Ci sono rimasta un po' male, devo ammetterlo: volevo divertirmi di più, e volevo una zia più vera e più icona. Ancora di più, intendo. Questa Mame a me rimane un po' oscura, non riesco a visualizzarla bene, non potrei disegnarla né riconoscerla per strada. Ero pronta a conoscere la compagna di colaz
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Ci sono rimasta un po' male, devo ammetterlo: volevo divertirmi di più, e volevo una zia più vera e più icona. Ancora di più, intendo. Questa Mame a me rimane un po' oscura, non riesco a visualizzarla bene, non potrei disegnarla né riconoscerla per strada. Ero pronta a conoscere la compagna di colazioni di Audrey, e invece niente. La storia è spesso esagerata e a volte ripetitiva; le situazioni, disastri forzati, non aiutano a descrivere il personaggio: sembrano messe insieme per raggiungere lo scopo, artificiale, di creare una simpatica macchietta. Ci speravo, ma non mi ha convinto. La postfazione del curatore è invece una piacevole lettura di curiosità sull'autore.
Romanzo godibilissimo. Giallo ambientato nella Atene del quarto secolo prima di Cristo che, mi dicono fonti accreditate, non presenta una crepa dal punto di vista della attendibilità storica. Per me che di antica Grecia non so niente, è stato fonte di interessantissime note culturali. In più, n
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Romanzo godibilissimo. Giallo ambientato nella Atene del quarto secolo prima di Cristo che, mi dicono fonti accreditate, non presenta una crepa dal punto di vista della attendibilità storica. Per me che di antica Grecia non so niente, è stato fonte di interessantissime note culturali. In più, non c'è un attimo di noia, grazie alla pregevole capacità della Doody nel costruire la struttura narrativa. Leggete, gente, e godetene!
Nota. Postfazione a questa edizione: assolutamente inutile. Commento a fine libro: utile per inquadrare un po' autrice e pensieri filosofici correlati. Si può leggere.
Malgrado qualche scelta lessicale via via mi lasciasse un po' perplessa nella lettura, ho divorato questo romanzo con grandissimo piacere. Non ho amato nessuno dei personaggi raccontati, ma ho voluto farlo. Nella notte ho letto l'ultima pagina con un brivido e questa mattina sentivo già la mancanza
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Malgrado qualche scelta lessicale via via mi lasciasse un po' perplessa nella lettura, ho divorato questo romanzo con grandissimo piacere. Non ho amato nessuno dei personaggi raccontati, ma ho voluto farlo. Nella notte ho letto l'ultima pagina con un brivido e questa mattina sentivo già la mancanza del pessimo William. Sembravano persone vere ed erano, come quelle, molto imperfette. Se il mondo non fosse così ricco di libri imperdibili, ricomincerei questo da capo, subito.
Un bel saggio sulla donna giapponese scritto da una donna italiana. Antonietta Pastore utilizza un modo di scrivere lineare e scorrevole, e una struttura che sfrutta storie vere di donne che ha incontrato e conosciuto. Le storie corrono veloci facendo accelerare la lettura; in poche pagine percorron
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Un bel saggio sulla donna giapponese scritto da una donna italiana. Antonietta Pastore utilizza un modo di scrivere lineare e scorrevole, e una struttura che sfrutta storie vere di donne che ha incontrato e conosciuto. Le storie corrono veloci facendo accelerare la lettura; in poche pagine percorrono decenni e soddisfano molto in fretta la curiosità pettegola del lettore. Il libro risulta in questo modo semplice e concreto, dando credito alla regola secondo cui il miglior modo per spiegare sia "far vedere".
Otto racconti su cui non mi sento di esprimere un'opinione netta, se presi singolarmente. Il primo è scritto con lo stesso tono stupido dei manga, un altro, La stanza, non ho capito se è un racconto compiuto in sé o se è l'inizio di un romanzo. Nel primo caso, non ho proprio capito cosa volesse sign
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Otto racconti su cui non mi sento di esprimere un'opinione netta, se presi singolarmente. Il primo è scritto con lo stesso tono stupido dei manga, un altro, La stanza, non ho capito se è un racconto compiuto in sé o se è l'inizio di un romanzo. Nel primo caso, non ho proprio capito cosa volesse significare. Tutti gli altri racconti hanno qualcosa che mi è piaciuto molto. Sono sistemati in ordine crescente di età della protagonista, e accennano -tutti- a modi di pensare e di approcciarsi alla vita per me incomprensibili, ai limiti dell'inaccettabile. Forse è questo lo scopo della raccolta. In ogni caso, anche se nessun giudizio definitivo può essere dato leggendo un solo racconto per autrice, ho trovato questa piccola raccolta una bella lettura. Il tema mi interessava, e questo era solo un inizio.
Zia Mame
Ci sono rimasta un po' male, devo ammetterlo: volevo divertirmi di più, e volevo una zia più vera e più icona. Ancora di più, intendo. Questa Mame a me rimane un po' oscura, non riesco a visualizzarla bene, non potrei disegnarla né riconoscerla per strada. Ero pronta a conoscere la compagna di colaz ... (continue)
Ci sono rimasta un po' male, devo ammetterlo: volevo divertirmi di più, e volevo una zia più vera e più icona. Ancora di più, intendo. Questa Mame a me rimane un po' oscura, non riesco a visualizzarla bene, non potrei disegnarla né riconoscerla per strada. Ero pronta a conoscere la compagna di colazioni di Audrey, e invece niente.
La storia è spesso esagerata e a volte ripetitiva; le situazioni, disastri forzati, non aiutano a descrivere il personaggio: sembrano messe insieme per raggiungere lo scopo, artificiale, di creare una simpatica macchietta.
Ci speravo, ma non mi ha convinto.
La postfazione del curatore è invece una piacevole lettura di curiosità sull'autore.
Aristotele detective
Romanzo godibilissimo.continue)
Giallo ambientato nella Atene del quarto secolo prima di Cristo che, mi dicono fonti accreditate, non presenta una crepa dal punto di vista della attendibilità storica. Per me che di antica Grecia non so niente, è stato fonte di interessantissime note culturali. In più, n ... (
Romanzo godibilissimo.
Giallo ambientato nella Atene del quarto secolo prima di Cristo che, mi dicono fonti accreditate, non presenta una crepa dal punto di vista della attendibilità storica. Per me che di antica Grecia non so niente, è stato fonte di interessantissime note culturali. In più, non c'è un attimo di noia, grazie alla pregevole capacità della Doody nel costruire la struttura narrativa.
Leggete, gente, e godetene!
Nota.
Postfazione a questa edizione: assolutamente inutile.
Commento a fine libro: utile per inquadrare un po' autrice e pensieri filosofici correlati. Si può leggere.
Il petalo cremisi e il bianco
Malgrado qualche scelta lessicale via via mi lasciasse un po' perplessa nella lettura, ho divorato questo romanzo con grandissimo piacere. Non ho amato nessuno dei personaggi raccontati, ma ho voluto farlo. Nella notte ho letto l'ultima pagina con un brivido e questa mattina sentivo già la mancanza ... (continue)
Malgrado qualche scelta lessicale via via mi lasciasse un po' perplessa nella lettura, ho divorato questo romanzo con grandissimo piacere. Non ho amato nessuno dei personaggi raccontati, ma ho voluto farlo. Nella notte ho letto l'ultima pagina con un brivido e questa mattina sentivo già la mancanza del pessimo William. Sembravano persone vere ed erano, come quelle, molto imperfette.
Se il mondo non fosse così ricco di libri imperdibili, ricomincerei questo da capo, subito.
Nel Giappone delle donne
Un bel saggio sulla donna giapponese scritto da una donna italiana.continue)
Antonietta Pastore utilizza un modo di scrivere lineare e scorrevole, e una struttura che sfrutta storie vere di donne che ha incontrato e conosciuto. Le storie corrono veloci facendo accelerare la lettura; in poche pagine percorron ... (
Un bel saggio sulla donna giapponese scritto da una donna italiana.
Antonietta Pastore utilizza un modo di scrivere lineare e scorrevole, e una struttura che sfrutta storie vere di donne che ha incontrato e conosciuto. Le storie corrono veloci facendo accelerare la lettura; in poche pagine percorrono decenni e soddisfano molto in fretta la curiosità pettegola del lettore.
Il libro risulta in questo modo semplice e concreto, dando credito alla regola secondo cui il miglior modo per spiegare sia "far vedere".
No geisha
Otto racconti su cui non mi sento di esprimere un'opinione netta, se presi singolarmente. Il primo è scritto con lo stesso tono stupido dei manga, un altro, La stanza, non ho capito se è un racconto compiuto in sé o se è l'inizio di un romanzo. Nel primo caso, non ho proprio capito cosa volesse sign ... (continue)
Otto racconti su cui non mi sento di esprimere un'opinione netta, se presi singolarmente. Il primo è scritto con lo stesso tono stupido dei manga, un altro, La stanza, non ho capito se è un racconto compiuto in sé o se è l'inizio di un romanzo. Nel primo caso, non ho proprio capito cosa volesse significare. Tutti gli altri racconti hanno qualcosa che mi è piaciuto molto.
Sono sistemati in ordine crescente di età della protagonista, e accennano -tutti- a modi di pensare e di approcciarsi alla vita per me incomprensibili, ai limiti dell'inaccettabile. Forse è questo lo scopo della raccolta.
In ogni caso, anche se nessun giudizio definitivo può essere dato leggendo un solo racconto per autrice, ho trovato questa piccola raccolta una bella lettura. Il tema mi interessava, e questo era solo un inizio.