Che noia! La prima parte sviscera un'improbabile ipotesi di coinvolgimento di Tenco nel golpe argentino collegandolo al tentativo di golpe di Valerio Borghese del 1970. La seconda parte invece è una lunga e tediosa disamina delle perizie balistiche e delle due autopsie effettuate sul corpo di Tenco
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Che noia! La prima parte sviscera un'improbabile ipotesi di coinvolgimento di Tenco nel golpe argentino collegandolo al tentativo di golpe di Valerio Borghese del 1970. La seconda parte invece è una lunga e tediosa disamina delle perizie balistiche e delle due autopsie effettuate sul corpo di Tenco, corredata da foto così brutte e scure da rendere impossibile seguire le spiegazioni degli autori. Forse solo in un tribunale queste minuziose descrizioni potrebbero avere un senso, ma a me sono risultate totalmente incomprensibili. Ed è pure scritto male e con molti errori tipografici.
E' stato veramente un piacere fare la conoscenza di questo commissario che, come il commissario Ricciardi di De Giovanni, ha una dote particolare: se Ricciardi ha “il Fatto”, Serra ha “la Danza”. Questa similitudine mi ha inizialmente un po' indisposta, ma il giallo è così coinvolgente e ben congegn
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E' stato veramente un piacere fare la conoscenza di questo commissario che, come il commissario Ricciardi di De Giovanni, ha una dote particolare: se Ricciardi ha “il Fatto”, Serra ha “la Danza”. Questa similitudine mi ha inizialmente un po' indisposta, ma il giallo è così coinvolgente e ben congegnato che ho potuto facilmente perdonare a Pasini questo piccolo “difetto”.
Dopo aver letto “Ogni mattina a Jenin” e “Sharon e mia suocera” ho sentito il bisogno di conoscere anche l'altro lato della medaglia: la stessa storia ma raccontata dagli israeliani. Leggere frasi come “Provvedere materialmente a quella massa eterogenea di persone che parlava mille idiomi diversi
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Dopo aver letto “Ogni mattina a Jenin” e “Sharon e mia suocera” ho sentito il bisogno di conoscere anche l'altro lato della medaglia: la stessa storia ma raccontata dagli israeliani. Leggere frasi come “Provvedere materialmente a quella massa eterogenea di persone che parlava mille idiomi diversi, provata da ogni tipo di traversia, fu un impegno straordinario di versatilità e di coraggio che mobilitò tutte le organizzazioni ebraiche mondiali nella ricerca dei mezzi necessari all'acquisto di armi per la difesa” (Armi? E il cibo, i vestiti erano meno importanti? E da cosa dovevano difendersi nel 1947 se Israele ufficialmente non esisteva ancora?), oppure “In Israele soldati e soldatesse fanno parte integrante del paese, sono amati dal popolo e sono protetti dalla divisa anche quando girano in libera uscita” (A me non sembra normale che una società civile accetti che persone armate di mitragliatrici e pistole girino impunemente per le sue città e che ne sia pure fiera. Sarà forse perchè sono pacifista e che le armi mi fanno paura). Tutto questo non mi ha certo fatto entrare in empatia con gli israeliani. E poi perchè “la storia di Israele non poteva essere trattata, patteggiata, ma che aveva in sé caratteristiche e ragioni speciali, sia per difendersi, sia per esistere, ragioni che la rendevano diversa da ogni altra vicenda politica”? Per via delle persecuzioni che gli ebrei, come molte altre etnie, hanno subito da parte dei nazisti? Non voglio assolutamente sminuire la tragedia e le barbarie di cui sono stati oggetto (ci mancherebbe!), ma non sono i soli ad aver pagato la follia nazista e fascista. E poi infliggere le stesse sofferenze patite ad un altro popolo mi sembra pura follia. Ho comprato questo libro perchè sono stata alla presentazione del secondo libro di Masal Pas Bagdadi, “Mamma Miriam”, e devo ammettere che l'autrice mi è risultata piuttosto antipatica: troppo sicura di sé (con un ego di notevoli dimensioni che si percepisce anche durante la lettura) e con il modo di fare tipico delle persone abituate ad avere a che fare con i bambini. Ad un certo punto della presentazione, e del tutto fuori contesto, ha affermato, senza tema di smentita, che ormai era chiaro a tutti che gli israeliani non hanno rubato la terra ai palestinesi ma che l'hanno semplicemente comprata. Forse la signora si è dimenticata di precisare che i palestinesi, durante il protettorato inglese, non potevano possedere la terra che da secoli coltivavano. La maggior parte dei terreni perciò risultava non avere nessun proprietario e quindi fu molto facile per i coloni impossessarsene, visto che nessuno era in grado di dimostrarne la proprietà. La storia di Masal tuttavia è interessante, anche se raccontata in modo un po' confuso, e mi ha permesso di vedere la questione israeliano-palestinese da un altro punto di vista, che magari posso non condividere, ma che ora almeno conosco.
L'amore è un difetto meraviglioso
Lettura leggera e piacevole.
Le ombre del silenzio. Suicidio o omicidio? Controinchiesta sulla morte di Luigi Tenco
Che noia!continue)
La prima parte sviscera un'improbabile ipotesi di coinvolgimento di Tenco nel golpe argentino collegandolo al tentativo di golpe di Valerio Borghese del 1970.
La seconda parte invece è una lunga e tediosa disamina delle perizie balistiche e delle due autopsie effettuate sul corpo di Tenco ... (
Che noia!
La prima parte sviscera un'improbabile ipotesi di coinvolgimento di Tenco nel golpe argentino collegandolo al tentativo di golpe di Valerio Borghese del 1970.
La seconda parte invece è una lunga e tediosa disamina delle perizie balistiche e delle due autopsie effettuate sul corpo di Tenco, corredata da foto così brutte e scure da rendere impossibile seguire le spiegazioni degli autori. Forse solo in un tribunale queste minuziose descrizioni potrebbero avere un senso, ma a me sono risultate totalmente incomprensibili.
Ed è pure scritto male e con molti errori tipografici.
Venti corpi nella neve
E' stato veramente un piacere fare la conoscenza di questo commissario che, come il commissario Ricciardi di De Giovanni, ha una dote particolare: se Ricciardi ha “il Fatto”, Serra ha “la Danza”.continue)
Questa similitudine mi ha inizialmente un po' indisposta, ma il giallo è così coinvolgente e ben congegn ... (
E' stato veramente un piacere fare la conoscenza di questo commissario che, come il commissario Ricciardi di De Giovanni, ha una dote particolare: se Ricciardi ha “il Fatto”, Serra ha “la Danza”.
Questa similitudine mi ha inizialmente un po' indisposta, ma il giallo è così coinvolgente e ben congegnato che ho potuto facilmente perdonare a Pasini questo piccolo “difetto”.
A piedi scalzi nel kibbutz
Dopo aver letto “Ogni mattina a Jenin” e “Sharon e mia suocera” ho sentito il bisogno di conoscere anche l'altro lato della medaglia: la stessa storia ma raccontata dagli israeliani.continue)
Leggere frasi come “Provvedere materialmente a quella massa eterogenea di persone che parlava mille idiomi diversi ... (
Dopo aver letto “Ogni mattina a Jenin” e “Sharon e mia suocera” ho sentito il bisogno di conoscere anche l'altro lato della medaglia: la stessa storia ma raccontata dagli israeliani.
Leggere frasi come “Provvedere materialmente a quella massa eterogenea di persone che parlava mille idiomi diversi, provata da ogni tipo di traversia, fu un impegno straordinario di versatilità e di coraggio che mobilitò tutte le organizzazioni ebraiche mondiali nella ricerca dei mezzi necessari all'acquisto di armi per la difesa” (Armi? E il cibo, i vestiti erano meno importanti? E da cosa dovevano difendersi nel 1947 se Israele ufficialmente non esisteva ancora?), oppure “In Israele soldati e soldatesse fanno parte integrante del paese, sono amati dal popolo e sono protetti dalla divisa anche quando girano in libera uscita” (A me non sembra normale che una società civile accetti che persone armate di mitragliatrici e pistole girino impunemente per le sue città e che ne sia pure fiera. Sarà forse perchè sono pacifista e che le armi mi fanno paura). Tutto questo non mi ha certo fatto entrare in empatia con gli israeliani.
E poi perchè “la storia di Israele non poteva essere trattata, patteggiata, ma che aveva in sé caratteristiche e ragioni speciali, sia per difendersi, sia per esistere, ragioni che la rendevano diversa da ogni altra vicenda politica”? Per via delle persecuzioni che gli ebrei, come molte altre etnie, hanno subito da parte dei nazisti? Non voglio assolutamente sminuire la tragedia e le barbarie di cui sono stati oggetto (ci mancherebbe!), ma non sono i soli ad aver pagato la follia nazista e fascista. E poi infliggere le stesse sofferenze patite ad un altro popolo mi sembra pura follia.
Ho comprato questo libro perchè sono stata alla presentazione del secondo libro di Masal Pas Bagdadi, “Mamma Miriam”, e devo ammettere che l'autrice mi è risultata piuttosto antipatica: troppo sicura di sé (con un ego di notevoli dimensioni che si percepisce anche durante la lettura) e con il modo di fare tipico delle persone abituate ad avere a che fare con i bambini.
Ad un certo punto della presentazione, e del tutto fuori contesto, ha affermato, senza tema di smentita, che ormai era chiaro a tutti che gli israeliani non hanno rubato la terra ai palestinesi ma che l'hanno semplicemente comprata. Forse la signora si è dimenticata di precisare che i palestinesi, durante il protettorato inglese, non potevano possedere la terra che da secoli coltivavano. La maggior parte dei terreni perciò risultava non avere nessun proprietario e quindi fu molto facile per i coloni impossessarsene, visto che nessuno era in grado di dimostrarne la proprietà.
La storia di Masal tuttavia è interessante, anche se raccontata in modo un po' confuso, e mi ha permesso di vedere la questione israeliano-palestinese da un altro punto di vista, che magari posso non condividere, ma che ora almeno conosco.
Esche vive
"Una mancanza non sostituisce l'altra, c'è spazio per tutte qua dentro, non c'è limite alla tristezza"
http://www.youtube.com/watch?v=OQME2qCNJ74
"Il bello di certe giornate è che poi finiscono"