A cosa servono gli amori infelici. Il titolo d'un manuale d'istruzioni. Sono qui in un letto d'ospedale, non ho doveri, non ho urgenze, devo solo tenermi impegnato nella mia condizione di degenza, dove il tempo assume delle curve proprie, simili alle traiettorie disegnate dal pulviscolo alla luce de
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A cosa servono gli amori infelici. Il titolo d'un manuale d'istruzioni. Sono qui in un letto d'ospedale, non ho doveri, non ho urgenze, devo solo tenermi impegnato nella mia condizione di degenza, dove il tempo assume delle curve proprie, simili alle traiettorie disegnate dal pulviscolo alla luce del sole. In questo limbo asettico da corsia prendo appunti, senza uno scopo. Strato dopo strato, faccio l'analisi logica alla realtà su questi fogli di carta rimediati, che sembrano quelli di brutta delle scuole. Trovo il modo di rispondere, anche a chi non mi ha mai chiesto niente. Anche a me stesso. Anche a Gesù, che non so se esiste e non me ne è mai importato più di tanto. L'amore. L'amore io l'ho sempre subìto, sono stato il suo giocattolo per anni. L'oggetto del desiderio, mi muovevo su una scena forzata, preparata per me senza che lo sospettassi. Continua su http://insaturnia.blogspot.com/2011/11/cosa-servono-gli…
Bisogna superare l'imbarazzo iniziale, davanti a un titolo così; quell'imbarazzo un po' snobista che ti fa pensare “io i gialli non li leggo, specialmente quelli che mi dicono già nel titolo che c'è in ballo un assassino”. Proprio qui vi dovete fermare: L'uomo con la faccia da assassino in un primo
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Bisogna superare l'imbarazzo iniziale, davanti a un titolo così; quell'imbarazzo un po' snobista che ti fa pensare “io i gialli non li leggo, specialmente quelli che mi dicono già nel titolo che c'è in ballo un assassino”. Proprio qui vi dovete fermare: L'uomo con la faccia da assassino in un primo momento trae in inganno, ma se ci pensate bene fa riflettere. Si parla di un uomo che ha le sembianze di un carnefice: dunque non necessariamente lo è. Continua su Finzioni Magazine: http://www.finzionimagazine.it/libri/brioches/matti-ronka-l%E2%80%99uomo-con-la-faccia-da-assassino/
Questa volta Björn Larsson, l'autore della vera storia del pirata più famoso del mondo, ha deciso di approdare nella propria città per raccontarci una storia anomala, dettata da qualche bicchiere di vino bianco e da una chiaccierata con la sua editrice francese, che l'ha sfidato a scrivere un giallo
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Questa volta Björn Larsson, l'autore della vera storia del pirata più famoso del mondo, ha deciso di approdare nella propria città per raccontarci una storia anomala, dettata da qualche bicchiere di vino bianco e da una chiaccierata con la sua editrice francese, che l'ha sfidato a scrivere un giallo. Larsson accetta la provocazione, ma decide di prendersi gioco dell'editrice e dei lettori, architettando un libro che vuole essere un finto giallo, ma che giallo lo è per davvero: il titolo, I poeti morti non scrivono gialli. Una specie di giallo, contribuisce non poco a confonderci. Dunque lo scrittore svedese si mette al lavoro, e comincia a guardarsi intorno, alla ricerca di qualcuno da far fuori; sì perchè, nello schema del giallo, qualcuno deve pur morire. Ma Björn fa l'originale, e vuole uccidere qualcuno che non è mai stato ucciso prima: così, offrendogli un bicciere di champagne per poi pugnalarlo con una penna Aurora, ammazza Jan Y. Nillson, un poeta. Continua su Finzioni Magazine: http://www.finzionimagazine.it/libri/brioches/bjorn-larsson-i-poeti-morti-non-scrivono-gialli/
Come la prendereste se qualcuno vi ospitasse in casa propria, sistemandovi a dormire per una settimana nella sua polverosa soffitta? E' successo a Daniele, ragazzo diciannovenne di provincia, che un giorno si presenta a casa di Tiziano, maturo conoscente e compagno di chiacchiere da bar. Negli anni
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Come la prendereste se qualcuno vi ospitasse in casa propria, sistemandovi a dormire per una settimana nella sua polverosa soffitta? E' successo a Daniele, ragazzo diciannovenne di provincia, che un giorno si presenta a casa di Tiziano, maturo conoscente e compagno di chiacchiere da bar. Negli anni Sessanta, per essere precisi, quando il bar, quello senza vodka e ombrellini per i cocktails, era un'istituzione.
Fine Ottocento, l'Islanda si trova ancora sotto la dominazione della corona danese.
Gente indipendente è un libro che si fatica a leggere da pendolare, su un treno stipato di corpi e voci, ed è un libro che è difficile leggere tenendo le cuffie e la musica alta per non sentire le voci intorno a te
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Fine Ottocento, l'Islanda si trova ancora sotto la dominazione della corona danese.
Gente indipendente è un libro che si fatica a leggere da pendolare, su un treno stipato di corpi e voci, ed è un libro che è difficile leggere tenendo le cuffie e la musica alta per non sentire le voci intorno a te. E' un libro che ti rende un po' misantropo, ma non capisci bene se l'odio lo provi nei confronti del genere umano come gregge o nel singolo uomo che tenta cocciutamente di tirarsi fuori dall'ovile e diventare pastore, stando in piedi sulle zampe posteriori. La tua coscienza si risveglia, aprendo le palpebre pesanti come le mattine d'inverno nell'isola del ghiaccio e del fuoco, l'Islanda...http://insaturnia.blogspot.com/2011/10/gente-indipendente-i-elogio-amaro.html
A cosa servono gli amori infelici
A cosa servono gli amori infelici. Il titolo d'un manuale d'istruzioni. Sono qui in un letto d'ospedale, non ho doveri, non ho urgenze, devo solo tenermi impegnato nella mia condizione di degenza, dove il tempo assume delle curve proprie, simili alle traiettorie disegnate dal pulviscolo alla luce de ... (continue)
A cosa servono gli amori infelici. Il titolo d'un manuale d'istruzioni. Sono qui in un letto d'ospedale, non ho doveri, non ho urgenze, devo solo tenermi impegnato nella mia condizione di degenza, dove il tempo assume delle curve proprie, simili alle traiettorie disegnate dal pulviscolo alla luce del sole.
In questo limbo asettico da corsia prendo appunti, senza uno scopo. Strato dopo strato, faccio l'analisi logica alla realtà su questi fogli di carta rimediati, che sembrano quelli di brutta delle scuole. Trovo il modo di rispondere, anche a chi non mi ha mai chiesto niente. Anche a me stesso. Anche a Gesù, che non so se esiste e non me ne è mai importato più di tanto. L'amore. L'amore io l'ho sempre subìto, sono stato il suo giocattolo per anni. L'oggetto del desiderio, mi muovevo su una scena forzata, preparata per me senza che lo sospettassi. Continua su http://insaturnia.blogspot.com/2011/11/cosa-servono-gli…
L'uomo con la faccia da assassino
Bisogna superare l'imbarazzo iniziale, davanti a un titolo così; quell'imbarazzo un po' snobista che ti fa pensare “io i gialli non li leggo, specialmente quelli che mi dicono già nel titolo che c'è in ballo un assassino”. Proprio qui vi dovete fermare: L'uomo con la faccia da assassino in un primo ... (continue)
Bisogna superare l'imbarazzo iniziale, davanti a un titolo così; quell'imbarazzo un po' snobista che ti fa pensare “io i gialli non li leggo, specialmente quelli che mi dicono già nel titolo che c'è in ballo un assassino”. Proprio qui vi dovete fermare: L'uomo con la faccia da assassino in un primo momento trae in inganno, ma se ci pensate bene fa riflettere. Si parla di un uomo che ha le sembianze di un carnefice: dunque non necessariamente lo è. Continua su Finzioni Magazine: http://www.finzionimagazine.it/libri/brioches/matti-ronka-l%E2%80%99uomo-con-la-faccia-da-assassino/
I poeti morti non scrivono gialli
Questa volta Björn Larsson, l'autore della vera storia del pirata più famoso del mondo, ha deciso di approdare nella propria città per raccontarci una storia anomala, dettata da qualche bicchiere di vino bianco e da una chiaccierata con la sua editrice francese, che l'ha sfidato a scrivere un giallo ... (continue)
Questa volta Björn Larsson, l'autore della vera storia del pirata più famoso del mondo, ha deciso di approdare nella propria città per raccontarci una storia anomala, dettata da qualche bicchiere di vino bianco e da una chiaccierata con la sua editrice francese, che l'ha sfidato a scrivere un giallo. Larsson accetta la provocazione, ma decide di prendersi gioco dell'editrice e dei lettori, architettando un libro che vuole essere un finto giallo, ma che giallo lo è per davvero: il titolo, I poeti morti non scrivono gialli. Una specie di giallo, contribuisce non poco a confonderci. Dunque lo scrittore svedese si mette al lavoro, e comincia a guardarsi intorno, alla ricerca di qualcuno da far fuori; sì perchè, nello schema del giallo, qualcuno deve pur morire. Ma Björn fa l'originale, e vuole uccidere qualcuno che non è mai stato ucciso prima: così, offrendogli un bicciere di champagne per poi pugnalarlo con una penna Aurora, ammazza Jan Y. Nillson, un poeta. Continua su Finzioni Magazine: http://www.finzionimagazine.it/libri/brioches/bjorn-larsson-i-poeti-morti-non-scrivono-gialli/
Ospite in soffitta
Come la prendereste se qualcuno vi ospitasse in casa propria, sistemandovi a dormire per una settimana nella sua polverosa soffitta? E' successo a Daniele, ragazzo diciannovenne di provincia, che un giorno si presenta a casa di Tiziano, maturo conoscente e compagno di chiacchiere da bar. Negli anni ... (continue)
Come la prendereste se qualcuno vi ospitasse in casa propria, sistemandovi a dormire per una settimana nella sua polverosa soffitta? E' successo a Daniele, ragazzo diciannovenne di provincia, che un giorno si presenta a casa di Tiziano, maturo conoscente e compagno di chiacchiere da bar. Negli anni Sessanta, per essere precisi, quando il bar, quello senza vodka e ombrellini per i cocktails, era un'istituzione.
Da lunedì a sabato, la storia dei due... http://insaturnia.blogspot.com/2011/10/ospite-in-soffit…
Gente indipendente
Fine Ottocento, l'Islanda si trova ancora sotto la dominazione della corona danese.
Gente indipendente è un libro che si fatica a leggere da pendolare, su un treno stipato di corpi e voci, ed è un libro che è difficile leggere tenendo le cuffie e la musica alta per non sentire le voci intorno a te ... (continue)
Fine Ottocento, l'Islanda si trova ancora sotto la dominazione della corona danese.
Gente indipendente è un libro che si fatica a leggere da pendolare, su un treno stipato di corpi e voci, ed è un libro che è difficile leggere tenendo le cuffie e la musica alta per non sentire le voci intorno a te. E' un libro che ti rende un po' misantropo, ma non capisci bene se l'odio lo provi nei confronti del genere umano come gregge o nel singolo uomo che tenta cocciutamente di tirarsi fuori dall'ovile e diventare pastore, stando in piedi sulle zampe posteriori. La tua coscienza si risveglia, aprendo le palpebre pesanti come le mattine d'inverno nell'isola del ghiaccio e del fuoco, l'Islanda...http://insaturnia.blogspot.com/2011/10/gente-indipendente-i-elogio-amaro.html