[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

has ALL you need!

A community for book lovers to create their own bookshelves, share and explore books.

All for FREE! Join us NOW!

All books

Cover of Addio alle armi
  • Farewell to arms, not farewell to pain.

    Scappa, scappa povero nostro tenente Henry. Dovunque tu vada, la sofferenza saprà trovarti comunque. Non l'hai lasciata indietro, assieme alla follia della guerra.
    Solo pochi anni fa, giovane sognatore, ti sei arruolato volontario nell'esercito italiano per combattere una guerra così lontana, così ... (continue)

    Scappa, scappa povero nostro tenente Henry. Dovunque tu vada, la sofferenza saprà trovarti comunque. Non l'hai lasciata indietro, assieme alla follia della guerra.
    Solo pochi anni fa, giovane sognatore, ti sei arruolato volontario nell'esercito italiano per combattere una guerra così lontana, così poco tua. Gli ideali, la democrazia, i diritti umani. Ci tenevi così tanto a difenderli, che pur di arrivare al fronte ti sei arruolato come conducente di ambulanze. Non vedevi bene, Henry, e non saresti stato utile altrimenti. E ora, Henry, cosa vedi? Ora ti sembra di vedere solo Cathrine, solo Cat, solo la tua bionda infermiera che all'inizio non credevi nemmeno di amare, ma che ti è sembrata il mondo intero quando sei stato ferito. E come farai ora, Henry? Ora che ti rimandano sul fronte ad Est, vicino a quella Caporetto, così difficile da tenere stretta? Credi ancora alla difesa degli ideali, credi ancora in questa guerra, o come i tuoi commilitoni inizi a maledirla? Arrivano giorni difficili signor tenente, giorni in cui sarai chiamato a capire cosa ci sia da difendere nella vita, e quanto lontano l'uomo possa scappare prima di essere catturato e vinto dal dolore. Buona fortuna, Henry.

    Hemingway affida ad Henry, sua creatura e suo doppio, l'autobiografia romanzata degli anni trascorsi sul fronte tra Italia ed Austria. Ispirato in parte ad avvenimenti vissuti ed in parte alla fantasia e all'esperienza, Addio alle armi si inserisce in quella corrente naturalista creata da una generazione di scrittori (da lui definita 'perduta') che hanno vissuto e viaggiato e sofferto tanto da capire che il miglior modo di dire le cose è quello di dirle in modo semplice. Siamo stati qui, abbiamo visto questo. Non siamo più stati gli stessi. Ascoltateci.

    Is this helpful?

    Posted on Dec 16, 2009 | Add your feedback

Cover of La forza della vita
  • America, 1934.

    Dopo 5 anni di buio, il Paese inizia a risollevarsi lentamente dalla Grande Depressione. Ma tra gli immigrati del Bronx, dove è ambientata la nostra storia, tutto prosegue come è sempre stato. La lotta per la sopravvivenza è di casa, qui. Che provengano dall'Italia o dalla Germania, dalla Polonia o ... (continue)

    Dopo 5 anni di buio, il Paese inizia a risollevarsi lentamente dalla Grande Depressione. Ma tra gli immigrati del Bronx, dove è ambientata la nostra storia, tutto prosegue come è sempre stato. La lotta per la sopravvivenza è di casa, qui. Che provengano dall'Italia o dalla Germania, dalla Polonia o dal Sud, i residenti di questa città-nella-città sono abituati a combattere, a resistere. Onesti pellicciai, eleganti gentlemen decaduti, clandestini alle prese con la stretta della mafia, giovani affascinati dall'ideologia comunista: le loro storie si intrecciano in quella grande trama che è la quotidianità, con i suoi imprevedibili crocevia e i suoi bruschi tornanti. Su tutti loro spicca la figura di Jacob Shtarkah, anziano sognatore dalle alterne fortune, con un unico grande problema: l'insopprimibile desiderio di dare un senso alla propria vita.

    Una maestosa tragicommedia teatrale, in cui piccole e grandi vicende individuali si intersecano con la Storia, riassunta e rappresentata da altisonanti stralci di quotidiani dell'epoca. Eisner si fa cantore della vita, e della forza con cui tutti - poveri e ricchi, sani e malati, uomini e scarafaggi - le restiamo attaccati.

    Is this helpful?

    Posted on Dec 10, 2009 | Add your feedback

Cover of Laika
  • L'uomo sogna di volare. Da sempre.

    Nel 1957 un uomo sognò di far volare il proprio Paese nello spazio, prima che ci riuscisse chiunque altro. Sergei Korolev volava alto con i suoi sogni, forse per scappare dagli incubi che lo perseguitavano dopo la sua breve esperienza in un gulag, come sospetto antistalinista.
    Era un uomo affascina ... (continue)

    Nel 1957 un uomo sognò di far volare il proprio Paese nello spazio, prima che ci riuscisse chiunque altro. Sergei Korolev volava alto con i suoi sogni, forse per scappare dagli incubi che lo perseguitavano dopo la sua breve esperienza in un gulag, come sospetto antistalinista.
    Era un uomo affascinante ed ambizioso, e vide realizzato il suo sogno: il 4 ottobre 1957 lo Sputnik I divenne il primo satellite artificiale in orbita della storia.
    L'Unione Sovietica capì ben presto il potere della propaganda, e l'OKB (l'ufficio di progettazione sperimentale di Korolev) ricevette l'ordine di organizzare un secondo lancio entro un mese, in onore dell'anniversario della Rivoluzione Russa. Stavolta, però, il satellite avrebbe dovuto colpire ancora di più l'immaginario mondiale: stavolta, in orbita avrebbero dovuto mandare un essere vivente.

    Laika, Kudrjavka, Muttnik: tanti nomi per una cagnetta passata alla storia per essere stata il primo essere vivente a superare l'atmosfera terrestre. Nick Abadzis ha ricostruito meticolosamente le fasi di addestramento e progettazione che precedettero il lancio dello Sputnik II, ma ha anche reso omaggio alla sua piccola passeggera, inventando per lei un passato da eroina dickensiana.
    Leggete questo fumetto. Non per la sua valenza storica, non per la sua ottima sceneggiatura, non per l'Eisner vinto o per una spinta animalista. Laika non si propone come manifesto contro la ricerca sugli animali, e non offre un giudizio morale verso ciò che accadde in quel mese convulso, all'interno di un laboratorio schiacciato dall'ansia e dal sospetto.
    Leggete questo fumetto. Chiedetevi assieme ad Oleg Gazenko - il responsabile del centro di addestramento che selezionò Laika - quale sia la quantità di apprendimento e progresso necessaria a giustificare la morte.
    Leggete questo fumetto, e rileggetelo se necessario. Non dimenticatevi di Laika.

    Is this helpful?

    Posted on Dec 8, 2009 | Add your feedback

Cover of Uomini e topi
  • "I migliori piani dei topi e degli uomini van spesso di traverso

    e non ci lascian che dolore e pena
    invece della gioia promessa

    (Robert Burns - "A un topo, cui avevo distrutto il nido con l'aratro, novembre 1785”)

    Un romanzo che prende il proprio titolo da una poesia, un racconto strutturato come un dramma teatrale. I protagonisti entrano in scena imme ... (continue)

    e non ci lascian che dolore e pena
    invece della gioia promessa

    (Robert Burns - "A un topo, cui avevo distrutto il nido con l'aratro, novembre 1785”)

    Un romanzo che prende il proprio titolo da una poesia, un racconto strutturato come un dramma teatrale. I protagonisti entrano in scena immediatamente, ed altrettanto velocemente si materializzano davanti agli occhi del lettore; in appena cento pagine diventano definiti e consistenti quanto gli attori di una tragedia recitata su un piccolo palco. 'Uomini e topi' è la storia di due braccianti, che di fattoria in fattoria prestano la propria opera cullando il sogno di un fazzoletto di terra proprio. Il piccolo George, linguacciuto e sospettoso, porta con non poca pena il dono di un'intelligenza creativa, poco adatta al lavoro manuale; l'autore non si sofferma molto a descriverlo, ma lo immaginiamo smilzo, scattante, nervoso. I suoi occhi si alzano al cielo ogni qualvolta il grande Lenny gli chiede di parlargli un'altra volta del loro meraviglioso futuro. Grosso, fortissimo, sciocco Lenny. Un corpo da toro ed una mente da bambino bizzoso, che lo trascina in guai sempre nuovi. Davanti a loro, una nuova fattoria, una nuova possibilità di avvicinarsi al grande sogno; ma stavolta Lenny dovrà stare davvero attento, dovrà evitare di mettersi nei pasticci e dovrà tenersi alla larga dai cuccioli e dalle cose graziose che gli piacciono tanto...

    Pur essendo un affresco dell'America rurale negli anni della Grande Depressione, questo romanzo si svolge in scenari semplici ed intimisti, che fungono da semplici contenitori d'azione. La macchia accanto al fiume, il dormitorio, il fienile; semplici scenografie in cui si dibatte l'umana ricerca della serenità.

    Is this helpful?

    Posted on Dec 9, 2009 | Add your feedback

Cover of Il mio vicino Totoro
  • 1 person find this helpful

    Amo Totoro e Mei

    e non mi sono fatta sfuggire il racconto delle loro avventure, qui descritte e riprese in modo più dettagliato rispetto al film (che continuerò, sempre, a preferire in giapponese...).

    Is this helpful?

    Posted on Nov 12, 2009 | Add your feedback

Cover of L'orgoglio di Baghdad
  • 2 people find this helpful

    Se fossi un leone in gabbia, ed improvvisamente capissi di poter fuggire, che cosa farei?

    Probabilmente all'inizio cercherei di capire cosa sta accadendo. Perché gli esseri umani non mi stanno controllando, osservando, nutrendo? Dove sono finiti tutti? Attenderei un po' di vederli ricomparire. Poi, d'accordo con gli altri leoni della mia gabbia, deciderei di uscire e provare a cavarmela ... (continue)

    Probabilmente all'inizio cercherei di capire cosa sta accadendo. Perché gli esseri umani non mi stanno controllando, osservando, nutrendo? Dove sono finiti tutti? Attenderei un po' di vederli ricomparire. Poi, d'accordo con gli altri leoni della mia gabbia, deciderei di uscire e provare a cavarmela con le mie, le nostre forze. Penserei di essere libero.
    Di certo non penserei di essere stato rinchiuso per tutta la vita nello zoo di Baghdad, e non potrei sapere che oggi, aprile 2003, un bombardamento americano ha appena squarciato questa città restituendola al caos. Ed in tutto questo, che ruolo potrei mai giocare? Sono forse parte di questo caos? O ne sono vittima?

    Splendidamente disegnato, ottimamente sceneggiato, un piccolo gioello firmato Brian K. Vaughan.

    Is this helpful?

    Posted on Nov 11, 2009 | Add your feedback

Cover of La montagna magica
Cover of La principessa sposa
  • 5 people find this helpful

    Grazie, Goldman.

    Da bambina il film La storia fantastica mi aprì le porte dell'immaginazione. Una volta adulta, la formula "Ai tuoi ordini" mi ha permesso di riconoscere l'uomo dei miei sogni. Che mi ha passato il libro da cui fu tratto il film. Libro che ho divorato in una manciata d'ore.

    Da dove comi ... (continue)

    Da bambina il film La storia fantastica mi aprì le porte dell'immaginazione. Una volta adulta, la formula "Ai tuoi ordini" mi ha permesso di riconoscere l'uomo dei miei sogni. Che mi ha passato il libro da cui fu tratto il film. Libro che ho divorato in una manciata d'ore.

    Da dove cominciare a tesserne le lodi? Prendiamo in esame la superba cornice. In prima persona, Goldman ci narra dei ricordi legati ad un romanzo d'avventura (La principessa sposa, appunto) lettogli dal padre in tenera età, e di come si fosse ripromesso di regalarlo al proprio figlio il giorno del decimo compleanno. Grande è il suo disappunto quando il ragazzo non sembra manifestare alcun trasporto per il racconto, ed immenso è lo stupore del narratore quando, tenendo il libro tra le mani, si accorge di come la versione dei suoi ricordi fosse in realtà l'opera di una rielaborazione del padre. Decide pertanto di restituire al lettore una rielaborazione personale del romanzo, libera da lungaggini e spunti satirici.
    Ed ecco, La sposa. La storia del Vero Amore tra il garzone Westley e la bellissima Buttercup, che credendolo morto accetta la proposta di matrimonio dell'odioso principe Humperdinck, con le traversie che ne conseguono. Le disavventure di Inigo Montoya e di Fezzik, paladini al servizio del condottiero sbagliato. Intrighi, duelli, navi pirata e paludi di fuoco. Il tutto raccontato con un'intelligenza ed uno stile che nulla tolgono all'incanto.

    LA FRASE:"Il mio nome è Inigo Montoya. Tu hai ucciso mio padre. Preparati a morire."

    Is this helpful?

    Posted on Nov 25, 2008 | 2 feedbacks

Cover of L'età del bronzo - Volume 3A
  • 1 person find this helpful

    Menelao di fronte ad Elena.

    Priamo di fronte ad Ulisse. Il numero dei confronti, l'ennesima prova del talento narrativo di Shanower.

    Is this helpful?

    Posted on Oct 28, 2008 | Add your feedback

Cover of Fables Vol. 1
  • 1 person find this helpful

    Il principe azzurro è un bifolco,

    e Ricciolidoro se la fa con Orsetto. Barbablu ha perso le sue cattive abitudini postmatrimoniali, e Bianca Neve amministra con efficienza la comunità cercando di scordare la miseria del proprio divorzio.

    E' questo lo spaccato della comunità delle favole in esilio: esseri fantastici spodestati ... (continue)

    e Ricciolidoro se la fa con Orsetto. Barbablu ha perso le sue cattive abitudini postmatrimoniali, e Bianca Neve amministra con efficienza la comunità cercando di scordare la miseria del proprio divorzio.

    E' questo lo spaccato della comunità delle favole in esilio: esseri fantastici spodestati dalle Terre natali da un oscuro ed implacabile Antagonista, e costrette a mettere momentaneamente d'accordo i propri attriti per celare la propria esistenza ai Terreni - di cui si ritrovano ad essere vicini.

    Geniale, dissacrante, appassionante. Attendo con ansia gli sviluppi del rapporto tra Bianca Neve e il Lupo Cattivo.

    Is this helpful?

    Posted on Oct 14, 2008 | Add your feedback

Cover of Il quinto figlio
  • 3 people find this helpful

    Una scrittura femminile elegantemente spietata

    narra la parabola di un sogno d'alcova trasformatosi in incubo. Un racconto in cui stasi e movimento si susseguono in un perfetto equilibrio ritmico, trascinando il lettore nel susseguirsi di eventi che porta Herriet e David a confrontarsi con l'evanescenza del sogno di una vita perfetta. Il loro qu ... (continue)

    narra la parabola di un sogno d'alcova trasformatosi in incubo. Un racconto in cui stasi e movimento si susseguono in un perfetto equilibrio ritmico, trascinando il lettore nel susseguirsi di eventi che porta Herriet e David a confrontarsi con l'evanescenza del sogno di una vita perfetta. Il loro quinto figlio, Ben, rappresenta l'elemento di rottura, l'alieno, l'essere disturbante che infrange l'errata aspettativa di poter pretendere la propria felicità donando la vita ad un altro-da-sè. Lessing spinge al limite i propri protagonisti, li costringe ad un doloroso confronto con i propri limiti e con le proprie bassezze. Ed è proprio dopo aver toccato il fondo delle proprie risorse che Herriet sembra divenire in qualche misura più cara alla voce narrante, che la saluta conferendole una dignità ed una consistenza da donna finalmente completa.

    Is this helpful?

    Posted on Aug 1, 2008 | Add your feedback

Cover of La collina dei conigli
  • 4 people find this helpful

    Ben ritrovato, Moscardo.

    E' stato bello incontrarci di nuovo, dopo quasi vent'anni. Avevo un vago ricordo della voce di mia madre, assorta nel leggermi le tue disavventure. Ricordo il rapimento, lo stupore, l'apprensione che provavo ad ogni tappa della tua odissea, in fuga da una conigliera su cui incombeva un'oscura minacc ... (continue)

    E' stato bello incontrarci di nuovo, dopo quasi vent'anni. Avevo un vago ricordo della voce di mia madre, assorta nel leggermi le tue disavventure. Ricordo il rapimento, lo stupore, l'apprensione che provavo ad ogni tappa della tua odissea, in fuga da una conigliera su cui incombeva un'oscura minaccia. Ricordavo le doti di preveggenza del piccolo Quintilio, l'ingegno di Mirtillo, la superbia e l'aggressività del terribile Generale Vulneraria. E' stato emozionante dipanare a poco a poco le foschie della mia memoria, ritrovare personaggi e luoghi che credevo - credevo soltanto - di aver completamente dimenticato. La tua storia è un racconto senza tempo, l'incredibile avventura di un manipolo di coraggiosi conigli in cerca della libertà e del diritto ad una vita appagante. Attraverso la sofferenza, le privazioni, l'esperienza di realtà sociali differenti come l'anarchia accidiosa ed il totalitarismo opprimente, gli eroi di questo epos giungono infine a compiere il proprio percorso.

    Un romanzo vivido ed ipnotico, che ci ricorda come "gli animali non si comportano come gli uomini: se devono battersi si battono, se devono uccidere uccidono, ma non usano la loro intelligenza per trovar la maniera di arrecare danni alle altre creature, di avvelenar loro la vita. Essi hanno dignità, hanno animalità."
    Un racconto che tratteggia una delle descrizioni della Morte tra le più affascinanti, malinconiche ed emozionanti della letteratura 'per ragazzi'.

    LA FRASE: "Bisognava pur tirare avanti: c'era erba da mangiare, c'eran gallerie da scavare, palline da masticare, sonno da dormire. Ulisse, naufrago e senza più compagni, approda al lido esausto. Eppure dorme sodo accanto a Calipso e quando si sveglia pensa a Penelope."

    Is this helpful?

    Posted on Jul 15, 2008 | Add your feedback

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10

RSS feeds: subscribe to Giorgia-bi's shelf

Added to Shelf Added to Wish List

Inline Translation Mode

Left click to navigate, right click to translate.

inline translation guide

or close

Inline translation is not ready for this page yet.

Inline translation mode.

Share this page with your friends.