Copertina magnifica... Stile prezioso, musicale e meticolosamente descrittivo... Ambientazione esotica ma credibile... Una sana dose di Paranormal che, rivisitato in una essenza tutta originale, trova il modo di accontentare i tanti che ancora non sono stanchi di leggere storie incentrate sul tema f
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Copertina magnifica... Stile prezioso, musicale e meticolosamente descrittivo... Ambientazione esotica ma credibile... Una sana dose di Paranormal che, rivisitato in una essenza tutta originale, trova il modo di accontentare i tanti che ancora non sono stanchi di leggere storie incentrate sul tema fantastico... Trama ricca ed articolata che sa riservare la sua bella dose di colpi di scena... Parole, frasi, capitoli, pagine intere che grondano romanticismo...
Non è difficile spiegarsi il grande successo che stanno ottenendo, specialmente fra i giovanissimi, questo libro e questa Saga, nata dalla penna della siciliana Elisa Strazzanti, in arte Elisa S. Amore. Non reputo un caso che sia proprio "Amore" il nome che ha scelto di darsi la giovane scrittrice, perchè è decisamente la parola chiave; il cardine su cui ruota tutto il romanzo e tutta la Serie. Amore puro, intenso, totalizzante, inevitabile... Quell'Amore che sa far battere il cuore degli adolescenti... quell'Amore senza confini e senza frontiere, impossibile ma allo stesso tempo inevitabile, che ci piace tanto leggere nei romanzi d'amore. Non stupisce quindi, ripeto, il grande successo che, sempre più, i volumi della Touched Saga stanno ottenendo, soprattutto fra coloro che hanno tanto amato le atmosfere Twilightiane. Qui non sono i vampiri l'elemento fantastico bensì di Angeli, ma vale lo stesso comune denominatore: quello delle storie d'amore che ci fanno sognare. Che si chiamino Bella ed Edward, Giulietta e Romeo o Gemma ed Evan... davanti a noi abbiamo una di quelle storie d'amore che fanno battere il cuore.
La prima volta che ho appreso che il secondo libro della trilogia Delirium di Lauren Oliver in Italia si sarebbe intitolato Chaos, ho pensato con disappunto quasi, che bisogno ci fosse di cambiare il titolo originario "Pandemonium" praticamente con un sinonimo. A lettura ultimata mi sono dovuta ricr
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La prima volta che ho appreso che il secondo libro della trilogia Delirium di Lauren Oliver in Italia si sarebbe intitolato Chaos, ho pensato con disappunto quasi, che bisogno ci fosse di cambiare il titolo originario "Pandemonium" praticamente con un sinonimo. A lettura ultimata mi sono dovuta ricredere perchè, in effetti, Chaos non è affatto un sinonimo di Pandemonium. Il pandemonio, come recita il dizionario italiano, è più un "rumore", un "frastuono", un insieme di reazioni e proteste molto vivaci. Il Chos invece significa sì "confusione", ma ha un concetto molto più ampio perchè va a toccare molteplici sfere, anche astratte. Pertanto mai, secondo me, titolo poteva essere più appropriato o azzeccato. CHAOS racchiude bene sia l'essenza del libro che lo stato d'animo del lettore per tutto il suo viaggio con Lena.
Il secondo volume di quella che è una delle più belle trilogie distopiche pubblicate in Italia è davvero potente. Squassante ed imprevedibile. Commovente. Se Delirium in un certo senso era incentrato sull'Amore, Chaos è incentrato sul suo opposto: l'Odio. "Il mondo è capovolto e tutto è merda e la mia vita è spaccata in due e ci sono due Lena diverse che scorrono in parallelo l'una con l'altra, la vecchia e la nuova, e non saranno mai più una cosa sola". Se avete voglia di leggere un libro che non dimenticherete e che vi farà provare un groviglio di intense sensazioni, lasciatevi rapire dalla penna di Lauren Oliver! Lasciatevi travolgere dal chaos!
"Un mondo senza Amore è un mondo senza obbiettivi".
Lauren Oliver è davvero una autrice straordinaria! Ancora una volta è riuscita a sbalordirmi con un romanzo che si è rivelato tutto il contrario di quello che mi sarei potuta aspettare in un primo momento. Prima di aprire Chaos e ritrovarmi indissolubilmente legata a Lena ed essere "scaraventata" nel chaos degli eventi contestuali e psicologici di questo libro potente ed intenso, come pochi altri. In Chaos tutto è inaspettato. A cominciare dal primo spiazzante capitolo che parte in un "presente" di primo acchito "incomprensibile". Ci immaginavamo una Lena disperata, sperduta, sconvolta e impaurita in una Terra Selvaggia e sconosciuta ed invece ritroviamo una Lena fredda, impassibile e implacabile; nuovamente alunna fra i banchi di scuola. Ma poi, subito dopo, ecco la "vecchia" Lena. Sporca, ferita, tremante. Con una voragine nel cuore e nell'anima per la perdita del suo punto di riferimento, del suo unico amore, portatole via contemporaneamente alla speranza di un futuro migliore da trascorrere insieme. Ora Lena è sola ad affrontare questo futuro. Distrutta in tante piccole schegge, dovrà trovare la forza di rimettersi insieme pezzo per pezzo, un poco alla volta, e ricostruire una nuova Lena. Nuova; perchè niente adesso potrà più essere come prima... sia per il dolore che ha provato che per le verità che ha appreso.
E qui...la prima cosa bella ed inaspettata del romanzo: il parallelismo tra il prima e l'adesso, che non è dato solo dall'alternanza dei capitoli. Dove il "prima" sono i sei mesi in cui Lena vive nelle Terre Selvagge. E dove l'"adesso" è il suo nuovo presente tra i ranghi della Resistenza. Nelle Terre Selvagge - il "prima" - insieme a tanti sconosciuti che diventano i suoi compagni di viaggio, i suoi amici e la sua "famiglia", impara a sopravvivere e ad apprezzare le piccole cose, a curarsi le ferite... Impara cosa vuol dire odiare. Lottare per cambiare le cose. Cercare di minare il sistema. Nell' "adesso" Lena è un'abile pedina nelle fila della Resistenza e compie con dedizione la sua "missione". In una nuova città. Non più Portland, bensì New York. Un luogo più grande, maggiormente organizzato rispetto alla realtà più piccola e semplice che conosceva. Qui il Sistema è ancora più radicato. Più fitta la rete di Sorveglianza e Controllo. Più influenti le Organizzazioni che tentano di imporre la Cura e la sua "filosofia".
Ma nel consueto stile di Lauren Oliver, a cui tanto piace sconvolgerci con imprevedibili colpi di scena; con lei niente è mai come sembra e non poche novità e inaspettati imprevisti butteranno nel Chaos sia la "povera" Lena che il lettore che è costantemente in balia degli eventi, compartecipando intensamente ed in prima persona a qualunque sfumatura emotiva della protagonista. ad ogni evento... Ad ogni azione.
Se prima Lena viveva in una sorta di vita ovattata senza sentimenti, dopo più di diciassette anni trascorsi in un torpore emotivo indotto dalla Società e dalle persone che la circondavano, è sorprendente invece vedere come all'improvviso "recupera" con gli interessi. Ora quello che "sente" è costantemente al centro di tutto. Dirompente, intenso, viscerale... l'amore che ha dentro si evolve rapidamente ed inevitabilmente anche nel suo opposto. Odio. Odio profondo per il Sistema, per la società bieca e spietata ed indifferente. Cieca e sorda a quello che di più importante alberga nell'animo umano ma con gli occhi spalancati sui "diversi"... emarginati, maltrattati, uccisi. Odio nei confronti dell'Ingiustizia. Odio contro le imposizioni che impediscono la libertà di scelta.
Disperazione... Lutto....
Ma poi all'improvviso di nuovo l'Amore. Che ha un nuovo volto... un nuovo nome... Si confonde con quello di Alex... Perchè è il ricordo di lui a nutrirlo, ma anche qualcos'altro... Il bisogno insopprimibile di ognuno di amare, essere amati... essere toccati.
Julian è il protagonista dello stesso cambiamento, dello stesso cammino interiore verso la consapevolezza e l'innegabilità dell'attrazione e dell'amore, che aveva compiuto Lena in Delirium. In Chaos è Lena che diventa "maestra" e Julian è quello che apre gli occhi.
Ed ecco che il cerchio si quadra... L'amore è ciò che muove tutto ed è un sentimento inevitabile. Inarginabile. Inarrestabile. E' il motore del mondo... dell'umanità.
Immaginate un mondo senza Amore. Immaginate un mondo in cui il sentimento più bello, più vero, più naturale, più potente di cui l'essere umano ha facoltà venga invece considerato "la cosa più pericolosa e più mortale fra tutte le cose mortali". E per questa ragione temuto, combattuto e cancellato co
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Immaginate un mondo senza Amore. Immaginate un mondo in cui il sentimento più bello, più vero, più naturale, più potente di cui l'essere umano ha facoltà venga invece considerato "la cosa più pericolosa e più mortale fra tutte le cose mortali". E per questa ragione temuto, combattuto e cancellato con una "cura" che rende gli uomini come delle lavagne vuote, in cui i ricordi delle cose che contano non sono altro che polvere di gesso sparpagliata qua e là, senza più nessun significato. Immaginate un mondo dove le persone sono spettatrici apatiche della propria vita, che scorre via in giorni sempre uguali che sfumano l'uno nell'altro, praticamente senza scopo. Immaginate un mondo in cui sono state bandite la musica, la poesia e persino le favole... ogni cosa che sia in grado di smuovere nell'animo o nella mente una singola emozione. E dove invece di pregare un Dio buono che ci ama si pregano gli Elementi della tavola periodica...
Immaginate un mondo senza Amore...
Si starebbe davvero meglio? Varrebbe la pena vivere al sicuro dai propri sentimenti, dalle delusioni e dalle sofferenze che talvolta l'amore può portare quando sono proprio quelle stesse cose che ci fanno sentire vivi e felici di esserlo? Lauren Oliver ci dà una bellissima e impattante risposta a questa domanda, in un libro che è una "visione" e al tempo stesso un pugno nello stomaco. Quasi uno "schiaffo" per svegliare delle coscienze intorpidite.
"L'amore, la più mortale tra le cose mortali: ti uccide sia quando ce l'hai sia quando non ce l'hai. Ma non è esattamente così. E' colui che condanna il condannato; il giustiziere; la lama; la sospensione di pena all'ultimo momento; il respiro affannoso; il cielo infinito sopra di te e il << Grazie, grazie, grazie Dio >>. L'amore: ti uccide e ti salverà".
Vorrei davvero farvi arrivare la bellezza di questo libro. Dritta al cuore, così come ha colpito me, fin nelle fibre più profonde. Ormai ho capito che per molti versi il distopico è il mio genere preferito, perchè attraverso le sue storie improbabili, metaforicamente, ci parla di noi: esseri umani imperfetti... società imperfette, regole imperfette... Tutto talmente imperfetto da essere lo stimolo a renderci sempre migliori e a cercare di raggiungerla, in qualche modo, questa perfezione! Perchè secondo me l'uomo perfetto, se mai esiste o esisterà, è proprio quello che riscopre la sua vera umanità, che mette su una giusta scala i valori più importanti - quelli veri - e in nome di questi lotta per cercare di cambiare quello che non va... Che tenta di migliorare le cose intorno a lui per sè stesso e per coloro che ama, senza essere soltanto una pedina nelle mani di qualcun altro o un semplice spettatore! Un uomo che non si arrende!
Delirium di Lauren Oliver è un altro di quei libri distopici che meglio rappresentano la loro categoria. Un romanzo meraviglioso, dal messaggio fortissimo e devastante sull' IMPRESCINDIBILITA' DELL'AMORE che, più di ogni altra cosa, caratterizza e distingue l'essere umano; E' l'amore, in tutte le sue forme, che dà un senso alla nostra vita, perchè la vita non è vita se la si trascorre semplicemente "galleggiando".
Lena la protagonista, nasce e cresce in questa società in cui l'amore è bandito e considerato una vera e propria malattia mortale. Delirium nervosum la sua denominazione, che va asportato chirurgicamente all'età di diciott'anni e che viene bandito anche psicologicamente e socialmente alla radice... prima ancora che si possa minimamente diffondere. La Società fa crescere maschi e femmine in segregazione senza alcuna possibilità di contatto fra i non curati. Poi ti cura, cancellando i ricordi e qualunque possibilità di "sentire" qualcosa. E poi decide con chi farti sposare e quanti figli "sfornare". L'esistenza stessa della cura fa sì che i bambini crescano senza l'affetto dei genitori (incapaci ormai di provare sentimenti); senza un bacio, una carezza; senza la possibilità di sperimentare una qualsiasi forma di conforto emotivo; senza la possibilità di affezionarsi neanche ad un migliore amico di cui non si ricorderà più nulla o quasi e a cui non si può dire nemmeno un "ti voglio bene". Un mondo in cui le persone sembrano avvolte da una cappa di sonno.
Lena dapprima accetta semplicemente lo stato di fatto delle cose, riconoscendone una validità e un' utilità, bramandola quasi come una liberazione (anche dello spauracchio di una madre Infetta); un antidoto alla sofferenza presente e futura, una garanzia di felicità. Ma poi, grazie alla sua migliore amica Hana e soprattutto all'incontro con Alex (personaggio stupendo per cui potrei spendere miliardi di parole), capirà che invece è proprio la sofferenza che ci rende vivi. E' il dolore che ci insegna... E' il rovescio della medaglia; quella cosa che ci fa apprezzare a pieno la felicità. Che dà un senso alla vita; al presente e al passato, ai ricordi e alle scelte. Una volta che si risveglia dal torpore, dal sonno in cui sembrano avvolti tutti gli altri, per Lena è impossibile tornare indietro. Capisce che la cura non riguarda quindi felicità ma piuttosto la paura. Paura della sofferenza, del dolore. Capisce che ha sempre vissuto nella menzogna e nella crudeltà e che preferisce morire a modo "suo" piuttosto che vivere a modo "loro". Senza rinunciare all'amore.
E proprio l'amore, quella stessa cosa a cui per anni non si era mai nemmeno permesa di pensare diventa il centro di tutto. Amore, amore, amore, amore.
L'amore è vita non morte. L'amore non si può cancellare. Nessuno ce lo può portare via....
Lauren Oliver ci racconta una storia totalmente avvincente, ricca di colpi di scena, in una scrittura di rara bellezza. Sono entusiasta... Anche del finale al cardiopalma, che ho letto - ve lo giuro - in ginocchio sul divano tanta era la tensione....
Avevamo lasciato Amelia che aveva riacquistato la consapevolezza di sè, che aveva lottato contro un potente spirito che la reclamava all'inferno, che aveva scampato un esorcismo a causa di una comunità di Veggenti e soprattutto una Amelia che, nonostante la sua condizione di fantasma era perdutament
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Avevamo lasciato Amelia che aveva riacquistato la consapevolezza di sè, che aveva lottato contro un potente spirito che la reclamava all'inferno, che aveva scampato un esorcismo a causa di una comunità di Veggenti e soprattutto una Amelia che, nonostante la sua condizione di fantasma era perdutamente innamorata e parimenti ricambiata di Joshua. E' stato proprio questo ragazzo diciassettenne a farle di nuovo battere il cuore e donarle in qualche modo la sensazione di essere ancora "viva". Nonostante la clamorosa surrealità della situazione, giustificabile con la tesi che nel fantasy tutto è permesso, la tenera e profonda storia d'amore fra un fantasma e un bellissimo ragazzo nel fiore degli anni in qualche "assurdo" modo aveva funzionato. E questo soprattutto grazie allo stile estremamente poetico, dolce, ironico e scorrevole di Tara Hudson che nonostante essersi posta una davvero ardua sfida è comunque riuscita a gettare delle buone basi che ero curiosa di veder sviluppare, finalmente, nei volumi successivi. Sono contenta di affermare di non essermi sbagliata nel darle fiducia, perchè Dove finisce il buio è un libro molto più interessante, coerente e piacevole di Se fosse per sempre. Mantiene lo stesso bel romanticismo e la stessa velata atmosfera thriller, ma appare più solido, complesso e, se mi concedete, più "plausibile". E grazie alla presenza di tanti nuovi personaggi diventa anche una lettura poco scontata con un gran numero di colpi di scena. Mi è piaciuto molto e non me lo aspettavo affatto così!
Questo secondo capitolo delle vicende di Amelia e Joshua mi è piaciuto molto.Almeno, molto più del primo! Questo perchè riesce brillantemente a superare tutti i limiti che avevo riscontrato in "Se fosse per sempre" e mantenere su un buon livello tutti quegli elementi che, invece, funzionavano benissimo. Dove finisce il buio mi è apparso molto più dinamico e appassionante sia per le tante situazioni che si vengono a creare in tanti luoghi diversi, sia per la presenza di un cospicuo numero di nuovi personaggi che movimentano la trama e contribuiscono a ribaltare costantemente le aspettative. Mille sorprese ci aspettano infatti e questo è un romanzo molto diverso da quello che mi sarei aspettata dopo la lettura del primo libro, che si concludeva con tutta un'altra minaccia all'orizzonte (quella di un esorcismo da parte della Congrega di Veggenti capitanata da Ruth, la nonna di Joshua e soprattutto la palese ostilità di sua sorella Jillian) e la possibilità di cadere nelle grinfie di Eli e rimanere intrappolata nella parte "brutta" dell'Aldilà. Ma si profilava anche una sorta i avventura all'orizzonte che si prefiggeva come unico scopo la possibilità di salvare il padre di Eli e toglierlo dall'oblio e dalle Tenebre riaprendo le porte dell'Aldilà. Invece no... tutte queste premesse restano ancora marginali perchè al centro di questo libro c'è la riflessione sul rapporto tra Amelia e Joshua... sulla sua natura di fantasma... sull'irrealizzabilità di un vero futuro insieme perchè la loro condizione va contro le regole della vita e della morte. Amelia riflette sulla sofferenza che la prosecuzione del loro "rapporto" può portare ad entrambi, ma soprattutto a Joshua che si ritroverebbe impossibilitato a vivere una vita piena, appagante e normale. Anche Joshua, sebbene in misura minore perchè accecato dall'amore, se ne rende conto... E tenta di tutto per cercare di modificare in qualche modo la situazione. Ricorrendo perfino ad un rito Wodoo.
L'azione si sposta dal tranquillo Oklaomaa a New Orleans che si sa è la patria per eccellenza dello spiritismo e del wodoo, appunto. Questa decisione, insieme a tutta un'altra serie di fatti che il lettore scopre pian piano e che mettono decisamente "fuori strada" avrà delle grosse conseguenze per Amelia che alla fine del romanzo diventerà una persona, o meglio un fantasma, nuovo!
Un bell'escamotage che l'autrice trova per umanizzare un po' di più la sua figura che appariva fin troppo eterea e surreale e un bel colpo di scena a preparare un finale che potrebbe lasciarci di stucco! Amelia sembra un po' più umana... Si cambia d'abito, fa amicizia, diventa "visibile" a un più gran numero di persone. In un certo senso comincia ad "esistere". Tante ancora le cose da sviluppare e da risolvere nel terzo ed ultimo libro che, a questo punto, attendo con grande curiosità!
Una saga carina, diversa e molto piacevole da leggere che consiglio ai giovani e ai giovanissimi che cercano romanticismo, leggerezza, un po' di suspance e non hanno "limiti" nella concezione Urban Fantasy!
Siamo sempre a Portland. Nella stessa fatidica estate che sconvolgerà la vita di Lena. L'ultima estate prima di essere sottoposta alla cura... Insieme ad HANA, la sua bella, perfetta e altolocata migliore amica. Entrambe infatti, come è decretato dalla Società in cui vivono, sono "condannate" a subi
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Siamo sempre a Portland. Nella stessa fatidica estate che sconvolgerà la vita di Lena. L'ultima estate prima di essere sottoposta alla cura... Insieme ad HANA, la sua bella, perfetta e altolocata migliore amica. Entrambe infatti, come è decretato dalla Società in cui vivono, sono "condannate" a subire a breve l'intervento che le libererà di qualunque sentimento e dalla possibilità di provarne in futuro. Il Delirium Nervosum è infatti "la più mortale fra tutte le cose mortali"; talmente temuto che il momento della "cura" è vissuto quasi con bramosia... Come prospettiva di una garantita felicità futura. Ma la cura significa anche dimenticare la maggior parte dei ricordi... i momenti felici passai con le persone che si hanno sempre avute vicino e per le quali non è nemmeno consentito pensare di provare affetto. Ma Lena ed Hana di bene se ne vogliono. E molto. Da sempre. Questo era chiaro in Delirium ed è ancora più caro qui, in Veleno sulla Pelle, dove attraverso i pensieri e le emozioni di Hana capiamo quanto anche lei tenga alla sua amica, nonostante la diversità; nonostante la divergenza di pensiero.
In Veleno sulle labbra assistiamo al conflitto interiore di Hana che da trasgressiva e "Simpatizzante" si scontra con la dura realtà della delusione amorosa. Partita con grande entusiasmo, tanto da cercare di coinvolgere anche una riluttante Lena, man mano sarà portata a ricredersi perchè in questa novella conoscerà il "lato brutto dell'amore". Quello vuoto, finto e opportunista e per assurdo comincerà a cambiare idea... Insomma, l'amore può essere davvero come un bacio al veleno, certe volte!
E' molto bello vedere con i suoi occhi Lena. E anche l'evoluzione della sua amica di cui inaspettatamente si rende conto...
Non posso dirvi altro perchè il racconto è già breve e rischierei di svelare, anche involontariamente, troppo. Ma un'ultima cosa ve la devo assolutamente dire. Il finale è a dir poco schoccante e offre una chiave di lettura piuttosto "pericolosa" e devastante che non vorrei assolutamente appurare con la lettura del secondo libro. Spero di sbagliarmi e di aver capito/ interpretato male. Anche se temo fortemente di no.....
Unfaithful
Copertina magnifica...continue)
Stile prezioso, musicale e meticolosamente descrittivo...
Ambientazione esotica ma credibile...
Una sana dose di Paranormal che, rivisitato in una essenza tutta originale, trova il modo di accontentare i tanti che ancora non sono stanchi di leggere storie incentrate sul tema f ... (
Copertina magnifica...
Stile prezioso, musicale e meticolosamente descrittivo...
Ambientazione esotica ma credibile...
Una sana dose di Paranormal che, rivisitato in una essenza tutta originale, trova il modo di accontentare i tanti che ancora non sono stanchi di leggere storie incentrate sul tema fantastico...
Trama ricca ed articolata che sa riservare la sua bella dose di colpi di scena...
Parole, frasi, capitoli, pagine intere che grondano romanticismo...
Non è difficile spiegarsi il grande successo che stanno ottenendo, specialmente fra i giovanissimi, questo libro e questa Saga, nata dalla penna della siciliana Elisa Strazzanti, in arte Elisa S. Amore.
Non reputo un caso che sia proprio "Amore" il nome che ha scelto di darsi la giovane scrittrice, perchè è decisamente la parola chiave; il cardine su cui ruota tutto il romanzo e tutta la Serie. Amore puro, intenso, totalizzante, inevitabile...
Quell'Amore che sa far battere il cuore degli adolescenti... quell'Amore senza confini e senza frontiere, impossibile ma allo stesso tempo inevitabile, che ci piace tanto leggere nei romanzi d'amore. Non stupisce quindi, ripeto, il grande successo che, sempre più, i volumi della Touched Saga stanno ottenendo, soprattutto fra coloro che hanno tanto amato le atmosfere Twilightiane. Qui non sono i vampiri l'elemento fantastico bensì di Angeli, ma vale lo stesso comune denominatore: quello delle storie d'amore che ci fanno sognare. Che si chiamino Bella ed Edward, Giulietta e Romeo o Gemma ed Evan... davanti a noi abbiamo una di quelle storie d'amore che fanno battere il cuore.
Continua su
http://sognandotralerighe.blogspot.it/2013/03/unfaithfu…
Chaos
La prima volta che ho appreso che il secondo libro della trilogia Delirium di Lauren Oliver in Italia si sarebbe intitolato Chaos, ho pensato con disappunto quasi, che bisogno ci fosse di cambiare il titolo originario "Pandemonium"continue)
praticamente con un sinonimo. A lettura ultimata mi sono dovuta ricr ... (
La prima volta che ho appreso che il secondo libro della trilogia Delirium di Lauren Oliver in Italia si sarebbe intitolato Chaos, ho pensato con disappunto quasi, che bisogno ci fosse di cambiare il titolo originario "Pandemonium"
praticamente con un sinonimo. A lettura ultimata mi sono dovuta ricredere perchè, in effetti, Chaos non è affatto un sinonimo di Pandemonium. Il pandemonio, come recita il dizionario italiano, è più un "rumore", un "frastuono", un insieme di reazioni e proteste molto vivaci. Il Chos invece significa sì "confusione", ma ha un concetto molto più ampio perchè va a toccare molteplici sfere, anche astratte. Pertanto mai, secondo me, titolo poteva essere più appropriato o azzeccato.
CHAOS racchiude bene sia l'essenza del libro che lo stato d'animo del lettore per tutto il suo viaggio con Lena.
Il secondo volume di quella che è una delle più belle trilogie distopiche pubblicate in Italia è davvero potente.
Squassante ed imprevedibile.
Commovente.
Se Delirium in un certo senso era incentrato sull'Amore, Chaos è incentrato sul suo opposto: l'Odio.
"Il mondo è capovolto e tutto è merda e la mia vita è spaccata in due e ci sono due Lena diverse che scorrono in parallelo l'una con l'altra, la vecchia e la nuova, e non saranno mai più una cosa sola".
Se avete voglia di leggere un libro che non dimenticherete e che vi farà provare un groviglio di intense sensazioni, lasciatevi rapire dalla penna di Lauren Oliver!
Lasciatevi travolgere dal chaos!
"Un mondo senza Amore è un mondo senza obbiettivi".
Lauren Oliver è davvero una autrice straordinaria!
Ancora una volta è riuscita a sbalordirmi con un romanzo che si è rivelato tutto il contrario di quello che mi sarei potuta aspettare in un primo momento. Prima di aprire Chaos e ritrovarmi indissolubilmente legata a Lena ed essere "scaraventata" nel chaos degli eventi contestuali e psicologici di questo libro potente ed intenso, come pochi altri.
In Chaos tutto è inaspettato.
A cominciare dal primo spiazzante capitolo che parte in un "presente" di primo acchito "incomprensibile". Ci immaginavamo una Lena disperata, sperduta, sconvolta e impaurita in una Terra Selvaggia e sconosciuta ed invece ritroviamo una Lena fredda, impassibile e implacabile; nuovamente alunna fra i banchi di scuola. Ma poi, subito dopo, ecco la "vecchia" Lena. Sporca, ferita, tremante. Con una voragine nel cuore e nell'anima per la perdita del suo punto di riferimento, del suo unico amore, portatole via contemporaneamente alla speranza di un futuro migliore da trascorrere insieme.
Ora Lena è sola ad affrontare questo futuro.
Distrutta in tante piccole schegge, dovrà trovare la forza di rimettersi insieme pezzo per pezzo, un poco alla volta, e ricostruire una nuova Lena.
Nuova; perchè niente adesso potrà più essere come prima... sia per il dolore che ha provato che per le verità che ha appreso.
E qui...la prima cosa bella ed inaspettata del romanzo:
il parallelismo tra il prima e l'adesso, che non è dato solo dall'alternanza dei capitoli.
Dove il "prima" sono i sei mesi in cui Lena vive nelle Terre Selvagge.
E dove l'"adesso" è il suo nuovo presente tra i ranghi della Resistenza.
Nelle Terre Selvagge - il "prima" - insieme a tanti sconosciuti che diventano i suoi compagni di viaggio, i suoi amici e la sua "famiglia", impara a sopravvivere e ad apprezzare le piccole cose, a curarsi le ferite... Impara cosa vuol dire odiare. Lottare per cambiare le cose. Cercare di minare il sistema.
Nell' "adesso" Lena è un'abile pedina nelle fila della Resistenza e compie con dedizione la sua "missione". In una nuova città. Non più Portland, bensì New York. Un luogo più grande, maggiormente organizzato rispetto alla realtà più piccola e semplice che conosceva. Qui il Sistema è ancora più radicato. Più fitta la rete di Sorveglianza e Controllo. Più influenti le Organizzazioni che tentano di imporre la Cura e la sua "filosofia".
Ma nel consueto stile di Lauren Oliver, a cui tanto piace sconvolgerci con imprevedibili colpi di scena; con lei niente è mai come sembra e non poche novità e inaspettati imprevisti butteranno nel Chaos sia la "povera" Lena che il lettore che è costantemente in balia degli eventi, compartecipando intensamente ed in prima persona a qualunque sfumatura emotiva della protagonista. ad ogni evento... Ad ogni azione.
Se prima Lena viveva in una sorta di vita ovattata senza sentimenti, dopo più di diciassette anni trascorsi in un torpore emotivo indotto dalla Società e dalle persone che la circondavano, è sorprendente invece vedere come all'improvviso "recupera" con gli interessi.
Ora quello che "sente" è costantemente al centro di tutto.
Dirompente, intenso, viscerale...
l'amore che ha dentro si evolve rapidamente ed inevitabilmente anche nel suo opposto.
Odio.
Odio profondo per il Sistema, per la società bieca e spietata ed indifferente.
Cieca e sorda a quello che di più importante alberga nell'animo umano ma con gli occhi spalancati sui "diversi"... emarginati, maltrattati, uccisi.
Odio nei confronti dell'Ingiustizia.
Odio contro le imposizioni che impediscono la libertà di scelta.
Disperazione...
Lutto....
Ma poi all'improvviso di nuovo l'Amore.
Che ha un nuovo volto... un nuovo nome...
Si confonde con quello di Alex...
Perchè è il ricordo di lui a nutrirlo, ma anche qualcos'altro...
Il bisogno insopprimibile di ognuno di amare, essere amati... essere toccati.
Julian è il protagonista dello stesso cambiamento, dello stesso cammino interiore verso la consapevolezza e l'innegabilità dell'attrazione e dell'amore, che aveva compiuto Lena in Delirium. In Chaos è Lena che diventa "maestra" e Julian è quello che apre gli occhi.
Ed ecco che il cerchio si quadra...
L'amore è ciò che muove tutto ed è un sentimento inevitabile. Inarginabile. Inarrestabile.
E' il motore del mondo... dell'umanità.
Un chaos meraviglioso...
Che non sarà privo di conseguenze.
anche su http://sognandotralerighe.blogspot.it/2013/03/chaos-di-…
Delirium
Immaginate un mondo senza Amore.continue)
Immaginate un mondo in cui il sentimento più bello, più vero, più naturale, più potente di cui l'essere umano ha facoltà venga invece considerato "la cosa più pericolosa e più mortale fra tutte le cose mortali". E per questa ragione temuto, combattuto e cancellato co ... (
Immaginate un mondo senza Amore.
Immaginate un mondo in cui il sentimento più bello, più vero, più naturale, più potente di cui l'essere umano ha facoltà venga invece considerato "la cosa più pericolosa e più mortale fra tutte le cose mortali". E per questa ragione temuto, combattuto e cancellato con una "cura" che rende gli uomini come delle lavagne vuote, in cui i ricordi delle cose che contano non sono altro che polvere di gesso sparpagliata qua e là, senza più nessun significato.
Immaginate un mondo dove le persone sono spettatrici apatiche della propria vita, che scorre via in giorni sempre uguali che sfumano l'uno nell'altro, praticamente senza scopo. Immaginate un mondo in cui sono state bandite la musica, la poesia e persino le favole... ogni cosa che sia in grado di smuovere nell'animo o nella mente una singola emozione. E dove invece di pregare un Dio buono che ci ama si pregano gli Elementi della tavola periodica...
Immaginate un mondo senza Amore...
Si starebbe davvero meglio?
Varrebbe la pena vivere al sicuro dai propri sentimenti, dalle delusioni e dalle sofferenze che talvolta l'amore può portare quando sono proprio quelle stesse cose che ci fanno sentire vivi e felici di esserlo? Lauren Oliver ci dà una bellissima e impattante risposta a questa domanda, in un libro che è una "visione" e al tempo stesso un pugno nello stomaco. Quasi uno "schiaffo" per svegliare delle coscienze intorpidite.
"L'amore, la più mortale tra le cose mortali:
ti uccide sia quando ce l'hai sia quando non ce l'hai.
Ma non è esattamente così.
E' colui che condanna il condannato; il giustiziere; la lama;
la sospensione di pena all'ultimo momento; il respiro affannoso;
il cielo infinito sopra di te e il << Grazie, grazie, grazie Dio >>.
L'amore: ti uccide e ti salverà".
Vorrei davvero farvi arrivare la bellezza di questo libro.
Dritta al cuore, così come ha colpito me, fin nelle fibre più profonde.
Ormai ho capito che per molti versi il distopico è il mio genere preferito, perchè attraverso le sue storie improbabili, metaforicamente, ci parla di noi: esseri umani imperfetti... società imperfette, regole imperfette... Tutto talmente imperfetto da essere lo stimolo a renderci sempre migliori e a cercare di raggiungerla, in qualche modo, questa perfezione!
Perchè secondo me l'uomo perfetto, se mai esiste o esisterà, è proprio quello che riscopre la sua vera umanità, che mette su una giusta scala i valori più importanti - quelli veri - e in nome di questi lotta per cercare di cambiare quello che non va... Che tenta di migliorare le cose intorno a lui per sè stesso e per coloro che ama, senza essere soltanto una pedina nelle mani di qualcun altro o un semplice spettatore!
Un uomo che non si arrende!
Delirium di Lauren Oliver è un altro di quei libri distopici che meglio rappresentano la loro categoria. Un romanzo meraviglioso, dal messaggio fortissimo e devastante sull' IMPRESCINDIBILITA' DELL'AMORE che, più di ogni altra cosa, caratterizza e distingue l'essere umano; E' l'amore, in tutte le sue forme, che dà un senso alla nostra vita, perchè la vita non è vita se la si trascorre semplicemente "galleggiando".
Lena la protagonista, nasce e cresce in questa società in cui l'amore è bandito e considerato una vera e propria malattia mortale. Delirium nervosum la sua denominazione, che va asportato chirurgicamente all'età di diciott'anni e che viene bandito anche psicologicamente e socialmente alla radice... prima ancora che si possa minimamente diffondere.
La Società fa crescere maschi e femmine in segregazione senza alcuna possibilità di contatto fra i non curati. Poi ti cura, cancellando i ricordi e qualunque possibilità di "sentire" qualcosa. E poi decide con chi farti sposare e quanti figli "sfornare".
L'esistenza stessa della cura fa sì che i bambini crescano senza l'affetto dei genitori (incapaci ormai di provare sentimenti); senza un bacio, una carezza; senza la possibilità di sperimentare una qualsiasi forma di conforto emotivo; senza la possibilità di affezionarsi neanche ad un migliore amico di cui non si ricorderà più nulla o quasi e a cui non si può dire nemmeno un "ti voglio bene".
Un mondo in cui le persone sembrano avvolte da una cappa di sonno.
Lena dapprima accetta semplicemente lo stato di fatto delle cose, riconoscendone una validità e un' utilità, bramandola quasi come una liberazione (anche dello spauracchio di una madre Infetta); un antidoto alla sofferenza presente e futura, una garanzia di felicità.
Ma poi, grazie alla sua migliore amica Hana e soprattutto all'incontro con Alex (personaggio stupendo per cui potrei spendere miliardi di parole), capirà che invece è proprio la sofferenza che ci rende vivi. E' il dolore che ci insegna...
E' il rovescio della medaglia; quella cosa che ci fa apprezzare a pieno la felicità.
Che dà un senso alla vita; al presente e al passato, ai ricordi e alle scelte.
Una volta che si risveglia dal torpore, dal sonno in cui sembrano avvolti tutti gli altri, per Lena è impossibile tornare indietro. Capisce che la cura non riguarda quindi felicità ma piuttosto la paura.
Paura della sofferenza, del dolore.
Capisce che ha sempre vissuto nella menzogna e nella crudeltà e che preferisce morire a modo "suo" piuttosto che vivere a modo "loro". Senza rinunciare all'amore.
E proprio l'amore, quella stessa cosa a cui per anni non si era mai nemmeno permesa di pensare diventa il centro di tutto. Amore, amore, amore, amore.
L'amore è vita non morte.
L'amore non si può cancellare.
Nessuno ce lo può portare via....
Lauren Oliver ci racconta una storia totalmente avvincente, ricca di colpi di scena, in una scrittura di rara bellezza.
Sono entusiasta... Anche del finale al cardiopalma, che ho letto - ve lo giuro - in ginocchio sul divano tanta era la tensione....
Stu.Pen.Do
Recensione anche su
http://sognandotralerighe.blogspot.it/2013/03/delirium-…
Dove finisce il buio
Avevamo lasciato Amelia che aveva riacquistato la consapevolezza di sè, che aveva lottato contro un potente spirito che la reclamava all'inferno, che aveva scampato un esorcismo a causa di una comunità di Veggenti e soprattutto una Amelia che, nonostante la sua condizione di fantasma era perdutament ... (continue)
Avevamo lasciato Amelia che aveva riacquistato la consapevolezza di sè, che aveva lottato contro un potente spirito che la reclamava all'inferno, che aveva scampato un esorcismo a causa di una comunità di Veggenti e soprattutto una Amelia che, nonostante la sua condizione di fantasma era perdutamente innamorata e parimenti ricambiata di Joshua. E' stato proprio questo ragazzo diciassettenne a farle di nuovo battere il cuore e donarle in qualche modo la sensazione di essere ancora "viva". Nonostante la clamorosa surrealità della situazione, giustificabile con la tesi che nel fantasy tutto è permesso, la tenera e profonda storia d'amore fra un fantasma e un bellissimo ragazzo nel fiore degli anni in qualche "assurdo" modo aveva funzionato. E questo soprattutto grazie allo stile estremamente poetico, dolce, ironico e scorrevole di Tara Hudson che nonostante essersi posta una davvero ardua sfida è comunque riuscita a gettare delle buone basi che ero curiosa di veder sviluppare, finalmente, nei volumi successivi. Sono contenta di affermare di non essermi sbagliata nel darle fiducia, perchè Dove finisce il buio è un libro molto più interessante, coerente e piacevole di Se fosse per sempre. Mantiene lo stesso bel romanticismo e la stessa velata atmosfera thriller, ma appare più solido, complesso e, se mi concedete, più "plausibile". E grazie alla presenza di tanti nuovi personaggi diventa anche una lettura poco scontata con un gran numero di colpi di scena.
Mi è piaciuto molto e non me lo aspettavo affatto così!
http://sognandotralerighe.blogspot.it/2013/02/dove-fini…
Questo secondo capitolo delle vicende di Amelia e Joshua mi è piaciuto molto.Almeno, molto più del primo!
Questo perchè riesce brillantemente a superare tutti i limiti che avevo riscontrato in "Se fosse per sempre" e mantenere su un buon livello tutti quegli elementi che, invece, funzionavano benissimo.
Dove finisce il buio mi è apparso molto più dinamico e appassionante sia per le tante situazioni che si vengono a creare in tanti luoghi diversi, sia per la presenza di un cospicuo numero di nuovi personaggi che movimentano la trama e contribuiscono a ribaltare costantemente le aspettative. Mille sorprese ci aspettano infatti e questo è un romanzo molto diverso da quello che mi sarei aspettata dopo la lettura del primo libro, che si concludeva con tutta un'altra minaccia all'orizzonte (quella di un esorcismo da parte della Congrega di Veggenti capitanata da Ruth, la nonna di Joshua e soprattutto la palese ostilità di sua sorella Jillian) e la possibilità di cadere nelle grinfie di Eli e rimanere intrappolata nella parte "brutta" dell'Aldilà. Ma si profilava anche una sorta i avventura all'orizzonte che si prefiggeva come unico scopo la possibilità di salvare il padre di Eli e toglierlo dall'oblio e dalle Tenebre riaprendo le porte dell'Aldilà.
Invece no... tutte queste premesse restano ancora marginali perchè al centro di questo libro c'è la riflessione sul rapporto tra Amelia e Joshua... sulla sua natura di fantasma... sull'irrealizzabilità di un vero futuro insieme perchè la loro condizione va contro le regole della vita e della morte.
Amelia riflette sulla sofferenza che la prosecuzione del loro "rapporto" può portare ad entrambi, ma soprattutto a Joshua che si ritroverebbe impossibilitato a vivere una vita piena, appagante e normale.
Anche Joshua, sebbene in misura minore perchè accecato dall'amore, se ne rende conto... E tenta di tutto per cercare di modificare in qualche modo la situazione. Ricorrendo perfino ad un rito Wodoo.
L'azione si sposta dal tranquillo Oklaomaa a New Orleans che si sa è la patria per eccellenza dello spiritismo e del wodoo, appunto. Questa decisione, insieme a tutta un'altra serie di fatti che il lettore scopre pian piano e che mettono decisamente "fuori strada" avrà delle grosse conseguenze per Amelia che alla fine del romanzo diventerà una persona, o meglio un fantasma, nuovo!
Un bell'escamotage che l'autrice trova per umanizzare un po' di più la sua figura che appariva fin troppo eterea e surreale e un bel colpo di scena a preparare un finale che potrebbe lasciarci di stucco! Amelia sembra un po' più umana... Si cambia d'abito, fa amicizia, diventa "visibile" a un più gran numero di persone. In un certo senso comincia ad "esistere".
Tante ancora le cose da sviluppare e da risolvere nel terzo ed ultimo libro che, a questo punto, attendo con grande curiosità!
Una saga carina, diversa e molto piacevole da leggere che consiglio ai giovani e ai giovanissimi che cercano romanticismo, leggerezza, un po' di suspance e non hanno "limiti" nella concezione Urban Fantasy!
Il veleno sulle labbra
Siamo sempre a Portland.continue)
Nella stessa fatidica estate che sconvolgerà la vita di Lena.
L'ultima estate prima di essere sottoposta alla cura...
Insieme ad HANA, la sua bella, perfetta e altolocata migliore amica.
Entrambe infatti, come è decretato dalla Società in cui vivono, sono "condannate" a subi ... (
Siamo sempre a Portland.
Nella stessa fatidica estate che sconvolgerà la vita di Lena.
L'ultima estate prima di essere sottoposta alla cura...
Insieme ad HANA, la sua bella, perfetta e altolocata migliore amica.
Entrambe infatti, come è decretato dalla Società in cui vivono, sono "condannate" a subire a breve l'intervento che le libererà di qualunque sentimento e dalla possibilità di provarne in futuro.
Il Delirium Nervosum è infatti "la più mortale fra tutte le cose mortali"; talmente temuto che il momento della "cura" è vissuto quasi con bramosia... Come prospettiva di una garantita felicità futura.
Ma la cura significa anche dimenticare la maggior parte dei ricordi... i momenti felici passai con le persone che si hanno sempre avute vicino e per le quali non è nemmeno consentito pensare di provare affetto.
Ma Lena ed Hana di bene se ne vogliono. E molto. Da sempre.
Questo era chiaro in Delirium ed è ancora più caro qui, in Veleno sulla Pelle, dove attraverso i pensieri e le emozioni di Hana capiamo quanto anche lei tenga alla sua amica, nonostante la diversità; nonostante la divergenza di pensiero.
In Veleno sulle labbra assistiamo al conflitto interiore di Hana che da trasgressiva e "Simpatizzante" si scontra con la dura realtà della delusione amorosa. Partita con grande entusiasmo, tanto da cercare di coinvolgere anche una riluttante Lena, man mano sarà portata a ricredersi perchè in questa novella conoscerà il "lato brutto dell'amore". Quello vuoto, finto e opportunista e per assurdo comincerà a cambiare idea... Insomma, l'amore può essere davvero come un bacio al veleno, certe volte!
E' molto bello vedere con i suoi occhi Lena.
E anche l'evoluzione della sua amica di cui inaspettatamente si rende conto...
Non posso dirvi altro perchè il racconto è già breve e rischierei di svelare, anche involontariamente, troppo.
Ma un'ultima cosa ve la devo assolutamente dire. Il finale è a dir poco schoccante e offre una chiave di lettura piuttosto "pericolosa" e devastante che non vorrei assolutamente appurare con la lettura del secondo libro. Spero di sbagliarmi e di aver capito/ interpretato male.
Anche se temo fortemente di no.....