Sta tutto nel titolo.Belle foto a completare la descrizione dei libri.Unica pecca(forse pure grossa):e SHAKESPEARE???Come si può lasciarlo fuori e mettere ad esempio la Mazzantini???!!!
“Ciò che ora stava per fare era iniziare un diario, un atto non illegale di per sé (nulla era illegale, dal momento che non esistevano più leggi), ma si poteva ragionevolmente presumere che, se lo avessero scoperto, l’avrebbero punito con la morte o, nella migliore delle ipotesi, con venticinque ann
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“Ciò che ora stava per fare era iniziare un diario, un atto non illegale di per sé (nulla era illegale, dal momento che non esistevano più leggi), ma si poteva ragionevolmente presumere che, se lo avessero scoperto, l’avrebbero punito con la morte o, nella migliore delle ipotesi, con venticinque anni di lavori forzati.”
Questo è il primo atto di ribellione di Winston. Cosa ci può essere di più sovversivo dell’annotare i propri pensieri su carta, in una società che reprime qualsiasi iniziativa personale che non sia finalizzata all’odio e alla repressione? Immaginate: un mondo in guerra perenne, dove siete spiati tutto il tempo; dove i vicini, i figli, la moglie, sono vostri nemici; un mondo dove le persone vengono cancellate e nessuno potrà mai dire che siete esistiti. Peggio: un mondo dove il passato è mutevole come una corrente marina, la Storia manipolata a seconda delle esigenze dei pochi al vertice. L’esperienza è alla base di ciò che siamo, impariamo dal nostro passato, ma se questo cambia di continuo come possiamo andare avanti? Come può l’umanità progredire?
La guerra è pace. La libertà è schiavitù. L’ignoranza è forza.
Orwell voleva intitolare il romanzo “L’ultimo uomo in Europa”, un titolo molto bello e significativo, ma poteva benissimo intitolarsi solo “L’ultimo uomo.” Sconvolgente. Nella fattoria, i porci continuano a fare quello che vogliono.
"Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie p
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"Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l'Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti."
Questo incipit io lo trovo perfetto. Si è da subito immersi nell'atmosfera del romanzo in pochissime righe. Di Shirley Jackson avevo letto solo il racconto La lotteria, che mi colpì -questa è una delle scrittrici preferite di Stephen King e Dorothy Parker, e vi ho già detto molto. Merricat e Constance vivono nel loro castello, la residenza dei Blackwood, in quasi totale solitudine. Con loro c'è solo zio Julian e poche persone si arrischiano ad andarle a trovare. Constance non esce mai, non più. Ha paura delle persone. Merricat è sempre lì, pronta a difenderla. Scende in paese due volte a settimana a fare la spesa, camminando più veloce che può mentre i bambini la additano intonando con cattiveria:
"Merricat, disse Connie, té e biscotti: presto, vieni. Fossi matta, sorellina, se ci vengo m'avveleni. Merricat, disse Connie, non è ora di dormire? In eterno, al cimitero, sottoterra giù a marcire!"
E Merricat augura a tutti di crepare presto e di poter camminare sui loro cadaveri. Perché ce l'hanno tanto con loro? Non ve lo dirò, scopritelo da soli. La Jackson è nera e cattiva. E' una scrittrice sorprendente. Devo dire che, nonostante tutto... anche io avrei voluto che morissero all'istante. Ma sì! Vieni Merricat, andiamo a fare una passeggiata.
Pofferbacco! Da dove comincio? Vediamo... La mia prima Nothomb è stata fulminante! Ho comprato il libro incuriosita dalla trama: un gruppo di persone viene rastrellata per strada, all'improvviso, e condotta in un campo. Da quel momento inizia il gioco: Concentramento, dove i tuoi incubi
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Pofferbacco! Da dove comincio? Vediamo... La mia prima Nothomb è stata fulminante! Ho comprato il libro incuriosita dalla trama: un gruppo di persone viene rastrellata per strada, all'improvviso, e condotta in un campo. Da quel momento inizia il gioco: Concentramento, dove i tuoi incubi diventano realtà! Da una parte i prigionieri, dall'altra i kapò. In mezzo, il pubblico che si indigna, si disgusta... e fa alzare gli indici d'ascolto. Diciamo che un'idea del genere non è facile da gestire come sembra, poteva ritorcersi contro l'autrice e scadere nella banalità e superficialità, ma Amélie è una scrittrice attenta, che misura le parole. Mi è piaciuto proprio come è scritto, la scelta di dire una cosa in un modo piuttosto che in un altro. E' difficile da spiegare quindi posso solo consigliarlo a voi, lettori. Tre stelle e mezzo. Bello bello bello!
<<Allora, nome e cognome?>> <<Agnes Loretta Browne.>> <<Browne con la E?>> <<Sì, e Agnes con la E, e anche Loretta con la E.>> La ragazza la guardò, le era venuto il dubbio che la stessero prendendo per i fondelli. <<Nome
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<<Allora, nome e cognome?>> <<Agnes Loretta Browne.>> <<Browne con la E?>> <<Sì, e Agnes con la E, e anche Loretta con la E.>> La ragazza la guardò, le era venuto il dubbio che la stessero prendendo per i fondelli. <<Nome da ragazza?>> <<Ehm, Reddin.>> <<Bene. Nome di suo marito?>> <<Nicholas Browne e, prima che me lo chieda, il nome da ragazza di mio marito non lo conosco>>. <<Mi basta Nicholas Browne. Professione?>> Agnes guardò prima Marion, poi l'impiegata, e alla fine disse con dolcezza: <<Il morto.>>
Questa, signori, è Agnes Browne. Da poche ore vedova, con sette figli a cui badare, una bancarella al mercato e un'amica, Marion, sempre al suo fianco. Schietta, ancora molto bella, con una grande voglia di vivere. Una Dublino che più pittoresca non si può, ironica e caotica. O'Carroll ha scritto un bel libro dove la narrazione non rallenta mai e la noia viene scacciata via a colpi di cetriolo... Non ho dato il massimo solo perchè ci sono gli altri della serie che, sono sicura, non mi deluderanno, e mi offriranno l'opportunità delle quattro stelle:)
<<Continua a sognare, Agnes Browne! Per il bene di tutti, continua a sognare!>>
1001 libri da leggere prima di morire
Sta tutto nel titolo.Belle foto a completare la descrizione dei libri.Unica pecca(forse pure grossa):e SHAKESPEARE???Come si può lasciarlo fuori e mettere ad esempio la Mazzantini???!!!
1984
“Ciò che ora stava per fare era iniziare un diario, un atto non illegale di per sé (nulla era illegale, dal momento che non esistevano più leggi), ma si poteva ragionevolmente presumere che, se lo avessero scoperto, l’avrebbero punito con la morte o, nella migliore delle ipotesi, con venticinque ann ... (continue)
“Ciò che ora stava per fare era iniziare un diario, un atto non illegale di per sé (nulla era illegale, dal momento che non esistevano più leggi), ma si poteva ragionevolmente presumere che, se lo avessero scoperto, l’avrebbero punito con la morte o, nella migliore delle ipotesi, con venticinque anni di lavori forzati.”
Questo è il primo atto di ribellione di Winston. Cosa ci può essere di più sovversivo dell’annotare i propri pensieri su carta, in una società che reprime qualsiasi iniziativa personale che non sia finalizzata all’odio e alla repressione?
Immaginate: un mondo in guerra perenne, dove siete spiati tutto il tempo; dove i vicini, i figli, la moglie, sono vostri nemici; un mondo dove le persone vengono cancellate e nessuno potrà mai dire che siete esistiti. Peggio: un mondo dove il passato è mutevole come una corrente marina, la Storia manipolata a seconda delle esigenze dei pochi al vertice. L’esperienza è alla base di ciò che siamo, impariamo dal nostro passato, ma se questo cambia di continuo come possiamo andare avanti? Come può l’umanità progredire?
La guerra è pace.
La libertà è schiavitù.
L’ignoranza è forza.
Orwell voleva intitolare il romanzo “L’ultimo uomo in Europa”, un titolo molto bello e significativo, ma poteva benissimo intitolarsi solo “L’ultimo uomo.”
Sconvolgente.
Nella fattoria, i porci continuano a fare quello che vogliono.
Abbiamo sempre vissuto nel castello
"Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie p ... (continue)
"Mi chiamo Mary Katherine Blackwood. Ho diciott'anni e abito con mia sorella Constance. Ho sempre pensato che con un pizzico di fortuna potevo nascere lupo mannaro, perché ho il medio e l'anulare della stessa lunghezza, ma mi sono dovuta accontentare. Detesto lavarmi, e i cani, e il rumore. Le mie passioni sono mia sorella Constance, Riccardo Cuor di Leone e l'Amanita phalloides, il fungo mortale. Gli altri membri della famiglia sono tutti morti."
Questo incipit io lo trovo perfetto. Si è da subito immersi nell'atmosfera del romanzo in pochissime righe.
Di Shirley Jackson avevo letto solo il racconto La lotteria, che mi colpì -questa è una delle scrittrici preferite di Stephen King e Dorothy Parker, e vi ho già detto molto.
Merricat e Constance vivono nel loro castello, la residenza dei Blackwood, in quasi totale solitudine. Con loro c'è solo zio Julian e poche persone si arrischiano ad andarle a trovare. Constance non esce mai, non più. Ha paura delle persone. Merricat è sempre lì, pronta a difenderla.
Scende in paese due volte a settimana a fare la spesa, camminando più veloce che può mentre i bambini la additano intonando con cattiveria:
"Merricat, disse Connie, té e biscotti: presto, vieni.
Fossi matta, sorellina, se ci vengo m'avveleni.
Merricat, disse Connie, non è ora di dormire?
In eterno, al cimitero, sottoterra giù a marcire!"
E Merricat augura a tutti di crepare presto e di poter camminare sui loro cadaveri.
Perché ce l'hanno tanto con loro? Non ve lo dirò, scopritelo da soli.
La Jackson è nera e cattiva. E' una scrittrice sorprendente.
Devo dire che, nonostante tutto... anche io avrei voluto che morissero all'istante. Ma sì! Vieni Merricat, andiamo a fare una passeggiata.
Acido solforico
Pofferbacco! Da dove comincio? Vediamo...continue)
La mia prima Nothomb è stata fulminante! Ho comprato il libro incuriosita dalla trama: un gruppo di persone viene rastrellata per strada, all'improvviso, e condotta in un campo. Da quel momento inizia il gioco: Concentramento, dove i tuoi incubi ... (
Pofferbacco! Da dove comincio? Vediamo...
La mia prima Nothomb è stata fulminante! Ho comprato il libro incuriosita dalla trama: un gruppo di persone viene rastrellata per strada, all'improvviso, e condotta in un campo. Da quel momento inizia il gioco: Concentramento, dove i tuoi incubi diventano realtà! Da una parte i prigionieri, dall'altra i kapò. In mezzo, il pubblico che si indigna, si disgusta... e fa alzare gli indici d'ascolto.
Diciamo che un'idea del genere non è facile da gestire come sembra, poteva ritorcersi contro l'autrice e scadere nella banalità e superficialità, ma Amélie è una scrittrice attenta, che misura le parole. Mi è piaciuto proprio come è scritto, la scelta di dire una cosa in un modo piuttosto che in un altro. E' difficile da spiegare quindi posso solo consigliarlo a voi, lettori.
Tre stelle e mezzo. Bello bello bello!
Agnes Browne mamma
<<Allora, nome e cognome?>>continue)
<<Agnes Loretta Browne.>>
<<Browne con la E?>>
<<Sì, e Agnes con la E, e anche Loretta con la E.>>
La ragazza la guardò, le era venuto il dubbio che la stessero prendendo per i fondelli.
<<Nome ... (
<<Allora, nome e cognome?>>
<<Agnes Loretta Browne.>>
<<Browne con la E?>>
<<Sì, e Agnes con la E, e anche Loretta con la E.>>
La ragazza la guardò, le era venuto il dubbio che la stessero prendendo per i fondelli.
<<Nome da ragazza?>>
<<Ehm, Reddin.>>
<<Bene. Nome di suo marito?>>
<<Nicholas Browne e, prima che me lo chieda, il nome da ragazza di mio marito non lo conosco>>.
<<Mi basta Nicholas Browne. Professione?>>
Agnes guardò prima Marion, poi l'impiegata, e alla fine disse con dolcezza: <<Il morto.>>
Questa, signori, è Agnes Browne. Da poche ore vedova, con sette figli a cui badare, una bancarella al mercato e un'amica, Marion, sempre al suo fianco.
Schietta, ancora molto bella, con una grande voglia di vivere.
Una Dublino che più pittoresca non si può, ironica e caotica. O'Carroll ha scritto un bel libro dove la narrazione non rallenta mai e la noia viene scacciata via a colpi di cetriolo...
Non ho dato il massimo solo perchè ci sono gli altri della serie che, sono sicura, non mi deluderanno, e mi offriranno l'opportunità delle quattro stelle:)
<<Continua a sognare, Agnes Browne! Per il bene di tutti, continua a sognare!>>