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Pier Paolo Pasolini: (Twayne's World Authors Series) By Pia Friedrich
  • Testo generalista su Pasolini, per cominciare ad affrontare il tema, con le inevitabili lacune di un testo così breve.

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    Posted on Jan 8, 2010 | Add your feedback

Modern Italy, 1871 to the present By Martin Clark
Finished on Aug 25, 2009
Finished (re-read) on Nov 10, 2009

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  • One of the best books on the history of Italy

    The third edition is updated to year 2008, and presents one of the best summaries of the history of Italy between 1870 to 2008. Clark is rarely judgemental, but when he is, he offers often an interesting and intriguing point of view. Curious how negative Clark is against the Italian education system ... (continue)

    The third edition is updated to year 2008, and presents one of the best summaries of the history of Italy between 1870 to 2008. Clark is rarely judgemental, but when he is, he offers often an interesting and intriguing point of view. Curious how negative Clark is against the Italian education system, and questionable his definition of the 1968 student riots as a consequence of the bad educational system. Anyhow, this book is a must read.

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    Posted on Sep 13, 2009 | Add your feedback

Spaghetti Westerns: Cowboys and Europeans from Karl May to Sergio Leone (Cinema and Society) By Christopher Frayling
  • Christopher Frayling è stato rettore del Royal College of Art di Londra, e professore di Storia culturale. Con questo saggio offre uno dei più completi studi sul cinema Western all'italiana, più noto come Spaghetti Western. Frayling è un sostenitore del cinema di Sergio Leone, che difende dalle accu ... (continue)

    Christopher Frayling è stato rettore del Royal College of Art di Londra, e professore di Storia culturale. Con questo saggio offre uno dei più completi studi sul cinema Western all'italiana, più noto come Spaghetti Western. Frayling è un sostenitore del cinema di Sergio Leone, che difende dalle accuse che gli arrivavano da parte di molta critica americana degli anni Sessanta e Settanta. Può darsi che il Western di Leone mancasse delle categorie culturali di Ford; ma mettere il mito del West nelle mani di un cinico italiano non poteva dare risultati analoghi. E forse proprio grazie a questo fatto, i film di Leone sono, almeno per noi europei, perfino più interessanti di quelli statunitensi.

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    Posted on Oct 31, 2009 | Add your feedback

Women in Modern Italian Literature: Four Studies Based on the Work of Grazia Deledda, Alba De Céspedes, Natalia Ginzburg and Dacia Marai… By Bruce Merry
  • Se gli australiani capiscono meglio le scrittrici italiane

    Ecco il saggio utile che non ti aspetti. Bruce Merry è uno studioso australiano che ha pubblicato questo saggio nel 1990. Beh, ci sono passaggi e riflessioni, soprattutto su Grazia Deledda, che ho trovato particolarmente stimolanti e utili alla maggiore comprensione di una scrittrice che, scusate, v ... (continue)

    Ecco il saggio utile che non ti aspetti. Bruce Merry è uno studioso australiano che ha pubblicato questo saggio nel 1990. Beh, ci sono passaggi e riflessioni, soprattutto su Grazia Deledda, che ho trovato particolarmente stimolanti e utili alla maggiore comprensione di una scrittrice che, scusate, vinse il Premio Nobel, ma è stata ampiamente dimenticata dal resto del mondo culturale italiano, colpevole soprattutto di essere donna e sarda. Pirandello non l'amava e ne era geloso (almeno fino a che il Nobel non lo vinse anche lui) e il resto del mondo culturale sardo e italiano la considerava abbastanza male, chi per un motivo, chi per l'altro. Eppure, la Deledda, dall'alto dei suoi 38 romanzi, è stata una scrittrice vera, in grado di inventare intrecci e trame, oltre che di descrivere una realtà regionale primitiva. E venitemi a dire che la Sardegna dei primi del Novecento fosse moderna...!

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    Posted on Oct 20, 2009 | Add your feedback

Pinocchio By Carlo Collodi
  • 1 person find this helpful

    One of the few universal books

    Pinocchio--the real Pinocchio, the one by Carlo Collodi aka Lorenzini, and not the Disneyesque version--is above all a wonderful story, for both children and adults.

    Pinocchio is a perfect Italian character, able to stress out the bad aspects of the average Italian guy. This original story, m ... (continue)

    Pinocchio--the real Pinocchio, the one by Carlo Collodi aka Lorenzini, and not the Disneyesque version--is above all a wonderful story, for both children and adults.

    Pinocchio is a perfect Italian character, able to stress out the bad aspects of the average Italian guy. This original story, much more Gothic than the American version, leaves in the background the fear for hunger, the importance of education and the respect of the elderly, the temptations of life and what happens to those who like to risk. A coming of age novel, as Eco points out in his brilliant as usual preface of this peculiar edition, a novel that speaks in so many ways about the Italy of the late XIX century.

    Personally, I like to define Pinocchio as the Italian "Tom Sawyer".

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    Posted on Sep 8, 2009 | Add your feedback

The Art of the Novel: (Perennial Classics) By Milan Kundera
  • Kundera spiega cosa sia per lui il romanzo ripercorrendo i lavori di alcuni grandi classici: Rabelais, Cervantes, Sterne, Diderot, Flaubert, Tolstoy, Musil, Broch e soprattutto Kafka. Del connazionale, Kundera è in grado di descrivere gli aspetti più intimi e interessanti. Un saggio in forma di arti ... (continue)

    Kundera spiega cosa sia per lui il romanzo ripercorrendo i lavori di alcuni grandi classici: Rabelais, Cervantes, Sterne, Diderot, Flaubert, Tolstoy, Musil, Broch e soprattutto Kafka. Del connazionale, Kundera è in grado di descrivere gli aspetti più intimi e interessanti. Un saggio in forma di articoli separati, fondamentale per approcciare la metodologia della letteratura contemporanea.

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    Posted on Aug 19, 2009 | Add your feedback

What the Best College Teachers Do By Ken Bain
  • Bain poteva fare un lavoro molto più analitico, intervistando un gruppo di professori universitari ritenuti eccezionali. Invece il libro è mal strutturato e i "segreti" di questi professori sono presentati in un modo non chiaro, quasi narrativo. Non va bene.

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    Posted on Aug 18, 2009 | Add your feedback

Mckeachie's Teaching Tips: Strategies, Research And Theory for College And University Teachers (College Teaching) By Marilla Svinicki, Wilbert James McKeachie
  • A manual for Teaching Assistants and new professors on how to write a syllabus and to manage a class. Extremely useful. 12th edition: a guarantee of quality.

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    Posted on Aug 1, 2009 | Add your feedback

Saint Morrissey: A Portrait of This Charming Man by an Alarming Fan By Mark Simpson
  • A great biografy

    Here is an example of a biography that doesn't focus on the historical reconstruction of Moz's life, and let his own words, lyrics and interviews speak for themselves. Simpson is surely a great fan of Morrissey, but above all is a journalist and a researcher who knows his stuff. Extremely enjoyable.

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    Posted on Jun 21, 2009 | Add your feedback

Governments and Parties in Italy: Parliamentary Debates, Investiture Votes and Policy Positions (1994-2006) By Giuseppe Ieraci
  • Per capire l'arena politica della Seconda Repubblica

    Un luogo comune vuole che sia molto difficile per i non italiani comprendere il sistema dei partiti di Roma, soprattutto dopo la frantumazione seguente alla fine della cosiddetta Prima Repubblica. Giuseppe Ieraci, con questo suo volume di nemmeno 150 pagine, dimostra il contrario. Il saggio si divid ... (continue)

    Un luogo comune vuole che sia molto difficile per i non italiani comprendere il sistema dei partiti di Roma, soprattutto dopo la frantumazione seguente alla fine della cosiddetta Prima Repubblica. Giuseppe Ieraci, con questo suo volume di nemmeno 150 pagine, dimostra il contrario. Il saggio si divide in cinque capitoli: 1) Governments and Parties in the Italian Parliament since the 1990s, nel quale l’autore dipinge un agile panorama dell’arena partitica italiana dagli anni Sessanta ai Novanta, in modo da spiegare sommariamente le origini dei partiti che saranno gli attori principali del periodo 1994-2006; 2) Policy Outlooks. The Governments, nel quale Ieraci analizza frase per frase i discorsi di insediamento dei vari Presidenti del Consiglio che si sono alternati fra il 1994 e il 2005, raccogliendo i temi chiave in codici e dividendoli per accezione positiva o negativa; 3) Policy Outlooks. The Parties, nel quale l’autore offre un interessante indice di polarizzazione e di distanza assoluta inter-partitica dei principali partiti delle due coalizioni di centrosinistra e centrodestra, nel quale emerge una posizione strabica verso Sinistra di tutti i partiti post-democristiani; 4) Coalitions and Policy Space, nel quale Ieraci misura il grado di disomogeneità interna alle coalizioni di governo fra i loro vari componenti, che risulta notevole in tutte le legislature e per ambedue le coalizioni, e infine 5) Conclusion: From Polarized Pluralism to Polarized Bipolarism, nel quale l’autore suggerisce che il bipolarismo italiano è anomalo, essendo costituito da una bipolarizzazione con una frattura al centro, che non prefigura quell’area di nessuno entro la quale è più probabile che si effettui il passaggio di elettori da una coalizione all’altra. Le caratteristiche di questo “bipolarismo polarizzato” sono cinque (94): 1) la mancanza di coerenza politica e ideologica delle due coalizioni, che accresce l’instabilità governativa; 2) un’alta polarizzazione sistemica, ossia due coalizioni che si riconoscono poca o nessuna legittimità a governare; 3) la mancanza di partiti chiaramente centristi che occupino quella “no-man’s land” (94) di cui parlavamo prima; 4) la mancanza di un limite verso le ali estreme, in modo da tenere fuori dalle coalizioni le forze anti-sistema; 5) il potere di ricatto dei partiti minori, che sono liberi di spostarsi in modo centripeto o centrifugo e di compromettere così la tenuta del proprio governo. Le conclusioni di Ieraci sono convincenti e suffragate a mio parere sia dalla breve durata media dei governi di coalizione, con l’eccezione del II governo Berlusconi (11/6/2001 – 23/4/2005), e dal fatto che nel sistema italiano gli elettori delusi dall’operato di governo della propria coalizione preferiscono alle elezioni successive astenersi, anziché votare per la coalizione alternativa. Si punisce a questo modo la propria parte una volta sola, non andando a votare, anziché due volte, scegliendo di votare l’avversario. Il libro di Ieraci si rivolge a un pubblico di studenti di politologia interessati a comprendere le dimensioni e le caratteristiche dell’arena politica italiana della Seconda Repubblica. Nel caso lo si voglia includere come lettura per studenti non specializzansi in Scienze politiche, è suggeribile aggiungere un testo di storia contemporanea che possa dare profondità ai nomi dei politici citati nel volume di Ieraci.

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    Posted on Jul 1, 2009 | Add your feedback

Frindle By Andrew Clements
  • Letteratura per bambini

    Ho comprato questo romanzo per bambini colpito dalla sua copertina, che urlava: "2 milioni di copie vendute". Beh, mi son detto: vediamo come mai. L'ho letto e devo dire che la storia è davvero bella. Non voglio dire nulla riguardo la trama, solo che l'autore affronta un tema da adulti, il significa ... (continue)

    Ho comprato questo romanzo per bambini colpito dalla sua copertina, che urlava: "2 milioni di copie vendute". Beh, mi son detto: vediamo come mai. L'ho letto e devo dire che la storia è davvero bella. Non voglio dire nulla riguardo la trama, solo che l'autore affronta un tema da adulti, il significato delle convenzioni linguistiche, e lo traduce in termini che anche un pubblico di bambini lo possa intendere. Davvero da leggere.

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    Posted on Oct 18, 2009 | Add your feedback

La Cazzaria: The Book of the Prick By Ian Frederick Moulton, Antonio Vignali, Arsiccio
Finished in 2007
Finished (re-read) in May 2009

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  • Allegoria politica beffarda

    Opera grandiosa di un autore minore del Rinascimento senese, quell'Arsiccio Intronato al secolo Antonio Vignali, è probabilmente l'allegoria politica più violenta e satirica mai scritta. Imperdibile.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

The Memoirs of a Beautiful Boy By Robert Leleux
  • 1 person find this helpful

    Più che un romanzo di formazione narrato in chiave umoristica, questo è un libro di memorie autobiografico raccontato con la leggerezza e l'autoironia necessaria per far sembrare una gioventù in realtà piuttosto drammatica--con un padre che ha abbandonato suo figlio in tenera età e che si è rifatto ... (continue)

    Più che un romanzo di formazione narrato in chiave umoristica, questo è un libro di memorie autobiografico raccontato con la leggerezza e l'autoironia necessaria per far sembrare una gioventù in realtà piuttosto drammatica--con un padre che ha abbandonato suo figlio in tenera età e che si è rifatto vivo quando ormai questi è diventato un giovane uomo--come qualcosa di buffo e divertente. Nella tradizione di Armistead Maupin, l'esordio di una giovane penna del Texas che ha imparato a vivere con favolosità.

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    Posted on Apr 26, 2009 | Add your feedback

Judith Butler: Essential Guides for Literary Studies (Routledge Critical Thinkers) By Sara Salih
  • All what you needed to understand about Judith Butler and you weren't able to get from herself.

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    Posted on Apr 26, 2009 | Add your feedback

The History of Sexuality: The Use of Pleasure (Vintage) Vol. 2 By Michel Foucault
Finished in Nov 2007 Finished (re-read) on Apr 17, 2009

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The Cambridge Introduction to Michel Foucault By Lisa Downing
Finished on Apr 17, 2009

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The History of Sexuality: An Introduction (Vintage) By Michel Foucault
Finished on Apr 17, 2009

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How to Do the History of Homosexuality By David M. Halperin
Finished on Apr 11, 2009

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Excitable Speech: A Politics of the Performative By Judith Butler
  • Pochi concetti, mal scritti.

    Bene gente, diciamocelo: Judith Butler scrive male. Frasi farraginose per esprimere tutto sommato pochi concetti, solo in parte interessanti. Poi non si capisce come si possa scrivere un saggio sulla performatività del linguaggio rifacendosi sostanzialmente solo al classico di Austin, "How To Do Thi ... (continue)

    Bene gente, diciamocelo: Judith Butler scrive male. Frasi farraginose per esprimere tutto sommato pochi concetti, solo in parte interessanti. Poi non si capisce come si possa scrivere un saggio sulla performatività del linguaggio rifacendosi sostanzialmente solo al classico di Austin, "How To Do Things With Words", del quale pare tra l'altro che Butler non abbia saputo riassumere in mezza pagina il succo, e ignorando totalmente Eco.

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    Posted on Mar 30, 2009 | Add your feedback

How to Read Literature Like a Professor: A Lively and Entertaining Guide to Reading Between the Lines By Thomas C. Foster
  • Una sorta di introduzione alla critica letteraria per tutti, che parte proprio da zero. Un saggio scritto con lo stile di un diario amichevole, che sa spiegare cose non immediate in modo assai piano e comprensibile, mai dottorale. Perfino divertente, in alcuni punti.

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    Posted on Apr 14, 2009 | Add your feedback

Breathing Life into Your Characters By Rachel, Ph.D. Ballon
  • Un buon manuale di scrittura, scritto da una psicoterapeuta che sfrutta la sua esperienza come strizzacervelli. A dirla tutta m'aspettavo qualcosa di molto migliore. Qui ci sono consigli per lo più sciocchi e sterili che chiunque sia uno scrittore ha già pensato di suo.

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    Posted on Jan 16, 2009 | Add your feedback

The complete idiot's guide to Canadian history By Ann Douglas
  • Luci e ombre

    Non c'è molto in italiano sulla storia canadese e, mi verrebbe da dire, non c'è molto nemmeno in inglese... scherzi a parte, questo è uno dei pochi testi che riassumono la storia della Foglia d'Acero in modo semplice ma un po' riduttivo, a volte.

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    Posted on Dec 8, 2009 | Add your feedback

Torch Song Trilogy By Harvey Fierstein
  • Masterpiece

    Arnold Beckoff is the Romeo of the gay love, and Harvey Fierstein is the William Shakespeare of theatre drama. An unforgettable piece of art, buried with Tony Awards and other prizes. You must read this, and possibly see the theatrical show and the movie adaptation.

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    Posted on Jun 12, 2009 | Add your feedback

The History of Sexuality: (Penguin History) By Michel Foucault
Finished in Nov 2008

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Bridget Jones' Diary: (Film Tie-in) By Helen Fielding
  • Quando la letteratura popolare sa essere arguta. Un'ottima idea, sapientemente realizzata.

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    Posted on Aug 18, 2009 | Add your feedback

Rainbow Boys By Alex Sanchez
Sex, the Self and the Sacred: Women in the Cinema of Pier Paolo Pasolini By Colleen Ryan-Scheutz
  • Un saggio sull'immagine femminile in Pasolini

    Molto è stato scritto riguardo all’importanza dei personaggi maschili nella cinematografia e nella letteratura di Pier Paolo Pasolini (1922 – 1975). Interi libri e vari articoli si sono dedicati ad analizzare l’importanza androgina di “teta-veleta” o hanno disquisito sulla centralità e il significat ... (continue)

    Molto è stato scritto riguardo all’importanza dei personaggi maschili nella cinematografia e nella letteratura di Pier Paolo Pasolini (1922 – 1975). Interi libri e vari articoli si sono dedicati ad analizzare l’importanza androgina di “teta-veleta” o hanno disquisito sulla centralità e il significato fisiognomico dei capelli corti sulla nuca ovvero la presenza del ciuffo che caratterizza, nell’opera pasoliniana, l’intera tipologia dei giovani delle borgate e del Meridione. Tutta questa attenzione sul maschio nelle opere dell’intellettuale friulano ha lasciato relativamente in disparte l’importanza dell’immagine femminile. Il saggio della professoressa della University of Notre Dame, Colleen Ryan-Scheutz, Sex, the Self and the Sacred. Women in the Cinema of Pier Paolo Pasolini, si propone di colmare questa lacuna attraverso una puntuale analisi del significato e del ruolo che i personaggi femminili hanno avuto nel cinema dell’autore di Accattone. La studiosa offre un approccio femminista e psicoanalitico, partendo naturalmente dal fondamentale ruolo che Pasolini ebbe, per tutta la vita, con sua madre Susanna. Un rapporto complesso, morboso, ispiratore e paradigmatico, che contribuì a formare, dice giustamente l’autrice, l’intera visione poetica del nostro, abituato ad associare all’immagine di sua madre la semplicità rurale della natia Casarsa. Un’origine di tutto della quale Pasolini era fiero e dalla quale non volle e non seppe mai distaccarsi: “Long after Pasolini left Friuli for Rome, he remained the figlio or son in his own poetic vision, and his notions of life or vitalità continued to centre on the mother figure” (27). Un’alfa e anche un’omega, che ha trovato espressioni plurali in tutta la produzione dell’autore, dalla preghiera laica “Supplica a mia madre” (32), passando per i ruoli cinematografici fatti interpretare a Susanna, fino al passaggio di Petrolio nel quale Pasolini ammette il suo desiderio di voler “morire nella mia creazione: morire come in effetti si muore, di parto: morire, come in effetti si muore, eiaculando nel ventre materno” (225).

    Dopo questa necessaria introduzione, il saggio della Ryan-Scheutz scende nell’arena pasoliniana individuando delle categorie limpide. Si parte naturalmente dal ruolo che le madri hanno ricoperto nei vari lavori del maestro, quindi passa alle prostitute, alle figlie, alle sante e alle peccatrici, con un capitolo finale più breve dedicato a Salò e Petrolio, le due opere che si rivelano, secondo la saggista, più interessanti per capire l’evoluzione del pensiero dell’autore anche nel rapporto col sesso e con il mondo femminile.

    Ogni film è dunque analizzato alla luce di queste categorie, con un’acuta sottolineatura delle fisionomie, dei vestiti, delle battute e delle psicologie che il regista di Casarsa ha stabilito per tutte le sue figure femminili. Alla Ryan-Scheutz non sfugge, ovviamente, l’impossibilità di iscrivere Pasolini al novero degli autori “coscientemente femministi” e però ne coglie l’anticipazione, almeno per il panorama italiano, di una differente sensibilità, tesa a dare risalto al ruolo della donna anche attraverso la sua apparente collocazione tradizionale e domestica. La studiosa non dimentica l’importanza della frequentazione dell’autore friulano con brillanti esponenti del femminismo dell’epoca, da Adele Cambria a Oriana Fallaci e Dacia Maraini, e in questa luce critica legge la contrapposizione tra l’idealtipo della madre-fanciulla, ossia la sicurezza, la purezza, la semplicità, e la diva di Hollywood. Il saggio non trascura nemmeno i documentari minori, nei quali il regista interpreta il ruolo di se stesso mentre intervista le donne e gli uomini del popolo.

    Nel secondo capitolo, quello sulle madri, l’autrice propone dunque un’analisi comparativa delle tre pellicole che hanno posto al centro il ruolo della genitrice: Mamma Roma (1962), Edipo re (1967) e Medea (1970). Oltre a un’attenta riflessione sulle sfaccettature delle tre madri, la Ryan-Scheutz trova materiale per un minimo comun denominatore: “Whether poor and marginalized, central and powerful, these women alla have pure beginnings and bear the potential for new life in some form. (…) Each woman has a broader universal significance beyond the specific mother-son relationship” (74). Le tre donne, inoltre, mostrano “a female spirit of solidarity and cohesion” (74) e impersonificano “the untainted and socially unconditioned starting point – a ‘pre-life’ or ‘fore-life’ with regard to the desecrated present” (75).

    Accattone (1961), Mamma Roma e Uccellacci e uccellini (1966) sono invece i tre film analizzati comparativamente nel terzo capitolo, quello sulle prostitute. La Ryan-Scheutz sottolinea come nei primi lavori del maestro le passeggiatrici ricorrano in modo assiduo, ma rappresentando quasi sempre figure positive, innocenti, di donne costrette a “fare la vita”, per necessità o dietro la pressione violenta del loro pappone o prede succubi di una società maschilista. Si tratta sempre di prostitute che sono anche madri-fanciulle, o comunque madri di famiglia, persone semplici che giocano a fare le smaliziate e le indifferenti, ma sono poi sempre pronte a darsi una mano una con l’altra. L’autrice nota come l’abbigliamento di queste donne è quasi sempre dimesso: “Instead their knee-lenght skirts, moderately high-heeled shoes, an modest handbags signify their ‘working-girl’ status” (77) e come manchino del tutto le scene erotiche o di sesso, anche a causa delle “limitations of Italian censorship in the 1960s” (78). Se per le madri la studiosa aveva potuto trovare un minimo comun denominatore, nel caso delle prostitute l’autrice del saggio preferisce sottolineare l’evoluzione che la figura della passeggiatrice subisce nei tre film presi in esame: “In Accattone, Stella represents an innocent, marginal past, which is not dominated by the borgata laws of possession and demand nor by the expanding bourgeois morality in Rome. (…) In Mamma Roma, we note a more direct confrontation between the ancient and the new through the daily interactions of Mamma Roma and Ettore. (…) Differently still, Luna of Uccellacci e uccellini is a highly symbolic figure of almost mythical status” (100-101) Le prostitute di Pasolini, dice la Ryan-Scheutz, godono in generale di un doppio status che le eleva a figure insieme centrali e marginali, a simboli insieme di vita e di morte.

    Le figlie sono l’altro caleidoscopio usato dalla professoressa della University of Notre Dame, e le pellicole messe sotto alla sua lente sono stavolta Il vangelo secondo Matteo (1964) che è anche il film più noto di Pasolini in Nord America, Teorema (1968), Porcile (1969), Appunti per un’Orestiade africana, e ancora Medea. Tanto erano positive le madri e le prostitute, quanto tendono a essere negative le figlie, dice l’autrice, analizzando i personaggi di Odetta, Ida, Electra e Glauce: “daughters are initially different, though they rapidly assume the cultural values taht the father, the bourgeois family, and the broader social context oblige” (133). E tuttavia, proprio attraverso le figlie, fa notare l’autrice, Pasolini trova dei personaggi femminili che tendono ad allontanarsi dai ruoli tradizionali, quasi a dire che il clima degli anni Settanta, con le sue fondamentali trasformazioni, è già presente in alcune di queste figlie così dinamiche.

    Il capitolo dedicato alle sante è forse il più interessante e complesso. Se infatti la studiosa non prova nemmeno a definire il rapporto tra Pasolini e la religione – rapporto che potremmo spiegare come quello di un ateo con un profondo senso del rispetto verso il sacro, lontano anni-luce dagli atei-devoti che oggi vanno di moda – le sante de Il Vangelo secondo Matteo, Teorema, e Il Decameron (1971) sono donne che cedono la loro componente sessuale in favore della rivelazione di un lato mistico. Questo genere di ritratto porta Pasolini, secondo l’autrice, molto lontano dalle teorie femministe e anche da quelle degli studi di genere. La presenza di Susanna Pasolini nel ruolo della Vergine Maria, in Il Vangelo secondo Matteo, è senza dubbio il personaggio che ha suscitato maggiori disquisizioni presso la critica. Esponendo il volto di sua madre, un volto che qualcuno ha considerato troppo vecchio per poter essere una credibile Madonna, Pasolini ha probabilmente inteso dare una lettura autobiografica di questo lavoro, dunque indicandosi indirettamente come Cristo. Allo stesso tempo, fa notare la Ryan-Scheutz, Susanna assume il ruolo di una santa grave, non più una madre fanciulla, bensì una madre dolorosa. La saggista cita in questo capitolo più volte (143, 212, 256) il lavoro di Maurizio Viano, A Certain Realism: Making Use of Pasolini’s Film Theory and Practice (Berkeley: University of California Press, 1993), trovandosi per lo più d’accordo con lui, in particolare sul significato soggettivante della desessualizzazione della donna-santa. E proprio questa desessualizzazione interviene, per paradosso, anche nel film che più di ogni altro è costruito attorno all’idea del coito: Teorema. Atmosfera del tutto capovolta ne Il Decameron, dove invece il tabù dell’esposizione dei corpi nudi, anche maschili, è finalmente rotto, e tutto il film è pervaso da una gioia sessuale che è anche l’obiettivo verso il quale un po’ tutti i personaggi tendono.

    Se i film della Trilogia della vita vengono analizzati in profondità nel penultimo capitolo dedicato alle peccatrici, Salò e Petrolio sono invece le uniche due opere che l’autrice affronta come un corpo a parte, nell’ultimo capitolo del saggio. Questi due lavori sono percepiti dalla Ryan-Scheutz come la dimostrazione di una profonda trasformazione nell’arte di Pasolini. Un’arte che pare aver perso la speranza e l’innocenza, in favore di un senso del tragico e del male assoluto che fa sprofondare i personaggi in una spirale senza fine. L’autrice si sofferma in particolare sulla figura della pianista della villa delle torture, sostenendo che è in questo personaggio secondario che si deve leggere il ruolo dell’arte. Arte che, afferma l’autrice e noi siamo d’accordo con lei, non può mai essere al servizio del potere nemmeno come semplice colonna sonora o astrazione dal reale negativo. La studiosa infine in questo capitolo approfitta per sottolineare i capovolgimenti adottati da Pasolini, come per esempio nel caso dell’invocazione del matricidio che compiono, però, gli aguzzini. E dunque ancora una volta la madre, anzi la sua distruzione, la sua invocazione, la sua assenza, come caleidoscopio attraverso il quale si può interpretare lo Stige di Salò.

    In complesso Sex, the Self and the Sacred è una lettura colta e appassionante, che offre, attraverso l’originale studio delle figure femminili, una chiave per interpretare le icone e gli ideali che hanno nutrito il mondo artistico di Pasolini. Un’opera fondamentale per chi desideri interpretare il cinema di questo fondamentale autore alla luce della lente femminista e psicoanalitica, con l’unica pecca di aver lasciato forse un po’ troppo di lato la Queer Theory, soprattutto nell’analisi di Salò, dove, per fare solo un esempio, la scena del travestimento cross-genderistico, scopofilico e addirittura auto-scopofilico da parte degli aguzzini fascisti offriva il destro per una più severa interpretazione dei riferimenti pasoliniani. Buffo, infine, ma non gliene vogliamo, il modo in cui l’autrice ha sciolto alcuni celeberrimi acronimi politici, su tutti quello dell’MSI che, nelle pagine della Ryan-Scheutz, diventa un inedito “Missione Socialista Italiana” (6).

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    Posted on Aug 18, 2009 | Add your feedback

Original Zinn: Conversations on History and Politics By Howard Zinn
Hooked: Write Fiction That Grabs Readers at Page One and Never Lets Them Go By Les Edgerton
Michel Foucault: (Routledge Critical Thinkers) By Sara Mills
Finished in Nov 2007

Edit / Review
No Plot? No Problem!: A Low-Stress, High-Velocity Guide to Writing a Novel in 30 Days By Chris Baty
Stein on Writing: A Master Editor of Some of the Most Successful Writers of Our Century Shares His Craft Techniques an… By Sol Stein
A Reference Grammar of Modern Italian By Cecilia Robustelli, Martin Maiden
  • Vorrebbe essere un testo definitivo, ma ha una grafica impossibile, da leggere con la lente d'ingrandimento, e il progetto sembra sfuggito di mano.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

Characters and Viewpoint: (Elements of Fiction Writing)
  • Un ottimo manuale di scrittura.

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    Posted on Aug 18, 2009 | Add your feedback

Running with Scissors: A Memoir By Burroughs Augusten
The Canadian Regime: An Introduction to Parliamentary Government in Canada By Richard Myers, Patrick Malcolmson
  • Il miglior testo sul sistema pubblico canadese

    Ecco un manuale imprescindibile per chi si interessi di Canada. Più utile anche del miglior testo di storia canadese, perché spiega l'oggi attraverso una approfondita e chiara analisi della Carta Fondamentale canadese, secondo me la migliore al mondo.

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    Posted on Dec 8, 2009 | Add your feedback

The Medici By Colonel G.F. Young
Correct Your Italian Blunders By Marcel Danesi
  • Una grammatica che s'incentra sugli errori più comuni che gli anglofoni compiono imparando l'italiano. Intelligente lavoro del grande Danesi.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

Progetto Italiano By Sandro Magnelli, Telis Marin
  • Uno tra i peggiori libri di testo d'italiano per anglofoni.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

Insieme: An Intermediate Italian Course (Student Edition) By Claudio Mazzola, Romana Habekovic
  • Tanti errori, ma nel complesso un buon testo, un po' invecchiato e superato per via dei tanti riferimenti politici, specie sul partito dei Verdi e sulla Lega Nord.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

Racconti Di Oggi By Franca Merlonghi, Ferdinando Merlonghi
  • Un prezzo folle per una raccolta di racconti piccola e assai discutibile nella selezione.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

Eccoci!: Beginning Italian By Paola Blelloch
  • Uno dei migliori libri di testo d'italiano per studenti anglofoni. Anche ben impostato graficamente.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

English Grammar for Students of Italian.: (English Grammar Series) By Sergio Adorni and Karen Primorac
  • Una sorta di bibbia per lo studente d'italiano anglofono. Imprescindibile.

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    Posted on Aug 24, 2009 | Add your feedback

Literary Theory: An Introduction By Terry Eagleton
  • Un piccolo compendio sulla storia della teoria letteraria, assurto presto a classico.

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    Posted on Jun 12, 2009 | Add your feedback

A Poetics of Postmodernism By Linda Hutcheon
  • La bibbia del postmoderno.

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    Posted on Jun 12, 2009 | Add your feedback

Sorry, Everybody: An Apology to the World for the Re-Election of George W. Bush By Ted Rall, James Zetlen
  • Noi italiani di Sinistra dovremmo specializzarci in questo genere di pubblicazioni. Ora che Berlusconi è noto in tutto il mondo per essere il pagliaccio che è, sarebbe bene chiedere scusa al globo per averlo, come popolo, rieletto per ben tre volte. Molto divertenti le foto dei partecipanti e un ric ... (continue)

    Noi italiani di Sinistra dovremmo specializzarci in questo genere di pubblicazioni. Ora che Berlusconi è noto in tutto il mondo per essere il pagliaccio che è, sarebbe bene chiedere scusa al globo per averlo, come popolo, rieletto per ben tre volte. Molto divertenti le foto dei partecipanti e un riconoscimento ai curatori, che hanno avuto un'idea davvero niente male.

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    Posted on Dec 26, 2009 | Add your feedback

Six Degrees of Separation By John Guare
  • Capolavoro assoluto

    Da questo gioiello, l'altrettanto splendido film di Fred Schepisi. Imperdibili entrambi, da urlo assoluto. Cinque stelle.

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    Posted on Dec 21, 2009 | Add your feedback

Beginnings, Middles & Ends: (Elements of Fiction Writing) By Nancy Kress
  • Un ottimo agile manuale con alcuni consigli di tecnica narrativa piuttosto mirati. Ne ho letti di migliori, ma anche di peggiori.

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    Posted on Aug 2, 2009 | Add your feedback

Plot & Structure: (Techniques and Exercises for Crafting a Plot That Grips REaders From Start to finish) (Write Great … By James Scott Bell
  • Un manuale scritto avendo idea di cosa significhi creare un romanzo. Tutto incentrato sulla trama, ovviamente, come da titolo, pensato dunque per chi abbia voglia di scrivere qualcosa di commerciale. Ne consiglierei la lettura ad alcuni "scrittori" di mia conoscenza...

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    Posted on Aug 2, 2009 | Add your feedback

Union Square: A thriller comedy By Ernesto Gastaldi
  • Una sceneggiatura intelligente per un film che non s'è ancora fatto.

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    Posted on Jun 2, 2009 | Add your feedback

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