Accade in continuazione: dal libro si fa il film. Meno raramente accade che dal gioco se ne faccia un libro. Non poteva non essere così, dopo l'immenso succeso che ha avuto Assassin's Creed. Un gioco dalla grafica sorprendente e dalla trama avvincente. Veramente. Ore e ore di gioco che tengono l'ute
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Accade in continuazione: dal libro si fa il film. Meno raramente accade che dal gioco se ne faccia un libro. Non poteva non essere così, dopo l'immenso succeso che ha avuto Assassin's Creed. Un gioco dalla grafica sorprendente e dalla trama avvincente. Veramente. Ore e ore di gioco che tengono l'utente incollato allo schermo e gli fanno scordare che dopo un po' di ore le dita fanno male. La storia del videogioco è interessante, ambientazioni fantastiche e, non meno importante, una grande fedeltà storica agli eventi storici (gli unici personaggi inventati soni i protagonisti la famiglia Auditore). Merito, soprattutto perchè è un gioco a cui si avvicinano soprattutto i ragazzi (ma non solo), di inserire delle nozioni storiografiche e artistiche non da sottovalutare. Dopo questa lunga introduzione volta a lodare il gioco, posso dire che il libro invece è riuscito molto male. Sono sicura che l'avranno comprato e letto in tanti sull'onda dell'entusiasmo per il videogame e per la curiosità (anche per me è stato così). Ma devo dire che già dopo 20 pagine più che interessarmi risultano divertenti, quasi grottesche. Perchè se in un gioco è normale che il nostro Ezio Auditore sia un esperto di parkour sui tetti fiorentini, leggere che senza un vero motivo lo stesso si mette a scalare chiese e palazzi rinascimentali non sembra molto attendibile. Bowden diciamo che ha fatto ben poco lavoro di fantasia. Anzi nell'80% del libro è evidente che l'autore non ha fatto altro che riportare per scritto ciò che accade nel gioco. Come già detto una cosa è una storia in un videogame e un'altra sono gli eventi che si susseguono in un libro. Non possono combaciare, o meglio non possono se si vuole dare un minimo di credibilità alle pagine che si stanno per scrivere.
Conclusione: grazie per questa grande manovra marketing per un gioco che vanta fan in tutto il mondo e ha reso Monteriggioni meta di pellegrinaggi, ma da qui a parlare di una buona opera letterari ce ne passa. Consigliato: per chi ha voglia e bisogno di una lettura veloce e leggera.
Il secondo libro della saga dei vampirelli è veramente scadente. Dopo il primo capitolo che si può apprezzare anche avendo un quoziente intellettivo superiore ai 90 (soprattutto se si è in un periodo in cui si ha bisogno di libri leggeri e spensierati), arriva questa mattonata da quasi 450 pagine in
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Il secondo libro della saga dei vampirelli è veramente scadente. Dopo il primo capitolo che si può apprezzare anche avendo un quoziente intellettivo superiore ai 90 (soprattutto se si è in un periodo in cui si ha bisogno di libri leggeri e spensierati), arriva questa mattonata da quasi 450 pagine in cui la nostra eroina (si anche nel senso di droga) non fa altro che essere un'egoista superdepressa. Parliamone seriamente: il target di questo libro è la fascia di età 12-16 anni (più o meno) e visto il Q.I. medio degli adolescenti che leggono sti libri, non vi appare un po' pericoloso che la protagonista abbia tendenze suicide? Che faccia sembrare normale e fico, anzi fiko, che o il suo ragazzo è un vampiro o un lupomannaro altrimenti non ti degno di uno sguardo? Bella evita i suoi "amici" o meglio compagni di scuola, perchè li trova noiosi e sciapi: del resto come paragonare l'esistenza dei miti cittadini di Forks alla superfica-superlussosa vita della famiglia Cullen che però ha il piccolo difetto di succhiare il sangue? Il problema del libro non sta tanto nella trama, ma quanto nel fatto che è stato scritto proprio per un pubblico giovane e fondamentalmente stupido, soprattutto da un punto di vista letterario. Un pubblico ormonale che legge tutto in una luce positiva il comportamento di Bella. L'autrice non fa un minimo sforzo per mandare un messaggio ai lettori che il comportamento che sta avendo Bella verso se stessa (isolamento, depressione, apatia, autolesionismo)e Jacob è sbagliato. Anzi lei alla fine è pure premiata visto che per un buon centinaio di pagine la pseudo relazione con Jacob la rende "felice", poi quando lui diventa licantropo il suo bell'Edward (la cui superintelligenza viene duramente messa in dubbio visto che decide il suicidio senza controllare che gli indizi che Bella sia morta siano veri) riciccia e torna a stare fisso con lei. Personalmente non credo riuscirò a leggere gli altri due capitoli della saga. Se proprio vorrò farmi del male mi limiterò a vedere i film: 2 ore di bruttura concentrate sono sempre meglio di un paio di giorni di lettura.
Di sicuro il libro più difficile di Tolken. Una antologia sul suo mondo e le sue epoche. Nomi, storie, dinastie e razze elencate in centinaia di pagine. Ostico ma essenziale per capire a pieno gli altri libri dell'autore. Essenziale per capire l'immenso e variegato mondo creato da Tolken.
Di sicuro il libro più difficile di Tolken. Una antologia sul suo mondo e le sue epoche. Nomi, storie, dinastie e razze elencate in centinaia di pagine. Ostico ma essenziale per capire a pieno gli altri libri dell'autore. Essenziale per capire l'immenso e variegato mondo creato da Tolken.
NB "L'enciclopedia" ha fine libro è essenziale per ricordarvi i nomi che vengono citati durante il racconto, quindi al momento dell'acquisto siate sicuri che l'edizione che state per prendere l'abbia.
Libro essenziale per capire la politica, anche quella dei nostri giorni. Un classico intramontabile della letteratura del rinascimento, la cui influenza sui politici contemporanei è tuttora sottovalutata.
Assassin's Creed: Rinascimento
Accade in continuazione: dal libro si fa il film. Meno raramente accade che dal gioco se ne faccia un libro. Non poteva non essere così, dopo l'immenso succeso che ha avuto Assassin's Creed. Un gioco dalla grafica sorprendente e dalla trama avvincente. Veramente. Ore e ore di gioco che tengono l'ute ... (continue)
Accade in continuazione: dal libro si fa il film. Meno raramente accade che dal gioco se ne faccia un libro. Non poteva non essere così, dopo l'immenso succeso che ha avuto Assassin's Creed. Un gioco dalla grafica sorprendente e dalla trama avvincente. Veramente. Ore e ore di gioco che tengono l'utente incollato allo schermo e gli fanno scordare che dopo un po' di ore le dita fanno male.
La storia del videogioco è interessante, ambientazioni fantastiche e, non meno importante, una grande fedeltà storica agli eventi storici (gli unici personaggi inventati soni i protagonisti la famiglia Auditore). Merito, soprattutto perchè è un gioco a cui si avvicinano soprattutto i ragazzi (ma non solo), di inserire delle nozioni storiografiche e artistiche non da sottovalutare.
Dopo questa lunga introduzione volta a lodare il gioco, posso dire che il libro invece è riuscito molto male. Sono sicura che l'avranno comprato e letto in tanti sull'onda dell'entusiasmo per il videogame e per la curiosità (anche per me è stato così). Ma devo dire che già dopo 20 pagine più che interessarmi risultano divertenti, quasi grottesche. Perchè se in un gioco è normale che il nostro Ezio Auditore sia un esperto di parkour sui tetti fiorentini, leggere che senza un vero motivo lo stesso si mette a scalare chiese e palazzi rinascimentali non sembra molto attendibile. Bowden diciamo che ha fatto ben poco lavoro di fantasia. Anzi nell'80% del libro è evidente che l'autore non ha fatto altro che riportare per scritto ciò che accade nel gioco. Come già detto una cosa è una storia in un videogame e un'altra sono gli eventi che si susseguono in un libro. Non possono combaciare, o meglio non possono se si vuole dare un minimo di credibilità alle pagine che si stanno per scrivere.
Conclusione: grazie per questa grande manovra marketing per un gioco che vanta fan in tutto il mondo e ha reso Monteriggioni meta di pellegrinaggi, ma da qui a parlare di una buona opera letterari ce ne passa.
Consigliato: per chi ha voglia e bisogno di una lettura veloce e leggera.
New Moon
Il secondo libro della saga dei vampirelli è veramente scadente. Dopo il primo capitolo che si può apprezzare anche avendo un quoziente intellettivo superiore ai 90 (soprattutto se si è in un periodo in cui si ha bisogno di libri leggeri e spensierati), arriva questa mattonata da quasi 450 pagine in ... (continue)
Il secondo libro della saga dei vampirelli è veramente scadente. Dopo il primo capitolo che si può apprezzare anche avendo un quoziente intellettivo superiore ai 90 (soprattutto se si è in un periodo in cui si ha bisogno di libri leggeri e spensierati), arriva questa mattonata da quasi 450 pagine in cui la nostra eroina (si anche nel senso di droga) non fa altro che essere un'egoista superdepressa. Parliamone seriamente: il target di questo libro è la fascia di età 12-16 anni (più o meno) e visto il Q.I. medio degli adolescenti che leggono sti libri, non vi appare un po' pericoloso che la protagonista abbia tendenze suicide? Che faccia sembrare normale e fico, anzi fiko, che o il suo ragazzo è un vampiro o un lupomannaro altrimenti non ti degno di uno sguardo? Bella evita i suoi "amici" o meglio compagni di scuola, perchè li trova noiosi e sciapi: del resto come paragonare l'esistenza dei miti cittadini di Forks alla superfica-superlussosa vita della famiglia Cullen che però ha il piccolo difetto di succhiare il sangue?
Il problema del libro non sta tanto nella trama, ma quanto nel fatto che è stato scritto proprio per un pubblico giovane e fondamentalmente stupido, soprattutto da un punto di vista letterario. Un pubblico ormonale che legge tutto in una luce positiva il comportamento di Bella. L'autrice non fa un minimo sforzo per mandare un messaggio ai lettori che il comportamento che sta avendo Bella verso se stessa (isolamento, depressione, apatia, autolesionismo)e Jacob è sbagliato. Anzi lei alla fine è pure premiata visto che per un buon centinaio di pagine la pseudo relazione con Jacob la rende "felice", poi quando lui diventa licantropo il suo bell'Edward (la cui superintelligenza viene duramente messa in dubbio visto che decide il suicidio senza controllare che gli indizi che Bella sia morta siano veri) riciccia e torna a stare fisso con lei.
Personalmente non credo riuscirò a leggere gli altri due capitoli della saga. Se proprio vorrò farmi del male mi limiterò a vedere i film: 2 ore di bruttura concentrate sono sempre meglio di un paio di giorni di lettura.
Il Silmarillion
Di sicuro il libro più difficile di Tolken. Una antologia sul suo mondo e le sue epoche. Nomi, storie, dinastie e razze elencate in centinaia di pagine. Ostico ma essenziale per capire a pieno gli altri libri dell'autore. Essenziale per capire l'immenso e variegato mondo creato da Tolken.
NB "L'en ... (continue)
Di sicuro il libro più difficile di Tolken. Una antologia sul suo mondo e le sue epoche. Nomi, storie, dinastie e razze elencate in centinaia di pagine. Ostico ma essenziale per capire a pieno gli altri libri dell'autore. Essenziale per capire l'immenso e variegato mondo creato da Tolken.
NB "L'enciclopedia" ha fine libro è essenziale per ricordarvi i nomi che vengono citati durante il racconto, quindi al momento dell'acquisto siate sicuri che l'edizione che state per prendere l'abbia.
Il principe
Libro essenziale per capire la politica, anche quella dei nostri giorni. Un classico intramontabile della letteratura del rinascimento, la cui influenza sui politici contemporanei è tuttora sottovalutata.
Il corpo giusto
Il libro che ogni donna, che combatte contro il proprio corpo, dovrebbe leggere.