qualsiasi cosa vediamo da desti è morte; da dormienti è sogno."
(Eraclito)
"Chi ti dice di non essere già morto?"
(W.S. Borroughs)
Trappola per topi
E' un testo teatrale, difficile giudicarlo come libro.continue)
L'intreccio è ben fatto e i personaggi ben descritti e caraterizzati anche se in modo molto secco, come sceneggiatura teatrale appunto. Il contesto scenico è un classico: cascina/albergo isolalto dal resto del mondo, e nel quale alloggiano 6 per ... (
E' un testo teatrale, difficile giudicarlo come libro.
L'intreccio è ben fatto e i personaggi ben descritti e caraterizzati anche se in modo molto secco, come sceneggiatura teatrale appunto. Il contesto scenico è un classico: cascina/albergo isolalto dal resto del mondo, e nel quale alloggiano 6 persone... tra cui l'assassino! Ognuno dei personaggi ha qualcosa da nascondere e l'arrivo del tenente della polizia fa precipitare la situazione.
Interessante l'approfondimento proposto nella postfazione in cui si ricercano i collegamenti socio-culturali e si approfondisce la comprensione del testo.
The giver
***This comment contains spoilers! ***
Vincitore di numerosi premi letterari tra cui il prestigioso NEWBERY MEDAL, acclamato dalla critica e tradotto in tutto il mondo, The Giver, pubblicato nel 1993 ma in Italia solo dal 2010, è il primo capitolo di una trilogia che comprende anche Gathering Blue e Messenger.
Nel libro è ... (continue)
Vincitore di numerosi premi letterari tra cui il prestigioso NEWBERY MEDAL, acclamato dalla critica e tradotto in tutto il mondo, The Giver, pubblicato nel 1993 ma in Italia solo dal 2010, è il primo capitolo di una trilogia che comprende anche Gathering Blue e Messenger.
Nel libro è presentata una società "perfetta" in cui non esistono guerre, differenze sociali o sofferenze... di più, nessuno sa cosa esse siano o significhino. Tutto ciò che può causare dolore o disturbo è stato semplicemente abolito.
All'interno di questa società tutto è preimpostato e studiato e chi si azzarda ad infrangere le regole è severamente punito. Il meccanismo è perfetto ma porta a vite piatte, insipide, "uniformate" anche se estremamente gradevoli.
Jonas ha 12 anni, è un ragazzo come tanti fino a quando gli viene destinato un importante compito che gli darà accesso a tutte quelle conoscenze che l'umanità ha scelto di dimenticare.
Sarà come una rinascita, una scoperta infinita che porterà Jonas alla scelta più importante della sua vita.
E' un romanzo potente e volutamente provocatorio, estremamente semplice nella scrittura e nella trama ma avvincente, una storia per bambini ma forse più adatto agli adulti.
The Bourne Identity
Il libro mi è stato regalato più di 3 anni fa sull'onda euforica generata dalla trasposizione al cinema. Ricordo di essere stato molto curioso di scoprire Jason versione cartacea anche se avevo una gran paura di non godermelo affatto. Quanti libri sono stati rovinati dal fatto di aver visto prima l' ... (continue)
Il libro mi è stato regalato più di 3 anni fa sull'onda euforica generata dalla trasposizione al cinema. Ricordo di essere stato molto curioso di scoprire Jason versione cartacea anche se avevo una gran paura di non godermelo affatto. Quanti libri sono stati rovinati dal fatto di aver visto prima l'omonimo film?
Fortunatamente il libro differisce profondamente dal film. Diversa ambientazione storica, diversa storia, stessi personaggi principali anche se più realistici nel libro. L'ossatura è la stessa ma ci sono sostanziali differenze nello sviluppo della trama. Nel complesso il libro mi è sembrato più avvincente anche per il grado di complessità che raggiunge rispetto al film.
E' il primo romanzo spy che leggo e ammetto di esserne molto soddisfatto! Tiene col fiato sospeso fino alla fine mantenendo un'ottima tenuta narrativa, diversi i punti in cui l'autore fa trapelare informazioni non corrette o depistanti, spesso associate a personaggi secondari che avanzano teorie per capire cosa stia succedendo realmente e che hanno l'effetto di aumentare la complessità. L'obiettivo di creare una cortina fumogena densa e impenetrabile attorno alla figura di Bourne è centrato in pieno senza creare eccessiva confusione durante la lettura; il risultato è che la trama si segue (quasi sempre) agevolmente ma solo alla fine il quadro è veramente chiaro.
Mi è piaciuto molto lo stile narrativo "senza un attimo di tregua" tenuto nelle scene di azione pura ma anche quello delle scene più tranquille in cui sono presentati i pensieri e le sensazioni del protagonista alle prese con una difficile situazione di amnesia che gli impedisce di sapere la sua vera identità.
In definitiva, se il film mi è piaciuto, il libro mi ha entusiasmato. Consigliato!