Una raccolta di racconti che non sono racconti. La componente narrativa si riduce a zero, la descrizione domina assoluta. Ogni capoverso, uno stile: dal reportage militare, alla magistrale, policroma* e grandiosa descrizione della natura russa, alle concise e spietate frasi che mettono a nudo l'orro
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Una raccolta di racconti che non sono racconti. La componente narrativa si riduce a zero, la descrizione domina assoluta. Ogni capoverso, uno stile: dal reportage militare, alla magistrale, policroma* e grandiosa descrizione della natura russa, alle concise e spietate frasi che mettono a nudo l'orrore della guerra. Ma, che prosa. Che prosa.
Da leggere, per chi può, assolutamente in originale.
*in russo l'aggettivo per "rosso" è "krasnij". Babel' associa questo aggettivo solo all'armata rossa ("krasnaja armija"). Tutti gli altri rossi che ricorrono nell'opera, e sono molti, sono definiti altrimenti. Non è geniale?
Kleists Erzählungen wären 5 Sterne wert, aber...Michael Kohlhaas. Ich hasse den Michael Kohlhaas. Egal, wie viele Male ich diese Erzählung lese, sie bleibt meiner Meinung nach unerträglich. Das Trodelweib, das vielleicht der Zombi der gestorbenen Frau Kohlhaas' ist, ist einfach zu viel.
Per chi ha già una buona conoscenza dell'arte e della storia russa, non c'è moltissimo di nuovo. Interessante però che l'autore si addentri, seppur brevemente, in aspetti della cultura russa (per esempio, il cibo e il vestiario) che generalmente non vengono inclusi nelle trattazioni. Ho trovato part
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Per chi ha già una buona conoscenza dell'arte e della storia russa, non c'è moltissimo di nuovo. Interessante però che l'autore si addentri, seppur brevemente, in aspetti della cultura russa (per esempio, il cibo e il vestiario) che generalmente non vengono inclusi nelle trattazioni. Ho trovato particolarmente interessanti i capitoli sul rapporto dei russi con la propria componente orientale ("Discendenti di Gengis Khan") e sulla letteratura dell'esilio (l'ultimo capitolo), che in effetti erano due argomenti per me relativamente nuovi. Peccato che il periodo trattato si fermi agli anni '60 circa.
Sconsiglierei però questo libro a chi non ha nessuna idea della storia sociale e culturale russa, è necessario avere almeno un po' di punti di riferimento per seguire il discorso. Insomma qui non vi spiegheranno chi erano Pushkin e Tolstoj.
Il giovane borghese Wilhelm Meister mette incinta una tizia poi pensa che lei sia buttana e se ne va a zonzo per la Germania con la testa piena di merda poetica e crede di farsi i suoi porci comodi giocando a fare l’attore e regista e a limonare le contesse, salvo che poi era tutto pilotato da un co
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Il giovane borghese Wilhelm Meister mette incinta una tizia poi pensa che lei sia buttana e se ne va a zonzo per la Germania con la testa piena di merda poetica e crede di farsi i suoi porci comodi giocando a fare l’attore e regista e a limonare le contesse, salvo che poi era tutto pilotato da un complotto massonico. Alla fine si scopre che Mignon nasce dall’incesto dell’arpista con la sorella, Felix è figlio di Meister avuto con quella di prima che non era buttana, l’amazzone è la nipote della tizia del libro nonché la sorella della contessa, del tizio che si faceva l’attricetta e di quell’altro massone, la cui ex fidanzata in realtà non è figlia di sua madre, al che verso l’ultima pagina, sfinito da tutte queste incredibili rivelazioni che avevi capito circa 200 pagine prima, il tuo cervello si dissocia e ti viene il dubbio che forse Meister potrebbe essere il figlio del figlio dello zio del cugino di secondo grado del tuo bisavolo che una volta da bambino è morto.
L'armata a cavallo
Una raccolta di racconti che non sono racconti.continue)
La componente narrativa si riduce a zero, la descrizione domina assoluta. Ogni capoverso, uno stile: dal reportage militare, alla magistrale, policroma* e grandiosa descrizione della natura russa, alle concise e spietate frasi che mettono a nudo l'orro ... (
Una raccolta di racconti che non sono racconti.
La componente narrativa si riduce a zero, la descrizione domina assoluta. Ogni capoverso, uno stile: dal reportage militare, alla magistrale, policroma* e grandiosa descrizione della natura russa, alle concise e spietate frasi che mettono a nudo l'orrore della guerra.
Ma, che prosa. Che prosa.
Da leggere, per chi può, assolutamente in originale.
*in russo l'aggettivo per "rosso" è "krasnij". Babel' associa questo aggettivo solo all'armata rossa ("krasnaja armija"). Tutti gli altri rossi che ricorrono nell'opera, e sono molti, sono definiti altrimenti. Non è geniale?
Sämtliche Erzählungen.
Kleists Erzählungen wären 5 Sterne wert, aber...Michael Kohlhaas. Ich hasse den Michael Kohlhaas. Egal, wie viele Male ich diese Erzählung lese, sie bleibt meiner Meinung nach unerträglich.
Das Trodelweib, das vielleicht der Zombi der gestorbenen Frau Kohlhaas' ist, ist einfach zu viel.
La danza di Nataša
Per chi ha già una buona conoscenza dell'arte e della storia russa, non c'è moltissimo di nuovo. Interessante però che l'autore si addentri, seppur brevemente, in aspetti della cultura russa (per esempio, il cibo e il vestiario) che generalmente non vengono inclusi nelle trattazioni.continue)
Ho trovato part ... (
Per chi ha già una buona conoscenza dell'arte e della storia russa, non c'è moltissimo di nuovo. Interessante però che l'autore si addentri, seppur brevemente, in aspetti della cultura russa (per esempio, il cibo e il vestiario) che generalmente non vengono inclusi nelle trattazioni.
Ho trovato particolarmente interessanti i capitoli sul rapporto dei russi con la propria componente orientale ("Discendenti di Gengis Khan") e sulla letteratura dell'esilio (l'ultimo capitolo), che in effetti erano due argomenti per me relativamente nuovi.
Peccato che il periodo trattato si fermi agli anni '60 circa.
Sconsiglierei però questo libro a chi non ha nessuna idea della storia sociale e culturale russa, è necessario avere almeno un po' di punti di riferimento per seguire il discorso. Insomma qui non vi spiegheranno chi erano Pushkin e Tolstoj.
Wilhelm Meisters Lehrjahre
***This comment contains spoilers! ***
Il giovane borghese Wilhelm Meister mette incinta una tizia poi pensa che lei sia buttana e se ne va a zonzo per la Germania con la testa piena di merda poetica e crede di farsi i suoi porci comodi giocando a fare l’attore e regista e a limonare le contesse, salvo che poi era tutto pilotato da un co ... (continue)
Il giovane borghese Wilhelm Meister mette incinta una tizia poi pensa che lei sia buttana e se ne va a zonzo per la Germania con la testa piena di merda poetica e crede di farsi i suoi porci comodi giocando a fare l’attore e regista e a limonare le contesse, salvo che poi era tutto pilotato da un complotto massonico. Alla fine si scopre che Mignon nasce dall’incesto dell’arpista con la sorella, Felix è figlio di Meister avuto con quella di prima che non era buttana, l’amazzone è la nipote della tizia del libro nonché la sorella della contessa, del tizio che si faceva l’attricetta e di quell’altro massone, la cui ex fidanzata in realtà non è figlia di sua madre, al che verso l’ultima pagina, sfinito da tutte queste incredibili rivelazioni che avevi capito circa 200 pagine prima, il tuo cervello si dissocia e ti viene il dubbio che forse Meister potrebbe essere il figlio del figlio dello zio del cugino di secondo grado del tuo bisavolo che una volta da bambino è morto.
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L' eterno riposo
Imbarazzante.