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- L'ultimo hacker (14)
- By Giovanni Ziccardi
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Reading since Feb 8, 2012
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- L'eretico (85)
- By Carlo A. Martigli
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Reading since Jan 22, 2012
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- Trecentosessanta gradi di rabbia (32)
- By Elena Mearini
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Finished on Feb 12, 2012





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- Il male quotidiano (35)
- By Massimo Gardella
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Finished on Jan 21, 2012





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- I piani d'Isidi (5)
- La linea guida
- By Paolo Quaini
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Finished on Jan 13, 2012





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Nuovo sangue virgiliano!!! -
Paolo Quaini è un giovane scrittore esordiente mantovano. Lo conobbi circa tre anni fa, nella mia qualità di “reporter d’assalto” per corpi freddi, durante un’edizione del nebbiagialla di Suzzara (MN). Ricordo simpaticamente un ragazzo gentile, timido, a tratti impacciato, che si avvicinò a me quasi ... (continue)
- — Jan 17, 2012 | 2 feedbacks
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- La colpa (62)
- By Lorenza Ghinelli
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Finished on Jan 12, 2012





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Il peso della colpa -
Torna nei negozi con il secondo nuovo ambizioso lavoro la giovanissima e talentuosa scrittrice romangnola, dopo il clamoroso successo editoriale del discusso debutto “Il divoratore”, edito ancora una volta per i tipi della Newton & Compton.
Chi si aspettava un’opera sulla scia di “Il divoratore”, o ... (continue) - — Jan 23, 2012 | 1 feedback
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- Quattro dopo mezzanotte (2153)
- By Stephen King
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Finished in Dec 2011





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- Il mercante di libri maledetti (1295)
- By Marcello Simoni
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Finished on Dec 2, 2011





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Il mercante di libri maledetti
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Tanto fumo, zero arrosto!! -
La lettura di “Il mercante di libri maledetti” mi ha fatto sorgere una riflessione sulle motivazioni per le quali questo romanzo sia stato, nell’ultimo periodo, in testa solitario alle classifiche nazionali inerenti la narrativa di genere e, più in generale, su quali siano le meccaniche e gli impuls ... (continue)
- — Dec 16, 2011 | 8 feedbacks
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- Chiamami buio (95)
- By Massimo Rainer
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Finished on Nov 21, 2011





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Dal Vangelo secondo Rainer.... -
“Piva manco per il cazzo che si sognava di fare niente di tutto questo. Mai. Sempre attento a non violare la legge e dire Signorsì a chi di dovere, qualunque cazzata gli venisse chiesta. Eravamo come il giorno e la notte io e lui. Infatti io ottenevo i risultati, Piva una beata minchia. Doveva es ... (continue)
- — Nov 24, 2011 | 7 feedbacks
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- Undicesimo comandamento (17)
- By Elena Mearini
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Finished on Nov 19, 2011





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- Il burattinaio (243)
- By Patrick Redmond
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Finished on Nov 15, 2011





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Controllo assoluto -
“Questo è l’aspetto più tremendo dell’amore. E’ la rinuncia al potere. Quando si ama qualcuno gli si da il potere di farti del male più atroce e non c’è modo di difendersi, a meno che, non sia tu a controllare completamente chi ami”
Straordinaria seconda prova letteraria di Patrick Redmond ... (continue)
- — Nov 16, 2011 | 6 feedbacks
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- Avevano spento anche la luna (541)
- By Ruta Sepetys
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Finished on Nov 1, 2011





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Il coraggio di sopravvivere -
“Alla fine ho imparato che, anche nel profondo dell’inverno, dentro di me regnava un’invincibile estate”
Circa ogni anno, normalmente in concomitanza con l’approssimarsi delle festività natalizie, sento la necessità di avvicinarmi ad una lettura che porti avanti una dolorosa testimonianza ... (continue)
- — Nov 2, 2011 | 5 feedbacks
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- Il tribunale delle anime (1200)
- By Donato Carrisi
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Finished on Oct 25, 2011





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Unico protagonista: il male. -
Già, il male. Il principe nero di questo romanzo. Un male che non risparmia niente e come una piaga purulenta riesce ad infettare, mandando in cancrena l’animo di ogni persona che ne viene coinvolta. “Il tribunale delle anime” scardina le nostre certezze e insinua il dubbio nel nostro parametro di g ... (continue)
- — Nov 2, 2011 | 4 feedbacks
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- Per mano mia (307)
- Il Natale del commissario Ricciardi
- By Maurizio De Giovanni
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Finished on Oct 24, 2011





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La festa più bella dell'anno! -
Nonostante l’indiscusso talento, la sempre più considerevole mole di riconoscimenti ottenuti e l’amore incondizionato dei suoi lettori, credo che per Maurizio De Giovanni, scrivere “Per mano mia” non sia stato un lavoro gestito a cuor leggero.
Da un lato il cambio di casa editrice, dalla meritevole ... (continue) - — Oct 24, 2011 | 11 feedbacks
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- La voce del destino (134)
- By Marco Buticchi
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Finished on Oct 9, 2011





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Il male quotidiano
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“Il male quotidiano” rappresenta l’ennesima dimostrazione che, non solo il noir italiano è vivo e vegeto, ma sta dannatamente in salute.
Uscito a dire il vero un po’ in sordina per l’attenta e lungimirante casa editrice Guanda, questa nuova scommessa nella narrativa di genere nazionale potrebbe riv ... (continue)
“Il male quotidiano” rappresenta l’ennesima dimostrazione che, non solo il noir italiano è vivo e vegeto, ma sta dannatamente in salute.
Uscito a dire il vero un po’ in sordina per l’attenta e lungimirante casa editrice Guanda, questa nuova scommessa nella narrativa di genere nazionale potrebbe rivelarsi una concreta conferma, capace di affiancarsi a pezzi da novanta del calibro di Vichi, Biondillo e Morozzi, formando una inesorabile corazzata di talenti schiacciasassi. Di certo questo debutto di Gardella nel noir (ricordo che l’effettivo esordio dello scrittore milanese è avvenuto con un romanzo di fantascienza per un piccolo editore “Il quadrato di Blaum”) da l’idea di essere stato concepito per una serialità. L’ispettore Remo Jacobi, il protagonista assoluto, ha infatti un peso specifico enorme nell’economia del romanzo, ed è evidente lo sforzo di Gardella, a mio avviso brillantemente riuscito, nel tratteggiare una figura atipica e singolare nel panorama spesso grigio e stantio di tutori delle forze dell’ordine. Forza che paradossalmente è anche un po’ il limite del romanzo, in quanto la vicenda personale di Jacobi è così importante da rischiare di prendere il sopravvento sulla componente investigativa e sulla storia nella sua totalità.
Sono le primi luci dell’alba quando l’ispettore Jacobi viene strappato dal letto a seguito di una insolita segnalazione. E’ stato avvistata sulle rive del Ticino, quasi nel punto dove il fiume confluisce nel Po, l’enorme carcassa di un pesce siluro. Risulta subito evidente che dalle fauci del mostruoso pesce spunta la manina di una bambina. Dai successivi rilievi autoptici appare agli occhi degli inquirenti un quadro brutale che lascia sgomenti: la giovane creatura è stata violentata, massacrata e fatta a pezzi. L’indagine viene seguita, all’inizio in maniera svogliata e poco convinta, dall’Ispettore Jacobi, a dire il vero più concentrato nel combattere i suoi fantasmi interiori e il suo dolore di vivere quotidiano. Un uomo la cui “ambizione di vita è diventare vecchio”, e il cui unico porto sicuro è rappresentato dalla figura del padre di origini rumene Johan, un faro guida e una barriera protettiva al male imperante. Jacobi ha visto e sofferto troppo nel suo passato tanto da cadere vittima di un forte esaurimento nervoso; la sua reazione al male quotidiano è di rifiuto, d’indifferenza, di volere vivere una menzogna, una realtà alternativa.
Ma questa indagine è diversa: il cadavere della bambina smuove qualcosa nel suo animo e riesce a toccare nervi scoperti che rimandano ad un trascorso con il quale è necessario ancora fare i conti.
E’ veramente un’opera profonda il romanzo di Massimo Gardella nello svolgere egregiamente quello che deve essere il compito di ogni buon noir contemporaneo: ossia quello di delineare in maniera incisiva e chirurgica le problematiche del nostro paese, scatenando importanti spunti di riflessione e possibilità di confronto, con una pregevole ed efficace scrittura capace di arrivare a tutti.
Si toccano tematiche molto forti come il traffico di bambini con il coinvolgimento della organizzazioni criminali dei Paesi dell’Est e degli scandali che hanno investito i nostri soldati per le presunte violenze perpetrate nell’ambito delle missioni di pace in territorio africano.
Ma ciò che lascia il segno più forte sono le intense riflessioni sul male e sulla perversa assuefazione che è in grado di generare. L’abitudine al male ci fa rimanere insensibili e indifferenti alla sofferenza, forse per una salvaguardia e una difesa personale o, peggio ancora, ci spinge ad accettarlo in maniera impotente per l’incapacità di distruggerlo e arginarlo. Un male incontenibile che ammorba, nel quale è grande il pericolo di sconfinare nel suo lato oscuro o, al contrario, rimanerne immuni. Sotto questo punto di vista appaiono molto sfumate le figure di buoni e cattivi. Jacobi e l’organizzazione criminale alla quale lo stesso darà la caccia sono due lati diversi della stessa medaglia. Il male li ha contaminati entrambi e li stringe forzatamente in un beffardo sodalizio.
Il finale cinico, amaro, sprezzante e crudele lascia spiazzati e indifesi sulla forza di propagazione del male, un vero schiaffo in pieno viso che lascia ancora feriti dopo la parola fine.
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