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- Il cappotto di Proust (119)
- Storia di un'ossessione letteraria
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By Lorenza Foschini -
Finished in Nov 2010 




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- Firmato Picpus (1012)
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By Georges Simenon -
Finished in Oct 2010 




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- Maigret e l'affittacamere (662)
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By Georges Simenon -
Finished in Oct 2010 




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- La balera da due soldi (810)
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By Georges Simenon -
Finished in Oct 2010 




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- Maigret e il ladro indolente (557)
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By Georges Simenon -
Finished in Nov 2010 




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- La chiusa n. 1 (882)
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By Georges Simenon -
Finished in Aug 2010 




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- Fatale (394)
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By Jean-Patrick Manchette -
Finished in Jun 2010 




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- Il treno perduto (14)
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By Jean-Bernard Pouy -
Finished on Jun 8, 2010 




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il racconto è serrato, anche se ci sono alcuni salti temporali illogici.
E' il finale a deludere completamente. Non si capisce dove l'autore voglia andare a parare...è stato tutto un sogno? Non consigliato. -
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Jun 12, 2010 |
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- Maigret e le persone perbene (538)
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By Georges Simenon -
Finished in Jun 2010 




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- La trappola di Maigret (723)
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By Georges Simenon -
Finished in Apr 2010 




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- Rivoluzione (59)
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By Jack London -
Finished 




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- Bruges la morta (78)
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By Georges Rodenbach -
Finished in Oct 2000 




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- Il secolo biotech (205)
- Il commercio genetico e l'inizio di una nuova era
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By Jeremy Rifkin -
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- Il lavoro di Dioniso (22)
- Per la critica dello Stato postmoderno
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By Michael Hardt, Antonio Negri -
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- Tempo e spazio nell'impresa postfordista (20)
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By Mario Agostinelli -
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Fatale
Con Fatale per la prima volta mi sono trovato in un giudizio sospeso. Solitamente i libri che leggo mi piacciono o no. In questo caso non riesco ad esprimermi completamente. Il ritmo e l'intreccio sono sicuramente da grande noir. Ma leggendolo ho avuto spesso la sensazione di una grande incompiuta, ... (continue)
Con Fatale per la prima volta mi sono trovato in un giudizio sospeso. Solitamente i libri che leggo mi piacciono o no. In questo caso non riesco ad esprimermi completamente. Il ritmo e l'intreccio sono sicuramente da grande noir. Ma leggendolo ho avuto spesso la sensazione di una grande incompiuta, come se questo fosse il canovaccio di un testo più lungo ed intricato, come se troppe cose fossero date per scontate, con personaggi che rimangono "latenti" per tutto il libro ma che "esplodono" nelle ultime pagine. Oppure questo è un libro-manifesto di Manchette, un inno all'odio contro tutta una classe alte della società, dal quale soltanto parzialmente su salva l'aristocrazia decadente.