L'altra faccia de "Il cacciatore di aquiloni". Ovvero gioie e dolori del popolo afgano raccontati stavolta dal punto di vista delle donne. Hosseini è maestro di sintesi e semplicità: il suo è un linguaggio asciutto, molto comunicativo, semplice ma elegante. Le emozioni che raccontano e trasmettono i
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L'altra faccia de "Il cacciatore di aquiloni". Ovvero gioie e dolori del popolo afgano raccontati stavolta dal punto di vista delle donne. Hosseini è maestro di sintesi e semplicità: il suo è un linguaggio asciutto, molto comunicativo, semplice ma elegante. Le emozioni che raccontano e trasmettono i suoi libri sono quelle primarie: paura, amore, morte, dolore, felicità, rispetto, prevaricazione, sopportazione. Non si può non innamorarsi delle due protagoniste del libro: Laila e Mariam rappresentano l'universo femminile afgano. La prima è il simbolo della giovinezza, della voglia di cambiamento, dell'amore materno e della passione; la seconda è simbolo di tolleranza, affetto, emarginazione, ma anche forza, coraggio, memoria. Gli accenni storici sugli accadimenti politici dell'Afghanistan a cavallo tra vecchio e nuovo millennio, il difficile rapporto che in questo Paese esiste tra uomini e donne, l'alternanza di episodi negativi e pause di serenità rendono "Mille splendidi soli" un libro imperdibile.
Mi è piaciuto come Hrabal sappia mescolare grottesco, magia, realismo, satira e storia in un mix gradevole e leggero. La cosiddetta "ironia praghese" in questo libro si coglie che è un piacere. Nonostante il finale, solare. Letto in un week-end di neve a Praga.
Una storia di mare, di navigazione, di freddo e difficoltà. Ma anche uno splendido racconto d'amore, o meglie sulle traversie dell'amore, raccontato con fine sapienza ed eleganza da un Simenon in ottima forma. Il finale, tragico, rende "I Pitard" un libro ancora più profondo e toccante di quello che
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Una storia di mare, di navigazione, di freddo e difficoltà. Ma anche uno splendido racconto d'amore, o meglie sulle traversie dell'amore, raccontato con fine sapienza ed eleganza da un Simenon in ottima forma. Il finale, tragico, rende "I Pitard" un libro ancora più profondo e toccante di quello che sembra ad una prima lettura.
E' il classico libro dove forma e contenuto coincidono. Nel senso che la stratificazione delle storie, divise in capitoli a sé stanti, dove i personaggi vanno e vengono e gli intrecci si sfiorano fino a disegnare un quadro generale unico, coincide con la stratificazione dei significati. Il libro è i
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E' il classico libro dove forma e contenuto coincidono. Nel senso che la stratificazione delle storie, divise in capitoli a sé stanti, dove i personaggi vanno e vengono e gli intrecci si sfiorano fino a disegnare un quadro generale unico, coincide con la stratificazione dei significati. Il libro è infatti Olive Kitteridge: le pagine dove lei compare, sia essa protagonista che comprimaria, si illuminano, vivono di vita propria. Anche se il fascino che emanano è ambiguo: perché Olive non è un personaggio positivo, tutt'altro. Eppure, sotto a una corazza di cinismo e indifferenza questa donna d'America nasconde un cuore che vibra, sussulta, soffre, come e più degli altri. Tutto questo per dire che il libro di Elizabeth Strout, Premio Pulitzer 2009, è altalenante, alterna momenti di grande umanità e poesia ad altri di noia. Un'andatura ondivaga che comunque alla fine sorprende e lascia qualcosa.
Quest'opera di Simenon mi ha sorpreso: per il suo linguaggio esplicito, per la formula letteraria con cui è scritta, per il malessere di fondo che domina tutta la storia. Simenon è un maestro nel narrare l'evoluzione dei rapporti sentimentali che si instaurano tra un uomo e una donna. E' anche un gr
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Quest'opera di Simenon mi ha sorpreso: per il suo linguaggio esplicito, per la formula letteraria con cui è scritta, per il malessere di fondo che domina tutta la storia. Simenon è un maestro nel narrare l'evoluzione dei rapporti sentimentali che si instaurano tra un uomo e una donna. E' anche un grande analista delle componenti psicologiche che stanno dietro le azioni degli esseri umani. Qui raggiunge i suoi massimi livelli, regalandoci tre personaggi (l'uomo, la moglie e l'amante) scolpiti con perfetta verosimiglianza. Ai livelli de "La camera azzurra".
Mille splendidi soli !! SCHEDA DOPPIA !!
L'altra faccia de "Il cacciatore di aquiloni". Ovvero gioie e dolori del popolo afgano raccontati stavolta dal punto di vista delle donne. Hosseini è maestro di sintesi e semplicità: il suo è un linguaggio asciutto, molto comunicativo, semplice ma elegante. Le emozioni che raccontano e trasmettono i ... (continue)
L'altra faccia de "Il cacciatore di aquiloni". Ovvero gioie e dolori del popolo afgano raccontati stavolta dal punto di vista delle donne. Hosseini è maestro di sintesi e semplicità: il suo è un linguaggio asciutto, molto comunicativo, semplice ma elegante. Le emozioni che raccontano e trasmettono i suoi libri sono quelle primarie: paura, amore, morte, dolore, felicità, rispetto, prevaricazione, sopportazione. Non si può non innamorarsi delle due protagoniste del libro: Laila e Mariam rappresentano l'universo femminile afgano. La prima è il simbolo della giovinezza, della voglia di cambiamento, dell'amore materno e della passione; la seconda è simbolo di tolleranza, affetto, emarginazione, ma anche forza, coraggio, memoria. Gli accenni storici sugli accadimenti politici dell'Afghanistan a cavallo tra vecchio e nuovo millennio, il difficile rapporto che in questo Paese esiste tra uomini e donne, l'alternanza di episodi negativi e pause di serenità rendono "Mille splendidi soli" un libro imperdibile.
Treni strettamente sorvegliati
Mi è piaciuto come Hrabal sappia mescolare grottesco, magia, realismo, satira e storia in un mix gradevole e leggero. La cosiddetta "ironia praghese" in questo libro si coglie che è un piacere. Nonostante il finale, solare. Letto in un week-end di neve a Praga.
I Pitard
Una storia di mare, di navigazione, di freddo e difficoltà. Ma anche uno splendido racconto d'amore, o meglie sulle traversie dell'amore, raccontato con fine sapienza ed eleganza da un Simenon in ottima forma. Il finale, tragico, rende "I Pitard" un libro ancora più profondo e toccante di quello che ... (continue)
Una storia di mare, di navigazione, di freddo e difficoltà. Ma anche uno splendido racconto d'amore, o meglie sulle traversie dell'amore, raccontato con fine sapienza ed eleganza da un Simenon in ottima forma. Il finale, tragico, rende "I Pitard" un libro ancora più profondo e toccante di quello che sembra ad una prima lettura.
Olive Kitteridge
E' il classico libro dove forma e contenuto coincidono. Nel senso che la stratificazione delle storie, divise in capitoli a sé stanti, dove i personaggi vanno e vengono e gli intrecci si sfiorano fino a disegnare un quadro generale unico, coincide con la stratificazione dei significati. Il libro è i ... (continue)
E' il classico libro dove forma e contenuto coincidono. Nel senso che la stratificazione delle storie, divise in capitoli a sé stanti, dove i personaggi vanno e vengono e gli intrecci si sfiorano fino a disegnare un quadro generale unico, coincide con la stratificazione dei significati. Il libro è infatti Olive Kitteridge: le pagine dove lei compare, sia essa protagonista che comprimaria, si illuminano, vivono di vita propria. Anche se il fascino che emanano è ambiguo: perché Olive non è un personaggio positivo, tutt'altro. Eppure, sotto a una corazza di cinismo e indifferenza questa donna d'America nasconde un cuore che vibra, sussulta, soffre, come e più degli altri. Tutto questo per dire che il libro di Elizabeth Strout, Premio Pulitzer 2009, è altalenante, alterna momenti di grande umanità e poesia ad altri di noia. Un'andatura ondivaga che comunque alla fine sorprende e lascia qualcosa.
Lettera al mio giudice
Quest'opera di Simenon mi ha sorpreso: per il suo linguaggio esplicito, per la formula letteraria con cui è scritta, per il malessere di fondo che domina tutta la storia. Simenon è un maestro nel narrare l'evoluzione dei rapporti sentimentali che si instaurano tra un uomo e una donna. E' anche un gr ... (continue)
Quest'opera di Simenon mi ha sorpreso: per il suo linguaggio esplicito, per la formula letteraria con cui è scritta, per il malessere di fondo che domina tutta la storia. Simenon è un maestro nel narrare l'evoluzione dei rapporti sentimentali che si instaurano tra un uomo e una donna. E' anche un grande analista delle componenti psicologiche che stanno dietro le azioni degli esseri umani. Qui raggiunge i suoi massimi livelli, regalandoci tre personaggi (l'uomo, la moglie e l'amante) scolpiti con perfetta verosimiglianza. Ai livelli de "La camera azzurra".