Il metodo a sequenza alternata, cioè tante storie legate o da un particolare, o da un personaggio, o da una contemporaneità storica, che ha portato David Mitchell sugli schermi, con Cloud Atlas, era già stato sperimentato in questo precedente libro.
Non solo spicca per la bravura nel riuscire a cos
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Il metodo a sequenza alternata, cioè tante storie legate o da un particolare, o da un personaggio, o da una contemporaneità storica, che ha portato David Mitchell sugli schermi, con Cloud Atlas, era già stato sperimentato in questo precedente libro.
Non solo spicca per la bravura nel riuscire a costruire personaggi di varia estrazione sociale ed in vari ambienti con arguzia, colore e personalità, ma soprattutto è capace a concatenarli dietro ad una weltanshauung, ad un significante, sempre di notevole fattura.
Questa volta tocca alla parola libertà, non intesa in senso assoluto, bensì relativa alla figura lì circoscritta ed alla sua esperienza di vita, un relativismo che porta la ricercatrice accettare di accondiscendere ai poteri forti per poter poi inserire la sua personalità nella sua scoperta apparentemente criminale, al playboy che trova nel legame la sua libertà, al finanziere corrotto che si libera di ogni giogo terreno, alla donna cinese che ha nel mestiere la sua identità, alla donna russa che trova nella sconfitta la possibilità di uscire dalla sua cella, all'entità eterna ed infinita che trova nella limitazione corporea la libertà di cui ha bisogno.
Il legame tra le storie è più intenso di quello presente in Cloud Atlas, qui ritornano personaggi, situazioni ambientali, ed anche qualche crossover con personaggi di altri romanzi, per esempio nella presenza di Timothy Cavendish editore truffaldino, divenuto eroe in Cloud Atlas, qui in una specie di prequel.
Il tutto permette di seguire con empatia e trasporto il romanzo fino all'ultima parola, anche grazie ad una scrittura rotonda, fatta di eccellenti figure e di altissime punte qualitative.
Dal passato al futuro, con come legame un semplice segno sulla pella: una voglia. Questo a primo acchito tiene unito tutte le storie, in realtà l’idea è quasi metafisica e trascende la natura umana, certo uno potrebbe parlare di anima, ma Mitchell la circoscrive e la qualifica facendola realizzare
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Dal passato al futuro, con come legame un semplice segno sulla pella: una voglia. Questo a primo acchito tiene unito tutte le storie, in realtà l’idea è quasi metafisica e trascende la natura umana, certo uno potrebbe parlare di anima, ma Mitchell la circoscrive e la qualifica facendola realizzare concretamente nellla scintilla che rende gli uomini, pochi, forse solo pochissimi, incapaci di farsi assoggettare dagli istinti primordiali che la nostra attività giornaliera alimenta continuamente
L’umanità si evolve per la capacità di arrivare ad intuire un uomo diverso nel prossimo futuro, ad una società diversa, e per arrivarci ad esso si impegna e si scervella, scoprendo, inventando e creando.
Nell’uomo ingannato nel viaggio in Oceania in pieno Ottocento, c’è la forza dell’insegnamento dell’inutilità dell’intolleranza, nella splendida sequenza del futuro della donna clonata Somni, uno dei pezzi migliori della storia della letteratura sulla presa di coscienza di una entità non umana, vi è la presa d’atto della forza dell’io, nella donna che lotta contro gli abusi del potere negli anni settanta, c’è la ferma convinzione nel seguire alti ideali, nella storia del musicista nel Belgio anni venti, c’è lo struggente inseguimento di una fiera ed inutile libertà individuale, nel vecchio cineaste dell’Inghilterra dei tempi nostri c’è la certezza che la memoria non può essere accomodata, negli ultimi giorni della civiltà c’è la certezza che l’uomo vive in un ciclo dove gli eventi si ripetono
Scritto in maniera magistrale, senza eccedere in complesse strutture propositive, ma accogliente, arioso, capace di variare anche tra vari stili linguistici senza per questo perdere di coerenza ed organicità, ci troviamo dinanzi ad una opera coraggiosa, con un focus non certo delineato, ma dove è facile perdersi, e dove non si vuole mai alla fine uscirne.
Opera cerebrale capace di inquadrare un possibile contatto con gli alieni all’interno dell’immensità dell’universo, quindi ogni azione ed operazione si trova diluita e delimitata dalle ferree regole della relatività einsteiniana.
Vigorose e profonde le descrizioni dello spazio profondo, dei pianet
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Opera cerebrale capace di inquadrare un possibile contatto con gli alieni all’interno dell’immensità dell’universo, quindi ogni azione ed operazione si trova diluita e delimitata dalle ferree regole della relatività einsteiniana.
Vigorose e profonde le descrizioni dello spazio profondo, dei pianeti, e della loro apparente immortalità.
L’idea che la civiltà fatta di regole e leggi non è un fatto dovuto, ma una acquisizione frutto di un continuo equilibrio di rapporti di forza, e di un benessere capace di abiurare l’istinto primordiale dell’uomo, prende forma nel vedere come la conclamata misantropia di Golding, costruisce una soci
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L’idea che la civiltà fatta di regole e leggi non è un fatto dovuto, ma una acquisizione frutto di un continuo equilibrio di rapporti di forza, e di un benessere capace di abiurare l’istinto primordiale dell’uomo, prende forma nel vedere come la conclamata misantropia di Golding, costruisce una società di ragazzini naufraghi, in un mondo distrutto dalla guerra.
Il carisma, la leadership, è frutto di elementi che non hanno nulla a che fare con il ragionamento e la lucidità, la tentazione di delegare ad altri e di rimandare al più tardi le scelte, la voglia di celarsi dietro alla barricata del nemico qualunque esso, sia, sono solo alcuni dei momenti che il romanzo del premio nobel metterà su carta.Un tuffo profondo nell’animo umano, usando i bambini, e la loro apparente innocenza, perché l’uomo senza un continuo autoimporsi di regole, vivrebbe nell’orrore, nella paura e nel degrado. Un uomo incapace di discostarsi dalla massima latina homo homini lupus
Un 1984 che si trasforma al passare di una passerella su una tangenziale, la sinfonia di Janacek come sottofondo musicale, un libro tra l'onirico ed il fantastico, scritto da un ghost writer che ne diviene chiave di interpretazione di questo nuovo mondo, un amore congelato alla quinta elementare, or
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Un 1984 che si trasforma al passare di una passerella su una tangenziale, la sinfonia di Janacek come sottofondo musicale, un libro tra l'onirico ed il fantastico, scritto da un ghost writer che ne diviene chiave di interpretazione di questo nuovo mondo, un amore congelato alla quinta elementare, orrori inimmaginabili che non sono come appaiono.
Un affresco raccontato con cupidigia di particolari, costruito tassello su tassello, intorno ad una narrazione degna di un montaggio parallelo, che passa con bravura certosina tra la vita di Aomane, novella giustiziere della notte, ex adepta di una setta, gran conoscitrice del corpo umano, vita soffocante e solitaria, segnata per sempre dalla coercizione di una infanzia relegata tra quattro mure e da una ideologia opprimente, e l'individualismo di Tengo, matematico capace, in possesso di un fisico mastodontico, aspirante romanziere, incapace di affrontare la vita come una sfida, sempre pronto a ritagliarsi un posto in seconda fila, anch'esso segnato da una infanzia ossessiva, alle dipendenze di un padre esattore della tassa più odiata, quella della NHK, la televisione pubblica.
Due vite che si sfiorano, imprescindibilmente legate da un avvenimento a loro accaduto quando avevano dieci anni, un legame che piano piano si dimostra pilastro portante della loro vita, o anche unica ancora di salvezza.
Intorno a loro una marea di personaggi, un editor eccentrico, egoista, e impalpabile, una splendida diciassettenne dislessica, una anziana signora con il cuore indurito, una guardia del corpo gay implacabile, una setta religiosa senza alcun ideale religioso. Il tutto alla ricerca dell'aspettando godot della situazione, questi esseri senza tempo, i little people, capaci di condizionare la vita dell'uomo, al fine di assecondarne i desideri più reconditi.
E l'impalcatura dell'opera è una scrittura circolare, scorrevole, che tende a concentrarsi sui particolari, e favorisce a sottolineare l'enorme simbolismo e quei segnali, leggeri come il battito di una farfalla, che poi si trasformeranno in un portentoso climax finale.
Nove gradi di libertà
Il metodo a sequenza alternata, cioè tante storie legate o da un particolare, o da un personaggio, o da una contemporaneità storica, che ha portato David Mitchell sugli schermi, con Cloud Atlas, era già stato sperimentato in questo precedente libro.
Non solo spicca per la bravura nel riuscire a cos ... (continue)
Il metodo a sequenza alternata, cioè tante storie legate o da un particolare, o da un personaggio, o da una contemporaneità storica, che ha portato David Mitchell sugli schermi, con Cloud Atlas, era già stato sperimentato in questo precedente libro.
Non solo spicca per la bravura nel riuscire a costruire personaggi di varia estrazione sociale ed in vari ambienti con arguzia, colore e personalità, ma soprattutto è capace a concatenarli dietro ad una weltanshauung, ad un significante, sempre di notevole fattura.
Questa volta tocca alla parola libertà, non intesa in senso assoluto, bensì relativa alla figura lì circoscritta ed alla sua esperienza di vita, un relativismo che porta la ricercatrice accettare di accondiscendere ai poteri forti per poter poi inserire la sua personalità nella sua scoperta apparentemente criminale, al playboy che trova nel legame la sua libertà, al finanziere corrotto che si libera di ogni giogo terreno, alla donna cinese che ha nel mestiere la sua identità, alla donna russa che trova nella sconfitta la possibilità di uscire dalla sua cella, all'entità eterna ed infinita che trova nella limitazione corporea la libertà di cui ha bisogno.
Il legame tra le storie è più intenso di quello presente in Cloud Atlas, qui ritornano personaggi, situazioni ambientali, ed anche qualche crossover con personaggi di altri romanzi, per esempio nella presenza di Timothy Cavendish editore truffaldino, divenuto eroe in Cloud Atlas, qui in una specie di prequel.
Il tutto permette di seguire con empatia e trasporto il romanzo fino all'ultima parola, anche grazie ad una scrittura rotonda, fatta di eccellenti figure e di altissime punte qualitative.
Cloud Atlas
Dal passato al futuro, con come legame un semplice segno sulla pella: una voglia. Questo a primo acchito tiene unito tutte le storie, in realtà l’idea è quasi metafisica e trascende la natura umana, certo uno potrebbe parlare di anima, ma Mitchell la circoscrive e la qualifica facendola realizzare ... (continue)
Dal passato al futuro, con come legame un semplice segno sulla pella: una voglia. Questo a primo acchito tiene unito tutte le storie, in realtà l’idea è quasi metafisica e trascende la natura umana, certo uno potrebbe parlare di anima, ma Mitchell la circoscrive e la qualifica facendola realizzare concretamente nellla scintilla che rende gli uomini, pochi, forse solo pochissimi, incapaci di farsi assoggettare dagli istinti primordiali che la nostra attività giornaliera alimenta continuamente
L’umanità si evolve per la capacità di arrivare ad intuire un uomo diverso nel prossimo futuro, ad una società diversa, e per arrivarci ad esso si impegna e si scervella, scoprendo, inventando e creando.
Nell’uomo ingannato nel viaggio in Oceania in pieno Ottocento, c’è la forza dell’insegnamento dell’inutilità dell’intolleranza, nella splendida sequenza del futuro della donna clonata Somni, uno dei pezzi migliori della storia della letteratura sulla presa di coscienza di una entità non umana, vi è la presa d’atto della forza dell’io, nella donna che lotta contro gli abusi del potere negli anni settanta, c’è la ferma convinzione nel seguire alti ideali, nella storia del musicista nel Belgio anni venti, c’è lo struggente inseguimento di una fiera ed inutile libertà individuale, nel vecchio cineaste dell’Inghilterra dei tempi nostri c’è la certezza che la memoria non può essere accomodata, negli ultimi giorni della civiltà c’è la certezza che l’uomo vive in un ciclo dove gli eventi si ripetono
Scritto in maniera magistrale, senza eccedere in complesse strutture propositive, ma accogliente, arioso, capace di variare anche tra vari stili linguistici senza per questo perdere di coerenza ed organicità, ci troviamo dinanzi ad una opera coraggiosa, con un focus non certo delineato, ma dove è facile perdersi, e dove non si vuole mai alla fine uscirne.
Un po’ come la storia dell’uomo.
2001: Odissea nello spazio
Opera cerebrale capace di inquadrare un possibile contatto con gli alieni all’interno dell’immensità dell’universo, quindi ogni azione ed operazione si trova diluita e delimitata dalle ferree regole della relatività einsteiniana.
Vigorose e profonde le descrizioni dello spazio profondo, dei pianet ... (continue)
Opera cerebrale capace di inquadrare un possibile contatto con gli alieni all’interno dell’immensità dell’universo, quindi ogni azione ed operazione si trova diluita e delimitata dalle ferree regole della relatività einsteiniana.
Vigorose e profonde le descrizioni dello spazio profondo, dei pianeti, e della loro apparente immortalità.
Il signore delle mosche
L’idea che la civiltà fatta di regole e leggi non è un fatto dovuto, ma una acquisizione frutto di un continuo equilibrio di rapporti di forza, e di un benessere capace di abiurare l’istinto primordiale dell’uomo, prende forma nel vedere come la conclamata misantropia di Golding, costruisce una soci ... (continue)
L’idea che la civiltà fatta di regole e leggi non è un fatto dovuto, ma una acquisizione frutto di un continuo equilibrio di rapporti di forza, e di un benessere capace di abiurare l’istinto primordiale dell’uomo, prende forma nel vedere come la conclamata misantropia di Golding, costruisce una società di ragazzini naufraghi, in un mondo distrutto dalla guerra.
Il carisma, la leadership, è frutto di elementi che non hanno nulla a che fare con il ragionamento e la lucidità, la tentazione di delegare ad altri e di rimandare al più tardi le scelte, la voglia di celarsi dietro alla barricata del nemico qualunque esso, sia, sono solo alcuni dei momenti che il romanzo del premio nobel metterà su carta.Un tuffo profondo nell’animo umano, usando i bambini, e la loro apparente innocenza, perché l’uomo senza un continuo autoimporsi di regole, vivrebbe nell’orrore, nella paura e nel degrado. Un uomo incapace di discostarsi dalla massima latina homo homini lupus
1Q84
Un 1984 che si trasforma al passare di una passerella su una tangenziale, la sinfonia di Janacek come sottofondo musicale, un libro tra l'onirico ed il fantastico, scritto da un ghost writer che ne diviene chiave di interpretazione di questo nuovo mondo, un amore congelato alla quinta elementare, or ... (continue)
Un 1984 che si trasforma al passare di una passerella su una tangenziale, la sinfonia di Janacek come sottofondo musicale, un libro tra l'onirico ed il fantastico, scritto da un ghost writer che ne diviene chiave di interpretazione di questo nuovo mondo, un amore congelato alla quinta elementare, orrori inimmaginabili che non sono come appaiono.
Un affresco raccontato con cupidigia di particolari, costruito tassello su tassello, intorno ad una narrazione degna di un montaggio parallelo, che passa con bravura certosina tra la vita di Aomane, novella giustiziere della notte, ex adepta di una setta, gran conoscitrice del corpo umano, vita soffocante e solitaria, segnata per sempre dalla coercizione di una infanzia relegata tra quattro mure e da una ideologia opprimente, e l'individualismo di Tengo, matematico capace, in possesso di un fisico mastodontico, aspirante romanziere, incapace di affrontare la vita come una sfida, sempre pronto a ritagliarsi un posto in seconda fila, anch'esso segnato da una infanzia ossessiva, alle dipendenze di un padre esattore della tassa più odiata, quella della NHK, la televisione pubblica.
Due vite che si sfiorano, imprescindibilmente legate da un avvenimento a loro accaduto quando avevano dieci anni, un legame che piano piano si dimostra pilastro portante della loro vita, o anche unica ancora di salvezza.
Intorno a loro una marea di personaggi, un editor eccentrico, egoista, e impalpabile, una splendida diciassettenne dislessica, una anziana signora con il cuore indurito, una guardia del corpo gay implacabile, una setta religiosa senza alcun ideale religioso. Il tutto alla ricerca dell'aspettando godot della situazione, questi esseri senza tempo, i little people, capaci di condizionare la vita dell'uomo, al fine di assecondarne i desideri più reconditi.
E l'impalcatura dell'opera è una scrittura circolare, scorrevole, che tende a concentrarsi sui particolari, e favorisce a sottolineare l'enorme simbolismo e quei segnali, leggeri come il battito di una farfalla, che poi si trasformeranno in un portentoso climax finale.