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Cover of The Plot Against America
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    Tre stelle e non quattro solo per differenziarlo da Pastorale americana che mi è piaciuto di più.
    Rimane comunque straordinaria la capacità di Roth di creare un mondo completo e credibile, una ucronia plausibilissima, per quanto assurda.
    Roth è impareggiabile nel costruire personaggi, non ... (continue)

    Tre stelle e non quattro solo per differenziarlo da Pastorale americana che mi è piaciuto di più.
    Rimane comunque straordinaria la capacità di Roth di creare un mondo completo e credibile, una ucronia plausibilissima, per quanto assurda.
    Roth è impareggiabile nel costruire personaggi, non uno, non dieci, ma una cinquantina.
    Una delle cose più belle è la scelta di far raccontare la vicenda attraverso gli occhi di un bambino.
    È un libro che consiglio a tutti, in particolare in questo 2008 italiano: parla di quanto sia difficile capire quando in un paese democratico si instaura un regime fascista. Le cose raramente succedono di colpo, un giorno c'è la democrazia e il giorno dopo non c'è più. Semplicemente le cose procedono, giorno dopo giorno, come tante gocce che nel tempo erodono la roccia, nell'indifferenza generale. I regimi ormai sono abbastanza furbi da non dichiararsi tali, anzi dicono che l'unico modo per proteggere la democrazia e i suoi cittadini è introdurre misure estreme, temporanee e localizzate limitazioni dei diritti e delle libertà, insinuando però delle differenze tra cittadini di serie A e B. Spesso ci si accorge di quello che sta succedendo quando ormai è troppo tardi.

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    Posted on Jun 9, 2008 | Add your feedback

Cover of The Damned Utd
  • I don't believe in god, I don't believe in luck, I believe in me, Cloughie.

    Grande lettura, anzi ascolto, visto che mi me lo sono sentito in audiolibro.

    Breve excursus: gli audiolibri sono una figata. Il lettore di questo libro interpreta molto, non dà mai la sensazione che si tratti una lettura. Il ritmo è cinematografico e non riesci a staccarti. Me lo ascolto negl ... (continue)

    Grande lettura, anzi ascolto, visto che mi me lo sono sentito in audiolibro.

    Breve excursus: gli audiolibri sono una figata. Il lettore di questo libro interpreta molto, non dà mai la sensazione che si tratti una lettura. Il ritmo è cinematografico e non riesci a staccarti. Me lo ascolto negli spostamenti in bici, e l'altro giorno, arrivato a destinazione, ho dovuto fare due giri dell'isolato per poter continuare altri 5 minuti. Fine excursus.

    Questo libro parla di un allenatore inglese degli anni settanta di cui francamente manco conoscevo il nome – Brian Clough – che in Inghilterra è una specie di leggenda. E ne ha tutti i motivi.
    David Peace, come al solito, parte da eventi e personaggi reali per raccontare le sue storie di vincitori sconfitti e sconfitti vincitori, di angoscia e rimorso, del passato che non si cancella, di coraggio e tradimento. L'atmosfera cupa e il ritmo incalzante sono resi benissimo da John Simm, il lettore, e alla fine ti innamori di Cloughie l'ambizioso, Cloughie il duro, Cloughie il bastardo, Cloughie il retto. Che prende una squadra della Second Divivion e in tre anni le fa vincere la Premier League e la fa arrivare in semifinale di Coppa Campioni dove viene buttata fuori dalla Juve (rubando!). Che poi viene assoldato come manager del Leeds United, i più forti e i più cattivi, che lui odiava platealmente dove, odiato dai giocatori e dal pubblico, tradito da tutti, il suo incarico dura solo 44 giorni. La narrazione è su due piani distinti. Uno per uno quei 44 giorni di angoscia da un lato, e la sua storia da giocatore e da allenatore dall'altro.

    Credo che saperne un po' di calcio aiuti, ma non è necessario. David Peace inietta tutti gli elementi dell'epica nel calcio inglese, con un'operazione simile a quella di De Palma con "Ogni maledetta domenica", ma meglio: qui non c'è un briciolo di ammiccamento o retorica hollywoodiana. E il calcio degli anni settanta inglese molto si presta: i calciatori erano ancora esseri umani spesso rozzi e brutali, atleti prima che star di Buona Domenica, fichetti miliardari e dèi.

    Insomma, caldamente consigliato. Legget... ascoltatelo!

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    Posted on Mar 27, 2008 | Add your feedback

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