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Uomini che odiano le donne 2
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Come poter definire questo libro? giallo? poliziesco? thriller? noir? cyberpunk? legal-medical-thriller?
Ognuna di queste definizioni potrebbe andar bene perchè ce n'è di tutto un po'. L'autore Stieg Larsson ha saputo inserire un pizzicolo di ciascun ingrediente base riuscendo a mescolare alla perfe ... (continue)
Come poter definire questo libro? giallo? poliziesco? thriller? noir? cyberpunk? legal-medical-thriller?
Ognuna di queste definizioni potrebbe andar bene perchè ce n'è di tutto un po'. L'autore Stieg Larsson ha saputo inserire un pizzicolo di ciascun ingrediente base riuscendo a mescolare alla perfezione per fare in modo che non un elemento che prevalga sugli altri, ma tutti insieme partecipino al risultato finale; risultato che è un qualcosa di superiore alla somma dei singoli componenti.
TRAMA
Mikael Blomkvist è un giornalista economico d'inchiesta, uno della vecchia scuola, per quanto non sia propriamente un "vecchio". La sua idea di giornalismo è che questo deve fare le pulci al potere e non accontentarsi di "passare la notizia" così come arriva dagli uffici stampa di questa o quella organizzazione.
La categoria verso la quale Mikael è maggiormente risentito è proprio quella dei suoi colleghi giornalisti economici, troppo asserviti - secondo lui - alle aziende che al contrario dovrebbero stuzzicare. Dalla sua rivista "Millennium" Blomkvist lancia pesanti accuse verso il finanziere Wennerström e viene denunciato per diffamazione a mezzo stampa, perdendo la causa.
D'accordo con la redazione di Millennium, Blomkvist decide di prendersi un periodo di riposo (durante il quale probabilmente dovrà scontare anche qualche tempo di detenzione), ma mentre sta organizzando la sua partenza viene contattato da Dirk Frode, legale e consigliere di Henrik Vanger, un ottantenne ormai ritiratosi in pensione, fondatore della più grande ed importante multinazionale svedese; Frode ha un incarico per lui da parte Vanger, far luce sulla misteriosa scomparsa della nipote Harriet Vanger avvenuta ... 36 anni prima.
Per affiancare Blomkvist nella ricerca Frode ha contattato Dragan Armanskij, amministratore delegato e capo operativo della società di sicurezza Milton Security. Armanskij mette a disposizione di Frode e Vanger la sua migliore ricercatrice, Lisbeth Salander, una giovane ventiseienne dall'aspetto quantomeno stravagante: piccola di statura, minuta di corporazione, piercing e tatuaggi, veste con abbigliamento punk-rock, con trucco pesante e strane acconciature ai capelli. Oltre all'aspetto stravangante Lisbeth ha anche un caratteraccio, definito da qualcuno "asociale" se non addirittura "psicopatico" o "schizoide-paranoico".
La improbabile coppia di investigatori Blomkvist-Salander riuscirà alla fine a far luce sul mistero dei Vanger, ma non sarà solo la misteriosa scomparsa di Harriet a tornare alla luce dopo quasi quarant'anni ... ben altri, e più crudeli, misteri saranno scoperchiati attraverso un susseguirsi di colpi di scena.
IL COMMENTO
Raramente un libro è riuscito a colpirmi come questo "Uomini che odiano le donne", al punto che in poco meno di dieci giorni ho letto l'intera trilogia di Millennium.
La trama è ben congegnata, e come dicevo più sopra, ricca di elementi presi da diversi generi letterari: la tinta più forte è ovviamente il giallo, un mistero da risolvere a distanza di ben 36 anni, un probabile omicidio che scoperchierà un vaso di pandora di delitti, passati e presenti. E gli stessi protagonisti correranno in piu' di una occasione pericoli di vita quando cominciano ad avvicinarsi troppo alla verità ...
Non solo. E' chiaro fin da questo primo libro, che pure arriverà alla conclusione della vicenda, che ben altre "scene" si stagliano sull sfondo, e molti sono i protagonisti ancora celati nell'ombra. Insomma, anche gli elementi di suspance del thriller ci sono tutti, e azzeccatissimi.
Altri pezzi forti della struttura del libro sono la caratterizzazione dei personaggi e la cura, quasi maniacale, della descrizione degli scenari (sia all'aperto che in ambienti chiusi) e dei particolari in essi inseriti.
Quando l'autore descrive un personaggio, protagonista o secondario che sia poco conta, lo fa con una cura ed una attenzione così particolare, così suggestiva, che si riesce facilmente ad immaginarsi le fattezze del personaggio in questione, fino all'ultimo particolare del vestito o del modo di parlare, di gesticolare, di muoversi. Tutto è costruito alla perfezione, calza a pennello su quel personaggio, lo definisce chiaramente.
Così come chiaramente vengono definiti gli scenari in cui i protagonisti si muovono (quando certe scene sono ambientate per le vie di Stoccolma sembra di leggere una guida turistica tanto è ricca di nomi di strade o piazze, locali, incroci, negozi e quant'altro).
Se proprio devo fare un appunto, forse è proprio questa dovizia di particolari che, alle volte, risulta essere pesante nell'impianto di quel particolare momento narrativo: insomma, passare da una accesa discussione tra due protagonisti dove cominciano a dipanarsi alcuni dubbi e mezze verità finalmente emenrgono, alla descrizione di come un terzo protagonista, in un altro momento, si prepara una tazza di caffé mentre è assorto nei suoi pensieri, con tutti i particolari del modello di macchinetta da caffè, il logo riprodotto sulla tazza, il tipo di caffè, eccetera eccetera ... beh, "spezza" un po' il filo del discorso.
Ma forse era proprio questo l'intento dell'autore.
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