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- Il terrazzino dei gerani timidi (600)
- By Anna Marchesini
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- La colazione dei campioni (937)
- ovvero: Addio, triste Lunedì!
- By Kurt Vonnegut
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- Venerdì o il limbo del Pacifico (223)
- By Michel Tournier
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Venerdì o il limbo del Pacifico




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Che gioia, trovare quello che è uno dei romanzi preferiti in assoluto, quando ormai avevo smesso di cercarlo! Fa passare anche l'imbarazzo per l'esclamazione di giubilo scappata in libreria nel momento in cui l'ho visto..
Finalmente un'edizione degna del capolavoro in questione. Non vedo l'ora di ri ... (continue) - — Jul 16, 2010 | Add your feedback
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- Tutto quello che so l'ho imparato dal mio gatto (120)
- 137 pillole di saggezza felina
- By Suzy Becker
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- Trulla in volo
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- Trulla in volo (1)
- By Nadia Pazzaglia
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e riletto..
e riletto ancora..
Il mio libro preferito di quand'ero piccina ^_^ - — Sep 10, 2009 | Add your feedback
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- Comica finale (243)
- Ovvero non più soli
- By Kurt Vonnegut
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- La morte della Pizia (2017)
- By Friedrich Dürrenmatt
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- Viaggio al termine della notte (6260)
- By Louis-Ferdinand Céline
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Viaggio al termine della notte
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Un'emozione continua. Cinquecentocinquanta pagine e passa che pigramente ho un po' temuto, e che alla fine avrei desiderato invece fossero molte di più. Un viaggio di vita verso la morte, attraverso le vite degli altri che "bisognerà pure che muoiano tutti un giorno anche loro". Non mi capita spesso ... (continue)
- — May 5, 2009 | Add your feedback
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- Il libro esplosivo (35)
- By Peter Newell
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GENIALE.
- — Nov 14, 2008 | Add your feedback
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- Dove perse la risata Luna? (7)
- By Miriam Sánchez
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- Il libro dei coniglietti suicidi (1728)
- By Andy Riley
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- L'importanza di chiamarsi Ernesto (5086)
- By Oscar Wilde
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- Le streghe (5011)
- By Roald Dahl
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- Seicento punti neri (89)
- Libro popup
- By David A. Carter
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- Munch (150)
- By Eva Di Stefano
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Il terrazzino dei gerani timidi
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L'avevo visto in libreria, ed era immediatamente entrato nella lista dei desideri nella mia testa. Poi un'amica me l'ha fortemente consigliato, così ha fatto diversi balzi in avanti nella lista. Preso, letto. Nel mezzo, c'è scappato il tempo di leggere qualche recensione di lettori e, pur non trovan ... (continue)
L'avevo visto in libreria, ed era immediatamente entrato nella lista dei desideri nella mia testa. Poi un'amica me l'ha fortemente consigliato, così ha fatto diversi balzi in avanti nella lista. Preso, letto. Nel mezzo, c'è scappato il tempo di leggere qualche recensione di lettori e, pur non trovandone molte del tutto negative, quasi tutte comunque non erano nemmeno troppo entusiaste. Sempre un certo tono di delusione, sempre una critica relativa alla presunta "pesantezza", di stile e di contenuto.
Già alle prime pagine, morivo dalla voglia di dire la mia, ho fatto uno sforzo a trattenermi, ad aspettare di finirlo.
Ora. Sarà che sono orvietana anch'io. Sarà che, da orvietana, non mi capita tutti i giorni di trovare un romanzo che parli delle vie in cui sono cresciuta, dei luoghi, dei suoni, delle luci, delle persone. Del dialetto, anche. Sarà che stimo moltissimo la Marchesini, che la trovo divina, irresistibile, troppo brava. Ma insomma, io le do 5 stelline, tiè!
Non mi sembra giusto dire che non è la Marchesini che ti aspetti. E' una donna di grande cultura e preparazione. Francamente non mi aspettavo che scrivesse diversamente (e del resto da nessuna parte sta scritto che si tratti di una lettura divertente e spensierata). E poi mi sono ritrovata molto, moltissimo. Nei silenzi, nelle paure, nel senso di inadeguatezza, nella solitudine. Forse è vero che molti dei temi di queste pagine non calzano granché ad una bambina, c'è una visione d'insieme, una consapevolezza, una profondità che non hanno niente a che vedere con l'infanzia. Ma, alla fine, a riportare quelle vicende e quei momenti non è una bambina, è una bambina diventata adulta, è una donna ormai quasi sessantenne che rivive la sua fanciullezza, la scandaglia, la analizza, e ne scrive, realizzando così il suo sogno di allora, scrivere un libro appunto.
E non è vero che è triste. C'è tanta vita, e c'è la gioia che si rivela anche nel silenzio e nella solitudine, solo un po' più intima di come la si racconta di solito. Una faccenda molto più privata, da godere con se stessi, da tenere al riparo dietro ai gerani. Succede quando si smette di essere bambini ma non si è ancora grandi, di dover vivere un miscuglio di emozioni senza poterle condividere o manifestare (forse qualcuno non se lo ricorda, o è stato "più fortunato").
E poi lo stile. Una scrittura ricca, sofisticata, ma allo stesso tempo simile ad una voce, che si riconosce come quella della monologhista, che tanto ama il suo teatro e non lo lascia mai del tutto. E la comicità che si porta dietro, bagaglio della sua carriera, del suo modo di vedere e ritrarre specialmente le esistenze altrui, che trova sfogo in episodi esilaranti, teatrali davvero.
Per quanto mi riguarda, è promosso a pieni voti. Mi è entrato nel cuore.
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