Claustrofobico. In modo imbarazzante. Rivoglio la mia quota di sereno spaesamento psicodiagnostico e psicoterapeutico. In cui serenamente avventurarmi affidandomi, altrettanto serenamente, all'unicità della persona che mi chiede di accompagnarla. E all'unicità dei paesaggi - a volte sorprendentement
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Claustrofobico. In modo imbarazzante. Rivoglio la mia quota di sereno spaesamento psicodiagnostico e psicoterapeutico. In cui serenamente avventurarmi affidandomi, altrettanto serenamente, all'unicità della persona che mi chiede di accompagnarla. E all'unicità dei paesaggi - a volte sorprendentemente belli - in cui ci impigliamo e da cui poi ripartiamo, di smarrimento in smarrimento.
Le opere di Weil come istigazione all'isolamento definitivo del pensiero
ovvero: chi/che altro desiderare? Ma soprattutto: perché? Non va bene. Lo so. Non lo sapessi. Illeggibile, venerata Simone.
"Io sono tutto. Ma questo io è Dio. E non è un io. Il male produce la distinzione, impedisce che Dio sia equivalente a tutto".
"Dio esiste; Dio non esiste. Dov'è il problema
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ovvero: chi/che altro desiderare? Ma soprattutto: perché? Non va bene. Lo so. Non lo sapessi. Illeggibile, venerata Simone.
"Io sono tutto. Ma questo io è Dio. E non è un io. Il male produce la distinzione, impedisce che Dio sia equivalente a tutto".
"Dio esiste; Dio non esiste. Dov'è il problema? Nessuna incertezza. Io sono del tutto sicura che vi è un Dio, nel senso che sono del tutto sicura che il mio amore non è illusorio. Io sono del tutto sicura che non vi è Dio, nel senso che sono del tutto sicura che nulla di reale somiglia a ciò che posso concepire quando pronuncio questo nome, perché non posso concepire Dio. Ma ciò che non posso concepire non è un'illusione - Quest'impossibilità mi è data più immediatamente del sentimento della mia stessa esistenza".
Ho seri problemi di fronte a fantasie fervide e dettagliate a matrice e/o a connotazione misogina, violenta, omofobica. Soprattutto quando queste diventano un libro. Ancor di più se il libro attira plausi e premi. Problematica e serena mi congedo dunque, in modo definitivo, da Kōbō Abe. Ah, notevole
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Ho seri problemi di fronte a fantasie fervide e dettagliate a matrice e/o a connotazione misogina, violenta, omofobica. Soprattutto quando queste diventano un libro. Ancor di più se il libro attira plausi e premi. Problematica e serena mi congedo dunque, in modo definitivo, da Kōbō Abe. Ah, notevole l'idea dei cumuli di tempo addosso. Nella forma di istanti diametro 1/8 mm (e non solo di quelli). E il sottovivere. Splendido. Problematica, serena e dissociata mi congedo, in modo definitivo, da Kōbō Abe.
"C'è nella vita una specie di isterismo di fine primavera".
La gloriosa incoerenza che è per quest'uomo lo scrivere rende il leggerlo un'esperienza eccessiva. In senso letterale, non letterario. Il problema è poi riconfinarsi.
A che gioco giochiamo?
Claustrofobico. In modo imbarazzante. Rivoglio la mia quota di sereno spaesamento psicodiagnostico e psicoterapeutico. In cui serenamente avventurarmi affidandomi, altrettanto serenamente, all'unicità della persona che mi chiede di accompagnarla. E all'unicità dei paesaggi - a volte sorprendentement ... (continue)
Claustrofobico. In modo imbarazzante. Rivoglio la mia quota di sereno spaesamento psicodiagnostico e psicoterapeutico. In cui serenamente avventurarmi affidandomi, altrettanto serenamente, all'unicità della persona che mi chiede di accompagnarla. E all'unicità dei paesaggi - a volte sorprendentemente belli - in cui ci impigliamo e da cui poi ripartiamo, di smarrimento in smarrimento.
Quaderni I
ovvero: chi/che altro desiderare? Ma soprattutto: perché?
Non va bene. Lo so. Non lo sapessi.
Illeggibile, venerata Simone.
"Io sono tutto. Ma questo io è Dio. E non è un io. Il male produce la distinzione, impedisce che Dio sia equivalente a tutto".
"Dio esiste; Dio non esiste. Dov'è il problema ... (continue)
ovvero: chi/che altro desiderare? Ma soprattutto: perché?
Non va bene. Lo so. Non lo sapessi.
Illeggibile, venerata Simone.
"Io sono tutto. Ma questo io è Dio. E non è un io. Il male produce la distinzione, impedisce che Dio sia equivalente a tutto".
"Dio esiste; Dio non esiste. Dov'è il problema? Nessuna incertezza. Io sono del tutto sicura che vi è un Dio, nel senso che sono del tutto sicura che il mio amore non è illusorio. Io sono del tutto sicura che non vi è Dio, nel senso che sono del tutto sicura che nulla di reale somiglia a ciò che posso concepire quando pronuncio questo nome, perché non posso concepire Dio. Ma ciò che non posso concepire non è un'illusione - Quest'impossibilità mi è data più immediatamente del sentimento della mia stessa esistenza".
Infinite Jest
sono già a pagina 97 di 1281. rallento.
La donna di sabbia
Ho seri problemi di fronte a fantasie fervide e dettagliate a matrice e/o a connotazione misogina, violenta, omofobica. Soprattutto quando queste diventano un libro. Ancor di più se il libro attira plausi e premi. Problematica e serena mi congedo dunque, in modo definitivo, da Kōbō Abe.continue)
Ah, notevole ... (
Ho seri problemi di fronte a fantasie fervide e dettagliate a matrice e/o a connotazione misogina, violenta, omofobica. Soprattutto quando queste diventano un libro. Ancor di più se il libro attira plausi e premi. Problematica e serena mi congedo dunque, in modo definitivo, da Kōbō Abe.
Ah, notevole l'idea dei cumuli di tempo addosso. Nella forma di istanti diametro 1/8 mm (e non solo di quelli). E il sottovivere. Splendido.
Problematica, serena e dissociata mi congedo, in modo definitivo, da Kōbō Abe.
Lacrime e santi
La gloriosa incoerenza che è per quest'uomo lo scrivere rende il leggerlo un'esperienza eccessiva. In senso letterale, non letterario. Il problema è poi riconfinarsi.