Una vecchia raccolta di testi di Franca Valeri, un panorama femminile che è uno splendido spaccato dell'italia degli anni '60 così come dei nostri giorni: dopo cinquant'anni è ancora perfettamente attuale, pungente e chirurgico.
Più che un libro pare un articolo di Focus Storia, con la stessa attendibilità: pieno di inesattezze, riporta frammenti di lettere delle quali non si spreca di citare l'origine, imbastisce pezzi della narrazione rimestando e adattando i testi delle lettere (ma almeno avverte che lo sta facendo). In
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Più che un libro pare un articolo di Focus Storia, con la stessa attendibilità: pieno di inesattezze, riporta frammenti di lettere delle quali non si spreca di citare l'origine, imbastisce pezzi della narrazione rimestando e adattando i testi delle lettere (ma almeno avverte che lo sta facendo). In una parola: inutile
Mah... mi lascia un po' perplesso: è fondamentalmente anti tedesco, il che implica che veda Liselotte come una specie di immigrata di lusso che sputa sulla sua patria di adozione perché non ha nulla di meglio da fare. Va ben, sono opinioni dettate anche dal periodo in cui è stato scritto e da parecc
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Mah... mi lascia un po' perplesso: è fondamentalmente anti tedesco, il che implica che veda Liselotte come una specie di immigrata di lusso che sputa sulla sua patria di adozione perché non ha nulla di meglio da fare. Va ben, sono opinioni dettate anche dal periodo in cui è stato scritto e da parecchi pregiudizi, ma allora perché scrivi la biografia di una che ti sta antipatica? Per bearti sapendo che leggeva romanzi leggeri e noiosi quando era sulla comoda?
La cosa che mi in fastidisce di più è il viziaccio di citare lettere a caso, amputate malamente e quasi sempre senza specificare la data in cui sono state scritte.
Da buon medico analizza un po' la visione che Liselotte aveva della medicina (in una parola: pessima) e alcune abitudini dei cortigiani suoi contemporanei: è la parte più curiosa del libro.
Nulla di interessante nei due saggi brevi che seguono la biografia della Palatina: uno vive splendidamente anche senza sapere che Federico di Prussia aveva le emorroidi e che odiava i clisteri.
Questa nuova incarnazione di Paperino è ottima: gli intrighi delle storie sono avvincenti, il personaggio risulta svecchiato ed accattivante senza la necessità di andare a cadere nei vecchi cliché legati alla sicumera di Paperino che lo porta a diventare inetto, o a voli pindarici supereroistici all
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Questa nuova incarnazione di Paperino è ottima: gli intrighi delle storie sono avvincenti, il personaggio risulta svecchiato ed accattivante senza la necessità di andare a cadere nei vecchi cliché legati alla sicumera di Paperino che lo porta a diventare inetto, o a voli pindarici supereroistici alla Paperinik.
Matite, inchiostri e testi non sono affidati ad un unica équipe, ma possono variare di volta in volta; spicca una storia scritta da Giorgio Cavazzano
Letto tutto d'un fiato, prima di dormire. Una bella favola che sviluppa un tema caro a Gaiman, come l'intelligenza e la conoscenza possano avere la meglio sulla forza. La vittoria arride al bimbo solitario, orfano e sciancato, a dispetto (o forse tramite) della fatica affrontata durante la ricerca
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Letto tutto d'un fiato, prima di dormire. Una bella favola che sviluppa un tema caro a Gaiman, come l'intelligenza e la conoscenza possano avere la meglio sulla forza. La vittoria arride al bimbo solitario, orfano e sciancato, a dispetto (o forse tramite) della fatica affrontata durante la ricerca della verità. Un viaggio sciamanico dal quale il piccolo Odd, partito solo e debole, ritornerà adulto, guarito e cresciuto dopo aver combattuto (o meglio non-combattuto) a fianco degli Dèi di Asgard.
Le donne
Una vecchia raccolta di testi di Franca Valeri, un panorama femminile che è uno splendido spaccato dell'italia degli anni '60 così come dei nostri giorni: dopo cinquant'anni è ancora perfettamente attuale, pungente e chirurgico.
La princesse Palatine
Più che un libro pare un articolo di Focus Storia, con la stessa attendibilità: pieno di inesattezze, riporta frammenti di lettere delle quali non si spreca di citare l'origine, imbastisce pezzi della narrazione rimestando e adattando i testi delle lettere (ma almeno avverte che lo sta facendo).continue)
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Più che un libro pare un articolo di Focus Storia, con la stessa attendibilità: pieno di inesattezze, riporta frammenti di lettere delle quali non si spreca di citare l'origine, imbastisce pezzi della narrazione rimestando e adattando i testi delle lettere (ma almeno avverte che lo sta facendo).
In una parola: inutile
La belle-soeur du grand roi (une Allemande à la cour de France) : la Princesse Palatine; Les petits talents du grand Frédéric; Un medecin prussien, espion dans les salons romantiques
Mah... mi lascia un po' perplesso: è fondamentalmente anti tedesco, il che implica che veda Liselotte come una specie di immigrata di lusso che sputa sulla sua patria di adozione perché non ha nulla di meglio da fare. Va ben, sono opinioni dettate anche dal periodo in cui è stato scritto e da parecc ... (continue)
Mah... mi lascia un po' perplesso: è fondamentalmente anti tedesco, il che implica che veda Liselotte come una specie di immigrata di lusso che sputa sulla sua patria di adozione perché non ha nulla di meglio da fare. Va ben, sono opinioni dettate anche dal periodo in cui è stato scritto e da parecchi pregiudizi, ma allora perché scrivi la biografia di una che ti sta antipatica? Per bearti sapendo che leggeva romanzi leggeri e noiosi quando era sulla comoda?
La cosa che mi in fastidisce di più è il viziaccio di citare lettere a caso, amputate malamente e quasi sempre senza specificare la data in cui sono state scritte.
Da buon medico analizza un po' la visione che Liselotte aveva della medicina (in una parola: pessima) e alcune abitudini dei cortigiani suoi contemporanei: è la parte più curiosa del libro.
Nulla di interessante nei due saggi brevi che seguono la biografia della Palatina: uno vive splendidamente anche senza sapere che Federico di Prussia aveva le emorroidi e che odiava i clisteri.
Double Duck
Questa nuova incarnazione di Paperino è ottima: gli intrighi delle storie sono avvincenti, il personaggio risulta svecchiato ed accattivante senza la necessità di andare a cadere nei vecchi cliché legati alla sicumera di Paperino che lo porta a diventare inetto, o a voli pindarici supereroistici all ... (continue)
Questa nuova incarnazione di Paperino è ottima: gli intrighi delle storie sono avvincenti, il personaggio risulta svecchiato ed accattivante senza la necessità di andare a cadere nei vecchi cliché legati alla sicumera di Paperino che lo porta a diventare inetto, o a voli pindarici supereroistici alla Paperinik.
Matite, inchiostri e testi non sono affidati ad un unica équipe, ma possono variare di volta in volta; spicca una storia scritta da Giorgio Cavazzano
Odd e il gigante di ghiaccio
Letto tutto d'un fiato, prima di dormire.continue)
Una bella favola che sviluppa un tema caro a Gaiman, come l'intelligenza e la conoscenza possano avere la meglio sulla forza. La vittoria arride al bimbo solitario, orfano e sciancato, a dispetto (o forse tramite) della fatica affrontata durante la ricerca ... (
Letto tutto d'un fiato, prima di dormire.
Una bella favola che sviluppa un tema caro a Gaiman, come l'intelligenza e la conoscenza possano avere la meglio sulla forza. La vittoria arride al bimbo solitario, orfano e sciancato, a dispetto (o forse tramite) della fatica affrontata durante la ricerca della verità.
Un viaggio sciamanico dal quale il piccolo Odd, partito solo e debole, ritornerà adulto, guarito e cresciuto dopo aver combattuto (o meglio non-combattuto) a fianco degli Dèi di Asgard.