La recensione copre tutto A Dance with Dragons, dal momento che lo ho letto come volume unico. Se avete la bizzarra abitudine di leggere i libri di una saga in disordine, troverete SPOILER anche per i due volumi precedenti della successione italiana. Detto ciò,
La recensione copre tutto A Dance with Dragons, dal momento che lo ho letto come volume unico. Se avete la bizzarra abitudine di leggere i libri di una saga in disordine, troverete SPOILER anche per i due volumi precedenti della successione italiana. Detto ciò,
Tyrion: Tyrion è sempre stato uno dei miei punti di vista preferiti, e ADWD non ha smentito questa predilezione. Trovo molto interessante la strada che Martin ha preso con lui. E' facile tifare per lo "underdog" finché rimane "buono" a dispetto delle avversità, ma per quanto tempo puoi essere chiamato "mostro", senza cedere alla tentazione di diventarlo veramente? Credo che gli sbotti di violenza/sessismo di Tyrion in questo romanzo rispondano a questa domanda, e sono molto curiosa di scoprire che direzione Martin sceglierà di prendere con lui, se una di completa deriva violenta, o se una di redenzione. Ho apprezzato soprattutto la parte finale del suo viaggio, l'esperienza dello schiavismo, la strana amicizia con Penny e la ancora più strana accoppiata con ser Jorah (a proposito, Martin, non puoi continuare a descrivermelo come brutto e poi approvarmi il casting di Iain Glen, ora continuo a figurarmelo come lui e... argh!). Detto ciò, bisogna dire che si vede che Tyrion è uno dei personaggi preferiti di Martin. Continua a salvarsi per il rotto della cuffia un po' troppe volte e la sua linea di trama tende a dilungarsi un po' troppo. I suoi capitoli avevano sinceramente bisogno di un po' di editing (tutta la parte iniziale del viaggio con Illyrio poteva essere saltata in tronco, per quanto mi riguarda) e il "payoff" finale pare un po' scarso, in rapporto alla mole di pagine dedicate a lui nel libro... probabilmente, sarebbe stato meglio tagliare un po' di parti inutili e arrivare a includere la battaglia di Mereen in questo romanzo (e questo riguarda anche Barristan e Daenerys). So che il "Mereneese knot" è stato difficile da sciogliere già così per Martin, ma rimandare sempre l'azione alla lunga non paga, secondo me. Qualche elemento di trama, ogni tanto, deve risolversi. E parlando di questo...
Daenerys (e Mereen in generale): stesso problema che con Tyrion. Ciò che Martin ha scelto di scrivere per lei ha senso e anzi è necessario. Non puoi prendere un personaggio estraneo a una determinata cultura, farlo irrompere in tale cultura e fargli imporre nuove regole (con tutto che a muovere il personaggio è una nobile causa come l'eliminazione dello schiavismo) e poi non mostrare tutte le complicazioni che ne derivano. Martin non è affatto uno scrittore ingenuo, e scelte come questa lo dimostrano (e mi portano ad apprezzarlo). Però, credo che dopo un romanzo così imponente, e nel quale questa linea di trama è stata così essenziale, il lettore abbia diritto a un MINIMO di risoluzione. E invece dopo pagine e pagine di "build-up" (anche interessanti, eh... ho trovato piacevoli persino i capitoli di Ser Barristan, cosa che non avrei pensato) tutto è fondamentalmente lasciato in sospeso. Spero che almeno ciò si traduca in un inizio "fra fuoco e fiamme" (letteralmente) del prossimo romanzo. Quando mai uscirà.
Stannis, Melisandre e compagnia: ok, Melisandre si è ufficialmente elevata a uno dei miei punti di vista preferiti. Ero COSI' curiosa di leggere il suo capitolo e non mi ha affatto delusa. Martin è bravissimo a tratteggiare la sua fede e le sue motivazioni, pur trattandosi di un personaggio che chiamare peculiare è dir poco, e per quanto non possa esattamente dire di apprezzarla umanamente, la trovo estremamente affascinante da leggere. Lo stesso non posso dire del povero Ser Davos, che per quanto animato da buonissime intenzioni mi risulta un po' soporifero. Interessanti anche le interazioni fra Stannis, Melisandre e Jon. Ora sono super combattuta se andare a leggere i capitoli già usciti del prossimo romanzo perché la lettera finale a Jon del Bastardo Bolton (non dite in giro che lo ho chiamato così) mi ha lasciato con una maledetta curiosità riguardo a come sia effettivamente andata la battaglia a Grande Inverno. E a proposito...
Jon: MARTIN TI ODIO. Ok, sono calma. No, al di là di tutto, non credo sia veramente morto. Mi domando se si sia metamorfizzato in Spettro o se Melisandre lo abbia salvato in qualche modo... certo, con Martin non si può mai essere sicuri e L'ATTESA INFINITA FRA UN LIBRO E L'ALTRO NON E' CHE AIUTI, EH, GEORGE? *sbatte la testa al muro*
Bran: a me spiace, eh, perché Bran è un personaggio super positivo e tutto, ma i suoi capitoli per me sono di una noia mortale.
I Martell: shit is about to go down in Dorne. Detto ciò, i Martell mi intrigano come famiglia, ma in realtà ero molto più interessata ai loro rapporti con Approdo del Re che non alla inutile quest di Quentyn (tutte le volte che si arrivava a un suo capitolo continuavo a ripetermi "Quentyn chi?") e la sua morte non ha avuto grande impatto su di me (mi è spiaciuto molto di più per Oberyn, a suo tempo). Non credo mi mancherà granché, ma mi chiedo che effetto avrà il rifiuto di Daenerys sul gioco di alleanze a Westeros.
I Greyjoy: Asha mi è sempre stata simpatica, se non altro perché è l'unico essere umano decente nella sua famiglia, e i suoi capitoli mi sono risultati piacevoli anche in questo libro. Theon non mi è mai piaciuto granché, ma la sua trasformazione in Reek è stata un pugno nello stomaco anche per me e in generale i suoi capitoli mi hanno preso molto, anche perché trovo i Bolton (più Roose che il figlio) alcuni fra gli antagonisti più interessanti di tutta la saga. E devo ammettere che la reunion finale dei due fratelli mi ha un pochetto emozionato. Insomma, in questi romanzi non succede mai niente di buono, uno deve aggrapparsi al poco che c'è. Per quanto riguarda Victarion, posso solo dire: e la palma per il personaggio più irritante di questa saga va a... No, seriamente. Spero che i draghi di Daenerys se lo facciano allo spiedo.
Arya: NO, GRAZIE, MARTIN, NON AVEVO BISOGNO DEL MIO CUORE. *sigh* I capitoli di Arya sono fra quelli più terribili per me da leggere, data la spirale in cui sta precipitando. Le parti in cui ricorda casa, e pensa alla "ragazza che ama le torte al limone" che un tempo aveva conosciuto, mi sono parse terribilmente commoventi (anche perché Sansa non è pervenuta in questo romanzo, e mi è molto mancata). Anche nel suo caso, però, la storia sta avanzando un po' troppo lentamente, a mio parere. Non puoi tenere un personaggio separato troppo a lungo dalla trama principale senza che il lettore perda interesse, e questo è il rischio che Martin sta correndo, secondo me, con questa "deviazione" a Braavos. Dal momento che Arya ha finalmente imparato a "cambiare volto", però, spero che d'ora in poi la sua storia avanzi un po' più velocemente.
Aegon e Griff: uuuh, questa storyline mi intriga e al contempo mi preoccupa. Non mi aspettavo la presenza di un altro Targaryen e un po' mi chiedo se fosse davvero il caso di complicare ulteriormente la trama con uno sviluppo del genere a questo punto della storia (con tutto che tra l'altro Aegon non mi dice granché come personaggio, finora). E poi hanno invaso Tarth, nuuuuu (sarebbe carino vedere almeno una volta Lord Selwyn, prima che venga ucciso brutalmente). D'altra parte, Griff è un personaggio piuttosto interessante da leggere, soprattutto perché apre una finestra intrigante sul passato dei Targaryen. Ho apprezzato molto tutti i flashback su Raeghar, e spero che finalmente nel prossimo romanzo si venga un po' più a capo dei trascorsi fra Targaryen, Stark e Lannister. E poi, non si può non provare almeno un po' di simpatia per la persona che ha messo nei guai il malefico Red Ronnet.
Cersei e Approdo del Re: Cersei è il classico personaggio che non apprezzo granché sul piano umano ma di cui ADORO leggere, e mi spiace che il libro contenesse solo due suoi capitoli (anche perché le vicende ad Approdo del Re sono fra quelle che più mi appassionano in questa saga). Non so proprio cosa aspettarmi da lei ora, ma la sua rinnovata umiltà è alquanto sospetta e tutto ciò a cui posso pensare ora è la sua frase nel primo libro "what of my wrath?" Credo che ne vedremo delle belle. E tra parentesi... KEVAN E PYCELLE UCCISI DA VARYS, AAAAGH! George, ti pare un modo umano di concludere un romanzoooo???
Jaime (e Brienne): ok, ci sono alcuni possibili modi in cui vedo questa vicenda concludersi. 1) Brienne tradirà Jaime per salvare Pod, e vivrà in un perenne senso di colpa. 2) Brienne si sacrificherà per salvare Jaime e Pod, e Jaime vivrà in un perenne senso di colpa. 3) Brienne rivelerà tutto a Jaime sulla strada verso Catelyn e la Fratellanza e insieme scoveranno un modo per salvarsi (per poi probabilmente morire tragicamente poco più tardi) 4) Pod salverà tutti con la sua *magica verga*... ah, no, dite che quello era il telefilm? 5) Verrà fuori che Giuramento è in realtà Portatrice di Luce, che Brienne è Azor Ahai e che Catelyn è Nissa Nissa (in quanto moglie del vecchio proprietario della spada, ovvero Ned), e Brienne attiverà i poteri della spada uccidendo Catelyn e si rivelerà per ciò che è veramente, e lei e Jaime andranno a nord a combattere gli Estranei e quindi marceranno insieme verso l'arcobaleno su un unicorno e saranno per sempre... *ehm* Dicevamo? Ah, sì. George, prima che tu decida la loro sorte, lascia che ti spieghi una cosa... *accarezza la sua copia di Misery*
Suppongo che il punto della mia recensione sia... Martin, che gli Estranei ti portino alla dannazione!
Mi ero ripromessa di non iniziare A dance with dragons finché Martin non avesse annunciato una data di uscita per The winds of winter, ma... beh, la carne è debole. E ho pensato che resistendo avrei rischiato di invecchiare (e di spoilerarmi l'intero libro) prima di cominciare, in ogni caso. Ora spe
... (continue)
Mi ero ripromessa di non iniziare A dance with dragons finché Martin non avesse annunciato una data di uscita per The winds of winter, ma... beh, la carne è debole. E ho pensato che resistendo avrei rischiato di invecchiare (e di spoilerarmi l'intero libro) prima di cominciare, in ogni caso. Ora spero solo di ricordare cosa stesse succedendo dopo praticamente sei anni di attesa (sempre sia lodata la serie televisiva che mi ha rinfrescato la memoria). Barriera e città libere, here I come.
L'autrice ha una buona mano, soprattutto per quanto riguarda il ritmo della narrazione: non ci sono momenti di stallo, e la storia prosegue in modo serrato, mantenendo alta l'attenzione del lettore e invogliando a proseguire. Credo però non abbia saputo gestire al meglio la propria ambientazione (i
... (continue)
L'autrice ha una buona mano, soprattutto per quanto riguarda il ritmo della narrazione: non ci sono momenti di stallo, e la storia prosegue in modo serrato, mantenendo alta l'attenzione del lettore e invogliando a proseguire. Credo però non abbia saputo gestire al meglio la propria ambientazione (i Guardiani sono di una ingenuità che ho trovato non molto credibile, data l'antichità e le connessioni dell'organizzazione, e per il momento ho faticato molto a inquadrare motivazioni e psicologia dei Custodi... questo aspetto potrebbe essere stato lasciato volutamente in sospeso per i libri successivi, ma trattandosi dei principali antagonisti mi sarebbe piaciuto vedere un po' di più di loro). Forse al libro avrebbe giovato anche se l'autrice avesse "osato" maggiormente per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, invece di affidarsi a quelli che sono un po' gli stereotipi del genere: protagonista buona ma insicura che scopre le sue vere potenzialità, amica più esuberante, cattivo super cattivo che ci manca solo che si accarezzi i baffi neri, "love interest" un po' ombroso e misterioso, ecc. L'unico personaggio il cui background mi ha sorpreso realmente è stato Luca, che in generale trovo fra i personaggi più promettenti e che spero di vedere approfondito nei seguiti. In generale, uno urban fantasy piacevole, con alcune pecche a livello stilistico, ma che mi ha lasciato la voglia di scoprire come proseguirà la storia.
La danza dei draghi
***This comment contains spoilers! ***
La recensione copre tutto A Dance with Dragons, dal momento che lo ho letto come volume unico. Se avete la bizzarra abitudine di leggere i libri di una saga in disordine, troverete SPOILER anche per i due volumi precedenti della successione italiana.
Detto ciò,
Tyrion: Tyrion è sempre stato uno d ... (continue)
La recensione copre tutto A Dance with Dragons, dal momento che lo ho letto come volume unico. Se avete la bizzarra abitudine di leggere i libri di una saga in disordine, troverete SPOILER anche per i due volumi precedenti della successione italiana.
Detto ciò,
Tyrion: Tyrion è sempre stato uno dei miei punti di vista preferiti, e ADWD non ha smentito questa predilezione. Trovo molto interessante la strada che Martin ha preso con lui. E' facile tifare per lo "underdog" finché rimane "buono" a dispetto delle avversità, ma per quanto tempo puoi essere chiamato "mostro", senza cedere alla tentazione di diventarlo veramente? Credo che gli sbotti di violenza/sessismo di Tyrion in questo romanzo rispondano a questa domanda, e sono molto curiosa di scoprire che direzione Martin sceglierà di prendere con lui, se una di completa deriva violenta, o se una di redenzione. Ho apprezzato soprattutto la parte finale del suo viaggio, l'esperienza dello schiavismo, la strana amicizia con Penny e la ancora più strana accoppiata con ser Jorah (a proposito, Martin, non puoi continuare a descrivermelo come brutto e poi approvarmi il casting di Iain Glen, ora continuo a figurarmelo come lui e... argh!).
Detto ciò, bisogna dire che si vede che Tyrion è uno dei personaggi preferiti di Martin. Continua a salvarsi per il rotto della cuffia un po' troppe volte e la sua linea di trama tende a dilungarsi un po' troppo. I suoi capitoli avevano sinceramente bisogno di un po' di editing (tutta la parte iniziale del viaggio con Illyrio poteva essere saltata in tronco, per quanto mi riguarda) e il "payoff" finale pare un po' scarso, in rapporto alla mole di pagine dedicate a lui nel libro... probabilmente, sarebbe stato meglio tagliare un po' di parti inutili e arrivare a includere la battaglia di Mereen in questo romanzo (e questo riguarda anche Barristan e Daenerys). So che il "Mereneese knot" è stato difficile da sciogliere già così per Martin, ma rimandare sempre l'azione alla lunga non paga, secondo me. Qualche elemento di trama, ogni tanto, deve risolversi.
E parlando di questo...
Daenerys (e Mereen in generale): stesso problema che con Tyrion. Ciò che Martin ha scelto di scrivere per lei ha senso e anzi è necessario. Non puoi prendere un personaggio estraneo a una determinata cultura, farlo irrompere in tale cultura e fargli imporre nuove regole (con tutto che a muovere il personaggio è una nobile causa come l'eliminazione dello schiavismo) e poi non mostrare tutte le complicazioni che ne derivano. Martin non è affatto uno scrittore ingenuo, e scelte come questa lo dimostrano (e mi portano ad apprezzarlo). Però, credo che dopo un romanzo così imponente, e nel quale questa linea di trama è stata così essenziale, il lettore abbia diritto a un MINIMO di risoluzione. E invece dopo pagine e pagine di "build-up" (anche interessanti, eh... ho trovato piacevoli persino i capitoli di Ser Barristan, cosa che non avrei pensato) tutto è fondamentalmente lasciato in sospeso. Spero che almeno ciò si traduca in un inizio "fra fuoco e fiamme" (letteralmente) del prossimo romanzo. Quando mai uscirà.
Stannis, Melisandre e compagnia: ok, Melisandre si è ufficialmente elevata a uno dei miei punti di vista preferiti. Ero COSI' curiosa di leggere il suo capitolo e non mi ha affatto delusa. Martin è bravissimo a tratteggiare la sua fede e le sue motivazioni, pur trattandosi di un personaggio che chiamare peculiare è dir poco, e per quanto non possa esattamente dire di apprezzarla umanamente, la trovo estremamente affascinante da leggere. Lo stesso non posso dire del povero Ser Davos, che per quanto animato da buonissime intenzioni mi risulta un po' soporifero. Interessanti anche le interazioni fra Stannis, Melisandre e Jon. Ora sono super combattuta se andare a leggere i capitoli già usciti del prossimo romanzo perché la lettera finale a Jon del Bastardo Bolton (non dite in giro che lo ho chiamato così) mi ha lasciato con una maledetta curiosità riguardo a come sia effettivamente andata la battaglia a Grande Inverno.
E a proposito...
Jon: MARTIN TI ODIO.
Ok, sono calma. No, al di là di tutto, non credo sia veramente morto. Mi domando se si sia metamorfizzato in Spettro o se Melisandre lo abbia salvato in qualche modo... certo, con Martin non si può mai essere sicuri e L'ATTESA INFINITA FRA UN LIBRO E L'ALTRO NON E' CHE AIUTI, EH, GEORGE? *sbatte la testa al muro*
Bran: a me spiace, eh, perché Bran è un personaggio super positivo e tutto, ma i suoi capitoli per me sono di una noia mortale.
I Martell: shit is about to go down in Dorne. Detto ciò, i Martell mi intrigano come famiglia, ma in realtà ero molto più interessata ai loro rapporti con Approdo del Re che non alla inutile quest di Quentyn (tutte le volte che si arrivava a un suo capitolo continuavo a ripetermi "Quentyn chi?") e la sua morte non ha avuto grande impatto su di me (mi è spiaciuto molto di più per Oberyn, a suo tempo). Non credo mi mancherà granché, ma mi chiedo che effetto avrà il rifiuto di Daenerys sul gioco di alleanze a Westeros.
I Greyjoy: Asha mi è sempre stata simpatica, se non altro perché è l'unico essere umano decente nella sua famiglia, e i suoi capitoli mi sono risultati piacevoli anche in questo libro. Theon non mi è mai piaciuto granché, ma la sua trasformazione in Reek è stata un pugno nello stomaco anche per me e in generale i suoi capitoli mi hanno preso molto, anche perché trovo i Bolton (più Roose che il figlio) alcuni fra gli antagonisti più interessanti di tutta la saga.
E devo ammettere che la reunion finale dei due fratelli mi ha un pochetto emozionato. Insomma, in questi romanzi non succede mai niente di buono, uno deve aggrapparsi al poco che c'è.
Per quanto riguarda Victarion, posso solo dire: e la palma per il personaggio più irritante di questa saga va a... No, seriamente. Spero che i draghi di Daenerys se lo facciano allo spiedo.
Arya: NO, GRAZIE, MARTIN, NON AVEVO BISOGNO DEL MIO CUORE. *sigh* I capitoli di Arya sono fra quelli più terribili per me da leggere, data la spirale in cui sta precipitando. Le parti in cui ricorda casa, e pensa alla "ragazza che ama le torte al limone" che un tempo aveva conosciuto, mi sono parse terribilmente commoventi (anche perché Sansa non è pervenuta in questo romanzo, e mi è molto mancata). Anche nel suo caso, però, la storia sta avanzando un po' troppo lentamente, a mio parere. Non puoi tenere un personaggio separato troppo a lungo dalla trama principale senza che il lettore perda interesse, e questo è il rischio che Martin sta correndo, secondo me, con questa "deviazione" a Braavos. Dal momento che Arya ha finalmente imparato a "cambiare volto", però, spero che d'ora in poi la sua storia avanzi un po' più velocemente.
Aegon e Griff: uuuh, questa storyline mi intriga e al contempo mi preoccupa. Non mi aspettavo la presenza di un altro Targaryen e un po' mi chiedo se fosse davvero il caso di complicare ulteriormente la trama con uno sviluppo del genere a questo punto della storia (con tutto che tra l'altro Aegon non mi dice granché come personaggio, finora). E poi hanno invaso Tarth, nuuuuu (sarebbe carino vedere almeno una volta Lord Selwyn, prima che venga ucciso brutalmente).
D'altra parte, Griff è un personaggio piuttosto interessante da leggere, soprattutto perché apre una finestra intrigante sul passato dei Targaryen. Ho apprezzato molto tutti i flashback su Raeghar, e spero che finalmente nel prossimo romanzo si venga un po' più a capo dei trascorsi fra Targaryen, Stark e Lannister.
E poi, non si può non provare almeno un po' di simpatia per la persona che ha messo nei guai il malefico Red Ronnet.
Cersei e Approdo del Re: Cersei è il classico personaggio che non apprezzo granché sul piano umano ma di cui ADORO leggere, e mi spiace che il libro contenesse solo due suoi capitoli (anche perché le vicende ad Approdo del Re sono fra quelle che più mi appassionano in questa saga). Non so proprio cosa aspettarmi da lei ora, ma la sua rinnovata umiltà è alquanto sospetta e tutto ciò a cui posso pensare ora è la sua frase nel primo libro "what of my wrath?" Credo che ne vedremo delle belle.
E tra parentesi... KEVAN E PYCELLE UCCISI DA VARYS, AAAAGH! George, ti pare un modo umano di concludere un romanzoooo???
Jaime (e Brienne): ok, ci sono alcuni possibili modi in cui vedo questa vicenda concludersi.
1) Brienne tradirà Jaime per salvare Pod, e vivrà in un perenne senso di colpa.
2) Brienne si sacrificherà per salvare Jaime e Pod, e Jaime vivrà in un perenne senso di colpa.
3) Brienne rivelerà tutto a Jaime sulla strada verso Catelyn e la Fratellanza e insieme scoveranno un modo per salvarsi (per poi probabilmente morire tragicamente poco più tardi)
4) Pod salverà tutti con la sua *magica verga*... ah, no, dite che quello era il telefilm?
5) Verrà fuori che Giuramento è in realtà Portatrice di Luce, che Brienne è Azor Ahai e che Catelyn è Nissa Nissa (in quanto moglie del vecchio proprietario della spada, ovvero Ned), e Brienne attiverà i poteri della spada uccidendo Catelyn e si rivelerà per ciò che è veramente, e lei e Jaime andranno a nord a combattere gli Estranei e quindi marceranno insieme verso l'arcobaleno su un unicorno e saranno per sempre...
*ehm*
Dicevamo?
Ah, sì. George, prima che tu decida la loro sorte, lascia che ti spieghi una cosa... *accarezza la sua copia di Misery*
Suppongo che il punto della mia recensione sia... Martin, che gli Estranei ti portino alla dannazione!
I guerrieri del ghiaccio
Mi ero ripromessa di non iniziare A dance with dragons finché Martin non avesse annunciato una data di uscita per The winds of winter, ma... beh, la carne è debole. E ho pensato che resistendo avrei rischiato di invecchiare (e di spoilerarmi l'intero libro) prima di cominciare, in ogni caso. Ora spe ... (continue)
Mi ero ripromessa di non iniziare A dance with dragons finché Martin non avesse annunciato una data di uscita per The winds of winter, ma... beh, la carne è debole. E ho pensato che resistendo avrei rischiato di invecchiare (e di spoilerarmi l'intero libro) prima di cominciare, in ogni caso. Ora spero solo di ricordare cosa stesse succedendo dopo praticamente sei anni di attesa (sempre sia lodata la serie televisiva che mi ha rinfrescato la memoria). Barriera e città libere, here I come.
Cronache del mondo strambo
Decisamente divertente.
Il cerchio si è chiuso
***This comment contains spoilers! ***
L'autrice ha una buona mano, soprattutto per quanto riguarda il ritmo della narrazione: non ci sono momenti di stallo, e la storia prosegue in modo serrato, mantenendo alta l'attenzione del lettore e invogliando a proseguire.continue)
Credo però non abbia saputo gestire al meglio la propria ambientazione (i ... (
L'autrice ha una buona mano, soprattutto per quanto riguarda il ritmo della narrazione: non ci sono momenti di stallo, e la storia prosegue in modo serrato, mantenendo alta l'attenzione del lettore e invogliando a proseguire.
Credo però non abbia saputo gestire al meglio la propria ambientazione (i Guardiani sono di una ingenuità che ho trovato non molto credibile, data l'antichità e le connessioni dell'organizzazione, e per il momento ho faticato molto a inquadrare motivazioni e psicologia dei Custodi... questo aspetto potrebbe essere stato lasciato volutamente in sospeso per i libri successivi, ma trattandosi dei principali antagonisti mi sarebbe piaciuto vedere un po' di più di loro).
Forse al libro avrebbe giovato anche se l'autrice avesse "osato" maggiormente per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, invece di affidarsi a quelli che sono un po' gli stereotipi del genere: protagonista buona ma insicura che scopre le sue vere potenzialità, amica più esuberante, cattivo super cattivo che ci manca solo che si accarezzi i baffi neri, "love interest" un po' ombroso e misterioso, ecc. L'unico personaggio il cui background mi ha sorpreso realmente è stato Luca, che in generale trovo fra i personaggi più promettenti e che spero di vedere approfondito nei seguiti.
In generale, uno urban fantasy piacevole, con alcune pecche a livello stilistico, ma che mi ha lasciato la voglia di scoprire come proseguirà la storia.
L'indipendenza della signorina Bennet
Io: questo libro = Fantozzi : la corazzata Potëmkin.