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- L'amo e la lenza (28)
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- Piombo Rosso (379)
- La storia completa della lotta armata in Italia dal 1970 a oggi
- By Giorgio Galli
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Tosto -
Non sono un esperto sul tema, anche se qualche cosa ho letto. Preciso, puntuale e rigoroso, lega tra loro eventi non sempre riconducibili al tema della lotta armata in Italia.
In realtà, e questa è la tesi del libro, dietro la lotta armata si è sempre mosso, e si muove, un ente terzo, i servizi seg ... (continue) - — Nov 24, 2009 | Add your feedback
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- Fiabe italiane (432)
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Una per sera... -
.. per addormentare il turbonano.
Alla fine dormo più io di lui che infatti ne vuole un'altra. Finora solo le fiabe venete sono sul palloso spinto. Non vedo l'ora di arrivare a quelle campane delle quali mi dicono un gran bene.
Nonostante sia sempre Calvino (odore di ferro e luce al neon) ... (continue) - — Feb 7, 2008 | 1 feedback
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Mussolini urbanista
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Credo che solo 1 romano su 20 abbia idea di cosa fosse la sua città prima del 1920.
In nome dell'igiene - come se poi i tuguri in cui furono trasferiti gli sfollati fossero più salubri - interi quartieri di cui oggi non si sospetta nemmeno l'esistenza furono rasi al suolo.
La zona ove ora insiste "l ... (continue)
Credo che solo 1 romano su 20 abbia idea di cosa fosse la sua città prima del 1920.
In nome dell'igiene - come se poi i tuguri in cui furono trasferiti gli sfollati fossero più salubri - interi quartieri di cui oggi non si sospetta nemmeno l'esistenza furono rasi al suolo.
La zona ove ora insiste "l'autostrada" Colosseo-Piazza Venezia, quello di Via Petroselli ove si trovava la bellissima Piazza Montanara raccontata da Goethe, la spina dei Borghi; tutte piaghe purulente lasciate aperte ai giorni nostri i cui effetti sul traffico cittadino, e quindi sulle nostre vite, sono stati pagati e lo saranno ancora per lustri a venire.
“Affinché i monumenti millenari possano giganteggiare nella necessaria solitudine”, questo il delirante leit motiv alla base dei primi sventramenti, senza avere la minima cognizione di che inferno di vita pulsante dovesse essere poi la zona dei fori nell’età imperiale che tanto si voleva ricreare.
Per Cederna l'errore non è semplicemente (e manco tanto) quello di distruggere senza documentare la Roma medievale, rinascimentale e barocca, quanto quello di aver voluto modernizzare Roma DENTRO Roma. Quindi non una Buda (e Obuda) e una Pest, ma una città nata e sviluppata nei secoli per girarci con il calesse, forzata a diventare metropoli moderna semplicemente attraversandola con stradoni senza senso che l'hanno condannata a morire di traffico e di inefficienza incastonando i punti vitali di una città moderna all’interno di una antica.
Ma una Roma moderna sviluppata verso Est, isolando quindi il centro storico ad Ovest, non soddisfaceva i veri e famelici padroni di Roma (in questo il fascismo e la successiva democrazia hanno mostrato una continuità impressionante) che mai avrebbero accettato una perdita di potenziale valore dei loro terreni. Di qui sviluppo selvaggio a macchia di leopardo e morte del progetto di una Roma meravigliosa che mai vedremo più.
Questo per tacere poi delle decine di migliaia di vite che dall’oggi al domani furono letteralmente sradicate dal loro mondo e deportate nelle “salubri borgate” del Tufello, Tiburtino III, Quarticciolo, Trullo, e molte altre. Lontani dalla città, in case non più salubri di quelle di partenza, privi di collegamento con il mondo che fino al giorno prima gli apparteneva.
Ho ancora nella mia mente il ricordo dei racconti di mio padre e di quel grande camion che portò via tutto e tutti scaricandoli a Primavalle, borgata che poi ha ispirato il termine “montagna del sapone” per la fame nera che ci fecero i suoi abitanti.
Infine, un ricordo affettuoso per Antonio Cederna che ho avuto il privilegio di incontrare poco prima che morisse.
Un libro da non perdere per comprendere l’altra Roma che avrebbe potuto essere e per avere la ulteriore riprova del fatto che se il padrone ti fa schifo, il suo servo lo farà di più.
E per concludere, se avete tempo, fate una piccola ricerca di foto su Via Alessandrina, Via Tor de Specchi, Piazza Scossacavalli... scoprirete un mondo magico scomparso nel quale vi sembrerà piano piano di rivedere le anime di chi ci ha vissuto nel passato pensando tristemente che mai nessuno ci vivrà più.
Augh
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