Durante una manifestazione vengono uccisi due manifestanti: un invalido di guerra e un bambino di otto anni. I responsabili sono membri della "Frontkämpfer-Organisation" (organizzazione dei combattenti di prima linea). Vengono assolti, il duplice delitto rubricato come legittima difesa, la destra pl
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Durante una manifestazione vengono uccisi due manifestanti: un invalido di guerra e un bambino di otto anni. I responsabili sono membri della "Frontkämpfer-Organisation" (organizzazione dei combattenti di prima linea). Vengono assolti, il duplice delitto rubricato come legittima difesa, la destra plaude. Il popolo, indignato, si riunisce in una manifestazione spontanea Vienna il 15 luglio 1927. I socialdemocratici si rifiutano di dare direttive sul da farsi. È una manifestazione di massa del tutto spontanea. La massa distrugge la redazione di due giornali di destra. E, soprattutto, appicca il fuoco al Palazzo di Giustizia. La polizia reagisce. Spara ad altezza d'uomo. Ci saranno 90 morti e circa 1000 feriti.
Questa è storia.
Questo giorno viene considerato come il precursore della Anschluss, l'annessione dell'Austria alla Germania nazista.
Da questo fatto diversi autori austriaci hanno preso spunto per iloro romanzi, articoli, testi teatrali. Primo fra tutti, Elias Canetti con Auto da fé. Poi, Heimito von Doderer, con I demoni; Karl Kraus coi suoi articoli infuocati sulla Fackel; ma anche alcuni autori minori come Rudolf Henz e Roderich Müller-Guttenbrunn.
Gerald Stieg analizza la storia e la politica del giorno. Per buona parte del libro, diciamo una buona metà. Poi, si dedica ad analizzare i romanzi, gli articoli e le opere teatrali degli autori in questione. E lo fa, come suo solito, molto bene, in maniera approfondita e con una scrittura interessante.
Il titolo, Frucht des Feuers, è preso pari pari dall'ultima parte del secondo volume dell'autobiografia di Canetti, dove l'autore parla per l'appunto di questa esperienza, che scatenerà in lui l'interesse per la massa. Perché Canetti prese parte alla manifestazione. (Il libro è Die Fackel im Ohr, tradotto proprio come Il frutto del fuoco in italiano).
È un peccato che il libro di Gerald Stieg sia solo in tedesco, ma d'altronde non so se a un non austriaco potrebbe interessare molto...
[...] Perché (mi) piace la letteratura distopica? Perché mostra quello che potrebbe essere se non facciamo attenzione. Perché inseguire degli ideali è bello e nobile, volerli realizzare costi quel che costi è folle. Perché la felicità imposta è dittatura e non può essere vera felicità. Perché i
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[...] Perché (mi) piace la letteratura distopica? Perché mostra quello che potrebbe essere se non facciamo attenzione. Perché inseguire degli ideali è bello e nobile, volerli realizzare costi quel che costi è folle. Perché la felicità imposta è dittatura e non può essere vera felicità. Perché il passo dalla felicità di Stato alla lobotomia è breve, troppo breve. Perché «le lacrime sono necessarie». Perché reclamo il diritto di essere infelice. Per gli stessi motivi questo libro va letto.
Frucht des Feuers
Durante una manifestazione vengono uccisi due manifestanti: un invalido di guerra e un bambino di otto anni. I responsabili sono membri della "Frontkämpfer-Organisation" (organizzazione dei combattenti di prima linea). Vengono assolti, il duplice delitto rubricato come legittima difesa, la destra pl ... (continue)
Durante una manifestazione vengono uccisi due manifestanti: un invalido di guerra e un bambino di otto anni. I responsabili sono membri della "Frontkämpfer-Organisation" (organizzazione dei combattenti di prima linea). Vengono assolti, il duplice delitto rubricato come legittima difesa, la destra plaude.
Il popolo, indignato, si riunisce in una manifestazione spontanea Vienna il 15 luglio 1927. I socialdemocratici si rifiutano di dare direttive sul da farsi. È una manifestazione di massa del tutto spontanea.
La massa distrugge la redazione di due giornali di destra. E, soprattutto, appicca il fuoco al Palazzo di Giustizia. La polizia reagisce. Spara ad altezza d'uomo. Ci saranno 90 morti e circa 1000 feriti.
Questa è storia.
Questo giorno viene considerato come il precursore della Anschluss, l'annessione dell'Austria alla Germania nazista.
Da questo fatto diversi autori austriaci hanno preso spunto per iloro romanzi, articoli, testi teatrali. Primo fra tutti, Elias Canetti con Auto da fé. Poi, Heimito von Doderer, con I demoni; Karl Kraus coi suoi articoli infuocati sulla Fackel; ma anche alcuni autori minori come Rudolf Henz e Roderich Müller-Guttenbrunn.
Gerald Stieg analizza la storia e la politica del giorno. Per buona parte del libro, diciamo una buona metà. Poi, si dedica ad analizzare i romanzi, gli articoli e le opere teatrali degli autori in questione. E lo fa, come suo solito, molto bene, in maniera approfondita e con una scrittura interessante.
Il titolo, Frucht des Feuers, è preso pari pari dall'ultima parte del secondo volume dell'autobiografia di Canetti, dove l'autore parla per l'appunto di questa esperienza, che scatenerà in lui l'interesse per la massa. Perché Canetti prese parte alla manifestazione. (Il libro è Die Fackel im Ohr, tradotto proprio come Il frutto del fuoco in italiano).
È un peccato che il libro di Gerald Stieg sia solo in tedesco, ma d'altronde non so se a un non austriaco potrebbe interessare molto...
Le figlie del fuoco
http://sonnenbarke.splinder.com/post/6639695/Le+figlie+…
La lingua salvata
Canetti è il mio "idolo". Ma questo libro è bello anche per chi non lo conosce. Infanzia decisamente interessante.
Ossi di seppia
Montale non mi fa impazzire, non so che farci...
Il mondo nuovo - Ritorno al mondo nuovo
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Perché (mi) piace la letteratura distopica? Perché mostra quello che potrebbe essere se non facciamo attenzione. Perché inseguire degli ideali è bello e nobile, volerli realizzare costi quel che costi è folle. Perché la felicità imposta è dittatura e non può essere vera felicità. Perché i ... (
[...]
Perché (mi) piace la letteratura distopica? Perché mostra quello che potrebbe essere se non facciamo attenzione. Perché inseguire degli ideali è bello e nobile, volerli realizzare costi quel che costi è folle. Perché la felicità imposta è dittatura e non può essere vera felicità. Perché il passo dalla felicità di Stato alla lobotomia è breve, troppo breve. Perché «le lacrime sono necessarie». Perché reclamo il diritto di essere infelice.
Per gli stessi motivi questo libro va letto.
Su: http://sonnenbarke.splinder.com/post/7619319/Il+mondo+n…