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Aleksandr Ra…
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- Viaggio da Pietroburgo a Mosca (59)
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By Aleksandr Radiščev -
Finished on May 3, 2010 




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Nel caso tu passassi di qui, ti lascio un saluto e un augurio. Ciao! Anna
Non riesco a scriverti, i messaggi sono incasinati! Ciaoooooo :*
Quali libri consiglieresti per l'estate? Manda un mini consiglio di 5 righe alla redazione di Io Come Artista www.iocome.it e la tua foto!
Verranno pubblicate sulla nuova rubrica: Letture estive!
Ciao, ti mando il link di una nuova rivista dedicata agli autori.
http://issuu.com/iocome/docs/io_come_autore_02
Spero ti faccia piacere
belle recensioni e bel blog! ti avvicino se non ti spiace...
ciao!
Viaggio da Pietroburgo a Mosca
Dalla parte patetica, didattica, politica e propagandistica sbucano fuori personaggi e stile che saranno quelli della grande letteratura russa. Come se il viaggio fosse il momento esatto in cui la letteratura russa nasce e noi ne stessimo vedendo il parto inconsapevole forse. Si nota perfettamente l ... (continue)
Dalla parte patetica, didattica, politica e propagandistica sbucano fuori personaggi e stile che saranno quelli della grande letteratura russa. Come se il viaggio fosse il momento esatto in cui la letteratura russa nasce e noi ne stessimo vedendo il parto inconsapevole forse. Si nota perfettamente la schizofrenia culturale tra Illuminismo francotedesco e russità, quasi parlassero due uomini diversi, dal registro diverso. il che costituisce un notevole fascino del testo. come vedere all'opera il contrasto tra parola e discorso (nel senso foucaultiano) perfettamente settecenteschi e occhio ottocentesco.
interessante il riferimento alla necessità di un tribunale internazionale, tra la società delle nazioni e quello dell'Aja e soprattutto il pensiero che letto nella russia sovietica i riferimenti alla circolazione delle idee su carta dovevano renderlo di attualità spaventosa: samizdat.
ma il radiscev migliore forse è quello del dialogo col lettore:
"ritengo che per voi sia lo stesso se il viaggio è avvenuto d'inverno e d'estate. Forse era d'inverno e d'estate.
uscendo lasciò cadere uno scarno fascio di carte. lo raccolsi ma non glielo restituii. non denunciarmi, caro lettore, per questo furto, a questa condizione svelerò anche a te il contenuto del maltolto. e dopo aver letto di cosa sis tratta non mi denuncerai di sicuro, in Russia, infatti, per legge non è ladro solo chi ruba, ma anche chi benefica dle furto. lo ammetto, ho la mani lunghe, quando addocchio qualcosa di sensato lo sgraffigno.. vedi di tenere al sicuro le tue idee.
Dammi una matita e un fogliettino di carta. disegnerò per il tuo diletto tuta l'onesta combriccola e potrai partecipare a questo banchetto di nozze, anche s e magari in questo momento stai cacciando i castori nelle isole Aleutine. Se non sarò capace di disegnare ritratti perfetti, vorrà dire che mi accontenterò delle loro silhouette. Ma tu caro lettore, già sbadigli. evidentemente è ora che io smetta di tratteggiare silhouette. hai ragione, non sarebbe che un sisseguirsi di nasi e labbra, labbra e nasi. e poi neppure capisco come faresti a distinguere cipria e belletto da una silhouette.
Chiesi al postiglione di famri visionare quelle carte e svolto il pacco, seppi che il foglio che avevo trovato ne faceva parte. Lo persuasi con una manci a darmele. esaminadole capii che appartenevano a un mio caro amico e per questo non lo considerai un furto. Lui non me le richiese mai più indietro, anzi me le lasciò perchè ne facessi quel che mi pareva.
Nel congedarmi, questo critico della censura mi diede un piccolo quadernetto. se tu lettore, non ti sei stancato, leggi quello che hai davanti. se per caso dovessi appartenere al Comitato della Censura, allora volta pagina e passa oltre.
Ma io, caro lettore, ho chiacchierato a lungo con te. eccoci già a Vsevsjatskoe. s enon ti ho annoiato, aspettami nei pressid el villaggio, ci vedremo sulla via del ritorno. per ora, addio. Postiglione, forza con quei cavalli"