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Cover of Hikaru No Go, Volume 2
Cover of Hikaru No Go, Vol. 1
  • Very peculiar indeed, but I like it...and strangely enough, I don't even mind the gags between Hikaru and Sai! I don't think I'll never become addicted to Go, though :D

    {I'd give everything to be able to draw like Obata! That knack for details is simply amazing. The more I see, the more I enj ... (continue)

    Very peculiar indeed, but I like it...and strangely enough, I don't even mind the gags between Hikaru and Sai! I don't think I'll never become addicted to Go, though :D

    {I'd give everything to be able to draw like Obata! That knack for details is simply amazing. The more I see, the more I enjoy.}

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    Posted on Nov 9, 2009 | Add your feedback

Cover of Death Note, Vol. 12
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    Commento conclusivo alla serie: QUELLI CHE...

    Quelli che ammazzano la gente perché non possono ammazzare il tempo;
    Quelli che Dio non è morto, è soltanto in pausa caffé;
    Quelli che kawaai sarà tua sorella, stupida fangirl del cazzo!
    Quelli che l'amore li rende peggio che ciechi;
    Quelli che vedono il mondo con g ... (continue)

    Quelli che ammazzano la gente perché non possono ammazzare il tempo;
    Quelli che Dio non è morto, è soltanto in pausa caffé;
    Quelli che kawaai sarà tua sorella, stupida fangirl del cazzo!
    Quelli che l'amore li rende peggio che ciechi;
    Quelli che vedono il mondo con gli occhiali rosa e ancora non si sono rassegnati alla morte della mamma di Bambi;
    Quelli che da piccoli non guardavano L'albero azzurro, ma L'ispettore Derrick;
    Quelli che sembrano bamblinare, ma in realtà vedono e sentono tutto;
    Quelli che volevano diventare maîtres chocolatiers della Lindt e sono finiti a fare i Callaghan del quartierino;
    Quelli che ancora aspettano di ricevere il Robot Emilio per Natale e nel frattempo si consolano con Gundam e l'Altare dei Gormiti...

    Scherzi a parte, ragazzi, era da parecchio che non leggevo qualcosa di simile, ammesso che esista. Vorrei davvero cercare di non scadere nell'ovvio, ma non so se ci riuscirò, perché adesso che sono arrivata alla fine mi sento pressoché svuotata. Piacevolmente svuotata, però: leggermente smarrita, come tutti quelli che hanno appena finito di leggere qualcosa che li ha conquistati e non sanno più che fare, ma senza i patemi che tanti altri, al posto mio, si fanno. C'è chi ricomincerebbe immediatamente da capo, chi si butterebbe a peso morto perfino sul manuale delle istruzioni della lavatrice per non dover pensare a come colmare il vuoto lasciato, manco si trattasse di una persona e non di un mero racconto. Una cosa è certa, comunque: in pochi desiderano guardare attraverso quel vuoto, e quasi nessuno lo considera benigno. Io sì. Perché a ben vedere molto spesso quel che noi chiamiamo vuoto non lo è affatto, e almeno per quanto mi concerne è questo il caso.
    Fin da quando ho imparato a leggere e a ricordare le storie che vedevo o sentivo sono sempre rimasta affascinata dai cattivi, quelli per cui, in teoria, nessuno dovrebbe fare il tifo. Naturalmente questo non mi ha mai impedito di provare repulsione per le cattive azioni commesse da qualcuno, foss'egli fatto di carta o di carne come me; quel che davvero mi lasciava -e mi lascia- a bocca aperta, in uno stato assai simile all'ammirazione, era la mente del cattivo, ossia tutti i processi neurologici che di volta in volta davano la causa e l'origine all'ennesima malefatta, all'ennesima cattiva azione...e soprattutto la consapevolezza che se è vero che siamo tutti uguali, allora anche nel più tenero degli agnellini si può nascondere il lupo cattivo. I "buoni", invece, non riuscivano a coinvolgermi tanto, salvo rarissime eccezioni: il fatto è che molto spesso non c'è proprio niente da vedere dietro la maschera che indossano, laddove maschera è sinonimo di ruolo. Il loro compito è fare i buoni, e da veri primi della classe vi si attengono quasi tutti fedelmente senza fare {o farsi} domande, come tanti pappagallini. Il cattivo, invece, è una creatura della notte, re indiscusso del cielo e della terra. Non ha necessariamente bisogno di ali grandi per poter oscurare il cielo, gli basta usare il cervello. Nè dev'essere per forza nero e dal brutto becco ricurvo, anzi: perfino un usignolo può rivelarsi più insidioso di un corvo.
    Tutto questo popò di roba per dire che Death Note rappresenta esattamente tutto ciò che mi aspetto di trovare in una storia di buoni e cattivi, anche quello che non avevo osato sperare e confessare a chi non potrebbe mai capire e anzi mi prende in giro per questa fissa di psicanalizzare sempre tutto e tutti. Me ne frego di chi è uke e di chi è seme, chi è il più figo e quelle cose lì: potrei anche parlarne, se qualcuno volesse {e qualcuno c'è: le risate che ci facciamo io e mia sorella quando giochiamo alle bimbeminkia invasate...!}, ma quel che mi interessa è il riscontro che tutto ciò trova nella vita reale. Perché ognuno di noi, almeno una volta nella vita, ha messo in dubbio la teoria di Liebniz sul migliore dei mondi possibili; perché oguno di noi ha riflettuto almeno un po' sul bene e sul male, su ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, sui "se" e i "ma" della vita di tutti i giorni; perché ognuno di noi si è chiesto se per caso non era l'unico pazzo in un mondo di sani o piuttosto l'unico sano in un mondo di pazzi, e perché ognuno di noi, che ci creda o meno, nel segreto della propria mente ha pronta la sua personale risposta alla domanda "Cosa farei se mi fosse data la possibilità di essere Dio?"

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    Posted on Nov 4, 2009 | Add your feedback

Cover of Death Note, Vol. 11
Cover of Death Note, Vol. 10
Cover of Death Note, Vol. 9
Cover of Death Note, Vol. 8
Cover of Death Note, Vol. 7
Cover of Death Note, Vol. 6
Cover of Death Note, Vol. 5
Cover of Death Note, Vol. 4
  • ...and they pull my leg because I like villains. Yes, I proudly do.

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    Posted on Oct 13, 2009 | Add your feedback

Cover of Death Note, Vol. 3

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