Spensieratamente inconcludente. Non sono certa di aver capito dove volesse arrivare l'autrice e, per essere sincera, non sono certa che lo abbia capito del tutto nemmeno lei. Però, il libro scorre via davvero piacevolmente e approfondisce un interessante pout-pourri di figure di lettrici, unite dal
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Spensieratamente inconcludente. Non sono certa di aver capito dove volesse arrivare l'autrice e, per essere sincera, non sono certa che lo abbia capito del tutto nemmeno lei. Però, il libro scorre via davvero piacevolmente e approfondisce un interessante pout-pourri di figure di lettrici, unite dal comune denominatore della bulimia-masturbazione letteraria. Tre stelline e mezzo.
Non è il mio King preferito, per la verità. Ho trovato alcune soluzioni un po' tirate per i capelli, e mi è parso che gli antagonisti non fossero granché appronfonditi. Però ho trovato il ritmo della narrazione incalzante e ho gradito molto il finale. Diciamo tre stelline e mezzo.
Come il primo libro della serie, molto metaletterario, molto divertente, molto Castle. Lo scrittore, chiunque sia, pare aver preso maggiormente confidenza con i personaggi e fare meno affidamento sulla serie (anche se riconoscere i riferimenti è sempre parte del divertimento) e la lettura scorre vi
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Come il primo libro della serie, molto metaletterario, molto divertente, molto Castle. Lo scrittore, chiunque sia, pare aver preso maggiormente confidenza con i personaggi e fare meno affidamento sulla serie (anche se riconoscere i riferimenti è sempre parte del divertimento) e la lettura scorre via che è un piacere. ... E confesso che il fatto che il protagonista maschile, giornalista d'assalto, scriva romanzi rosa con lo pseudonimo di Victoria St. Claire mi ha seriamente tentata ad assegnare al libro cinque stelline.
Yeah, and that's kinda why I loved it. Diciamocelo, se non fossi una fan di Castle forse il libro avrebbe ricevuto una stellina di meno. Il romanzo è indubbiamente piacevole, anche preso di per sé: la trama è avvincente e il giallo è ben costruito (avendo più tempo a disposizione, probabilmente lo
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Yeah, and that's kinda why I loved it. Diciamocelo, se non fossi una fan di Castle forse il libro avrebbe ricevuto una stellina di meno. Il romanzo è indubbiamente piacevole, anche preso di per sé: la trama è avvincente e il giallo è ben costruito (avendo più tempo a disposizione, probabilmente lo avrei terminato in un pomeriggio). Però, è anche vero che l'unico personaggio davvero sviluppato è Nikki Heat (che, tra parentesi, E' un nome da spogliarellista). Per gli altri, ho l'impressione che l'autore (l'autore autore, non il meta-autore) abbia largamente "vissuto di rendita", contando sul fatto che sarebbero stati associati ai personaggi del telefilm. Peraltro, anche se anche nel romanzo la storia è infusa di un piacevole umorismo, devo ammettere di non averlo trovato brillante quanto le puntate migliori della serie. Un buon 30% del godimento del libro per me è derivato dal cogliere i riferimenti ai "veri" (si possono definire tali?) Nikki, Rook e Roach, ghignandomela impunemente sotto i baffi. Ma l'idea del libro in sé (con tanto di "chicca" dell'intervista finale dell'autore e le immancabili raccomandazioni in quarta di copertina degli scrittori compagni di Poker) è così deliziosamente... Castle, che non potevo esimermi dal leggerlo. E lo stesso farò decisamente anche con i romanzi successivi.
L'ispettore Coliandro
Coliandro è così antipatico, ma così antipatico, che alla fine ti risulta quasi simpatico. Bestiale.
Le brave ragazze non leggono romanzi
Spensieratamente inconcludente.continue)
Non sono certa di aver capito dove volesse arrivare l'autrice e, per essere sincera, non sono certa che lo abbia capito del tutto nemmeno lei. Però, il libro scorre via davvero piacevolmente e approfondisce un interessante pout-pourri di figure di lettrici, unite dal ... (
Spensieratamente inconcludente.
Non sono certa di aver capito dove volesse arrivare l'autrice e, per essere sincera, non sono certa che lo abbia capito del tutto nemmeno lei. Però, il libro scorre via davvero piacevolmente e approfondisce un interessante pout-pourri di figure di lettrici, unite dal comune denominatore della bulimia-masturbazione letteraria. Tre stelline e mezzo.
L'uomo in fuga
Non è il mio King preferito, per la verità. Ho trovato alcune soluzioni un po' tirate per i capelli, e mi è parso che gli antagonisti non fossero granché appronfonditi. Però ho trovato il ritmo della narrazione incalzante e ho gradito molto il finale. Diciamo tre stelline e mezzo.
Naked Heat
Come il primo libro della serie, molto metaletterario, molto divertente, molto Castle.continue)
Lo scrittore, chiunque sia, pare aver preso maggiormente confidenza con i personaggi e fare meno affidamento sulla serie (anche se riconoscere i riferimenti è sempre parte del divertimento) e la lettura scorre vi ... (
Come il primo libro della serie, molto metaletterario, molto divertente, molto Castle.
Lo scrittore, chiunque sia, pare aver preso maggiormente confidenza con i personaggi e fare meno affidamento sulla serie (anche se riconoscere i riferimenti è sempre parte del divertimento) e la lettura scorre via che è un piacere.
... E confesso che il fatto che il protagonista maschile, giornalista d'assalto, scriva romanzi rosa con lo pseudonimo di Victoria St. Claire mi ha seriamente tentata ad assegnare al libro cinque stelline.
Heat Wave
Yeah, and that's kinda why I loved it.continue)
Diciamocelo, se non fossi una fan di Castle forse il libro avrebbe ricevuto una stellina di meno. Il romanzo è indubbiamente piacevole, anche preso di per sé: la trama è avvincente e il giallo è ben costruito (avendo più tempo a disposizione, probabilmente lo ... (
Yeah, and that's kinda why I loved it.
Diciamocelo, se non fossi una fan di Castle forse il libro avrebbe ricevuto una stellina di meno. Il romanzo è indubbiamente piacevole, anche preso di per sé: la trama è avvincente e il giallo è ben costruito (avendo più tempo a disposizione, probabilmente lo avrei terminato in un pomeriggio). Però, è anche vero che l'unico personaggio davvero sviluppato è Nikki Heat (che, tra parentesi, E' un nome da spogliarellista). Per gli altri, ho l'impressione che l'autore (l'autore autore, non il meta-autore) abbia largamente "vissuto di rendita", contando sul fatto che sarebbero stati associati ai personaggi del telefilm. Peraltro, anche se anche nel romanzo la storia è infusa di un piacevole umorismo, devo ammettere di non averlo trovato brillante quanto le puntate migliori della serie. Un buon 30% del godimento del libro per me è derivato dal cogliere i riferimenti ai "veri" (si possono definire tali?) Nikki, Rook e Roach, ghignandomela impunemente sotto i baffi.
Ma l'idea del libro in sé (con tanto di "chicca" dell'intervista finale dell'autore e le immancabili raccomandazioni in quarta di copertina degli scrittori compagni di Poker) è così deliziosamente... Castle, che non potevo esimermi dal leggerlo. E lo stesso farò decisamente anche con i romanzi successivi.