-
All books
-
-
-
- Opus Gay (64)
- La chiesa cattolica e l'omosessualità
-
By Ilaria Donatio -
Finished 




-
-
-
-
- Due storie sporche (880)
-
By Alan Bennett -
Finished 




-
-
-
-
- La puttana di Babilonia (8)
-
By Fernando Vallejo -
Finished 




-
-
-
-
- Il ristorante dell'amore ritrovato (778)
-
By Ito Ogawa -
Finished 




-
-
-
-
- La cena degli addii (82)
-
By Ito Ogawa -
Finished 




-
-
-
-
- Harry Potter e il Calice di Fuoco (27809)
-
By J.K. Rowling -
Finished 




-
-
-
-
- Harry Potter e la Camera dei Segreti (29411)
-
By J.K. Rowling -
Finished 




-
-
-
-
- Harry Potter e la Pietra Filosofale (31652)
-
By J.K. Rowling -
Finished 




-
-
-
-
- La donna di sabbia (209)
-
By Kobo Abe -
Finished 




-
-
-
-
- 1984 (36022)
-
By George Orwell -
Finished 




-
-
-
-
- La parte migliore degli uomini (73)
-
By Tristan Garcia -
Finished 




-
-
-
-
- Autostop con Buddha (1018)
- Viaggio attraverso il Giappone
-
By Will Ferguson -
Finished 




-
-
***
This comment contains spoilers! *** 



“Ma i giapponesi non caricano mai gli autostoppisti” -
Questa è l'affermazione piena di fierezza e sicurezza che l'autore riceve maggiormante durante il suo pellegrinaggio dall'estremo sud al non-così-estremo nord del Giappone.
Will Ferguson giustifica e presenta il suo viaggio come un'attività esasperata, come se si trattasse di un cmmento video ai nu ... (continue ) -
—
Nov 19, 2012 |
Add your feedback
-
-
-
-
- Tokyo vice (150)
- Un reporter nel cuore della Yakuza
-
By Jake Adelstein -
Finished 




-
-
-
-
- Storia di un quadro (121)
-
By Georges Perec -
Finished 




-
-
-
-
- La sovrana lettrice (4040)
-
By Alan Bennett -
Finished 




-
La cena degli addii
Il momento più bello di quando atterro all'aeroporto di Narita non è leggere il cartello di benvenuto in giapponese, neppure è vedere gli addetti delle pulizie che ludicadono i corrimano delle scale mobili e nemmeno il palesarsi di “sostenitori” di cartelli che con voce flebile e impercettibile avvi ... (continue)
Il momento più bello di quando atterro all'aeroporto di Narita non è leggere il cartello di benvenuto in giapponese, neppure è vedere gli addetti delle pulizie che ludicadono i corrimano delle scale mobili e nemmeno il palesarsi di “sostenitori” di cartelli che con voce flebile e impercettibile avvisano la pericolosità della curva in prossimità; ciò che mi fa sentire in Giappone è il profumo di zuppa. Il Giappone e i giapponesi vivono un rapporto quasi morboso con il cibo; esso si palesa quotidianamente e influenza qualsiasi loro scelta. “Se vuoi vedere un bel posto in Giappone, informati su una guida culinaria” ho sempre affermato.
Culturalmente il cibo scandisce momenti importanti della vita dei giapponesi; cinematograficamente i pasti giornalieri sono il sottofondo dei discorsi più importanti della trama, sono quei momenti che dettano il tempo filmico.
E così per entrambi, se si parla di morte, vi è cibo: sull'altare del defunto è posta una ciotola di riso bianco e un bicchiere d'acqua; in Ososhiki (Il funerale) l'attività del mangiare è sottofondo dell'evento funesto, il funerale appunto.
Così Ito Ogawa nel suo “La Cena degli Addii”, lega la morte al cibo, all'atto di prepararlo e all'atto di mangiarlo; sostiene il momento della morte, lo valorizza, lo porta ad un livello superiore. La morte entra attraverso la bocca, la si assapora, la si comprende, ne si capisce il valore nutritivo e la si fa propria: la si assimila.
Il romanzo è squisitamente giapponese. Se “Il Ristorante dell'Amore Ritrovato” può essere considerato più occidentale, quest'ultimo è decisamente nipponico. Non è una ripetizione egli episodi del ristorante, bensì qualcosa in più: si è cambiato l'orientamento percettivo, si è modificato il punto di vista.