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So perché l'ho comprato, colta da insana smania adolescenziale davanti al trabiccolo espositore di un tabaccaio di montagna. A parte il fatto che mi piacciono le storie di boschi e lupi, la nota biografica dell'autrice: "M.S. vive in Virginia insieme al marito, ai due figli e un gatto in una grande ... (
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Aug 2, 2011 |
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"Occhi grigi e Kreel, con i loro specchi luccicanti, montarono a cavallo e si avviarono senza dire una parola, mentre il Conservatore dei registri arrancava dietro a loro.continue)
Lyly e Sarah guardarono la Triade allontanarsi. Per Sarah erano un rebus. "Cosa vuol dire essere espressione della volontà dell ... (
"Occhi grigi e Kreel, con i loro specchi luccicanti, montarono a cavallo e si avviarono senza dire una parola, mentre il Conservatore dei registri arrancava dietro a loro.
Lyly e Sarah guardarono la Triade allontanarsi. Per Sarah erano un rebus. "Cosa vuol dire essere espressione della volontà della gente?" domandò. "Loro manifestano ciò che la gente ha in testa," disse Lily, "e la gente da queste parti è cattiva."
"Perché?"
"Perché ha molta paura, credo. Quando la gente arriva a dimenticarsi chi è...allora si insinua la paura. Ma di cosa abbia paura, non so."
Dei pennacchi di polvere, illuminati dalla luce del tardo pomeriggio, si levavano dietro ai cavalieri che stavano ormai scomparendo alla vista. Restavano solo queste piume, che si libravano sull'orlo dell'orizzonte, come pallidi, ansiosi fantasmi.
Erano sedute una accanto all'altra, sulla panchina sotto la finestra; Lily tesseva e Sarah guardava. Lily, rannicchiata davanti al telaio, spingeva la spola attraverso l'ordito, premeva in giù il filo e poneva i colori in sequenza.
"Come fai a sapere quale colore mettere dopo?" domandò Sarah.
"Fa parte della trama."
"Dov'è la trama?"
"Questa è la trama," disse Lily, tastando i colori col suo dito adunco. "Giallo, azzurro, giallo, giallo, azzurro."
"Da dove viene, voglio dire?"
"Ce l'ho in mente. Lo vedo con la mente."
"E' una specie di vista segreta?"
"E' come vedere una storia al di sotto delle parole. Come sentire la musica, ma dentro la mente."
L'acqua bolliva nella pentola nera. Le dita grinzose di Lily lasciarono cadere tre uova, l'acqua prese a sobbollire.
Un grosso topo, intagliato nella trave sopra la stufa, guardava la vecchia e la bambina preparare la cena."
La donna che viveva nella terra, Swain Wolf, 1993
A quanto ne so, questo è l'unico romanzo dello scrittore e documentarista americano Swain Wolfe tradotto in Italia (Guanda, 1996). E' una storia ambientata in un luogo senza nome e in un tempo senza tempo. E' una fiaba, ma anche una specie di western. E' una storia di gente semplice e di gente crudele. Di vecchi che sanno le cose e di bambini che le scoprono, di animali magici e di alberi che conservano i segreti dell'umanità. E' bellissimo.
Sawin Wolfe è nato a Denver, Colorado, nel 1939 e vive nel Montana. Prima di diventare documentarista, e scrittore, ha fatto un infinità di lavori, tra i quali il taglialegna e il minatore.
La sua pagina on line:
http://www.swainwolfe.com/
"When I was coming of age and as a young man, I was surrounded by men who told stories. I worked with loggers, cowboys, and miners, among others. They told stories, and I listened. I was shy and awkward, because I’d grown up fairly isolated and wasn't great at social interaction. I'm still not. But I may have learned something about what makes a story work. I certainly had a life of adventures, so I had stories to tell. Dangerous, stupid work leads to discovering who you are. Until automation replaced most of human labor, men and women had stories to tell about how to survive bad situations. The most interesting story tellers today tend to be cops, lawyers, and waitresses. Everyday they’re tested by the attitudes and behavior of the people they have to deal with. They become acute observers. Office jobs tend to produce gossip, which is something like post-it notes about who did what to whom". S.W.
"Quando ero un adolescente e poi un ragazzo, ero circondato da uomini che raccontavano storie. Lavoravo, tra gli altri, con dei taglialegna, dei cowboys e dei minatori. Loro raccontavano storie, e io ascoltavo. Ero timido e imbarazzato, perché ero cresciuto in un relativo isolamento e non ero un granché brillante nelle occasioni conviviali. Non lo so neanche adesso. Ma direi che ho imparato qualcosa su come si fa a far funzionare una storia. Certo ho avuto una vita avventurosa e quindi ho delle storie da raccontare. Il lavoro pericoloso, quello che ottunde, ti spinge a scoprire chi sei. Fino a che il lavoro automatizzato non ha rimpiazzato gran parte del lavoro umano, uomini e donne avevano un sacco di storie da raccontare su come sopravvivere in situazioni difficili. Gli story tellers più interessanti, oggi, tendono ad essere i poliziotti, gli avvocati e le cameriere. Ogni giorno vengono messi alla prova dagli atteggiamenti e dai comportamenti della gente con la quale hanno a che fare. Diventano acuti osservatori. Il lavoro d'ufficio tende a produrre più che altro gossip, roba che somiglia un po' a dei post it con su scritto a 'chi ha fatto cosa a chi'." S.W.